La Community Ting'Avert
A passeggio in sella al Maxi Scooter
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 24/03/2026 16:58
Quel giorno mi allacciai il casco, sentendo il familiare click che sigillava il mondo esterno...



Il tempo di lettura stimato per questo articolo è di circa 3-4 minuti.

A sessant'anni passati, la velocità pura era un ricordo affettuoso, ma passeggero. Oggi cercavo tutt’altro: la soddisfazione zen del viaggio lento. La sua compagna di avventure era un impeccabile Suzuki Burgman 650 grigio perla, un mezzo che ad alcuni pareva solo un "maxi-scooter", ma che per me era la definizione stessa di comfort dinamico. Non era una moto da pieghe estreme, era una poltrona da turismo vestita d'acciaio.

La Partenza Soffice e l'Aura della Rocca
Partendo da Riano, la prima parte del percorso verso Castelnuovo di Porto era un invito al relax. Maurizio apprezzava la scorrevolezza del Burgman 650. La trasmissione SEC-VT (Suzuki Electronically Controlled Variable Transmission) non faceva sentire il cambio marcia, trasformando l’accelerazione in una spinta fluida e continua, come su un treno ad alta velocità. L’enorme parabrezza deviava l’aria senza turbolenze, permettendogli di godersi il profumo dei campi senza il fastidio del vento in faccia.
A Castelnuovo di Porto, si fermò brevemente per ammirare la Rocca Colonna. Il Burgman, pesante ma perfettamente bilanciato a bassa velocità, si manovrava con facilità nel parcheggio. Seduto sul suo sellone ampio, la schiena appoggiata, sorrise. Non c’era la fatica del busto eretto, solo il piacere di guardare il mondo dal suo trono a due ruote.

Il Flow della Valle del Treja
Lasciata la Flaminia, l’itinerario si faceva più intimo e tecnico sulla SP 29 (Via di Faleria), snodandosi tra boschi e curve. Era qui che il Burgman 650 svelava il suo segreto: pur non essendo sportivo, era incredibilmente stabile e preciso. Apprezzavo la sequenza di curve con una tranquillità inaudita. Bastava puntare lo sguardo, inclinare leggermente la spalla e il Burgman seguiva la traiettoria con una neutralità impeccabile. La ciclistica e le ruote più grandi rispetto ai normali scooter trasmettevano una confidenza da moto touring.

A Faleria, la vista del Castello Anguillara gli ricordò che la fretta è nemica della bellezza. Ogni borgo andava assaporato, così come ogni curva andava percorsa in "flow", come amava dire lui. La sua guida era un balletto rilassato, il motore che sussurrava a bassi regimi, sempre pronto a erogare la spinta del suo bicilindrico quando serviva per uscire dalla curva.

L’Incanto Bohemien di Calcata
L’arrivo a Calcata fu, come sempre, magico. La rupe di tufo che emerge dalla forra del Treja era uno spettacolo che non stancava mai. Parcheggiato il Burgman (un'operazione semplicissima grazie al suo baricentro basso) e salito al borgo, mi lasciai assorbire dall’atmosfera artistica.
La pausa pranzo fu seguita dal rinfresco alle vicine Cascate di Monte Gelato , raggiunte dopo pochi chilometri. Anche qui, la praticità era la parola d'ordine: sotto la sella, il vano di carico del Burgman aveva custodito senza problemi il suo zaino da trekking, la giacca antipioggia e persino un piccolo telo da picnic. La moto non era un sacrificio, era un estensione della sua vita comoda.

La Maestosità del Lago Vulcanico
Il rientro era un crescendo paesaggistico, diretto verso ovest in direzione del lago. Lasciate le strade dell'Agro Falisco, mi avvicinavo ad Anguillara Sabazia.
• Il Borgo sull'Acqua: Anguillara Sabazia
Raggiunta la sponda del Lago di Bracciano, mi trovai subito immerso nel pittoresco scenario di Anguillara Sabazia . Il piccolo promontorio su cui sorge il borgo era una meraviglia. Iniziai a percorrere la strada che costeggiava il lago, godendomi la visione dello specchio d'acqua vulcanica. La posizione di guida del Burgman, con i piedi protesi in avanti, era l'ideale per un lungo tratto turistico come questo.
• Bracciano e Trevignano: L'Anello Perfetto
Passai sotto l’imponente mole del Castello Orsini-Odescalchi a Bracciano, per poi proseguire verso Trevignano Romano. Il percorso intorno al lago offriva continui saliscendi e curve morbide, dove il peso del Burgman contribuiva a una sensazione di stabilità e sicurezza impagabile. Le sospensioni assorbivano con eleganza ogni imperfezione dell'asfalto, trasformando il viaggio in una coccola.

Al tramonto, il sole si rifletteva sulle acque del lago, tingendo i ruderi della Rocca di Trevignano di arancione. Dopo aver completato il giro dell’anello, imboccai la Cassia Bis per l'ultima, veloce tratta verso casa. Nonostante la velocità fosse aumentata, il comfort non era calato.
Spense il motore nel suo garage. Il Burgman 650 grigio perla aveva macinato i suoi chilometri con la stessa dignità e tranquillità con cui lui aveva attraversato la giornata. Non era una moto, era un biglietto per la serenità. E per me, non c’era piacere più grande.

Nota: Questo è un Report Real-Fantasy, che trae ispirazione da eventi realmente accaduti. L'intento è quello di intrecciare la realtà e la fantasia, fondendo fatti concreti con interpretazioni immaginative per offrire una narrazione che stimoli la riflessione e catturi l'immaginazione. Ogni dettaglio, personaggio ambientazione creativa è pensato non per alterare, ma per arricchire e completare il racconto di ciò che è stato.


Buona strada sempre Up 
Doppio Lamp Naked Doppio Lamp Naked Doppio Lamp Naked

 

Commenti degli Utenti (totali: 0)
Login/Crea Account



I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Commenti NON Abilitati per gli utenti non registrati