Se pensavate che Radicofani fosse il fondo del barile, beh... non avevate fatto i conti con la fisica del nylon bagnato e la gastronomia senese.

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Introduzione: L'Estrazione di Saetta
La mattina dopo il diluvio, la locanda di Radicofani fu teatro di una scena che i testimoni difficilmente dimenticheranno. Saetta Lumaca era ancora lì, seduto sulla sedia della colazione, fuso in un unico corpo con la sua tuta antipioggia taglia XS. Sfreccia-Senza-Meta, armato di un cucchiaio da cucina e abbondante sapone per i piatti gentilmente offerto dalla locandiera, dovette procedere all' "estrazione".
Dopo quaranta minuti di manovre che ricordavano il varo di una nave, Saetta emerse finalmente dal nylon con un suono simile a quello di uno stappo di spumante, visibilmente più magro e con un’espressione di chi ha visto l'abisso. Ma non c'era tempo per i traumi: Siena chiamava, e Ugo il Cinghiale, già legato con lo spago sul manubrio della Ducati gialla, puntava il muso di pezza verso nord.
* Continua da:
Il Grande Salto... alla conquista della Toscana
I° Capitolo: Pieghe (o presunte tali) tra i Cipressi
La Val d'Orcia accolse i nostri eroi con una luce radente che avrebbe fatto piangere un fotografo di National Geographic. Sfreccia, rinvigorito dal sole, decise che era il momento di mostrare a Saetta cosa significasse "pennellare le curve".
"Guarda me, Saetta! Il corpo segue la linea, la Guzzi diventa un prolungamento dell'anima!" urlò, buttandosi in una curva a gomito a ben 42 km/h. Peccato che la borsa laterale sinistra, carica di souvenir e pezzi di tenda bagnata, toccasse terra quasi subito, producendo un rumore di grattugia metallica che fece sobbalzare un gregge di pecore a tre chilometri di distanza.
Saetta, dal canto suo, guidava con la prudenza di chi trasporta nitroglicerina. Ogni curva era un calcolo matematico. "Ugo dice che stai inclinando troppo, Sfreccia! La forza centrifuga non perdona i sognatori!" ammoniva dall'interfono, mentre il cinghiale di pezza oscillava pericolosamente sul manubrio a ogni minima asperità del terreno.

[In questa fotografia, scattata all'alba nella sala colazione della locanda di Radicofani, assistiamo all'estrazione epica. Sfreccia-Senza-Meta, armato di un cucchiaio da zuppa e litri di sapone per piatti schiumoso, sta letteralmente "stappando" Saetta Lumaca dalla sua tuta antipioggia giallo fluorescente taglia XS. Saetta è contorto, con un'espressione di sollievo fumettistico. Il tavolo è un caos di schiuma, pecorino e mappe umide. Ma la vera perla è Ugo, il cinghiale di pezza, che osserva la scena dalla Ducati Scrambler gialla parcheggiata appena fuori dalla locanda, in una strada di Siena già affollata da turisti giapponesi incuriositi che lo scambiano per un'attrazione locale.]
II° Capitolo: L'Imboscata dei Pici all'Aglione
L'arrivo alle porte di Siena fu segnato da un richiamo atavico: la fame. I due si fermarono in una trattoria dove il menu era scritto a mano e l'oste parlava una lingua composta al 90% da aspirate.
"Due piatti di pici all'aglione," ordinò Sfreccia con l'autorità di un imperatore. "Dobbiamo caricarci per la conquista della Piazza del Campo!"
Fu un errore tattico fatale. L'aglione senese non è un condimento, è un'arma chimica. Dopo aver divorato porzioni che avrebbero sfamato una legione, i due risalirono in sella. L'effetto combinato di aglione e calore del motore creò all'interno dei caschi un microclima letale. Saetta iniziò ad avere allucinazioni: vedeva i cipressi ballare il saltarello. Sfreccia, invece, divenne improvvisamente convinto di essere un palafreniere del Palio, urlando incitamenti alla sua Guzzi rossa come se fosse un cavallo di razza.
III° Capitolo: Pericoli in Piazza del Campo
L'ingresso a Siena non fu esattamente trionfale. Cercando di raggiungere il cuore della città, i due finirono in un dedalo di vicoli talmente stretti che le borse della Guzzi rischiavano di incastrarsi tra le mura medievali.
Mentre cercavano di fare manovra tra decine di turisti giapponesi che scambiavano Ugo il Cinghiale per una rara divinità locale, Saetta perse l'equilibrio. La Ducati gialla iniziò a inclinarsi. "Sfreccia! La gravità! La gravità sta vincendo!"
Fu in quel momento che un gruppo di anziani senesi, seduti su una panchina, smise di discutere di contrade per assistere allo spettacolo. "O icché tu fai, cittino? La moto l'è fatta per corre, mica per dormicchià in terra!" urlò uno di loro.
Sfreccia-Senza-Meta, con una prontezza inaspettata, saltò giù dalla Guzzi e afferrò la Scrambler di Saetta un millimetro prima del disastro. "È una performance artistica, signori! Rappresentiamo la precarietà dell'uomo moderno!" esclamò, mentre Saetta cercava di riprendere fiato nel suo casco saturo di odore d'aglio.
Capitolo Conclusivo: Verso la Zingarata Totale
Nonostante l'aglio, le cadute sfiorate e le borse grattugiate, la giornata volge al termine con i nostri due amici (e il cinghiale Ugo) parcheggiati davanti a un tramonto che infuoca i tetti di Siena. Sono stanchi, profumano come una cucina di campagna e hanno percorso meno chilometri di un maratoneta keniano, ma sono felici.
Tuttavia, il peggio (o il meglio) deve ancora venire.

[Questa fotografia cattura perfettamente il torpore gastronomico dei nostri eroi. Nel cortile soleggiato e polveroso della trattoria, Sfreccia e Saetta sono seduti goffamente al tavolo di metallo sgangherato. Sono visibilmente storditi, con i volti arrossati e vacui, e gli occhi quasi chiusi sotto l'effetto narcotico dell'aglio. Sfreccia tiene ancora in mano il cucchiaio da zuppa (probabilmente usato per finire il condimento letale). Una nebbia invisibile, ma percepibile dai vapori caldi, avvolge loro e le moto parcheggiate male. Ugo il Cinghiale, fissato sul manubrio della Ducati gialla, sembra aver subito anche lui il colpo, con la testa di pezza che ciondola di lato. Il sole toscano batte implacabile, accentuando il loro stato.]
Il prossimo capitolo vedrà i nostri eroi abbandonare ogni parvenza di civiltà. Niente più locande, niente più sapone per piatti. Sarà istinto puro.
Riuscirà Saetta a digerire l'aglione prima di raggiungere la Maremma? Ugo il Cinghiale rimarrà fedele o cercherà la fuga tra i boschi?
Preparatevi, perché il 1° Aprile non sarà uno scherzo.
IL GRANDE SALTO... "È Zingarata sia!" - Capitolo V°
Nota: Tra realtà e fantasia, questo racconto celebra la mia passione per le due ruote. I luoghi e le immagini, pur ispirandosi spesso al mondo reale, sono frutto di una libera rielaborazione creativa. Pur non essendo un professionista del settore, ho dedicato anima e corpo alla scrittura e alla creazione visiva di questa storia. Vi invito a guardare oltre le possibili imprecisioni tecniche e a cogliere l'essenza di un progetto nato dal puro piacere di creare. Spero che vi emozioni!
Buona strada sempre
