Preparate gli impermeabili (quelli buoni, non quelli di plastica trasparente che si strappano solo a guardarli).
Il tempo stimato per la lettura di questo terzo capitolo è di circa 4-5 minuti.

IL GRANDE SALTO... Alla Conquista della Toscana
Introduzione: Il Battesimo dell'Acqua
Avevamo lasciato i nostri intrepidi (e lenti) centauri, Sfreccia-Senza-Meta e Saetta Lumaca, mentre abbandonavano il Lazio con una gallina scontenta e una tenda trasformata in un arrosto elastico sulla Moto Guzzi V7 rossa. La profezia del vecchio ciclista stava per avverarsi: il cielo sopra la Cassia non prometteva nulla di buono. Era grigio, gonfio e decisamente ostile alla "libertà" sognata dai due. La conquista della Toscana non sarebbe stata una parata trionfale al sole, ma un test di resistenza idrica e psicologica. Ma dopotutto, non avevano forse cercato l'avventura? Beh, l'avventura stava per arrivare, sotto forma di una perturbazione atlantica di proporzioni bibliche.

I Capitolo: La Tragedia del Tassello Mancante
Il confine toscano fu annunciato non da un cartello, ma dalle prime, pesanti gocce di pioggia. Sfreccia-Senza-Meta, sulla sua Guzzi rossa, l'accolse con un urlo di sfida: "È l'acqua della vita, Saetta! Ci battezza come veri viaggiatori!"
Saetta Lumaca, sulla sua Ducati Scrambler gialla, non rispose. Era troppo occupato a cercare disperatamente di infilare la sua tuta antipioggia giallo fluorescente a bordo strada. Tuta che, per un tragico errore di calcolo (o forse per colpa della "società monotona" che vendeva taglie sbagliate), si rivelò essere di due taglie più piccola.
La scena che seguì fu una lotta titanica tra Saetta e il nylon. Sembrava un incrocio tra una danza interpretativa e un uomo che cercava di entrare in una muta da sub stando in piedi su una gamba sola. "Non... riesco... a respirare, Sfreccia!" rantolò Saetta, con la tuta bloccata all'altezza delle spalle, sembrando un'enorme banana sottovuoto.
Sfreccia, che invece aveva una mantella militare rimediata in un mercatino che lo faceva sembrare un fantasma motociclista, provò ad aiutarlo. "È la compressione dell'avventura, Saetta! Ti rende più aerodinamico!"
Alla fine, Saetta riuscì a entrare nella tuta, ma il risultato fu che non poteva più piegare le ginocchia né abbassare le braccia completamente. Guidava la sua Ducati come un Playmobil gigante, dritto come un fuso, mentre la pioggia iniziava a cadere a secchiate.

II Capitolo: L'Assedio di Radicofani (e della nebbia)
La salita verso Radicofani fu l'apice della loro sofferenza. La pioggia non cadeva più, veniva sparata orizzontalmente dal vento. E poi arrivò la nebbia. Una nebbia toscana, fitta e lattiginosa, che cancellava il mondo oltre i tre metri.
Sfreccia-Senza-Meta, fedele al suo nome, decise che la nebbia era un invito a "guidare con l'istinto". Accelerò la sua Guzzi rossa, sparendo nel nulla grigio. Due minuti dopo, Saetta lo sentì urlare. Lo trovò fermo, con la moto spenta, nel cortile di una fattoria isolata, circondato da tre Maremmani ringhianti. "Pensavo fosse la scorciatoia per Siena!" si giustificò Sfreccia, mentre cercava di calmare i cani offrendo loro il resto del mazzo di fiori appassiti.
Saetta, bloccato nella sua tuta-prigione, guidava a cinque chilometri orari, fissando la linea bianca sulla strada come se fosse l'unico legame con la realtà. La sua Ducati gialla, ora coperta da un mix di fango e acqua piovana, sembrava una scultura d'arte moderna dedicata alla sfortuna.
"Ho freddo, Sfreccia," disse Saetta attraverso l'interfono (che gracchiava a causa dell'umidità). "E credo che la gallina che era sulla mia sella stamattina mi abbia lasciato un 'ricordo' dentro lo stivale."
"Pensa alla gloria, Saetta! Pensa al Chianti che berremo!" rispose Sfreccia, mentre la sua mantella militare sventolava violentemente, facendolo sembrare un supereroe molto bagnato e poco credibile.
III Capitolo: Il Miracolo del Cinghiale di Pezza
Arrivati finalmente a Radicofani, bagnati fino al midollo, infreddoliti e con il Playmobil-Saetta che rischiava l'ipotermia, i due cercarono disperatamente un riparo. Ma il paese sembrava deserto, blindato contro la tempesta. L'unico posto aperto era una piccola bottega di souvenir e prodotti locali.
Entrarono, lasciando una scia di acqua e fango sul pavimento. Dietro il bancone, un'anziana signora toscana, con gli occhi che brillavano di divertimento, li guardò. "Maremma maiala, ma che v'è successo? Siete cascati nel lago di Bolsena?"
Mentre Sfreccia cercava di spiegare la loro "filosofia del viaggio libero", l'occhio di Saetta cadde su uno scaffale. Lì, tra bottiglie di olio e pacchi di pici, c'era un cinghiale di pezza, con una piccola sciarpa a scacchi. Era orribile, ma aveva un'aria rassicurante. Saetta, in preda a un delirio da ipotermia, lo prese e lo strinse al petto (per quanto glielo permettesse la tuta). "Si chiamerà... Ugo. Ugo il Cinghiale Viaggiatore. Lui ci proteggerà."
La signora, mossa a compassione, preparò loro due tazze di brodo caldo e offrì loro un pezzo di panforte. "Prendete, ne avete bisogno. E portatevi via anche Ugo, offre la casa. Mi sa che ne ha bisogno più lui di voi."
Sfreccia-Senza-Meta guardò Saetta che coccolava il cinghiale di pezza. "Vedi, Saetta? Anche nel cuore della tempesta, la società ci offre conforto! Ugo è il simbolo della nostra resilienza!"
"Ugo è morbido," rispose Saetta, mentre il calore del brodo iniziava a fare effetto.
Capitolo Conclusivo: Appuntamento alla Pieve
Con Ugo il Cinghiale Viaggiatore fissato con lo spago sul manubrio della Ducati gialla, e i due motociclisti leggermente più caldi (ma ancora inzuppati), la conquista della Toscana poteva continuare. La nebbia si stava diradando, rivelando le colline della Val d'Orcia in tutta la loro drammatica bellezza autunnale. Avevano sconfitto la pioggia, la nebbia e la tuta taglia S. Erano pronti a tutto. O almeno, così credevano.
Riusciranno i nostri eroi a raggiungere Siena senza che Ugo il Cinghiale voli via? E soprattutto, Saetta riuscirà mai a togliersi quella tuta antipioggia?
Scopritelo nel prossimo capitolo:
IL GRANDE SALTO... Pici, Piege e Pericoli a Siena - Capitolo IV
Appuntamento al 16 Marzo!
Tra realtà e fantasia, questo racconto celebra la mia passione per le due ruote. I luoghi e le immagini, pur ispirandosi al mondo reale, sono frutto di una libera rielaborazione creativa. Pur non essendo un professionista del settore, ho dedicato anima e corpo alla scrittura e alla creazione visiva di questa storia. Vi invito a guardare oltre le possibili imprecisioni tecniche e a cogliere l'essenza di un progetto nato dal puro piacere di creare. Spero che vi emozioni!
Buona strada sempre ^?l:
