Siamo giunti, quasi senza rendercene conto, all’ultimo atto di questa monumentale avventura. È l’undicesimo giorno di guida effettiva, che sommato ai quattro di riposo, porta il totale a quindici giorni di vita vissuta intensamente sulla strada. Ad oggi, il contachilometri di Gianni, Marco e Luigi segna la cifra impressionante di 4.415 km. Ne mancano solo 170 per mettere la parola fine a questa traversata e iniziare le pratiche per il rientro in Italia. Ma prima di pensare al volo di ritorno, c’è una capitale da conquistare.
L’emozione stamattina a Tianjin è un miscuglio strano: c’è l’adrenalina del traguardo, ma anche quella malinconia sottile che colpisce chi sa che un’esperienza irripetibile sta per concludersi. Le moto sono cariche, la catena è ingrassata per l'ultima volta e gli animi sono pronti. Il percorso odierno non sarà una passerella solitaria: la megalopoli cinese richiede nervi saldi. Lasceranno la "Città dei Fiumi" per risalire verso nord, attraversando il distretto tecnologico di Haidian, prima di puntare dritti al cuore storico di Pechino.
La stima del tempo di lettura per l'articolo è la seguente: circa 6 minuti.

Prosegue da: Orient Express tappa n. 10 - 'Il viaggio continua verso Tianjin'
Capitolo 1: Tianjin – Il rito sacro della colazione
A Tianjin, la colazione non è un pasto veloce, è una cerimonia collettiva. Nonostante la fretta di arrivare, i nostri tre motociclisti decidono di onorare la tradizione locale. Alle 8:00 in punto, i motori si spengono davanti a un piccolo locale tradizionale, di quelli dove il vapore dei cestelli di bambù invade la strada.
Il rito prevede i celebri Baozi di Tianjin, panini al vapore soffici e saporiti, accompagnati dagli Youtiao, bastoncini di pasta fritta dorata. Seduti a un tavolo di legno segnato dal tempo, Gianni, Marco e Luigi osservano il vapore salire dalle ciotole di zuppa di tofu. È un momento di silenzio quasi religioso. I loro caschi sono appoggiati su una panca, le giacche sono ancora incrostate della polvere raccolta nei deserti e sui passi montani. In quel piccolo bar, tra i profumi di soia e zenzero, si rendono conto che questo è l'ultimo "buongiorno" della spedizione. La complicità è totale: non servono molte parole, basta un cenno mentre si divide l'ultimo Baozi.

Capitolo 2: Verso Haidian – Schivando la nostalgia
Lasciata Tianjin, l’asfalto diventa un fiume di cemento super affollato. La strada verso Pechino è un contrasto violento tra l’iper-modernità delle ferrovie ad alta velocità che sfrecciano sopra le loro teste e i piccoli camion carichi di merci che si accalcano sulle corsie. Per allentare la tensione dell’arrivo imminente, Marco lancia una delle sue battute nell'interfono.
"Ragazzi, guardate quel camion! Ha così tante ruote che potrebbe prestarne un paio alla Multistrada e le avanzerebbero pure per farci un carrettino!"
Gianni ride, mentre Luigi controlla il GPS con la sua solita precisione chirurgica.
Entrando nel distretto di Haidian, l’atmosfera cambia: grattacieli di vetro e acciaio, sedi dei colossi tecnologici mondiali, si stagliano contro un cielo lattiginoso. È la Cina del futuro che li accoglie. La strada è frenetica, rumorosa, un labirinto di sopraelevate che mette alla prova la loro stanchezza, ma la vista della segnaletica che indica "Pechino" dà loro la forza per l'ultimo sforzo. Ogni chilometro percorso in questa giungla urbana è un passo verso la storia del loro viaggio.

Capitolo 3: L'ultimo tè prima della gloria
A soli dieci chilometri dal centro di Pechino, il trio decide per un’ultima sosta in una piccola tea-house sul ciglio della strada. È qui che avviene il vero "debriefing" emotivo. Distendono sul tavolo di plastica una mappa cartacea ormai logora, piena di appunti, macchie di caffè e segni di dita.
"Guardate qui," dice Luigi puntando il dito sul confine nepalese. "Sembra passata un'eternità da quando imprecavamo per il freddo a 5000 metri."
"E la polvere del deserto di Qaidam?" aggiunge Gianni sorseggiando il tè bollente. "Pensavo che non sarei più riuscito a vedere il colore originale della mia Africa Twin."
Marco guarda la mappa e poi le moto parcheggiate fuori: "Abbiamo fatto qualcosa di incredibile. Siamo partiti come tre amici in sella e arriviamo come fratelli che hanno condiviso il fango e le stelle."
Il dialogo prosegue tra ricordi di forature riparate sotto la pioggia e tramonti infuocati. Sanno che tra mezz'ora la sfida sarà finita e, per quanto desiderino la meta, una parte di loro vorrebbe che quel nastro d'asfalto non finisse mai.

Capitolo 4: Pechino – Il trionfo e l'Anatra Laccata
L'ingresso nel cuore di Pechino è un’esplosione di sensazioni. Attraversano i vicoli stretti degli Hutong, dove la vecchia Cina resiste tra panni stesi e anziani che giocano a mahjong. Finalmente arrivano al ristorante prescelto, dove un’insegna luminosa preparata dalla loro guida Mei recita: "PECHINO – FINE TAPPA! 4.585 KM".
Le moto, ormai diventate estensioni dei loro corpi, vengono parcheggiate in posizione d'onore. La cena è un banchetto degno di un imperatore: l'immancabile Anatra Laccata, servita con pancakes sottili e salsa hoisin, domina il tavolo rotante. I boccali di birra Yanjing si scontrano in un brindisi fragoroso che attira l'attenzione degli altri commensali. C'è Mei che sorride orgogliosa, ci sono le risate di chi sa di avercela fatta. La stanchezza sparisce, sommersa dai festeggiamenti e dalla consapevolezza di aver portato a termine il "sogno Orient Express".

Capitolo 5: Domani, il volo verso casa
La notte di Pechino scivola via tra racconti e ultime foto ricordo. Domani mattina le moto verranno preparate per la spedizione e i tre amici si dirigeranno verso l'aeroporto internazionale. Le tute da motociclista verranno riposte nelle valigie, sostituite da abiti civili che sembreranno quasi troppo stretti dopo quindici giorni di libertà assoluta.
Mentre osservano le luci della città dall'hotel, sanno che il rientro in Italia sarà strano. Il rumore dei motori sarà sostituito dal silenzio della cabina dell’aereo, ma nei loro occhi resteranno i colori dell'Asia e nelle orecchie il vento dei passi himalayani. L'avventura finisce qui, ma il legame nato su quelle strade durerà per sempre.

Mercoledì 01 Aprile dodicesima ed ultima tappa della saga Orient Express - Il sogno continua atto finale rientro in Italia.
È stato un onore accompagnarvi in questo viaggio.
Questo Report Real-Fantasy è un viaggio immaginario attraverso luoghi reali, prendendo spunto dall'avventuroso format di "Pechino Express". Un'esplorazione tra realtà e fantasia,
la descrizioni dei luoghi, pur basandosi su località esistenti, sono frutto della mia interpretazione personale e della libertà narrativa. Allo stesso modo, le immagini che accompagnano questo racconto sono creazioni di fantasia generate tramite intelligenza artificiale. Un lavoro fatto con passione, non sono uno scrittore professionista, sebbene amo profondamente scrivere e creare racconti che parlano di moto. Allo stesso modo, non sono un graphic designer, anche se mi diletto con passione nella generazione di immagini tramite IA. Per questo motivo, vi chiedo di essere indulgenti se doveste riscontrare qualche imprecisione nelle descrizioni o nelle rappresentazioni visive, io da parte mia ci metto sempre del mio meglio.
Questo è un lavoro nato dalla passione, e spero che possiate apprezzarne lo spirito!
Buona strada sempre
