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Orient Express tappa n°.10 - 'Il viaggio continua verso Tianjin'
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 03/02/2026 17:03
Info Tappa: Orient Express tappa n.° 10 (+ 4 di riposo) – Venerdì 14 Marzo 2025. Km totali percorsi: 3.915. Km di oggi: 500 (Weifang – Cangzhou – Tianjin)...

L'alba su Weifang ha un sapore diverso questa mattina. Non è solo l'aria fresca dello Shandong o il profumo dei ravioli al vapore che sale dalle bancarelle in strada. È la consapevolezza di un'avventura epica che volge alla fine. 



Il tempo di lettura stimato per questo articolo è di circa 6/7 minuti.

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Arrow Orient Express nona tappa: Tra vette sacre e cieli di seta

Mentre Marco chiude la zip della sua borsa laterale sulla Ducati, e Luigi controlla per la millesima volta la pressione delle gomme della sua BMW, un silenzio carico di significato aleggia nel parcheggio dell'hotel.
Oggi è la decima tappa. Ma soprattutto, oggi è la penultima tappa.
Il contachilometri totale segna la cifra impressionante di 3.915 km. Una striscia di terra, sabbia e asfalto che si srotola idealmente dall’Himalaya fino al cuore della Cina industriale. I 500 chilometri previsti per oggi, che li porteranno dalla città degli aquiloni, Weifang, attraverso lo snodo di Cangzhou, fino alla megalopoli portuale di Tianjin, sono l'ultimo vero ostacolo. Domani, l'arrivo trionfale a Pechino sarà poco più di una passerella d'onore.



Sindrome da fine gita scolastica
"Allora, nonni, siete pronti per l'ultima vera sfacchinata?" esordisce Gianni, dando una pacca affettuosa sul serbatoio della sua Honda Africa Twin, ormai coperta da uno strato di polvere che racconta storie di mezza Asia. La sua solita ironia nasconde male un pizzico di malinconia.
"Parla per te, io sono fresco come una rosa," risponde Marco, infilandosi il casco e nascondendo un sorriso. "È la mia Multistrada che comincia a chiedermi pietà in bolognese stretto."
Luigi, sempre il più pragmatico, guarda l'orologio e la mappa sul GPS. "Cinque ore stimate, che diventeranno sette con il traffico e le soste pipì di Gianni. Cerchiamo di non arrivare a Tianjin col buio pesto, d'accordo?"
C'è un'atmosfera leggera, quella tipica "sindrome da fine gita scolastica". La stanchezza accumulata in settimane di viaggio (e i giorni di "riposo" che spesso sono stati più faticosi di quelli in sella) si sta trasformando in un'euforia nervosa. Sanno che il traguardo è lì, a portata di mano, e questo rende ogni chilometro rimanente più dolceamaro.



L'autostrada verso il cuore pulsante
Lasciata Weifang, l'autostrada si allarga, diventando un fiume di cemento a più corsie. Il paesaggio cambia radicalmente. I campi coltivati e i villaggi tradizionali lasciano spazio a un orizzonte punteggiato da ciminiere, tralicci dell'alta tensione e complessi industriali di dimensioni inimmaginabili per un europeo. Stanno entrando nel "Jing-Jin-Ji", l'immensa regione metropolitana che unisce Pechino, Tianjin e lo Hebei.
Guidare qui richiede concentrazione assoluta. I camion sono enormi, veloci e onnipresenti. Mei, la loro guida nell'auto di supporto, fa un lavoro eccellente nell'aprire la strada, una piccola barca che fende un mare di traffico pesante, con le tre moto che la seguono in formazione serrata.
Attraverso l'interfono, le battute si sprecano per stemperare la tensione della guida.
"Luigi, dì la verità," gracchia la voce di Gianni nel casco, "Ti mancherà tutto questo traffico ordinato quando tornerai sulla tangenziale di Milano, vero?"
"Mi mancherà soprattutto non capire gli insulti che mi lanciano gli altri automobilisti," ribatte Luigi, mentre la sua GS sorpassa agevolmente un convoglio di mezzi pesanti.
La sosta a Cangzhou è rapida, giusto il tempo di un pranzo veloce in un'area di servizio che sembra un aeroporto. Seduti su sgabelli di plastica, davanti a ciotole di noodles fumanti, i tre amici si guardano. Le facce sono segnate dal vento e dal sole, le tute da moto sono vissute, ma gli occhi brillano.
"Pensateci," dice Marco, brandendo le bacchette. "Siamo partiti dal Nepal. Sembra una vita fa."
"E domani sera saremo a Pechino a mangiare l'anatra laccata," aggiunge Gianni. "Se la mia schiena regge ancora questi ultimi 200 km fino a Tianjin, prometto che non mi lamenterò mai più del divano di casa mia."



L'approdo a Tianjin
Il pomeriggio è una volata. I chilometri scorrono veloci, ingoiati dai motori che ormai girano all'unisono, come se anche le macchine sentissero l'odore della stalla. L'arrivo a Tianjin è spettacolare. La città non è solo un porto, è una metropoli scintillante con un'architettura che mescola audaci grattacieli moderni a sorprendenti retaggi coloniali europei lungo il fiume Hai.
Quando finalmente spengono i motori nel parcheggio sotterraneo dell'hotel, il silenzio improvviso è assordante. Si tolgono i caschi lentamente. Sono le 18:30. Hanno coperto i 500 km.



Si scambiano una stretta di mano vigorosa, poi un abbraccio a tre, goffo a causa delle protezioni delle giacche, ma sincero.
"Penultima, andata," sussurra Luigi.
Mentre salgono in camera per una doccia che laverà via la polvere della strada, il pensiero è già a domani. Non sarà una tappa come le altre. Sarà l'ultima danza delle loro fedeli compagne a due ruote su suolo cinese. Pechino li attende. Il sipario sta per calare su questa incredibile avventura, ma stasera, a Tianjin, c'è ancora tempo per celebrare la strada fatta insieme.





Questo Report Real-Fantasy è un viaggio immaginario attraverso luoghi reali, prendendo spunto dall'avventuroso format di "Pechino Express". Un'esplorazione tra realtà e fantasia,
la descrizioni dei luoghi, pur basandosi su località esistenti, sono frutto della mia interpretazione personale e della libertà narrativa. Allo stesso modo, le immagini che accompagnano questo racconto sono creazioni di fantasia generate tramite intelligenza artificiale. Un lavoro fatto con passione, non sono uno scrittore professionista, sebbene amo profondamente scrivere e creare racconti che parlano di moto. Allo stesso modo, non sono un graphic designer, anche se mi diletto con passione nella generazione di immagini tramite IA. Per questo motivo, vi chiedo di essere indulgenti se doveste riscontrare qualche imprecisione nelle descrizioni o nelle rappresentazioni visive, io da parte mia ci metto sempre del mio meglio.

Questo è un lavoro nato dalla passione, e spero che possiate apprezzarne lo spirito! Pray 


Buona strada sempre 
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