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Perché partecipare a un 'Corso di guida sicura su strada'?
Scritto da Maurizio60 - Pubblicato 22/01/2026 15:42
Oltre la patente: affinare la tecnica per godersi il viaggio in totale sicurezza...

Molti motociclisti vedono il conseguimento della patente A come il traguardo finale. In realtà, quello è solo l’inizio. La strada è un ambiente dinamico, imprevedibile e spesso ostile: asfalto rovinato, macchie d’olio, automobilisti distratti e traiettorie mal calcolate sono sfide quotidiane.

Il tempo di lettura stimato per questo articolo è di circa 2 minuti.



Partecipare a un corso di guida sicura su strada non significa "tornare a scuola", ma investire sulla propria pelle per trasformare la paura in consapevolezza e il rischio in puro piacere di guida.

I vantaggi di un corso professionale
• Padronanza del mezzo: Imparerai che la moto non va "subita", ma guidata con il corpo e lo sguardo.
• Gestione delle emergenze: Sapere come reagire a una frenata improvvisa o a un ostacolo imprevisto fa la differenza tra un brutto spavento e un incidente.
• Correzione dei difetti: Anche i piloti esperti trascinano con sé cattive abitudini. Un istruttore esterno le individua in pochi minuti.
• Maggiore relax: Più sei tecnico, meno fatica fai. Questo ti permette di viaggiare per ore senza stress fisico e mentale.
10 Domande da fare all’istruttore di guida

Prima di iscriverti o durante il primo briefing, è fondamentale chiarire ogni dubbio. Ecco dieci domande essenziali per capire se il corso è adatto a te e per ottenere il massimo dall’esperienza:
• Qual è il rapporto allievi/istruttori?
• Un gruppo troppo numeroso impedisce un feedback personalizzato. Il rapporto ideale è di 3-5 allievi per istruttore.
• Lavoreremo sulla "tecnica dello sguardo"?
• La moto va dove guardi. Capire come anticipare la curva con gli occhi è la base della sicurezza.
• Come viene gestita la frenata d'emergenza con e senza ABS?

È cruciale capire i limiti del proprio impianto frenante in condizioni di stress.
• Faremo esercizi di guida a bassa velocità (manovre nello stretto)?
• Saper gestire il peso della moto da fermo o nel traffico è fondamentale per evitare cadute banali.
• Qual è la posizione corretta del corpo per non affaticarsi?
• Spalle, polsi e schiena ringrazieranno dopo aver imparato l'ergonomia corretta.
• Come si legge correttamente una traiettoria su strada aperta?
• La traiettoria "da pista" è diversa da quella sicura su strada, dove bisogna sempre considerare i veicoli che provengono dal senso opposto.
• Cosa devo fare se sento la moto "chiudere" o scivolare in curva?
• Imparare a non farsi prendere dal panico e a gestire le perdite di aderenza.
• Verranno effettuate riprese video durante il corso?
• Rivedersi in azione è il modo più veloce per capire dove si sta sbagliando la postura.
• Come influisce il carico (passeggero o valigie) sulla dinamica della moto?
• Se viaggi spesso in coppia, questo è un aspetto che cambia radicalmente le distanze di frenata e l'inserimento in curva.
• Quali sono i controlli pre-viaggio essenziali che dovrei fare da solo?
• Dalla pressione delle gomme allo stato della catena: la sicurezza parte dalla manutenzione.

Conclusione
Il miglior accessorio che puoi regalare alla tua moto non è uno scarico nuovo o una sella in gel, ma un guidatore migliore. Un corso di guida sicura ti restituisce una fiducia nuova, rendendo ogni uscita non solo più protetta, ma infinitamente più divertente.


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Commento di: Davide il 22-01-2026 15:56
Dico la mia in base alle esperienze vissute: sono parzialmente scettico sui corsi di guida sicura perché credo che non tutto quello che ti insegnano sia "sicuro" e applicabile su strada. Ho avuto modo di leggere documentazione di corsi e confrontarmi con persone che li hanno frequentati e alcuni consigli o tecniche mi hanno lasciato perplesso.
Penso che la maggior parte delle cose che insegnano siano giuste, il problema è che se chi frequenta il corso non ha esperienza prende tutto per oro colato, non essendo in grado di fare una cernita.
Se uno è alle prime armi, seguire un corso di guida sicura è sicuramente un buon aiuto. Però poi man mano che l'esperienza cresce deve mettere in discussione quanto imparato e valutarlo.
Commento di: Maurizio60 il 23-01-2026 10:29
Grazie per il contributo, Davide! Concordo pienamente: ritengo che questo tipo di corsi sia prezioso soprattutto per i neofiti, considerando che oggi è venuta meno la classica 'gavetta' fatta di motorini e piccole cilindrate.
​Sempre più spesso incontro persone che si approcciano alle due ruote direttamente in età adulta, a 30 o 40 anni. Anche qui sul forum leggiamo frequentemente post di utenti che chiedono consigli sulla prima moto, puntando spesso a cubature importanti senza avere un’esperienza pregressa. Per loro, il semplice esame ministeriale per la patente è del tutto insufficiente a garantire una guida davvero sicura e consapevole, poiché si limita a verificare manovre base e non la gestione delle dinamiche stradali complesse.
​Proprio per questo, credo che dovremmo ripensare l'iter burocratico: questi corsi avanzati dovrebbero poter essere svolti direttamente nelle autoscuole come parte integrante del percorso formativo per chi non ha esperienza pregressa. Sarebbe un modo per garantire che chiunque salga su una moto di grossa cilindrata per la prima volta abbia basi solide e certificate. Si potrebbe pensare a un sistema a doppio binario, che lasci il normale esame ministeriale a chi ha già esperienza (magari certificata da anni di guida su cilindrate inferiori), ma che imponga un percorso tecnico più strutturato ai neofiti "adulti".
​Oltre ai principianti, trovo che il corso sia fondamentale per chi si sente 'bloccato'. Molti guidano con un senso di timore o una rigidità muscolare che impedisce di godersi il viaggio: un percorso formativo professionale aiuta a trasformare la paura in tecnica e controllo, migliorando non solo la sicurezza ma anche il piacere di guida.
​Tuttavia, bisogna essere onesti: non tutti sentono il bisogno di frequentarli. Chi possiede già ottime doti di guida, affinate in anni di chilometri macinati in ogni condizione, potrebbe considerarli meno prioritari. Ma per tutti gli altri, investire sulla propria tecnica è il miglior 'pezzo aftermarket' che si possa installare sulla moto.
​Certo, occorre sempre il giusto senso della misura: non basta una giornata in pista o sul piazzale per trasformarsi in un 'Valentino Rossi'. La consapevolezza dei propri limiti è la prima dote di un buon motociclista. Come si suol dire, in moto non si finisce mai di imparare, e un occhio esterno esperto può correggere quei vizi di postura che spesso nemmeno sappiamo di avere.

Ciao Davide Ciauz

Maurizio Doppio Lamp Naked
Commento di: SantoM il 29-01-2026 14:44
Sono pienamente d'accordo a riguardo di un corso di guida sicura "praticamente per tuti" e altrettanto d'accordo, nonostante tutto, con il pensiero del nostro amico Davide. Vado in moto da circa 40 anni per la maggior parte su asfalto e pista e solo dagli ultimi 6/7 anni prediligo anche il Turismo, in compagnia della mia Signora. Continuo ad andare in pista ma molto meno vista l'età che avanza ma vi assicuro che, purtroppo, viaggiare sulla strada è diventato un vero calvario. Troppa gente che in macchina o anche con la moto, fa i "cavoli" propri senza alcun rispetto per se e gli altri... Confused