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La mia visione sulla moto e sulla libertà
Scritto da Baru_CBR - Pubblicato 19/02/2021 08:13
In moto sono libero. Può sembrare un luogo comune, una frase fatta...

Sento spesso abbinare il motociclismo alla libertà, ma a volte percepisco una mancanza di cognizione in chi lo afferma.
Non posso certamente parlare a nome di tutti, seppur accomunati dalla stessa passione per le due ruote, ognuno di noi motociclisti la vive in maniera totalmente personale ed intima.
Qualcuno di noi è affascinato dal turismo, qualcuno dalla velocità, qualcuno dalla meccanica.
Insomma, tutto ciò che posso fare è spiegare perché io sono libero quando allaccio il casco.

Cercando di analizzare lucidamente il mio amore per la moto, non posso non iniziare dal principio, quando avevo 7 anni e per me le due ruote erano semplicemente un gioco; mio zio veniva a prendermi da scuola, e dopo avermi fatto mangiare un boccone veloce, munito di casco e ginocchiere, mi faceva passare l'intero pomeriggio sulla minimoto, zigzagando nel parcheggio dietro casa.
Il divertimento era tantissimo, e con l'immaginazione ero come quelli con le moto grandi che mio babbo guardava alla TV la domenica pomeriggio.

In men che non si dica mi trovai a frequentare abitualmente la pista che distava pochi chilometri da casa, con la fedele motorina comodamente adagiata sui sedili posteriori di una vecchia Twingo.
I marciapiedi del parcheggio che facevano da spettatore nei miei lunghi pomeriggi erano stati sostituiti dai cordoli, le ginocchiere rimpiazziate da una tuta, ma la gioia di guidare era invariata.
Mio zio iniziava a manifestare la volontà di iscrivermi al campionato italiano, ma non appena si rese conto dei costi necessari ebbe un breve colloquio con mio babbo, e convennero che era fuori dalle nostre possibilità.

La moto rimaneva quindi solo un gioco, e fu così anche quando a 12 anni passai al fuoristrada ''abusivo'' con un vecchio Malaguti Grizzly 50, o quando riuscii finalmente ad avere un F10 che mio zio elaborò come un folle.
Amavo le due ruote, ma pensavo fosse solo una questione di divertimento, e a 18 anni, iniziando a guidare la macchina di mio babbo, mi dimenticai di tutte le emozioni che avevo vissuto fino a quel momento.

Avevo venduto il mio amato Malaguti F10 per 200 euro, e per la prima volta nella mia vita mi trovai a non essere ''motorizzato''.
Non sentivo più la necessità di avere una moto, e poi di punto a bianco, a 22 anni, non c'era cosa che potessi desiderare di più.
Lavoravo già da un paio d'anni, e con i miei risparmi riuscii a comprare una malconcia e mal tenuta Kawasaki Z750. Fu sufficiente il tempo di imparare ad usare cambio e frizione per innamorarmi e a ricordare che cosa significassero le due ruote per me.

Continuando a risparmiare sono riuscito ad avere una Honda Cbr1000RR, del 2005 ma tenuta egregiamente, ma questo poco conta. Le uniche cose importanti sono le sensazioni che provo ogni qualvolta io abbia la possibilità di indossare il casco, mettere la prima e partire: man mano che percorro i km la mia mente si svuota, il peso e le angosce che quotidianamente mi fanno compagnia si alleggeriscono, e tutto ciò che conta sono solamente la strada e i giri del motore.

Non importa se l'insoddisfazione per il lavoro che faccio mi tiene sveglio la notte, non importa se fatico a mangiare per le continue preoccupazioni date da una mamma malata di cancro, non importa se sono divorato dalla paura di non essere mai abbastanza. Fino a che sarò sulla moto nulla importerà. Dovrò convivere con i miei problemi solo quando avrò parcheggiato la moto.

Fino a quando avrò benzina nel serbatoio e il vento ad accarezzarmi soavemente, io potrò sognare, potrò giocare spensierato come un bambino e dimenticarmi della paura.
Fino a quando potrò girovagare per le strade di montagna in sella alla mia fedele compagna, io sarò libero.
 

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Commento di: nicxv il 21-02-2021 20:49
Piango Piango Piango

Te lo giuro, questo articolo mi ha fatto veramente piangere a leggerlo, e posso confermarlo.
Appena metto il casco mi sento libero, felice, spensierato, qualsiasi problema della mia vita se ne va e rimango solo io, la moto e le strade.

Io non ho mai avuto minimoto e non ho avuto molte esperienze precedenti, ho iniziato ad amare le moto grazie a mio padre, che mi veniva a prendere a scuola con la sua BMW R 1150 R del 2004 (comprata nuova, e che ancora possiede), e ogni volta che sono passeggero con lui sorrido.

Poi mi ha insegnato anche a guidare le due ruote, ho iniziato con un Liberty 50 4 Tempi del 2007, faceva altamente cagare ma mi ha fatto entrare nelle due ruote, e quel mezzo schifoso, che non tiene il minimo, bianco ingiallito e con un solo specchietto rimarrà per sempre nel mio cuore come mia introduzione alle 2 ruote.

Mia madre voleva che comprassi uno scooter per il mio patentino AM, all'inizio volevo comprare un Aprilia SR Motard e sarebbe anche stato carino, ma mio padre mi ha veramente stupito questa volta. Un giorno che non dimenticherò mai, il 2 Novembre 2020, torno da scuola, e mio padre mi fa trovare nel parcheggio di casa una Beta RR 50 Track, blu e rossa, nuovissima di concessionario, mi sono veramente messo a piangere dalla gioia e lo abbracciai. Prima accensione indimenticabile, primi giri nel cortile e poi per strada, primo pieno alla pompa di benzina con più o meno 6 persone attorno che mi guardavano e facevano domande sulla moto, il mio primo casco serio, uno Scorpion EXO VX 16 abbinato alla moto, poi le modifiche estetiche e (tra poco) prestazionali.

La moto mi ha veramente fatto diventare un'altra persona, da un asociale, bullizzato, attaccato perennemente al computer, mi ha fatto diventare estroverso, e ho fatto moltissimi amici con la stessa passione (spesso faccio giri di domenica col mio gruppo) anche tra i miei compagni di classe, che compreranno o hanno comprato moto e scooter (un mio compagno di classe ha una Malaguti XSM 50 e prenderà una Husqvarna SM 125, un'altro ha un Liberty 2t modificato, un'altro si prenderà un Duke 125) e non sono mai stato meglio, nonostante covid e stronzate varie.

Grazie papà, grazie inventore delle moto, e grazie a voi, nostre piccole e grandi bestioline ciucciabenzina, che a ogni movimento del gas ci regalate emozioni uniche...
Commento di: Baru_CBR il 22-02-2021 10:13
Ciao, e innanzitutto grazie per il commento e per esserti commosso, ne sono onorato.
Ti ringrazio anche per aver condiviso la tua storia, perché è la conferma di ciò che penso sulla moto.
Abbiamo storie diverse, ci siamo appassionati in modi diversi, e viviamo la passione in modo personale ed irripetibile, ma abbiamo tutti un denominatore in comune: la libertà.
Ci si dimentica di tutti i problemi quando si ha il sedere sopra la sella, e possiamo anche migliorarci come essere umani, come tu stesso hai raccontato.
La moto è davvero pura magia, e finché siamo su questo mondo, direi che dobbiamo approfittarne Mr. Green Lamps
Commento di: Wolfgang6012 il 13-03-2021 15:15
Ho letto le tue parole e mi sono immedesimato in te.. tutto quadra.. anche per me (..ma anche per mia moglie, che son quasi vent'anni che mi segue..) salire sulla moto, abbassare la visiera e..partire. Solo qualche minuto e tiro fuori quel sospiro, come di sollievo e scarico.
Via.. anche solo per poco tutte le brutture e preoccupazioni della Vita.
Via.. l'orizzonte è sempre laggiù da raggiungere.

Un saluto

Wolfgang6012