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Cagiva per sempre... quanti ricordi
Scritto da Doc_express - Pubblicato 18/06/2015 08:21
Cosa è cosa era la Cagiva, signore piccole moto con un cuore grande come il mondo

E' stata la prima moto targata in casa, diciamolo... dopo il vespone ma era uno scooter.
Ce ne sono state tre in casa, tutte e tre elefant.

E secondo me benché fosse una piccola moto non esente da problemi era una delle icone di un grande periodo... gli anni 80!
Era il periodo nel quale la crisi non c'era o forse era lì che aspettava dietro alla porta. E chiunque producesse moto un minimo decenti poteva fare tanta strada.

E quante ne ho viste in officina un po' per tutti i motivi, dai motori a pezzi, agli incidenti ai soliti guasterelli che comunque affliggono un mezzo meccanico. Chiunque sia il produttore.
Erano mezzi completi per l'epoca, c'era sempre il contagiri, erano equipaggiate con decorose sospensioni e ciclisticamente parlando secondo me erano veramente valide!

Ricordo sempre il curvone dei morena, sempre fatto a manetta e mai una di queste che ho avuto che si fosse spostata o avesse tentennato sulla traiettoria. E le honda four sulla stessa curva dondolavano... alla stessa velocità. Chi pensa alla magia ma forse era solo il meno peso.

C'era sempre la spia dell'olio e della benzina sui cruscotti, sempre l'indicatore della temperatura. Adesso moto più costose non sempre lo hanno. E tanti enduroni giapponesi il contagiri non sapevi dove abitasse. E quando entravi in riserva cercavi bestemmiando il rubinetto.
E poi c'era la compagnia, quasi tutti su cagiva aprilia e gilera, qualcuno con l'honda NS ma pochi.
E c'era la voglia di viaggiare, con 10 mila lire si mettevano 7 litri di benzina.
E c'era sempre un bar, una sala giochi o un luna park che ci aspettava per divertirsi. E come non ricordare un altra icona del tempo... il tagadà!

I modelli migliori? E chi lo può dire, ho messo le mani su tante moto. Le SST sia col "primo motore" che con quello definitivo che ha poi equipaggiato l'electra e l'SXT. I tanti elefant,le "freccia". Un'epoca intera nel quale con un poco di benzina e tanta voglia di fare andavi lontano.
Poi un giorno quando già più non le riparavo ho visto in officina una cagiva diversa. Col doppio faro, nuda senza carene e stradale al 100%.

L'inizio della fine o una nuova epoca? Non lo so, non lo voglio sapere. Quella moto in riparazione dal mio amico meccanico era sempre una cagiva ma era diversa.
Gli mancava l'anima e il cuore ma aveva prestazioni migliori. Sarà giusto, sarà sbagliato?
Voglio dedicare a una ditta in agonia questa ultima foto, quando con un ragazzino del 1982 ero andato a un raduno con l'ultimo elefant, trasformato in moto punkabbestia che ci ha fatto assaporare la fine di un'epoca. E purtroppo la fine di una ditta.

Ci saranno altre "cagiva?" forse si e forse no. A chi non piacerebbe una rivisitazione dell'elefant con la eccellente meccanica mono suzuki a 4T.
Ma è meglio non sognare troppo, appendo ora il chiodo non più puzzolente di bardahl, non ho più il "nava enduro" e manco il nolan N19 che aveva mio fratello.

Ma queste piccole moto hanno saputo ricavarsi un posticino nel mio hard disk.
Tutto può essere ricondotto a loro. Dallo sportster che ho, in pratica una SST incicciottita e palestrata. Il KLR, forse il più vicino al vecchio elefant. Mono, grezzo e rabbioso. O al DR 600 suzuki,in pratica uguale, tanto è vero che mascherina elefant 1 e codone elefant tre montano con solo 2 staffette in più!

E ancora oggi istintivamente quando sono in sovrappensiero sul KLR cerco l'indicatore della temperatura a sinistra del serbatoio...
 

Commenti degli Utenti (totali: 34)
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Commento di: CarloHornet il 18-06-2015 13:07
Grazie per questo "Amarcord" !
Io avevo l'Aletta Rossa 125 ribatezzata "Alettarotta" perchè durante i 90.000 km che abbiamo condiviso s'è rotto tutto il rompibile e anche di più...ma la ricordo con tanta tanta nostalgia Doppio Lamp Green
Commento di: Doc_express il 18-06-2015 15:15
Con una delle nostre avevamo passato i 100 mila km ma noi "giocavamo sporco" perchè avevamo il motore di una moto bocciata e o la mia o quella di mio fratello,a seconda dei rumorini o degli acciacchi quando si faceva "serio" il problema lo mettevamo sotto e revisionavamo il morto. In media ogni 20 mila km...
Il mio primo cagivino ha visto amsterdam,ci ho fatto la naja insieme (con rientri a pieno gas per non tardare) e è arrivato pure in grecia.
Con l'altro siamo andati nelle zone dello sbarco in normandia. E ovviamente di elettronico c'era solo il modulino dell'anticipo e il regolatore di tensione. Non sapevamo cosa fosse un telefono cellulare eppure tornavamo sempre a casa. A volte spingendo la moto.
Adesso abbiamo telefoni con processori migliori di quelli della nasa delle missioni apollo,tutto precisino,tutto ok. E abbiamo paura di uscire di casa perchè a sentire radio,giornali e tv sempre ci si massacra e sempre di torna a casa dentro una lattina di cibo per gatti...
Commento di: ASUMA il 23-06-2015 22:01
Quella moto con due fari tondi era la prima versione della Mito .... ed era una moto supenda .... per quanto riguarda l'anima e il cuore .... secondo me è la passione che rende una moto unica ....
Commento di: Doc_express il 23-06-2015 22:18
il passo rispetto al C12 era notevole. Il 7 marce era realtà e non più "sperimentale". ;ma qualcosa secondo me era cambiato. Erano spariti i plasticosi comandi elettrici cev (porcheria ma si riparavano facilmente) per avere comandi che erano copia dell'NSR ultima versione,erano sparire le carene con quell'aspetto forse goffo ma inconfondibile.
Mancava la batteria di spie tipica delle serie precedente. I cerchi erano più belli,dovessi essere sincero non era po così male ma era "diversa"

Non la ho mai provata ma era il "passo" che allontanava il passato da quello che sarebbe poi stato il concetto di 125 sportivo e poi il suo declino.


.
Commento di: ASUMA il 23-06-2015 22:27
Beh la Cagiva è sempre stata una casa dinamica ed innovativa, la direzione da seguire era quella .... senza nulla togliere ai tuoi ricordi .... per quanto riguarda il fenomeno delle 125 sportive .... per me tutto è iniziato con quelle moto .... e allora cosa dovrei dire io vedendo i sedicenni che girano tutti contenti sulle loro 125 4T ?
Commento di: Doc_express il 24-06-2015 05:40
a me quelli fanno tantissima pena,si sono persi gli anni 80...forse l'epoca migliore
Commento di: danilomat il 25-06-2015 11:38
è vero, gli anni 80 erano diversi, eravamo diversi, voglia di scoprire, smonta rimonta, prova, un continuo. ora i ragazzi hanno perso la voglia di scoprire, hanno tutto pronto, noi no. io fregavo la benzina dal serbatoio della macchina di mio padre per fare il pieno sulla moto, lui lo sapeva ma non ha mai detto niente, era una sorta di tacito accordo. sono piccole cose che facevano la differenza. sono cambiati i tempi, è inevitabile, ma gli 80 resteranno i migliori. quegli anni non torneranno si sa, ma mettere in garage un ricordo di quegli anni ti fa sentire meglio, per me avere in garage un elefant è un po' come ripristinare una sorta di cordone ombellicale. quando ci lavoro mi tornano alla mente le immagini di quando con gli amici smontavamo e modificavamo i motocross (sono cresciuto in provincia di bergamo) con tutti i pezzi sparpagliati sull'asfalto, con pochissimi attrezzi e tanta voglia di fare i miracoli.
Commento di: fede321 il 25-06-2015 22:27
...puzzare da olio dalla distanza di qualche metro, faticare a percorrere 16 km/l (con la benzina a 1.70 E/l !!, per non parlare dell'olio!) ed essere a piedi ogni 5.000 km (o anche meno), con un motore ingestibile/inutilizzabile sotto i 6-7000 rpm...ma per favore, smettiamola con queste c***ate.. Quei tempi sono finiti. Forse le 125 4T moderne non avranno le stesse prestazioni (che poi neache è vero se parliamo di moto 125 "da codice", vedi ad es. inSella anno 9, n 6, 06/2008, p.110-111), ma ormai i 2T sono anacronistici. Semplicemente, al giorno d'oggi non hanno più senso (consumi, costi, prestazioni, inquinamento, percezione/immagine), se non per qualche particolarissima applicazione (sicuramente, non per girare in strade urbane/extraurbane e non per l'uso quotidiano che ne può fare un 16enne).
Commento di: Doc_express il 25-06-2015 23:30
Un pistone faceva almeno 10 mila km,con l'elefant 1 (cilindro meno spinto) spalancavi a 2200 e andava via senza problemi.

Io facevo a volte anche 20 con un litro.

Mah,forse ci si confonde con gli ultimi 125 spinti. Non esiste solo il mito,anzi l'sst 125 faceva anche i 25...

Li hai guidati? Io si! E ho anche guidato i 125 ben educati di oggi....o forse dovrei dire evirati....
Commento di: tibbs il 28-06-2015 22:25
Bisogna che dia un colpo al cerchio ed uno alla botte. Avevo anch'io un'Aletta Rossa trasformata in Elefant tramite serbatoio maggiorato. La mancanza di coppia si sentiva tutta, in basso, per carità, ma la coppia la danno i cc e un 125 ovviamente fa quello che può. Come consumi concordo: guidando con giudizio i 20 si facevano eccome... E le prestazioni c'erano, perché se uno dava gas e tirava le marce, si correva...

Poi c'erano tutte le dolenti note: fusibili che saltavano (almeno sulla mia, per un periodo sono stato costretto a girare con il fusibile di riserva dietro), avviamenti a freddo (con il freddo) impossibili (se la moto rimaneva fuori, specialmente, e non abito in montagna), qualche grippata (eh, bhe, 10k km non sono poi tanti, per un pistone).

Tanti pro e tanti contro ma, soprattutto, tanta nostalgia.
Commento di: fil_rouge il 25-06-2015 14:18
Io avevo la Gilera RX 125(Arizona Hawk)... ne ho vista una identica un mese fa: brividi e lucciconi.
Ma come è stato possibile quel periodo d'oro 30 anni fa?
Erano quasi tutte moto bellissime, e lo sono tutt'ora!
Sia le enduro che le stradali.
Se si guardano le automobili degli anni '80, sembra sia trascorso un secolo, se si guardano le moto, specialmnete i 125, sembrano fresche di progettazione Very Happy
Commento di: Doc_express il 25-06-2015 14:26
perchè c'erano meno "interessi" e la gente veniva giustamente appassionata da una signora moto che non da un telefonino (pù pù pù) .
La rovina è iniziata con il primo vic 20 nel 84. Anzichè uscire i giovani stanno a casa a folgorarsi con videogiochi e computer e poi stanno su facebook (altro pù pù pù)
Commento di: Pugnodidadi il 25-06-2015 14:48
La sst mai veloce come le laverda lz ma agile e robusta, guidarne una nel 2005 e trovarla più bella di una hornet... ha qualcoda di assurdo! Eppure..... 350cc ruvidissimi il telaio che vibra e a 140 ti senti maledettamente su una moto purissima, belllissima e ti domandi come hai potuto secoli fa preferirgli una 4 tempi! Il vento negli okki... li fa lacrimare... è il vento immagino.... mentre sui 7000 il contsgiri esplode e il mondo mi guarda.... bellissima!
Commento di: Doc_express il 25-06-2015 20:08
era una moto pura,ancora costruita con le "idee" aermacchi.
Peccato per i consumi non proprio contenuti e le troppe vibrazioni. Quel motore era anche parecchio delicato
Commento di: aketoest il 28-06-2015 12:16
Son passati tanti anni da quando partivo per il mare con il mio 125 , avevo 16 e quasi tutti i venerdi sera partivo , legavo il sacco a pelo al serbatoio zainetto a spalle e via al mare , in pratica facevo circa 700km tra andata e ritorno , una volta la piccola 125 imprestai a mio fratello per andare in ferie e girò tutta l'Italia senza problemi ....... fantastica la mia gilera 125 arcore , adesso è cosi una volta era azzurra Up
Commento di: aketoest il 28-06-2015 12:19
cioè cosi Up
Commento di: Doc_express il 28-06-2015 19:20
si chiama avventura. Ed è la fiamma che spinge il genere umano a esplorare e divertirsi. In molta gente c'è ancora. Ho conosciuto un vecchietto che vuole andare a capo nord con un gilera Bi6 da fuoristrada. Magari delicato,magari scorbutico ma secondo me molto genuino.
Mi ha fatto impressione vedere uno scooter "del centenario" gilera. Ma quando è stato acceso tutta la poesia se n'è andata col rumore "automatico" dei giri costanti. Non so che motore abbia sotto ma purtroppo non ha le marce poteva essere l'alternativa al t max...
Commento di: aketoest il 28-06-2015 23:05
adesso la mia 125 non va più è li buttata contro il muretto , ma fa niente la tengo e la guardo e mi viene in mente quella canzone di vasco .... liberi liberi Ciauz
Commento di: tibbs il 01-07-2015 09:17
Doc, il cavalletto originale teneva la moto così inclinata? Anche a me stava a quella maniera, ma ho sempre pensato che fosse stato storto l'attacco in qualche maniera.
Commento di: Doc_express il 01-07-2015 17:32
no,era che l'ammo dietro era regolato tutto duro e non scendeva neanche del centimetro-e mezzo che di solito cede senza guidatore
Commento di: tibbs il 01-07-2015 17:46
Regolandolo sul duro la moto risultava generalmente più bassa? Allora probabilmente avevo la medesima regolazione e non m'ero mai reso conto che fosse lei a farla inclinare a quel modo sul cavalletto laterale. Sai, avevo qualche problemino per via dell'altezza sella...
Commento di: Doc_express il 01-07-2015 18:00
Avevi solo la regolazione del precarico,il problema che mentre la corsa era progressiva (c'erano due leveraggi che moltiplicavano la forza) la molla era tutt'altro che progressiva . Nell'ultima serie dell'elefant3 era poi addirittura sottodimensionata e in due faceva qualche fondocorsa di troppo
Commento di: Zunzumino il 06-07-2015 18:29
Che belli questi ricordi.
Io avevo una Guzzi 125 2t , ed uscivo spesso in montagna con un amico che aveva la Cagiva Sxt 125.
Che goduria dare la paga alle Honda endurance e cb 125 , belle e fighette, ma piantate come un paracarro!
E avere le mani che puzzavano di miscela (fatta al distributore con la pompa a leva) e nere dei residui carboniosi dela candela da pulire ogni giorno...
Avevamo tempo da spendere per noi, voglia di volare liberi sui nostri cavalli d'acciaio, e reni indistruttibili.
Oggi vado ancora in moto, ma com'è dura riuscire a rubare qualche ora solo per me.
ciao ragazzi, doppio Lamp.
Commento di: mito2003 il 08-07-2015 09:35
Io e un mio amico ne possediamo una....rispettivamente mito ev 2003 e sp525 che non mi fa impazzire....ho guidato qualsiasi moto 125 2t e 4t possibile,vespe....insomma tutto....ed è bellissimo quando senti il rumore metallico delle nostre arrow gonfiarsi sotto il girare di una semplice mano....e poi,beh,a me e lui piace puzzare di olio,grasso....le abbiamo smontate tutte una volta.....i 4t saranno moderni è vero,30 km/l non i nostri 15 a 60 km/h....ma non ti daranno mai le stesse emozioni di un 125 che come i nostri 2t tengono testa ai 350....
Commento di: Doc_express il 10-07-2015 19:48
la CB 125 prestazionalmente parlando era poco più che un carrettino da sfigati ,con il suo 4T asfittico che dovevi farlo girare come un frullino per avere qualche cavallo.
E ovviamente il resto della moto non era tanto di più Gomme da BMX,faro sul motore con lampadina 25W e ovviamente NEMMENO LA SPIA DELL'OLIO...notevole!
E la cosa più bella era la pubblicità....il quattrotempista non curva...piega....SI piegala sotto una pressa!
Commento di: AlbertoCarl il 08-07-2015 12:05
Ciao, bellissimo articolo. Anche se non ho vissuto gli anni 80 diciamo che sono riuscito ad assaporarli avendo in garage due SST 125, uno prima serie e uno seconda, che dire, moto con alcuni difetti ma comunque molto vivibili. Secondo me sono moto con una filosofia tutta loro, nonostante attorno a me gravitino moto di tutti i tipi, dalla piccola sport alla maxi enduro passando dalla "obesa" da viaggio, nessuna è paragonabile alla sensazione di guidare un piccolo pezzo di storia motociclistica italiana come l SST.
Commento di: Neuro01 il 21-07-2015 19:55
Cagiva purtroppo non ne ho mai possedute, anche se invidiavo a morte la Freccia c12 (anche se era già vecchiotta all'epoca) di un mio compagno di classe al liceo (io avevo un Fantic Caballero 50 da enduro), credo l'unica moto stradale che mi fece perdere la testa all'epoca pur essendo appassionato allora quasi esclusivamente di mezzi da fuoristrada allora.
Alla Cagiva però devo la nascita del mio amore per le corse di moto da piccolo...la piccola aziendina italiana semiartigianale senza sponsor che sfidava i colossi giappi e i loro sponsor miliardari...ricordo ancora da ragazzino quando vidi quella prima storica vittoria di Lawson in Ungheria (era ancora sulla rai, con copertura pessima, il motomodiale) o quella esaltante di Kocinski l'anno dopo a Laguna Seca con la caduta di Doohan a pochi giri dalla fine...all'epoca per gli italiani non c'era Rossi ma La Rossa (per quei pochi che seguivano il motomondiale, molto meno "di moda" che ora) e si vinceva poco, quasi nulla, ma in quegli anni la piccola aziendina varesina non ha mai sfigurato vista l'enorme differenza di budget con i colossi nipponici e i loro sponsor del tabacco, spesso finendo subito dietro i grandi, a volte li con loro, qualche rara volta davanti e quindi mai uscendone veramente sconfitta visti i mezzi a disposizione.
Se mi sono emozionato come un bambino anni dopo in quel 2007 quando Stoner ha portato un'altra Rossa finalmente sul tetto del mondo proprio a Motegi, in casa dei colossi nipponici...beh un grande merito ce l'ha anche quella piccola casa varesina (che tra l'altro ha dato il rosso corsa alla Ducati che prima dell'acquisto da parte del gruppo Cagiva non aveva un colore "ufficiale") oggi praticamente quasi scomparsa e del sogno di Castiglioni...e devo doverosamente ammettere che un po' mi manca...
Commento di: Doc_express il 21-07-2015 20:01
la mia idea è che è stato anche il correre in pista nella massima cilindrata a farla a"finire prima". E forse se non buttava nel gabinetto tutti quei soldi per fare rivivere MV,e ducati forse avremmo ancora una HD-cagiva o meglio aermacchi harley davidson con mezzi utilitari e validi. Sono da sempre convinto che se l'elefant 750 che ho avuto avesse avuto il motore sportster al posto di quella ciofeca bolognese che dovevi aprirlo in due ogni 10 mila km ora avrei ancora l'elefant...invece mi sono dovuto arrangiare con giapponesi e americani...E' brutto dirlo,per carità ma cagiva era il gattino di casa contro alle tigri ....E' stato un gattino che ha lottato con i denti e le gengive ma non è bastato
Commento di: Neuro01 il 21-07-2015 20:16
probabilissimo che il sogno di Castiglioni fosse immenso, anacronistico, e per questo irrealizzabile...ma forse anche per questo così affascinante.: la Cagiva in 500 era come un pazzo che andava in trincea senza l'elmetto in una guerra già persa. Ma ha fatto innamorare una generazione di appassionati e forse questa è la sua più grande vittoria.
L'affidabilità del desmo 750 era mediocre e richiedeva tonnellate di manutenzione ok (come quella del 350 della pantah) ma ciofecone no dai XD è un motore tutt'oggi con una enorme personalita (si lo so che a livello utilitaristico la personalità non serve a nulla) il ciofecone semmai era il parallelo della serie gt (e per giunta ancora più inaffidabile).
Commento di: Doc_express il 21-07-2015 20:28
dopo aver rotto 3 volte la seconda,esploso 3 volte lo stesso cuscinetto del cambio,aver speso più di ricambi che di benzina sono passato a un kawa klr...120 mila km e ho ancora le fasce originali e la frizione originale. Anche se quando spalanchi il gas pensi "aooo lumaca te dai una mossa..."
Commento di: Neuro01 il 22-07-2015 08:32
ah, non fatico a crederlo, il mono 600 kawa è un mulo, non lo ammazzi nemmeno volendo (e comunque non è così fiacco su, ha pur sempre oltre 40 cv che non sono pochini per un mono 4 tempi da fuoristrada anni 80). Ciò non toglie però che il desmodue 750 con tutti i suoi problemi di manutenzione rimane un motore affascinante, forse inadatto a un mezzo da fuoristrada (anche se a dirla tutta con la versione, ammodernata, 900 di quel motore Orioli ci vinse la Parigi-Dakar, altro meraviglioso e inaspettato successo per la piccola casa varesina tra l'altro) ma pur sempre con una enorme personalità.
Commento di: Doc_express il 22-07-2015 17:58
peccato che su una vera moto da fuoristrada la cagiva aveva il filtro olio sotto al motore,rotto una volta...
Quella di orioli era un altro mondo,la coppa paramotore sopportava pure le martellate,sul 750 era di plastica,...

Il cagivone come "andare " era un altro mondo,hai idea cosa vuol dire arrivare a 130 su una ruota? Il kawa ora mangia un kg di olio alla settimana ma non lo ho mai aperto (magari domani mi esplode sotto al didietro)
Commento di: ninuzzo79 il 05-10-2016 20:03
La mia prima moto , Cagiva k7 125 del 1991 , quanto mi ci sono divertito , ce l'ho ancora in un garage ed ogni tanto penso di restaurarla.
7 marce 150 km/h di velocità di punta, 28 cv , entravo in spiagge mulattiere e solo piccoli problemi (spillo carburatore , galleggiante) , poi un bel giorno è morta... Embarassed Embarassed
Commento di: Doc_express il 05-10-2016 22:04
proprio come gli stitici 4t di oggi...ha ha ha