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Riflessione di un giro 4
Scritto da Quarantuno - Pubblicato 27/04/2015 10:39
Quando guidare non è un piacere...

Durante la scorsa settimana mi sono messo d'accordo con un caro amico sul da farsi nella giornata di sabato 25 aprile. Detto fatto. Giro in moto con ritrovo a Reggio Emilia con un gruppo di motociclisti reggiani, non solo, per una uscita sull'Appennino bolognese attraversando in sequenza le basse colline reggiane e quelle modeste modenesi tenendo come riferimento finale il passo della Futa.

Breve briefing con una descrizione poco chiara sulla strada da tenere e le varie tappe da seguire. Su internet era disponibile una cartina ma in pochi l'hanno scaricata poiché grossolana evidenziando solamente alcune strade principali. Qui le prime differenze con le uscite del Tinga.

Si parte. Con grande commozione ho provato le numerose rotonde che Reggio Emilia ha messo sulle strade che hanno offerto al gruppo un grande effetto elastico. Prima sosta per il caffè in terra modenese e qui i primi smarriti. Chi guida la carovana si alza spesso in piedi per girarsi a osservare chi c'è o chi manca! Il passeggero scatta foto di continuo. Non mi sembrano attenti alla guida!

Andiamo avanti e rimango concentrato su quello che faccio. Lasciate le vie statali e provinciali si è deciso percorrere quelle comunali prima e addirittura le mulattiere di seguito a differenza di quanto letto sulla carta! Sterrato e sassi per un breve tratto ha innervosito chi aveva la moto nuova e chi ne era in possesso da poco magari con passeggero! Qui il primo noioso stop con mio disappunto! Tutto per seguire le indicazioni del navigatore! Ma se sei motociclista di lunga data che ti serve quell'optional fonte di distrazione! A guardare il display del gps poco ci manca che si pianta nel retro di una Panda con tanto P sul vetro posteriore! Guarda avanti va là. Ritengo valga la pena vedere e studiare prima il percorso e durante la preparazione dell'escursione apporre le dovute modifiche tenendo presente le capacità medie del gruppo valutando bene il tipo di moto e soprattutto il tragitto che deve essere semplice e chiaro per tutti senza andare a piantarsi in vie sperdute tra stalle e calanchi!

Arrivati alle porte del bolognese una strada chiusa. Seconda sosta e attesa di responso di chi è andato in avanscoperta. Moto parcheggiate da schifo occupando il bivio! Ma sarà! Si parte e la deviazione è d'obbligo. Dal centro di un comune del bolognese si lascia la statale per una comunale stretta ricca di insidie! Il gruppo si sgrana e si allunga troppo. Fermi ad attendere che si è smarrito! Ci siamo tutti? Altra differenza col Tinga.

Quasi in cima dopo Pian di Venola si raggira il monte Sole, si passa da Ripoli e si sale a Pian del Voglio, Fratte, Bruscoli le due frazioni peggiori. Non ho mai percorso una strada in queste condizioni. Terribile. Moltissimi tratti sono da farsi ad andatura turistica lenta. La maggior parte è piena di buche e solchi da paura che permettono al massimo di raggiungere i 30/35 all'ora. Nei tratti di rettifilo non ho visto un metro sano e in curva anche peggio! Praticamente si è fermi! Calma e sangue freddo! Quasi quasi scendo e spingo la moto! Una cosa da provare per capire quanto sto raccontando. Uno schifo totale. E poi sento parlare di sicurezza stradale. Cominciamo a tenere in ordine le strade che usiamo tutti i giorni poi ne riparliamo. Mi viene da piangere!

Pausa merenda finalmente per rilassarci quanto basta dopo aver praticato dell'enduro con la mia Suzuki stradale. Avendo in corpo un po' di nervosismo chiedo informazioni per le prossime tappe. Si parla di raggiungere un posto singolare non lontano ma bisogna lasciare statale e provinciale. Nel timore di infilarmi in vie poco inclini al mio stile di guida e alla mia moto per salvarla da inutili tragitti e inconvenienti decido lasciare la carovane e tornare verso casa con andatura turistica per rilassarmi e divertirmi. Quello che ci deve essere quando guido la moto. La mia grande passione.
 

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Commento di: devargas il 27-04-2015 12:36
A volte capita, e quando capita ti penti di essere uscito, di esserti agregato e, per compensazione, la volta successiva esci solo. Soltanto, per goderti l'andatura migliore, le soste che dicidi quando le decidi, e strade praticate, praticabili e che soprattutto ti piacciono. Godendoti a volte panorami già visti ma che, nel complesso, non solo non ti stanchi di rimirare, ma ti consentono una bella passeggiata con quel puro piacere di guida che in quel giorno particolare senti di voler adottare.

Leggendoti ho notato molti errori, da parte degli organizzatori, nella pianificazione dell'uscita. Questi errori sono evidenti a tutti ma, già che ci siamo, elenco un vademecum forse utile per organizzare una buon giro.

Chi organizza si assume per buona parte la responsabilità della riuscita, anche in termini di armonia generale.

La pianificazione: -
va fatta in prima analisi a tavolino, assieme ad un amico, avendo ben chiare le località da visitare e cosa, di queste località, vedere. Esistono programmi di ultima generazione semplicemente fantastici per questo. Io utilizzo Tyre pro.

Stabilito l'itinerario di massima, si passa ai dettagli: pompe di benzina aperte, ristoranti, aree inibite alla circolazione, permessi eventuali da richiedere. Quando tutto sembra a posto si convertono i file relativi ai percorsi in maniera da caricarli ognuno sul proprio navigatore, affinchè non soltanto tutti (o i responsabili) abbiano ben chiaro i punti salienti, ma anche le esatte strade da percorrere.

Dopodichè si stabilisce una passeggiata ricognitiva (che generalmente si fa in coppia per ovvi motivi). Non solo si collauda la bontà del giro e delle strade scelte, ma si verifica esattamente la loro l'effettiva percoribilità, il loro stato. (in questa fase si prendono accordi con i ristoratori e si verifica l'accesibilità o meno ad alcuni luoghi, provando, magari, a richiedere eventuali permessi.

Completato questo, nel gruppo (in genere con chi ha collaborato alla decisione del giro) si nomina una guida, un intermedio, ed una scopa. La guida ha il ruolo che il nome del suo incarico suggerisce. L'intermedio, dopo che la guida ha operato una deviazione programmata, si ferma agli incroci ed ai punti di svolta per segnalarli al resto del gruppo ed ai ritardatari, evidenziando a tutti dove si è svoltato. La scopa segue, e si accerta che effettivamente ci siano tutti.

Queste tre figure chiave stanno in contatto o attraverso interfoni, o walki talkie, o telefonino, per comunicare eventuali problemi.

Il gruppo poi, deve essere possibilmente collaudato. Esiste una deontologia per non intralciare gli altri. Ma questo è un discorso abbastanza lungo che demando ad altra circostanza. Importante è che non coesistano motociclisti con velleità corsaiole, enduristiche, acrobatiche, assieme a placide coppie di mezza età con intenti turistici.
In genere gli amici di un motoclub ben si conoscono e rispettano. Una passeggiata ben organizzata è sempre un momento di aggregazione ed un sicuro successo!
Commento di: Frankfnc il 28-04-2015 10:51
Mi scuserete ma vorrei spendere una parola in difesa di questi navigatori:

1. Sicuramente non bisogna abusarne in quanto fonte di distrazione alla guida. Shame on you (detto questo)
2. Anche il navigatore bisogna saperlo utilizzare, io all'inizio utilizzavo il navigatore su un percorso conosciuto proprio per capire lui cosa intendeva per le scelte fatte (le opzioni utilizzate).

Anni fa' utilizzavo stradari e cartine e credetemi il navigatore per me è stato una svolta, ma certo se non sai cosa chiedergli o come chiederglielo non sara' una felice convivenza ASD
Commento di: devargas il 28-04-2015 12:46
Si, infatti, condivido. E necessario fare un pochino di pratica al fine di non prendere ogni suggerimento per oro colato. le istruzioni di un navigatore vanno in parte interpretate, sopratutto se non si pianifica l'itinerario a casa.

Anche per me è stato un punto di svolta, mi sembra sempre una magia, un piccolo miracolo tecnologico. Con un navigatore mi sento molto più libero e sicuro.

In ogni caso anche la distrazione è relativa. Alcuni navigatori sono capillari nelle indicazioni vocali, che sono complete, bene espresse e comprensibili.

Se ne può fare a meno su rotte conosciute. Importante averlo se incerti sulle strade, soprattutto sulle lunghe distanze. Assolutamente indispensabile se si è organizzatori di un giro e non si desiderano catastrofici contrattempi come quelli elencati nell'articolo!
Commento di: devargas il 28-04-2015 13:00
Aggiungo che anche io dovrò fare una piccola sperimentazione. L'attuale navigatore (o meglio il programma di supporto) non si preoccupa della provenienza del tipo di file: ne converte una miriade di tipi, compreso quelli del Garmin. Ora però c'è da dire che non mi fido totalmente di questa conversione, operata su cartografie diverse (google maps). Temo sempre dei disallineamenti o chissà cos'altro. Il viaggio che mi accingo a fare sono 5.500 chilometri tra andata e ritorno e chi ha preso informazioni sull'itinerario da seguire e lo ha elaborato usa appunto google maps e Garmin. Io Tom Tom.
Prima di mettermi sulla strada con un itinerario convertito ne elaboro uno minore (un paio di centinaia di chilometri), articolato e deciso a tavolino utilizzando lo stesso procedimento: google maps, Garmin, conversione. Vediamo cosa succede. Mal che vada inserisco nel Tom tom, manualmente, ogni singola tappa. Una scocciatura bestiale, ma così sicuramente non sbaglia. Almeno lo spero!
Commento di: alcau il 28-05-2015 11:11
Anche i giri, giretti e vari ed in specialmodo se si percorrono strade con carreggiate limitate con fodi "bucaioli" è meglio non essere in troppi!!! Quando sono andato a gennaio al "Pinguinos" in Spagna mi sono trovato ad un certo punto intruppato in un gruppo di "GS" ( 12 insieme) che non riuscivano a fare 200 Km senza fermarsi almeno ho provato a dire ma facciamo benzina tutti una volta cosi qualche kilometro di fila lo percorriamo......è stata una lotta contro i mulini a vento, ed ora che sono in partenza con la mia ducati ss100ds per il tourist Trophy .....dovremmo essere in due/tre con una regola se uno vuole fermarsi prima , dopo, non ha fame, vede il bel tempo e preferisce fare più kilometri un giorno, liberissimo di farlo senza costrizioni in specialmodo se al seguito vi sono passeggieri.
Ci si sente e ci si incontra il giorno dopo. Ammetto che non traendo gran soddisfazione dall'aspetto culinario cioè non vado li solo per "magnare a gozzoviglia" mi trovo a malpartito insieme a chi macina asfalto e birra!!!
Per il navigatore nelle città secondo me è molto utile , sulle lunghe percoorrenze arrivare a Calais sono tutte autostrade e tenerlo acceso mi sembra di rivedere la scena di 3 uomini ed una gamba dove la vocina ad agni kilometro percorso ne scalava uno dal computo totale.
Per esperienza, se ti finisce la batteria....si guasta...mappa non aggiornata....le cartine è sempre meglio averle a disposizione anche se chiedere informazioni è, da che mondo è mondo, quella cosa che trae fuori dagli impicci, a patto di capirsi con la lingua.
saluti a tutti.
Commento di: Doc_express il 30-04-2015 06:06
nessuna difesa per i navigatori. Che schifo. Ti fanno passare da posti indegni,una volta tornando da una birreria di cuneo per andare a saluzzo dalla strada più breve mi sono fidato e mi hanno fatto passare col pulmino 9 posti in una strada dove oltre agli specchi non ci passava manco una sigaretta.
Lasciamo perdere tutti i camion dell'acqua eva che si incastrano nella colletta di barge dove abita mio fratello.
Il solo posto di un navigatore è sotto alle ruote non sul cruscotto!

Per quanto riguarda le strade,bè con troppe bocche da sfamare che ci sono da qualche parte si risparmia
Commento di: castoro il 30-04-2015 10:40
concordo al 100 per 100! Ma che siamo taxisti che devono sapere la strada più breve (o piu lunga se sono poco onesti)? Cartina sulla borsa del serbatoio e se ci si perde, si chiede ai passanti!
Commento di: Quarantuno il 01-05-2015 16:13
Quello che avete scritto è anche vero! nel senso che in caso di necessita' il navigatore può essere di grande aiuto ma se non sai come impostare le tue richieste è facile che ti porti su vie poco consoni alla gita che si vuole fare. Comunque rimango legato alla vecchia scuola. giro studiato a casa e una carta con me nei casi disperati. Mi trovo benissimo cosi dato che se sbaglio una strada in montagna ne trovo un'altra,. In moto è divertente pure questo!!!!!!!
Ora il brutto è che ho capito di essere diventato esigente in questo tipo di uscite. Sara l'eta', sara la sclerosi non so ma le prossime andrò' solo per compensare le cavolate viste nelle ultime due gite.
Guidate gente guidate e meditate prima di partire.
ciao a tutti.
Commento di: devargas il 08-05-2015 12:20
Ciao, no dissento, almeno in parte, nel mio commento l'avevo anche specificato. Credo che parlavamo di uscita di gruppo ben pianificate e col minor numero di contrattempi. Premesso che reputo utile una ricognizione, non sempre però ques'ultima è possibile. Ricordarsi a memoria strade panoramiche e stradine di collegamento, o scociatoie? Improbabile. La vecchia cartografia? Ok, ma quando sei solo.

Fermarsi perchè incerti sulla strada da prendere, o peggio costringere a girare 20/30 a volte 40 motociclette che marciano con borse e passeggero, e spesso sono condotte da neofiti, su di una stradina stretta di montagna perchè si è sbagliato strada vuol dire creare una situazione critica e di rischio potenziale?

No, rispondendo all'ideale di una buona organizzazione, tra le voci c'è quella della pianificazione a tavolino, con moderne cartografie, esaminando le strade utili turisticamente per il tragitto che si intende fare, e farne di queste un tracciato dettagliato da inserire poi nel navigatore.

Andare a zonzo va bene quando sei solo, ma di sicuro se ti proponi organizzatore, questo metodo ti procura nemici, tanti di più quanto è lungo il vostro percorso, perchè poi gli errori aumentano esponenzialmente alla distanza. Vedi il commento di ingresso di chi ha postato l'articolo.

Sul fatto che poi, come ha detto qualcuno, il posto migliore di un navigatore non è sul cruscotto ma sotto le ruote? Concordo in pieno...se non lo hai capito e non lo sai utilizzare. Ma, come per tutta la tecnologia (compresi i computer che a loro tempo hanno fatto impazzire tutti) se impari a comprenderla e soprattutto gestirla, te la ritrovi al tuo servizio.

Aggiungo che esiste tecnologia inutile, sulle moto, ma questo dipende sempre da cosa devi fare. Un localizzatore satellitare, o stare in contatto col tuo team, ti salva la vita nel deserto. Non ti serve ad un tubo in un giro di cinquanta chilometri
Commento di: fullman il 18-05-2015 19:10
concordo al 100% il commento di Castoro, sarà che sono all'antica, cartina sulla borsa del serbatoio e via andare!! poi scambiare due parole con la gente del posto non può che farti bene! non sono contro le tecnologie, ma se sbaglio è solo colpa mia e non del navigatore! Doppio Lamp Green
Commento di: vilcoyote il 01-05-2015 18:15
come molti altri anch'io studio il percorso a casa su Google Maps e poi vado a memoria... talvolta, mi porto dietro una carta stradale.
Ma il mio "navigatore" preferito consiste nello scrivere i nomi dei paesi da attraversare, rappresentare gli eventuali punti un po' più complessi e altre cose del genere con dei simboli (come i navigatori dei rallies) personalissimi, su pezzetti di nastro adesivo di carta (quello da carrozziere, per capirci) e poi li attacco in un punto ben visibile sul manubrio della moto, sulla borsa da serbatoio... insomma, dove li posso vedere e/o consultare bene e con rapidità e, man mano che supero detti posti, li stacco e li getto via.
Costa niente, se mi sbaglio è colpa solo mia, è un ottimo esercizio per la memoria, si impara a sintetizzare le informazioni, vale sia per i giri della domenica che per gli spostamenti di centinaia di km e non ti pianta in asso per esaurimento pile o amenità del genere... nel caso sia prevista pioggia usare pennarello indelebile a punta fine: funziona!!!
Commento di: memmo86 il 04-05-2015 10:15
Ecco perchè odio le uscite in gruppi grossi, poca omogeneità, è un casino aspettare tutti, preferisco uscire in 3 4 amici, ci si conosce, si sa come vanno gli altri e si organizza tutti insieme.

È capitato pure a me e a un amico di uscire con una compagnia simile, non conoscevamo il giro, nessuno aspettava in cima ai passi o agli svincoli, alla fine ci siamo staccati e abbiamo girato per i cavoli nostri. Io ho pure avutoi problemi alla moto e nessuno se ne è accorto Shame on you
Commento di: Matteo_Harlock il 05-05-2015 18:51
Aahhh, che bello arrangiarsi... Cool

E tenersi ben alla larga da certi gruppi. Ciauz
Commento di: Amedeo62 il 11-05-2015 15:30
Dopo varie esperienze di questo tipo e anche peggio in riferimento alla sicurezza, visto che le occasioni per uscire in moto sono sempre più rare e quindi me le voglio spendere bene, da tempo ormai ho deciso che se la compagnia non è quella giusta, piuttosto, vado da solo e me la godo......
Commento di: gattapazza il 22-05-2015 12:27
Wow bel girone... dell'inferno! ASD
Secondo me il navigatore è utile in posti sconosciuti ma affiancato sempre da una bella cartina. Per le uscite in gruppo,ahimè, bisogna mettersi l'anima in pace e tenere ben a mente di dover fare un'andatura lenta e tenere tutti sott'occhio. E' il bello dello stare in compagnia : prendersela con moolta calma ed esser comprensivi con tutti. Poi, come tutti già sapete, i giri migliori son quelli con 4 gatti.
Commento di: Quarantuno il 24-05-2015 01:40
Il bello della moto è anche andare all'avventura e mi riferisco a mettersi in marcia con gruppi o motociclisti sconosciuti. Da qui l'esperienza che si vive sara in futuro utile per capire meglio e in anticipo chi potrà' essere il compagno o la compagnia di viaggio. A tutti può capitare una giornata no. La mia esperienza mi servirà nelle prossime uscite. A me piace leggere anche le vostre risposte.
Ciao Biker