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I miei primi 100 passi in moto
Scritto da bastiancontrario - Pubblicato 03/02/2014 08:55
Il medico ha detto che fare moto mi fa bene, per questo ogni tanto esco a fare 4 passi!

La passione per la moto albergava sopita in me fin da bambino, quelle due ruote a motore suscitavano la mia curiosità e mi affascinavano ogni volta che le vedevo passare per strada o che mi avvicinavo ad esse.

I litigi con i miei quando a 14 anni ne volevo assolutamente una, furono epici: mi scontrai con una barricata, le esperienze negative su due ruote di entrambi i miei nonni (incidenti piuttosto gravi) avevano cementato nei miei genitori la convinzione che le moto fossero un pericolo e quindi non vi erano margini di discussione. A 16 anni ci riprovai, era maturo il tempo per un 125 ma la resistenza dei miei non era diminuita, anzi.

Arrivato alla maggiore età furono le quattro ruote di un'auto a rappresentare l'idea di libertà e indipendenza e, fino ai 33 anni compiuti, l'idea della moto rimase dormiente in un angolo del mio cervello come un orso in letargo.

Galeotto fu il cambio di lavoro, i colleghi motociclisti fecero risvegliare in me il "tarlo" che cominciò a rodere dall'interno finché non ebbe soddisfazione: un collega vendeva la sua Suzuki GS 500 E di 15 anni, kilometri giusti, tenuta bene, facile e ideale per imparare. Fu mia. La presi a Gennaio e incominciai ad utilizzarla a Giugno dopo la necessaria visita in motorizzazione per il rilascio del foglio rosa.

I primi giri mi videro percorrere le strade del circondario, soprattutto quelle poco trafficate. Dovevo prendere confidenza con il mezzo, volevo portare sempre a casa la pelle sana e la moto anche! In un parcheggio vicino a casa, deserto nei weekend, utilizzando delle bottiglie d'acqua a mo' di birilli avevo predisposto il mio personalissimo "8" per la conosciuta manovra richiesta all'esame e, dopo un po' di tentativi, avevo acquisito una certa familiarità e riuscivo a completare il "percorso netto" senza troppi patemi.

Tre mesi dopo il primo contatto con le due ruote a motore mi presentai alla motorizzazione civile provinciale per l'esame volto ad ottenere la patente A.
Raggiungere la motorizzazione era già, per me inesperto motociclista, quasi un viaggio: circa 40km da percorrere su strade secondarie e poco trafficate (sulle quali spesso mi ero esercitato). Giunsi al cospetto dell'esaminatore con relativo anticipo e trovai come compagni di ventura futuri motociclisti di ogni età e motivazione: dal sedicenne con voglia di libertà al neopensionato che aveva pensato alle due ruote per occupare il molto tempo libero che si trovava improvvisamente a disposizione. Passare l'esame fu più semplice di quanto mi aspettassi, a fine mattinata mi rigiravo tra le dita la nuova patente in formato credit card: il traguardo andava degnamente battezzato, ma essendomi autoimposto la sobrietà alla guida della moto (sobrietà che dopo un po' di tempo venne modificata in moderazione) brindai con un analcoolico (...biondo che fa impazzire il mondo) e me ne tornai felice a casa percorrendo (oggi a ripensarci mi orripilo...) la superstrada!

La mia prima stagione motociclistica trascorse con altri giretti qua e là su strade conosciute, cominciai ad apprezzare le salite e le curve, qualche giro in compagnia di amici motorizzati che andavano al doppio della mia velocità e la revisione periodica alla mia "teen-ager" che concluse l'anno motociclistico.

La stagione successiva si rivelò per me quella dell'illuminazione, come un novello San Paolo venni folgorato sulla via di Damasco, anzi sulla strada del Sempione, dai panorami, dalla pace e dalla bellezza di quei luoghi (che già conoscevo, apprezzavo  e frequentavo sotto forma di escursioni a piedi)e mi resi conto in una soleggiata giornata di luglio che era proprio in quel modo che volevo vivere la moto: andare per monti!
Il passo del Sempione in quel lontano giorno d'estate (ero partito da casa senza una meta precisa...) lo considero l'inizio del mio andare per passi; nel mio personale database dei colli valicati, perché come molti motociclisti ne ho stilato uno, si trova alla riga uno, primus inter pares, di una lunga serie.

Il mio andar per monti mi portò anche ad assaggiare per la prima volta l'asfalto... un giretto sulla strada dietro casa, straconosciuta, per testare i nuovissimi pantaloni in cordura acquistati giusto il giorno prima! Un tornante traditore, di quelli con le strade sterrate che proseguono dritte sull'esterno, l'inesperienza e una pinzata troppo violenta e mi trovai lungo e tirato per terra con qualche danno alla moto, la visiera del casco rigata e i nuovissimi pantaloni in cordura che avevano fatto il loro dovere proteggendo il mio ginocchio destro da una sicura e profonda abrasione. Quei pantaloni li indosso ancora, con la loro "ferita di guerra" in bella vista: se lo meritano!

La caduta non interruppe le mie gite in montagna; solitario per timore di rallentare troppo gli eventuali compagni di viaggio, mi spinsi verso i vicini passi delle alpi svizzere e i km delle mie uscite andavano via via aumentando. Quell'anno mi iscrissi anche ad un forum di motociclisti su internet, quel Motoclub Ting'Avert che in seguito mi fece conoscere molti altri motociclisti con la mia stessa passione..., e cominciai a pensare alle vacanze in moto: lessi di un gruppo eterogeneo e proveniente da varie zone d'Italia che voleva andare alle gole del Verdon e inizialmente pensai di unirmi a loro, ragionandoci sopra però mi resi conto di non essere attrezzato per escursioni di più giorni (non avevo nemmeno l'antipioggia) e rimandai all'estate successiva.

La stagione successiva cominciò, sempre grazie al Motoclub Ting'Avert, con un ritorno al passo del Sempione per la tradizionale motobenedizione che si svolge lassù ogni inizio di maggio e proseguì alla grande con la mia prima vacanza in moto: un'indigestione di passi alpini con culmine la Grossglockner Hochalpenstrasse; in 5 giorni, 23 passi e 2100 km insieme a 6 motociclisti conosciuti la mattina della partenza da Rovereto!

Da lì in poi fu un continuo crescendo, la stagione successiva mi aggregai alle uscite del gruppo Piemonte Occidentale del Ting'Avert per qualche uscita, le vacanze ebbero come meta la Route des Grandes Alpes in Francia, percorsa da nord a sud in gruppo ridotto (eravamo solo in due), qualche altro giro in solitaria tra cui la mia prima volta al passo dello Stelvio.

E siamo ai giorni nostri, il numero dei colli è già importante ma una lacuna va colmata, l'Appennino: è così che mi aggrego al gruppo Piemonte Orientale diretto all'Abetone e alla GnoccoZingarata di Maranello. Poco dopo purtroppo la mia gloriosa Suzuki, alla soglia dei 19 anni, ha deciso di abbandonarmi: un anomalo consumo d'olio, prima non ne beveva una goccia, e il motore se ne è andato. Il costo di riparazione supera di gran lunga il valore della moto e quindi, seppur a malincuore per il legame affettivo verso la mia prima due ruote decido di sostituirla.

Cerco e trovo una Honda CBF 600 S, 8 anni e 19000km, e subito la battezzo con un giretto di 700km con qualche passo appenninico nell'entroterra savonese sempre con il Ting'Avert. Viene il tempo dei primi raduni, il Tinguria e il Motoadvent che portano in dote qualche passo nuovo, le vacanze organizzate attraverso Italia, Svizzera, Austria, Germania e Liechtenstein (20 passi - 5 stati - 4 giorni) con un eterogeneo e piacevole gruppo di motociclisti tingavertiani e un altro giretto sull'appennino ligure che mi "regala" la prima contravvenzione per eccesso di velocità (sic) e il traguardo ambito, raggiunto a sera sul passo della Cisa, del centesimo colle valicato in moto.

Cento passi, i miei primi cento spero di una lunga serie; un traguardo che non avrei nemmeno immaginato quando ho mosso i primi metri su due ruote e che ora, in questo inverno di sosta forzata, mi sembra già remoto... la mente è proiettata verso nuovi orizzonti, nuove strade e nuove mete da raggiungere in moto.
 

Commenti degli Utenti (totali: 21)
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Commento di: ElVufero68 il 03-02-2014 12:00
Grande Andre! Smile E' vero, hai iniziato tardi ma sei in un crescendo inarrestabile, in poco tempo stai diventando la Lonely Planet del mototurista!!
E di sicuro la lunga "gestazione" del tuo desiderio ti ha reso sì appassionato, ma anche lucido e prudente, con molto sale in zucca! Up
Spero che condivideremo ancora qualche bel progetto a lungo raggio, per ora, beh, ci rivedremo in sella tra qualche settimana!
Bye!
Commento di: bastiancontrario il 03-02-2014 12:05
Grazie! Troppo buono Inchino
Spero anche io di condividere qualche giretto (lungo o corto) con te, sei un ottimo compagno di viaggio!
Commento di: ennio46 il 05-02-2014 11:44


questo passo non è impegativo,però ti porta a Montalcino,, Doppio Lamp Naked
Commento di: bastiancontrario il 05-02-2014 14:24
Non lo conoscevo, è da tenere assolutamente in considerazione per un giro nella zona dei grandi vini toscani...

Da fare assolutamente con spazio nel bauletto per riportare a casa qualche bottiglia!
Commento di: ennio46 il 05-02-2014 21:43
solo nel bauletto? Doppio Lamp Green
Commento di: simpo60 il 05-02-2014 17:31
come ci si arriva io sono di firenze, nn lo conoscevo se passi vicino andiamo insieme.......... Up
Commento di: ennio46 il 05-02-2014 21:41
il passo del lume spento si trova fra paganico(gr) e montalcino, percorrendo la siena grosseto si esce a paganico e si va in direzione amiata,
dopo alcuni km. prendere (a sinistra) per s.angelo in colle e montalcino, attenzione all'autovelox alla fine del ponte sull'arbia.
proseguire per montalcino,il passo si trova poco prima del paese.
se possibile fare una visita a s.angelo in colle,ne vale la pena.
la strada é piena di curve con asfalto buono,almeno fino all'estate 2013.
io sono di venturina terme....se vuoi ci possiamo dare appuntamento subito fuori paganico( bar per motciclisti)
e dato la mia etò vi prego, giornate soleggiate.
Commento di: simpo60 il 08-02-2014 16:20
certo speriamo che il tempo si rimetta
Commento di: gattapazza il 06-02-2014 19:29
Smile e' bello ed entusiasmante ritrovarsi sempre nelle parole di qualsiasi racconto motociclistico. Conferma che la Moto è qualcosa di più di un semplice mezzo di locomozione Banana Banana Banana
Commento di: bastiancontrario il 07-02-2014 09:30
Verissimo; le mie sensazioni leggendo un racconto motociclistico sono solitamente di due tipi: se sono già stato nei posti raccontati ricordo e rivivo piacevolmente le sensazioni della mia gita, se non ci sono ancora stato inizio a programmare i modi e i tempi per andarci. Ho una lista quasi infinita di posti da visitare! ASD
Commento di: angy452 il 13-02-2014 09:24
Ciao Hombre... come sempre puntuale e preciso come una guida Michelin, anzi sicuramente meglio! E' sempre un piacere sentirti raccontare le tue avventure colme di dettagli è come riviverle di persona.
E' davvero un grande piacere averti conosciuto e poter avere la tua compagnia nei giri che abbiamo percorso assieme e mi auguro di poterti avere come compagno di viaggio in altre avventure sulle nostre "cavalcature".
Quanto hai scritto mi fa ricordare la mia passata gioventù e la "voglia" di moto che, sollecitata da uno zio motorizzato, mi ha permesso di muovere i primi passi su un vecchio Motom 48cc per poi salire gradualmente di cilindrata fino ad arrivare ai giorni nostri.
La moto è un'ottimo strumento per riprenderci la gioia di vivere che è sempre più soffocata dagli eventi di questi tempi cupi ed incerti. Certo occorre sapere che, se usata in maniera sconveniente, può farci male, molto male!!!
Un brindisi virtuale ai tuoi 100 passi.
Buona strada
DoppioOk DoppioOk Doppio Lamp Naked
Commento di: bastiancontrario il 13-02-2014 09:43
Grazie Angelo!
Fantastico il Motom 48!
Anche per me è stato un piacere conoscerti e fare strada con te. Spero di rivederti presto.
Come non concordare sulla gioia di vivere! Sono in crisi d'astinenza da due ruote... ma presto me la farò passare.
Ricambio il brindisi virtuale... alla prima occasione lo faremo diventare reale!
Buona strada
Lamps
Commento di: mauele il 13-02-2014 18:41
Ciao a tutti, i passi in moto sono la mia passione ma da un po' di tempo mi piace molto farli anche a piedi. Lo consiglio a tutti soprattutto per la salute. A presto e se organizzate qualcosa in toscana fatemi sapere.
pieraccioni@libero.it
Commento di: balbo91 il 18-02-2014 14:55
"never stop exploring" cito la pubblicità della north face, ma sono sicuro ti calza in maniera perfetta!!
dai dai dai che la bella stagione è arrivata!!
saluti!!
Commento di: tio il 20-02-2014 00:49
Ciao Andrea! Complimenti per i tuoi primi 100 passi! Smile Applause
Il tuo racconto mi ha fatto rivivere velocemente tutti i giri fatti insieme l’anno scorso, le risate, i panorami e tutti gli altri amici conosciuti grazie al Tinga Wink
Quando ero ragazzo era mio fratello quello contrario al mio avvicinamento alle due ruote… pensa che ora ha 3 moto in box e ben oltre 100mila km sulle spalle... Brick wall
Commento di: bastiancontrario il 20-02-2014 10:16
Il mio centesimo l'abbiamo fatto insieme... Up solo che non tengo il conto "in tempo reale" Amici e non l'abbiamo festeggiato!

E quest'anno nuovi giri e nuove strade! Wink
Commento di: cescomulti il 01-03-2014 18:05
Complimenti per il racconto; mi hai fatto ripensare col sorriso sulle labbra al percorso che ho fatto per arrivare alla moto nel '96 quando acquistai la prima, usata ma tenuta benissimo Transalp: CHE SODDISFAZIONE. Avevo 27 anni e fino a quel momento avevo girato o in motorino o sfruttando un caro amico e facendo il passeggero. Poi il grande evento... Da lì qualche bel viaggio Costa del Sol e qualche anno più avanti Jerez de la Frontera per la tappa della motogp: era il 2002. Poi diversi anni mosci passati a fare qualche giretto in qua e in là, ma tutte cose insignificanti e poi di nuovo il grande passo: l'iscrizione al gruppo Marche del Tinga (gennaio 2012); da quel momento è cambiato il modo di vivere la moto!!! In quell'anno ho fatto 14.000 km divertendomi come un pazzo. Il 2013 inizia subito a tambur battente: a marzo avevo già sulle spalle 6.000 km ma il destino volle che nel rientro dal Tuscany mi si ruppe il cambio; rientrai da Lucca solo con 5 e 6 ma a casa ci arrivai. A quel punto il grande dilemma: e adesso??? la moto aveva 10 anni, oltre al cambio c'era tutta un'altra serie di grossi lavori da fare, così presi la grande decisione e la cambiai. Il 22 giugno 2013 ritiro la Multistrada nuova di pacca; mi sento addosso la gioia dei bimbi quando arriva Natale e sono lì in trepida attesa dei regali!!! Da quel momento è solo Tinga, strada, km, risate ecc. Nonostante il tempo non ci assista, ho all'attivo poco più di 18.000 km, e ogni volta che rientro da qualche raduno o giro con il gruppo c'è già la voglia di ripartire. Che gran bella cosa la moto!!!
Commento di: bastiancontrario il 03-03-2014 11:52
Grazie per i complimenti e complimenti a mia volta per la tua passione! E' finalmente cominciata la stagione 2014. La voglia era così tanta che l'acqua di sabato non mi ha fermato!!!
Commento di: bottazzi il 30-04-2014 21:48
Bravo Andrea, complimenti!
Leggendo il racconto ho notato anche dell'indigestione di passi alpini con 6 motociclisti conosciuti a Rovereto, mi ricorda qualcosa.... ASD
Commento di: bastiancontrario il 30-04-2014 22:20
Eh sì...
Mi sa che hai proprio motivo di ricordare qualcosa!
Ripartirei domattina!
Commento di: Backtobike il 21-10-2015 18:33
"Cosa sarà che ti fa..." recitava una canzone di Lucio Dalla in duetto con Francesco De Gregori.
Potremmo aggiungerci una strofa; una strofa che si chieda cosa sarà che ci fà aggrappare a quei manubri per andare dove non sempre ci importa.
Bel racconto.