Moto
Motoraduni
Scritto da hanno - Pubblicato 07/03/2009 14:01
Un motociclista deve sempre, correre, correre, correre e ciò, essenzialmente, per due motivi...

Il primo per le leggi della dinamica: una moto ferma, mancando dell'effetto giroscopico stabilizzatore, che la regge in verticale, cade. Il secondo per le leggi della termodinamica: a causa del vento della corsa, il corpo del motociclista subisce un enorme raffreddamento che aumenta col quadrato della velocità; ciò rende necessario un abbigliamento adeguato, protettivo e caldo, con la conseguenza che un motociclista in sosta è vestito troppo. Di una necessità i motociclisti hallo fatto una filosofia: il viaggio è la meta – ci si ferma solo a far benzina.

Ma i motociclisti hanno anche altre necessità: egli vuole che si stia attorno al suo bolide, si parli di sospensioni e di quale officina gli ha fatto passare la revisione, nonostante i megafoni che ha al posto degli scarichi.

Per soddisfare queste necessità si sono inventati i raduni – i Motoraduni. La cosa avviene così: in città compaiono manifesti, sulle riviste specializzate, annunci, che comunicano al mondo che a Girate di Sotto si organizza il Raduno, con Mercato dell'Usato, Accessori, Pelle per l'abbigliamento della moto e del centauro, Tatuaggi, Esibizioni varie e corteo finale su Via Centrale.

La domenica mattina, decine di motociclisti si radunano dietro il centro Commerciale “Le Nuvole”, e cominciano a dondolarsi da una gamba all'altra, vestiti troppo pesanti e col casco in mano. La conversazione è da iniziati. A: “Troppi Giap” B: “Anche i Ciaociao”; A: “Mah; l'importante è che non piove”.

All'ingresso c'è uno che cavalca una “Motogrebàne” costruita nel garage di casa (si chiamano “Special”); fa girare al massimo la ruota di dietro con il freno davanti bloccato, finché tutta la gomma è rimasta sull'asfalto. Questo è il “Burnout”, che fa rumore e puzza, ma è ritenuto una specie di offerta sacrificale irrinunciabile ai raduni. Sulle bancarelle si palesa l'indissolubile legame del vero motociclista con la morte, a giudicare dalla quantità di croci e teschi da ricamare, decalcare, appendere e tatuare che si vedono in giro.

A mezzogiorno c'è la Sfilata in corteo: cinquemila cavalli rombano - a possente dimostrazione di qualche cosa che ai pacifici locali, per ora, sfugge del tutto.

Chi non si accontenta di chiamarlo Motoraduno e basta, gli applica una definizione: Motoraduno D'Epoca, Aprilia Meeting, Rose d'Inverno, Bisiaccaria on Wheels. Raduni sono dedicati in esclusiva alle Supermotard, ai Quad o ai Cyclecar (quegli aggeggi con i difetti di auto e moto insieme). C'è il Women-on-Wheels Meeting (con uno stage di riparazioni rapide e sussidio psicologico); c'è “Genitori in Moto” (inclusa Mostra Mercato Caschi ed Abbigliamento). C'è stato il “Primo Incontro dei Motociclisti Cattolici” alla Madonna del Motociclista (AL); hanno risposto con “Heaven's Riders” presso la comunità Valdese (TO). In entrambi i casi ha furoreggiato il motto: “Non andare più veloce del tuo Angelo Custode!”

Indiscusso Classico dei Classici è però il tedeschissimo Elefantentreffen. A mezzo inverno i motociclisti di mezza Europa (mezza in senso orizzontale, pare...) accorrono per incontrarsi in un luogo ove sia garantita abbondante presenza di neve, perfetto il Nürburgring, ma va bene anche l'Autodromo di Salisburgo o quello di Brno. Comunque si arriva con la certezza di essere accolti con gran copia di vin brulé e Pichelsteiner Eintopf (una specie di cassoeula).

I radunisti alloggiano esclusivamente in tende, disprezzano i campeggiatori estivi e cantano canzoni. Tenendo conto che la motocicletta è molto giovane nella storia della cultura mondiale, si comprende il perché non si sia ancora sviluppato un patrimonio canoro specifico.

A febbraio del 1953 si riunirono attorno ad un fuoco di bivacco per la prima volta quattro amici che avevano ciascuno una “Elefant” (cioè la Zündapp KS 601, pubblicizzata come “Forte come un Elefante”) in un giardino privato nell'Eifel. Nel '77 al Nürburgring erano trentottomila, ci furono risse e disordini vari, ventisei feriti gravi, un poliziotto morto. Dopo quei fatti i controlli furono rafforzati, il numero medio dei partecipanti scese a 6500 (!) in un ambiente significativamente più civilizzato.

In ogni edizione, comunque, il momento più significativo è quello della Commemorazione: anche i Motociclisti onorano i Caduti. Nella notte si accendono migliaia di torce, viene letta una lista: Harry, alla Paris-Dakar; Mike, al circuito di Barcellona; Reinhold, sull’autostrada del Brennero... È vera commozione, in mezzo alla neve dell'Eifel sono lacrime vere, quelle che rigano i volti da duri all'Elephantentreffen...
 
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Commento di: moubelintersa il 07-03-2009 22:58
bellissima e simpatica sintesi
bravo !!!!
Commento di: Nimwid il 08-03-2009 11:52
Un bell'articolo che mi ha fatto sorridere e anche riflettere su alcune cose.
Commento di: thelion86 il 11-03-2009 18:38
Sai molti comprano la moto solo per far vedere che c'è l'hanno, e poi no sa cos'è un dbkiller...
prendono un 1000cc e poi dicono no oggi non la prendo perche se no ci devo fare benzina.....

va bhe in questo modo sono contenti i concessionari

ciao
Commento di: bingo51 il 12-03-2009 08:15
un motociclista "vero" deve essere stato all'Elefantentreffen senò sei un motociclista da bar!
il motociclista è un "angelo che vola basso",perche poi non l'ho mai capito!

queste frasi si leggono spesso nei vari topic
Commento di: hanno il 12-03-2009 10:03
Ho solo scritto due parole su uno degli infiniti aspetti dell'essere motociclista...

Fatalmente, sono scivolato in un po' di retorica, ma resta un atto d'amore verso la moto: solo di quello che non ci riguarda non c'è nulla da dire...
Commento di: hgf81 il 12-03-2009 21:26
Bellissimo...
Per adesso ho partecipato solo a raduni regionali, ma non vedo l'ora di trovare qualche pazzo della mia zona per andare all'Elefantentreffen!
Commento di: JO74 il 15-03-2009 18:55
Non posso far altro che complimentarmi... hai scritto veramente un bell'articolo...
Bravo, bravo...
Lamps...
Commento di: Resto il 19-03-2009 09:01
un articolo molto molto bello..
un giorno vorrei andare anch'io all' Elefantentreffen.. dev'essere incredibile!!
Commento di: sguelfaro il 19-03-2009 15:34
Forte! è proprio così,taducendo con una sola parola: ego! Ciao