anto965 ha scritto:
Sai dirmi la differenza tra la fibra e gli altri materiali, soprattutto riguardo resistenza e durata? Anzi, quali sono gli altri materiali?
Non me ne intendo proprio...
Staremo andando OT?
dai una lettura veloce a questos pero ti possa dare una risposta saliente ai tuoi dubbi:
Com'è fatto
Esistono diversi tipi di casco, a seconda di quanta parte della testa ricoprono (integrali, semi-integrali, a elmetto). In genere, un casco integrale, che cioè ricopre l’intera testa dalla calotta cranica alla mandibola, viene usato per le cilindrate superiori, mentre in motorino va bene anche un casco più aperto: il tutto è comunque soggetto a regole precise.
STRUTTURA:
Qualunque sia la tipologia, qualsiasi casco si compone sempre delle stesse parti:
Calotta esterna: è la parte dura, quella che per prima fronteggia l’impatto, ma per assorbire meglio l’urto in realtà deve essere anche abbastanza flessibile (caratteristica non avvertibile al tatto).
Il materiale di cui è fatta è frutto di intensi studi volti a rendere un casco resistente ma non troppo pesante: oggi si usano principalmente materiali termoplastici (per esempio il policarbonato e l’ABS), o le fibre composite anche dette vetroresine (resine termoindurenti come il poliester unite ad altri materiali come la fibra di vetro o il kevlar).
In poche parole, o materiali che sono duri per le loro caratteristiche fisiche (la fibra di vetro o il carbonio), o materiali che diventano duri per il trattamento che subiscono (i termoplastici).
Quello più usato è attualmente il policarbonato, perché consente di produrre un casco più leggero e più malleabile, e perché è più facile da lavorare, quindi riduce spiacevoli difetti di produzione.
Solitamente è la parte colorata oggetto delle maggiori personalizzazioni, su cui per esempio si attaccano adesivi o si scrivono frasi: pochi sanno, tuttavia, che una sostanza solvente, come l’inchiostro di un pennarello indelebile o addirittura la vernice di un colore, danneggia il casco, modificando la sua composizione e così riducendo la sua capacità di resistenza agli urti.
Quindi bisogna fare attenzione a non esagerare con scritte o immagini: ricordiamoci che il casco è soprattutto uno strumento della nostra sicurezza!!
Se proprio amiamo distinguerci possiamo acquistare un casco aerografato (ne esistono moltissimi in versione integrale) o elaborare noi qualcosa da fare trascrivere sul nostro casco da grafici professionisti, senza pericolo di danno.
Calotta interna: è l’imbottitura interna del casco, la parte che serve ad assorbire l'urto in caso di incidente, la cui azione agisce contemporaneamente a quella della calotta esterna, ma dall’interno.
Si compone di polistirolo espanso, un materiale granulare e duro che acquista la nota forma e consistenza morbida in seguito a un trattamento termico con un’altra sostanza detta pentano.
La sua distribuzione varia secondo i punti da proteggere e in base all’addensamento della corrispondente calotta esterna: ai margini è più resistente e denso, al centro è invece meno denso e più malleabile, in corrispondenza di una calotta esterna più dura.
È molto importante mantenerla in ottimo stato, perché se si rovina riduce notevolmente la qualità del casco; pertanto, dopo un incidente, dopo un urto forte o semplicemente con l’andare del tempo è opportuno sostituire il casco perché la calotta interna potrebbe essersi danneggiata o consumata.
Rivestimento interno: questa è la parte del casco che si vede internamente; serve a ricoprire il polistirolo espanso della calotta interna e a porre uno strato morbido tra questo e la testa, riempiendo lo spazio tra i due e così rendendo più adattabili anche le misure.
È fatto di tessuto, in particolare viene usato un materiale anallergico e traspirante, dal momento che è l’unica parte sempre a contatto con la cute. Va da sé chiaramente che col tempo l’uso continuo del casco portala visiera a una particolare usura del rivestimento interno, che proprio per il fatto di essere sempre a strettissimo contatto con i capelli tende ad assorbire la sporcizia che naturalmente produce la testa. A questo possiamo ovviare un po’ il problema utilizzando delle apposite papaline da mettere sulla testa prima di indossare il casco, così da mantenere l’interno più pulito: la papalina infatti, che si trova di diversi tipi, è staccabile e lavabile. Si può anche usare anche una qualsiasi bandana, o un foulard abbastanza grande da contenere la testa.
Prese d'aria: servono per assicurare alla testa la ventilazione interna, altrimenti “soffocherebbe”. Si trovano generalmente sull’apice del casco, lateralmente, o davanti alla bocca se il casco è integrale o semi-integrale. Si possono anche aprire ulteriormente per aumentare l’aerazione (soprattutto d’estate).
Visiera: la visiera corrisponde al parabrezza di una macchina, quindi è la parte trasparente attraverso cui si vede. Protegge il viso e gli occhi da qualsiasi cosa possa andar loro contro, come il pulviscolo o gli insetti, ma è molto utile anche in caso di pioggia, impedendo alle gocce di arrivare dritto dentro gli occhi.
La visiera è contemporaneamente resistente e delicata: infatti è difficile che si rompa, ma non improbabile che si graffi, anzi, bisogna starci attenti, per esempio quando si appoggia il casco per terra sull’asfalto.
Quando l’entità e la quantità delle abrasioni impedisce la visuale, bisogna cambiarla con l’apposito ricambio; altrimenti si può pulire con i prodotti giusti e con una pezzetta morbida, specialmente dopo un lungo viaggio in moto (pensate solo ai moscerini…).
Cinturino sottogola: è la chiusura tramite cui si impedisce al casco di “scappare via” durante la marcia. Bisogna cercare di trovare il proprio punto di chiusura, non troppo stretto, non troppo largo: il casco non deve levarsi, ma nemmeno soffocare, altrimenti diventa molto scomodo e a lungo andare può avere conseguenze fisiche negative.
