Racconto di una gita al Museo e alla Fabbrica Ducati, a Borgo Panigale
Tre anni di attesa e finalmente si parte. Scorta di sigarette,
fotocamera a portata di zampa e fidanzate rassegnate, Borgo Panigale
aspettaci!
Per chi non ha mai avuto occasione di visitare Bologna, una visita del
centro è d’obbligo.
Una volta satolli di piade e tagliatelle, ci facciamo condurre dal
navigatore, che in una quindicina di minuti circa ci porta direttamente
in via Cavalieri Ducati; veniamo-giustamente-bacchettati dalla Guida,
che ci fa notare i palesi minuti di ritardo-due, per la
verità-invitandoci a raggiungerla all’interno del Museo dopo
l’acquisto dei biglietti (10€)
Vi lascio immaginare l’emozione, lo sguardo indugia dappertutto...
davvero ci si sente spaesati ed emozionati al tempo stesso.
Poter toccare con mano ciò che finora si è visto soltanto
in rete o su qualche libro, è una sensazione veramente unica.
E qui accade il bello. Siamo riportati bruscamente alla realtà
dalla nostra Guida, che con cipiglio ci raggruppa tutti invitandoci a
non “disperderci” (ma dove?)e a non toccare assolutamente i pezzi
esposti (comprensibilissimo).
Foto e riprese assolutamente libere.
Non ci perdiamo d’animo, e riusciamo a fare qualche scatto ad un
cucciolo perfettamente conservato(complimenti ai Curatori!).
Segue un parapiglia, siamo in quattro e tentiamo di scattare quante
più foto possibili, sempre incalzati dalla simpatica Guida che
ci raggruppa nella sala Smart/Hailwood, dove per fortuna si sofferma
per qualche minuto.
La 900 di Mike The Bike mozza il fiato, sembra davvero di vedere un
mostro assopito.
Ancora intontiti ci voltiamo, e davanti a noi la numero sedici di Paul
Smart si fa apprezzare per le linee perfette prima, per le sensazioni
suscitate subito dopo.
Opere d’arte confezionate con una precisione maniacale, e non semplici
“moto”..
Sempre più “ubriachi” ci dirigiamo nuovamente verso
l’esposizione principale, naturalmente pungolati dalla diligente
signorina in felpa Ducati.
E ancora, un tuffo al cuore!
La 750ss della scuderia Spaggiari...
La 900 NCR, la TT1, la TT2‘600..
Poi, nuovamente, il “finimondo”..
Nonostante le proteste della Guida, non possiamo fare a meno di
sparpagliarci.
Siamo nell’angolo delle superbike, e qui non saprei veramente rendere
l’idea.
Sui cupolini leggiamo Lucky, Foggy, Nitro Nori, Baylisstic… E l’888
numero Nove di Falappa troneggia imponente su tutte… chi ha cuore per
sopportare una cosa del genere?
Un commento da parte di un visitatore anglofono la dice tutta:”Holy
Shit!”
Ancora intontiti, ci dirigiamo verso l’esposizione dei Desmosedici.
Non vorrei essere in qualche modo “blasfemo”, ma forse, in un certo
qual modo, le SBK emozionano di più... forse per la carenatura
vedo/non vedo... chissà... il colpo d’occhio, comunque, non
è male.
Il tour del Museo termina qui, purtroppo.
A nostro parere, però, una visita lampo di venti minuti non
rende assolutamente giustizia alla cura maniacale con la quale è
stata allestita l’esposizione.
Naturalmente ce ne facciamo una ragione, e ci dirigiamo, sempre
guidati, all’interno della fabbrica, dove naturalmente è vietato
riprendere.
Con nostra sorpresa, la Signorina Frettolosa si dilunga maggiormente
nelle spiegazioni, con ampie digressioni sugli alberi motore e sulla
distribuzione desmodromica (!), e la visita alle catene di montaggio si
rivela molto istruttiva ed interessante.
Una pulizia e un ordine impressionanti, come i gesti degli addetti alla
catena.
A proposito, sconsiglio di indossare una tshirt rossa con scritta
Ducati: rischiate di essere reclutati.
Dopo circa un’ora, tra Museo e Fabbrica, prendiamo commiato; veniamo
omaggiati di un voucher da spendere nello Store situato poco lontano, e
da bravi liguri non ci facciamo mancare l’occasione (belìn,
cinque euro son sempre cinque euro..).
Lo Store merita, gli addetti sono molto gentili, e cercando senza
fretta trovate anche qualche occasione tra i capi delle collezioni
Ducati dell’anno prima: caschi, capi in pelle, tute, etc.
Caldamente raccomandati il dvd “Ducati-The Story”e il libro ormai
introvabile “Motociclismo racconta la storia della Ducati” in edizione
copertina rigida.
Ormai sazi, ci dirigiamo all’auto: fatta eccezione per la visita al
Museo, davvero troppo sbrigativa, si fa un bilancio delle due ore
complessive passate a Borgo Panigale.
Sicuramente torneremo, magari in occasione del WDW, per condividere
aneddoti e storie con chi davvero di Ducati ne sa, magari un addetto
alla catena di montaggio!
BF
Consigli utili.
Orario: Fate in modo di presentarvi almeno dieci minuti prima
dell’orario prefissato, Bologna è piuttosto trafficata.
Museo: Datevi il tempo di fare qualche scatto, certi momenti vanno per
forza di cose immortalati!
Fabbrica: Ovviamente, non toccate nulla!
Shop: Dimenticate a casa la carta di credito; se, al contrario, non
soffrite di acquisti compulsivi, portatela con voi.
Have a nice tour!