L'olio motore è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento del motore stesso e soprattutto non è eterno. Si specificano le molteplici cause che ne provocano il degrado, soffermandosi in particolare sulla 'diluizione'
L'olio motore, componente fondamentale per il corretto funzionamento di
un motore quattro tempi, viene a volte considerato come un accessorio
più o meno scontato e poco degno della giusta attenzione.
Esso ricopre invece il delicato ruolo di mantenere lubrificate tutte le
parti fondamentali in movimento di un motore (albero motore, alberi a
camme, trasmissione primaria, cambio, in alcuni casi anche organi della
distribuzione e frizione), contribuendo in modo sensibile anche allo
smaltimento del calore in eccesso, prodotto dal funzionamento del
motore stesso.
Tale componente, secondo una filosofia progettuale ormai ben
consolidata, assolve ai propri compiti in modo più o meno
efficiente sia in base alle proprie intrinseche caratteristiche di
progetto, sia e fortemente in base allo stato di degrado in cui si
trova. L'olio motore è infatti una delle voci principali tra
i materiali di consumo da sostituire in ogni intervento manutentivo
programmato di ogni motore 4T.
Il degrado dell'olio è diretta conseguenza delle condizioni
di funzionamento a cui è chiamato a lavorare.
Durante la sua vita, esso subisce innumerevoli cicli di riscaldamento e
raffreddamento, quindi stress termici. Se le temperature raggiunte
divengono eccessive viene facilitata l'ossidazione, quindi la rottura
dei legami chimici, nonché l'evaporazione dei componenti
più "leggeri" (molecole più piccole); la
viscosità aumenta, la circolazione nel circuito è
più difficoltosa, diminuisce la dissipazione di calore, si
formano depositi e "lacche" che aderiscono sui componenti del motore,
pregiudicandone il corretto funzionamento.
Il movimento degli organi meccanici (nelle moto anche dei cambi e
soprattutto frizioni!) induce poi all'olio continue azioni meccaniche.
Si possono perciò avere effetti a livello molecolare con
anche la rottura di alcuni legami delle molecole più
complesse o semplicemente la continua inclusione di aria (quindi
ossigeno), con la formazione di bolle ed emulsioni che peggiorano le
qualità adesive del film lubrificante sui componenti ed
accelerano il processo di ossidazione.
Un altro motivo fondamentale di degrado dell'olio nei motori 4T
è dovuto all'inquinamento da parte di agenti esterni. Si ha
perciò l'accumulo del materiale d'usura dei dischi frizione,
in caso di motori dotati di frizione a bagno nel medesimo olio motore
(quindi la quasi totalità dei motori motociclistici).
Inoltre, durante ogni ciclo termico (di ogni cilindro) si ha
l'immissione di miscela aria/benzina in camera di scoppio e la
generazione di gas combusti, composti da ossidi, residui di
idrocarburi, vapore acqueo, ecc.
I pistoni sono dotati delle cosiddette "fasce elastiche" in primo luogo
per garantire la compressione, ma con la secondaria e fondamentale
funzione di separare la camera di manovella dai composti accennati.
Tuttavia la tenuta di tali guarnizioni non è ovviamente
impeccabile, né soprattutto è costante su tutto
l'arco di un ciclo utile, nonché dipende dalla temperatura
del motore; vi sono alcune situazioni (motore freddo, marcia in
rilascio) in cui si ha un travaso di quelle sostanze tra camera di
combustione e di manovella.
L'inquinamento dell'olio, definito anche come "diluizione" porta ad un
degrado soprattutto delle capacità lubrificanti, per il
semplice motivo che i componenti che si vanno ad aggiungere non sono
preposti a tale scopo. Si ha poi una diminuzione della resistenza agli
stress termici, sebbene la capacità di dissipazione del
calore non venga in prima istanza ridotta particolarmente.
La diluizione ha poi il subdolo effetto di mascherare un reale consumo
d'olio, dal momento che può portare a mantenere
pressoché invariato il volume di liquido in coppa, avendo
però, come detto, tutt'altre caratteristiche lubrificanti.
In questi casi la classica "tirata" autostradale prolungata, quindi con
una regimazione costante nel tempo delle temperature del motore,
può portare all'evaporazione di molti di questi agenti
inquinanti, col risultato di trovarsi con un basso livello in coppa...
In generale, però, una diluizione copiosa per gli stessi
motivi può portare invece ad un aumento del livello in
coppa, quindi con aumento della pressione dell'olio ed un incremento di
"blow-by" in cassa di aspirazione, con scompensi di carburazione,
imbrattamento dei componenti di alimentazione (farfalle, iniettori),
eccetera.
Un olio inquinato, diluito, può essere riconosciuto anche da
un odore tipicamente simile alla benzina e da un consistenza al tatto
meno..."oleosa" e più liquida. Oltre ai casi che si
verificano sempre (ma che in fase di progetto si cerca di contrastare),
situazioni che aumentano la possibilità di diluizione
possono essere legate, ad esempio a difficoltà nel
raggiungimento della temperatura ottimale del motore, come tragitti
molto brevi con continue accensioni e spegnimenti, o anche avarie come
il malfunzionamento della valvola termostatica.
Oppure banalmente uno stato di usura marcato di segmenti e raschiaolio
non garantiscono più la tenuta necessaria (ma d'altra parte
anche la compressione!). Nei motori ad iniezione elettronica
può anche capitare che una pressione agli iniettori
più bassa del dovuto induca la ECU ad allungare il tempo di
iniezione, andando ad introdurre benzina per una fase troppo lunga,
aumentando appunto il rischio di trafilamenti; anche se va detto che
ciò è un problema reale più che altro
in motori ad iniezione diretta (quindi, per ora, non motociclistici).
Infine, la configurazione del motore influisce sensibilmente: infatti,
maggiore è il frazionamento, minore è, in
generale, la dimensione dei pistoni e quindi la criticità di
funzionamento delle fasce elastiche. Ecco quindi che un grosso
monocilidrico vedrà prescritti intervalli di sostituzione
dell'olio motore molto più brevi di un 4 cilindri di pari
cilindrata.
La tecnologia chimica progredisce continuamente e lo studio di additivi
e composizioni sempre meno sensibili a queste cause di degrado procede.
Ma tali effetti non possono essere eliminati, perciò
è sempre buona norma utilizzare un olio motore che si adatti
al meglio alle caratteristiche del motore in oggetto, curandone con
scrupolo la manutenzione. Una cattiva lubrificazione spesso
può generare più danni di una guida ed un uso
dissennato...
Per ulteriore chiarimenti e riflessioni si rimanda al
topic di
riferimento.