Sono passati solo 8 anni da quando ho comprato la mia prima moto stradale e mi sono iscritto al tingavert, però se penso ai km percorsi nel frattempo, le emozioni che il motociclismo mi ha regalato e le esperienze di vita che ho raccolto, mi sembra che sia passata un'intera vita.
Ho conosciuto tanti amici, con alcuni dei quali mi sento ancora oggi e altri, che seppur non vedo da tanto, non posso dimenticare e i ricordi non sono sbiaditi come si potrebbe pensare, ma sono ancora vivi e legati a giornate fantastiche passate tra una curva e l'altra su montagne, colline e scorci d'Italia che visti attraverso la visiera di un casco integrale diventano davvero indescrivibili.
L'altro giorno scorrendo tra i miei messaggi privati ho proprio ripercorso col sorriso parte della mia storia motociclistica con gli amici ad essa legati, fino a quando ho rivisto un messaggio di un mio grande amico ancora giovanissimo che purtroppo ora non c'è più e mi ha riportato alla mente davvero un'infinita di momenti..
Già gli antichi e in particolare Seneca nei suoi Dialoghi si interrogava sul problema del tempo e in particolare sul problema se lo spazio concesso all'esistenza umana possa considerarsi "breve". L'unico modo di arginare questa fugacità (la nostra vita è un punto, e ancor meno di un punto), è quella di far buon uso del nostro tempo visto, vivere a pieno il presente e non sprecarlo con attività futili perché quanto ci resta da vivere non dipende da noi.
Ogni tanto fa bene fermarsi un momento a pensare..
Un saluto a tutti voi fratelli biker



