Amico mio, hai tredici anni e sicuramente tutta l'enfasi e la passionalità della tua giovane età. Capisco che avere un bel mezzo, il primo, e soprattutto a tredici anni faccia battere più forte il cuore solo a pensarlo, ma.
Già c'è un ma...tu ci segui, ti senti pronto, ti senti motociclista e sicuramente lo sei, nel cuore, con la tua purezza e la forza della tua passione, ma hai comunque 13 anni. La responsabilità di un genitore per qualunque cosa ti succeda è altissima.
A tredici anni gli impegni primari devono essere altri, per un motorino, forse, a 14 anni, col consenso di papà, ed un 50.
Non ti sentire umiliato e ferito nella fiducia, ti senti grande, ma tra il sentirsi e l'esserlo intercorre un oceano sconosciuto che non puoi e non sapresti mai affrontare.
Tutti questi passaggi: il motorino a 14 anni, il no dei genitori, la frustrazione e fin'anche una infantile tristezza, sono tappe di tutti.
Tutti noi abbiamo vissuto questi momenti e le ovvie negazioni da questi momenti richiamate, quindi non sentirti umiliato nè triste per un no.
Ti parla un motociclista, ma anche un padre. E' troppo facile alla tua età perdersi un un unica cosa...la motocicletta...alla tua età una motocicletta significa un "tutto" pericoloso. Potresti sentirti arrivato, appagato, felice. Che senso avrebbe sgobbare, obbedire, studiare, lavorare per il tuo futuro se hai tutto?
Ma è un tutto illusorio, è un tutto maledetto che ti distrarrebbe inevitabilmente dai tuoi doveri di studente, e tuo padre lo capisce. Oltretutto da padre è anche preoccupato per la tua incolumità. Il dolore di un figlio per un incidente subito, si centuplica in noi genitori, perchè vi amiamo ed in parte ce ne sentiremmo responsabili. Anzi, ci sentiremo totalmente responsabili...di qualunque cosa possa accadervi.
Quindi sii comprensivo e volgi la tua intelligenza a capire: capire un padre e capire i doveri che hai nei confronti di te stesso.
La moto è una falsa priorità, non ti rende migliore, può aspettare.
Ps. Scritta col cuore da motociclista a motociclista!
