Moto
L' Airbag, l'importanza dell'autotutela su due ruote
Scritto da angy452 - Pubblicato Lunedì 03 aprile 2017 @ 13:42:50 CEST
Questa articolo non vuole essere esaustivo ma solo presentare un tipo di prodotto che pian piano sta prendendo campo tra i vari sistemi di sicurezza attiva.

E' stato da me pubblicato sulla rivista Nuove Direzioni edita dell'Associazione Nazionale Cooordinamento Camperisti ma ve ne voglio rendere partecipi.

Airbag per la moto

La protezione del proprio corpo in ambito lavorativo, ludico e sportivo, è importante, e merita un’attenzione particolare. In quest’occasione intendo parlarvi, appunto, delle protezioni, e in particolare di quelle utilizzate dai motociclisti che, per lavoro o per hobby, utilizzano i loro veicoli.

Questo articolo esaustivo, è solo un invito a considerare la sicurezza “attiva” come buona precauzione per preservare la nostra incolumità, senza tuttavia limitare troppo lo svolgimento delle nostre attività; ovviamente, le stesse considerazioni si possono applicare anche ad altri sport, quali l’equitazione, il ciclismo, lo sci, la motonautica e altri.
Chi ha qualche capello bianco ricorderà abbastanza bene i primi caschi per motociclisti. Erano delle “scodelle”, con una struttura di pelle e un passante sottogola che li teneva nella giusta posizione; ricorderà anche le tute di pelle, rigorosamente nere, che imbustavano i piloti di quell’epoca, che definirei “eroica” osservandole oggi, a seguito di tutti gli accorgimenti elettronici che abbiamo introdotto.

Tali ricordi ci fanno sorridere, ma anche rabbrividire, per la risicata protezione di cui usufruivano i piloti dell’epoca. In quei tempi, però, nessuno aveva preso in considerazione una maggiore protezione delle parti vitali oltre alla testa, quali colonna vertebrale, collo e torace, con sistemi di protezione certificati. In pratica, un po’ come i cavalieri, che avevano una corazza a protezione del corpo, non solo per le guerre ma anche per i tornei a cavallo. L’abbigliamento tecnico è, tradizionalmente, predisposto per proteggere le parti più delicate del nostro corpo, ma il paraschiena e le altre protezioni in plastica integrate non sempre sono sufficienti a garantire sicurezza. Per questo, i principali produttori del settore, in tempi piuttosto recenti, hanno fatto un importante passo avanti in questa direzione, lavorando a sistemi innovativi per garantire ulteriormente il grado di protezione del conducente. Sono nati, così, gli airbag indossabili, costituiti - similmente a quanto avviene nelle auto - da sacche, inserite nell’abbigliamento (tute, giacche, gilè) e posizionate sulle suddette parti “strategiche”, che si gonfiano quando il guidatore abbandona, suo malgrado, il mezzo che sta guidando a seguito di una caduta o di uno scon tro con ostacoli fissi o mobili.

Il giubbotto airbag dei motociclisti, invece, sembra sia un’invenzione ungherese, esistente dal 1976. Il suo inventore è Straub Tamás e l’annuncio ufficiale risale appunto al 1976, mentre la pubblicazione è del 1977.
Poco dopo, attorno al 1978, in Italia furono inventati dei sistemi di protezione semirigidi che, tramite apposite tasche o fissaggi sulle tute, venivano posti a protezione della colonna vertebrale e della zona lombare.
Solo diversi anni più tardi, attorno al 1983, questa protezione è stata offerta al pubblico e, solo grazie a una riduzione dei costi di fabbricazione, oggi è diventata di uso comune. Semplificando, il sistema airbag può essere suddiviso in tre diverse tipologie:
1. Airbag collegato al veicolo con un cavetto speciale;
2. Airbag costituito di due componenti: una da collegare al veicolo e una indossata dal pilota;
3. Airbag stand-alone, con l’intero sistema indossato dal pilota.

Per quanto mi è stato possibile appurare, dette tipologie di airbag sono riconducibili a tre case costruttrici italiane, che sono:
1. Motoairbag® di D.P.I. Safety S.r.l.;
2. D-Air® di Dainese;
3. Tech-Air™ di Alpinestars.
Al fine di far chiarezza e regolamentare questo nuovo sistema di protezione, i produttori hanno avviato un gruppo di lavoro per la definizione di una norma: la EN1621.4 airbag protectors del 2013.


MOTOAIRBAG®
Passiamo a esaminare le singole caratteristiche. Il sistema di airbag commercializzato con il nome di MOTOAIRBAG®, realizzato dalla società D.P.I. Safety s.r.l. nata nel 1996, appartiene a un gruppo industriale italiano, attivo fin dal 1944. Nonostante i sistemi di attivazione elettronica appaiano più “evoluti” di altri, MOTOAIRBAG® ha preferito utilizzare un sistema di attivazione basato sulla meccanica di precisione, in quanto estremamente affidabile e semplice da usare. Tramite un comando ad attivazione meccanica, infatti, è molto semplice identificare le situazioni di pericolo e mettere in funzione il sistema airbag.

Tutto funziona attraverso un semplice cavo che collega MOTOAIRBAG® alla moto: quando il motociclista si trova a essere troppo distante, o comunque fuori sagoma rispetto a una distanza calibrata, il cavo raggiunge la sua massima estensione, si sgancia da MOTOAIRBAG® e attiva il sistema.

Il cavo di attivazione rimane sulla moto, avendo quindi la sola funzione di tenere sempre sotto controllo la posizione del motociclista.
La lunghezza del cavo è stata oggetto di molti studi: essa permette al sistema di attivare MOTOAIRBAG® nelle situazioni d’impatto o scivolata, ma al tempo stesso lascia libero il motociclista di muoversi naturalmente (per esempio, in curva).
Velocità di gonfiaggio, affidabilità del sistema di riconoscimento dell’impatto, semplicità d’uso, ricarica a prova di errore, peso contenuto, comfort generale, alta prestazione alla prova d’impatto, certificabilità: questi sono alcuni dei più importanti requisiti, tenuti in considerazione durante la progettazione di MOTOAIRBAG®. Ogni componente è stato sottoposto a numerosi test di affidabilità ed efficacia. Questi, ovviamente, prevedono anche l’utilizzo costante, in tutte le condizioni ambientali (in ambiente urbano ed extraurbano), oppure l’utilizzo in condizioni estreme per clima e ambiente esterno (viaggi intercontinentali in moto) per un totale di oltre 1.000.000 di chilometri.

Particolare attenzione è stata data ai test d’impatto reali con manichini e, inoltre, alla collezione degli ormai numerosi casi d’incidenti reali, nei quali il motociclista ha indossato la protezione MOTOAIRBAG®.
La tecnologia a “esplosione fredda” rende MOTOAIRBAG® uno degli airbag più performanti sul mercato. Il tempo di gonfiaggio è di 80-85 millisecondi.

La lunga progettazione della geometria del sacco, ha consentito di ottenere una capacità di assorbimento all’impatto molto alta che, a oggi, è stata riconosciuta essere di livello 2 (secondo lo Standard Europeo EN1621.4:2013). MOTOAIRBAG® è un sistema airbag inserito in un gilè da moto, che si attiva in caso di caduta, proteggendo la colonna vertebrale del motociclista.
Il gilè è progettato per essere indossato sopra le normali giacche per la moto, adattandosi perfettamente anche ai modelli più tecnici, grazie a una conformazione che rende il prodotto estremamente flessibile e adattabile. MOTOAIRBAG® è stato pensato per essere anche leggero e confortevole. Inoltre, la zona di protezione è molto più estesa rispetto a un classico protettore rigido. MOTOAIRBAG® copre infatti l’intera colonna vertebrale, dalla nuca alla zona sacrale.

Quest’anno, MOTOAIRBAG® compie dieci anni di presenza in strada con molte migliaia di pezzi venduti, 1.000.000 di chilometri di test e una dimostrata efficacia in moltissimi casi d’incidenti reali.
Per quest’occasione, viene presentata una nuova versione di MOTOAIRBAG® v2.0, con protezione anche frontale.
Per ulteriori informazioni e prezzi rimandiamo al sito del produttore http://www.motoairbag.com


DAINESE D-Air®
Tra i primi che hanno creduto in questi sistemi di sicurezza, e che hanno deciso di investire in maniera consistente per svilupparne la tecnologia, c’è la Dainese S.p.A., una società nata nel 1972 e che, al termine di un’intensa e laboriosa fase di sperimentazione in pista con alcuni piloti della MotoGP, ha immesso sul mercato il suo sistema airbag denominato D-Air®.
L’iniziativa è stata suddivisa in due fasi: una prima, con un dispositivo studiato ad hoc per l’utilizzo nella guida in pista, e perciò integrato nella tuta professionale in pelle, e una seconda, al momento della diffusione del prodotto analogo per l’uso su strada. Battezzati, rispettiva- mente, D-Air Racing e D-Air Street, presentano un sofisticato sistema elettronico che, mediante la presenza di accelerometri, giroscopi, sensori e algoritmi riesce - mediante l’attivazione di una carica esplosiva - a comandare l’apertura delle sacche d’aria, ogniqualvolta venga rilevata una caduta o una scivolata della moto.

D-Air Street funziona senza alcun collegamento fisico con il mezzo; è composto da un sistema installato sulla moto, chiamato M-kit, e da un sistema inserito nella giacca, chiamato J-kit. Questa architettura consente una rapida risposta all’urto e una protezione efficace durante tutta la dinamica di un incidente.
L’algoritmo di attivazione è il cervello del D-Air Street, la funzione matematica che analizza e combina i dati provenienti dai sensori, e decide quando attivare il sistema.
Nel tipico incidente su strada, che avviene per impatto, i tempi di messa in funzione imposti dalla dinamica dell’incidente sono molto limitati, nell’ordine degli 80 millisecondi, comprensivi di tempo di attivazione e tempo di gonfiaggio. Ogni sistema che abbia un tempo d’intervento superiore non è in grado di proteggere il conducente dall’impatto primario, che è il più violento, nel corso del tipico incidente stradale.
Il tempo d’intervento del D-Air Street è di 45 millisecondi.

D-Air Street ha superato una serie di test particolarmente impegnativi in riferimento all’innocuità, con l’obiettivo di verificare che il gonfiaggio del sistema, in situazioni particolari, non provochi la perdita di controllo del mezzo, oppure traumi derivanti da contraccolpi.
I test hanno riguardato:
• l’attivazione inaspettata del sistema durante la guida, con particolare riferimento alla guida in curva (il pilota deve poter mantenere il controllo del mezzo);
• il gonfiaggio del sistema con la testa del conducente piegata (dx, sx, ant., post.). La testa non deve subire accelerazioni oltre la soglia prevista;
• il gonfiaggio anche nel caso in cui il conducente indossi uno zaino;
il gonfiaggio contemporaneo di eventuali due sistemi, conducente più passeggero, senza che nessuno dei due occupanti subisca contraccolpi; il gonfiaggio del sistema del passeggero in presenza di bauletto posteriore (il sistema deve gonfiarsi correttamente senza provocare contraccolpi).

Il Funzionamento
Il motorcycle kit del D-Air Street si accende automaticamente all’avvio del veicolo; una volta acceso, l’unità elettronica avvia immediatamente la ricerca della giacca dotata della SIM CARD, abbinata al M-kit. Una volta individuata, avvierà il processo di pairing.
Una seconda ricerca è dedicata all’individuazione dell’unità passeggero. Una volta individuate una o entrambe le elettroniche delle unità J-kit, l’avvenuto pairing (ovvero il riconoscimento del capo protettivo) verrà comunicato sul display. A questo punto è possibile avviarsi con sicurezza.

Intervento del sistema
I sensori del M-kit inviano in continuazione i parametri dinamici del veicolo all’unita centrale, che li elabora. Quando l’algoritmo di attivazione riconosce le condizioni d’incidente previste, questo invia il segnale di attivazione al J-kit, che provvede a sua volta al gonfiaggio tramite due generatori di gas.
In caso di anomalia di funzionamento, l’elettronica del M-kit e del J-kit avvisano prontamente il pilota.
Sono due i canali di comunicazione uomo-macchina: uno fisico, con la vibrazione del “vibramotor” integrato nella fascia in vita, e uno visivo, attraverso le informazioni veicolate dal display.

L’interfaccia utente fornisce le seguenti informazioni:
• accensione sistema (con l’accensione del mezzo);
• funzionamento corretto del sistema;
• connessione conducente;
• stato di carica della batteria conducente e passeggero;
• scadenza revisione M-kit moto;
• scadenza J-kit conducente e passeggero;
• malfunzionamenti M-Kit;
• malfunzionamenti J-Kit conducente e passeggero.

D-Air Street ha superato i test relativi alle protezioni individuali per motociclisti, in relazione alle normative europee in vigore al momento della certificazione (PPE directive 89/686/CEE EN 1621.1 local protectors EN 1621.2 back protectors EN1621.4 airbag protectors).
È stata testata la capacità dell’algoritmo d’identificare i segnali di tutti gli scenari d’incidente previsti, e verificata l’affidabilità dell’algoritmo rispetto ad attivazioni indesiderate.
L’hardware di D-Air Street è stato sottoposto a innumerevoli test per verificarne l’affidabilità, la sicurezza e la durata, ottenendo la certificazione TÜV SÜD Automotive.

Il progetto D-Air Street è stato realizzato grazie a un team di alto profilo professionale:
• D-TEC® Dainese Technology Center (definizione dei dati e requisiti di base per lo sviluppo del sistema, studio e sviluppo della tecnologia dei “bag” e delle diverse giacche);
• CEFRIEL Politecnico di Milano (progettazione software/hardware e supporto all’industrializzazione);
• iSi Automotive Cool Generators (generatori di gas a tecnologia “fredda”);
• Heathcoat (tessuti tecnici per airbag);
• TÜV SÜD Automotive GmbH (consulenza e conduzione test);
• TÜV SÜD Product Service GmbH (conduzione test e certificazione).

In pratica, il sistema D-Air Street si presenta, nella sua versione più versatile, come un gilè che può essere indossato sopra l’abbigliamento normale e quindi particolarmente indicato per l’impiego urbano e gli spostamenti a breve raggio, oppure, con il comfort del GORE-TEX, per il mondo del touring. La giacca è equipaggiata con protettori di spalla e gomito e con un protettore schiena Wave.
La Polizia Stradale Italiana ha testato il sistema D-Air Street in occasione del Giro d’Italia, percorrendo più di 100.000 chilometri.
Per approfondimenti visitare il sito:  www.dainese.com


DAINESE D-Air® MISANO 1000
Dainese ha recentemente presentato un nuovo sistema stand-alone, indossato completamente dal pilota.
Questo prodotto è installato su una nuova giacca in pelle predisposta. I sensori, l’elettronica e il GPS sono alloggiati, in questa configurazione, all’interno del paraschiena.

Il sacco airbag 3D, frutto di una tecnologia Dainese, grazie alla sua struttura a microfilamenti interni, permette un gonfiaggio uniforme di 5 cm su tutta la sua superficie, garantendo massima protezione e massimo comfort. La costruzione del sacco, protetta da brevetto, è unica nel suo genere e differisce da ogni altro airbag utilizzato nell’industria automobilistica. L’algoritmo, vero cuore del sistema, monitora, attraverso 6 sensori, la dinamica del motociclista 800 volte al secondo, e decide l’attivazione del sistema in presenza di urti, scivolate e disarcionamenti.

Il sistema airbag della Misano 1000, lavorando in sinergia con il paraschiena e il chest-protector, protegge clavicole, petto e schiena del pilota e limita iperflessione e iperestensione del collo. L’interruttore d’accensione, integrato nella chiusura della giacca, costituisce un ulteriore elemento di sicurezza. Il LED sul braccio destro segnala lo stato di funzionamento del sistema. Il peso della giacca (taglia 50), completa di protettori e modulo airbag, è di 3,95 kg. Il modulo airbag da solo ha un peso complessivo di 0,9 kg.


ALPINESTARS Tech-Air™
Alpinestars è stata fondata nel 1963 ed è cresciuta fino a diventare leader mondiale fra i produttori di articoli racing professionali, calzature tecniche e abbigliamento sportivo.
I prodotti Alpinestars sono sviluppati da un vasto staff tecnico internazionale presso i laboratori di Ricerca e Sviluppo dell’azienda, negli U.S.A (Los Angeles) e in Europa (Italia).
Per oltrepassare costantemente i limiti dello sviluppo tecnico e andare oltre le semplici necessità dei piloti e dei consumatori di tutto il mondo, Alpinestars utilizza le più avanzate tecnologie. Risultato di oltre un decennio di sviluppo in MotoGP e preceduta dal sistema Airbag racing Alpinestars di prima generazione, la tecnologia Alpinestars Tech-Air™ rende disponibile la massima protezione per il torace ai frequentatori della pista e ai motociclisti sportivi.

Venduto separatamente e compatibile con la nuova tuta GP Pro, il Tech-Air™ Race è completamente autoconsistente, ovvero senza configurazioni legate alla moto, cosa che consente il massimo della comodità, libertà e versatilità. Quando è completamente gonfiato, l’airbag garantisce una protezione per schiena, reni, spalle e torace. Grazie a un semplice upgrade del firmware, il sistema Race può essere configurato per utilizzare i settaggi Tech-Air™ Street per l’uso fuori dalle piste e in fuoristrada. Il sistema Tech-Air™ è in grado di rilevare l’impatto in un lasso di tempo compreso tra i 30 e i 60 millisecondi, mentre bastano appena 25 millisecondi per garantire il completo gonfiaggio dell’airbag. Il sistema, inoltre, è in grado di rilevare gli impatti dovuti a tamponamenti e perdite di controllo del mezzo (high-side/low-side). Tech-Air™ Street offre ai piloti protezione toracica e libertà di guida su strada e fuoristrada in un’ampia gamma di condizioni meteo.

Il sistema permette di utilizzare l’airbag con giacca o giubbotto esterno Alpinestars compatibile, per offrire una protezione superba in ogni condizione meteo.
L’Airbag Control Unit (ACU) del Tech-Air™ è integrato all’interno di un paraschiena in polimeri, leggero e robusto, con struttura ergonomica a placche, per offrire una maggior resistenza strutturale e seguire il naturale profilo della schiena. L’ACU del Tech-Air™ ACU è sigillata all’interno del gilè per garantire l’impermeabilità; gilè e componentistica sono certificati per un funzionamento fra –10 e +50°.
L’ACU del Tech-Air™ è dotata di due connettori, che consentono di collegarlo rapidamente al giubbotto. L’ACU è stata omologata ECE R10 04, che garantisce integrità e stabilità elettromagnetiche dell’unità.

Tech-Air™ usa una batteria integrata e certificata agli ioni di litio, con una durata di 25 ore e un tempo di ricarica di circa 6 ore. Il caricatore Micro USB offre comodità di ricarica (un’ora basta per garantire quattro ore di carica delle batterie). Il sistema airbag è compatibile, al momento, solo con due giacche: la VALPARAISO FOR TECH-AIR™, impermeabile, da strada e ad- venture touring, dotata di membrana impermeabile e traspirante DRYSTAR®, che offre superbi livelli di comfort grazie al suo Jet Ventilation System (JVS). L’airbag si “arma” automaticamente alla chiusura della giacca, offrendo sicurezza e serenità. Un pannello LED sulla manica sinistra indica se il sistema airbag stia funzionando correttamente o meno.

L’altra giacca è la VIPER FOR TECH-AIR™, un giubbotto estivo dalla superba linea stradale, dotata di estesi pannelli mesh per una ventilazione insuperabile e controllo del clima interno, oltre a un interno antivento staccabile. Anch’esso si attiva al momento della chiusura della cerniera, oltre a essere dotato di led per la segnalazione del funzionamento del sistema. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito: www.alpinestar.com, purtroppo solo in lingua inglese, pur essendo una realtà italiana.

L’articolo ha solo l'intento di presentare i vari modelli dei nuovi sistemi di protezione con airbag, informando gli utenti sugli sviluppi attuali delle protezioni. Abbiamo visto un sistema di attivazione meccanica e tre sistemi di attivazione elettronica: uno con unità ubicata in parte a bordo del mezzo, e altri due definiti standalone, perché sono completamente indossati dal conducente e/o passeggero.

Parlando di prezzi, che si possono verificare sui siti dei costruttori o nei negozi specializzati, essi si aggirano sui 490-735 euro per MotoAirbag. Per Dainese D-Air® Street, che ha due componenti più installazione sulla moto, si ha un costo complessivo di circa 1.200 euro; con il nuovo Misano 1000, modello 2016, stand-alone, si arriva a circa 1.500 euro. Per Alpinestars, stand-alone, saliamo a 1.800 euro.

Un suggerimento può essere quello di provare tutte le soluzioni presentate e scegliere quella che, per ragioni di sicurezza o di costo, soddisfi maggiormente l’utilizzatore.

La prossima volta vi parlerò della mia esperienza...
Buona strada


Nota: le info e le indicazioni tecniche dei vari prodotti sono tratte dalle informazioni commerciali dei produttori indicati con i loro marchi e brevetti.
 

Commenti degli Utenti (totali: 9)
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Commento di: CoffeeWolf il 04-04-2017 11:30:52
Cara Angy,
la questione per me - e credo molti come me - è parecchio semplice: lo vorrei, cavolo se lo vorrei, ma costa troppo per le mie tasche.
E ora mi chiedo... com'è che le protezioni non incentivate a livello economico? In fin dei conti, la sanità costa molto più di quanto si perderebbe in imposte nel caso si optasse per un semplice sgravio fiscale (ricordo che l'iva su questi prodotti è regolarmente il 22%, cosa assurda).
Ancora meglio... perchè non incentivare l'utilizzo di simili dispositivi in maniera ancora più consistente?
Commento di: angy452 il 04-04-2017 16:45:56
Sono d'accordo con te, anche nel mio articolo acennavo al costo di tali protezioni, d'altra parte so per certo che tanti motociclisti spendono somme simili se non superiori per migliorare esteticamente o meccanicamente i loro mezzi, senza pensare che la loro pelle vale senz'altro di più del loro stesso 2ruote.
E' una questione di mentalità e di prevenzione, parole che purtroppo non sono insite nel nostro modo di pensare e di agire.
Certo che una campagna a favore di questi sistemi di sicurezza non guasterebbe e sopratutto farebbe riflettere sull'opportunità di dotarsene.
Buona strada
Commento di: driller92 il 10-04-2017 14:55:44
Articolo decisamente interessante, ottimo direi.
Lo dico da possessore di MotoAirbag v2.0 (anteriore+posteriore)
Era dal 2013 che ne stavo valutando l'acquisto, quest'inverno ho deciso che avevo aspettato anche troppo, ho chiuso gli occhi e ho fatto l'investimento, ovviamente spero di non collaudarlo MAI.
Ho scelto il gilet motoairbag principalmente perchè avendo sia la giacca in tessuto (per andare in ufficio) che la tuta (per le uscite del weekend e per le 2-3 uscite in pista che faccio in un anno) volevo qualcosa da poter indossare sempre senza dover cambiare sia la giacca che la tuta.
Poi a dirla tutta, non me ne vogliano Alpinestars e/o Dainese, il costo del loro prodotto è veramente eccessivo (anche se ovviamente alla sicurezza non si può dare un prezzo)
Ovviamente per determinati tipi di protezioni sarebbe decisamente interessante uno sgravio fiscale ASD

Confermo che sono molto soddisfatto dell'acquisto, resta da verificare la quantità di calore che trattiene durante i pomeriggi di luglio, ma nella guida non impiccia per nulla e i movimenti in sella non sono minimamente intralciati dalla sua presenza.

Commento di: angy452 il 11-04-2017 10:21:14
Perfetto, serviva qualcuno che avesse fatto l'esperienza con "motoairbag". Ho avuto modo di scambiare qualche mail con uno dei responsabili ed ho trovato persone competenti e cortesi. Per motivi d'ingombro e di collegamento al veicolo ho poi optato per la soluzione di Alpinestars perché il nuovo prodotto stand-alone di Dainese all'epoca non era ancora commercializzato.
Ovviamente si spera di non doverli mai collaudare di persona.... Brick wall
Buona strada
Commento di: memmo86 il 24-04-2017 17:12:39
Io ho due motoairbag Very Happy

Possiedo il mab 2.0 in configurazione solo protezione schiena dal 2013 e quest'anno ho preso il mabv2.0 (lo zainetto per capirci).

Ho anche avuto modo di testare il gilet lo scorso anno, mi hanno tamponato, ha funzionato a dovere peccato che l'impatto più grosso lo ha subito la spalla in un punto non protetto ne dalla giacca ne dall'airbag (il frontale mi avrebbe protetto).

Ho preso lo zainetto perchè il gilet, nonostante mi son trovato da dio, mi dava fastidio con la giacca 4 stagioni (ennesimo capo, ennesimo colletto) e sopratutto nei trasferimenti autostradali tende ad alzarsi per l'aria che passa sotto e mi da un pò di fastidio. E poi col doppio aibag proteggo pure la mia zavorrina, quindi la spesa non è tutta inutile!!

Il "difetto" maggiore, se così lo vogliamo chiamare, è che l'airbag anteriore limita il flusso d'aria, io soffro molto il caldo ed avere un capo aggiuntivo che mi blocca il passaggio dell'aria togliendomi refrigerio mi distrae dalla guida, per quello non ho mai messo l'anteriore, e per quello preferisco di gran lunga lo zainetto, non lo senti addosso, non appesantisce e non hai un capo aggiuntivo sopra le parti traforate della giacca.

Ho valutato anche i 2 elettronici, dainese ed alpinestar, dainese propone solo la giacca in pelle (troppo calda per me e non molto comoda nelle mezze stagioni e inverno) o la giacca super figa col goretex, fichissima in inverno ma calda in estate non avendo parti traforate (ripeto soffro molto il caldo). Il gilet non l'ho preso in considerazione, volevo eliminare il più possibile il "fastidio" di un capo aggiuntivo. Aplinestar mi ha tentato, sopratutto perchè l'airbag è removibile e agganciabile alla la giacca traforata e a quella invernale, ma la spesa diventava troppo elevata.

Anche spidi ha fatto il gilet, bello secondo me, sopratutto perchè indossato è più simile ad uno zainetto che ad un gilet come calzata, ma è troppo lento nell'apertura, 200 ms contro gli 80 di motoairbag.

Alcuni sono molto cari è vero, ma secondo me il motoairbag come utilizzo/funzionalità/prezzo è un'ottima scelta. E poi ho avuto a che fare con loro per un cambio taglia più supporto per l'aggancio alla vecchia moto ed ho trovato competenza e passione, mi sono piaciuti molto.
Commento di: angy452 il 24-04-2017 23:48:38
Confermo che le persone che ho conosciuto in motoairbag in occasione dell articolo, sono competenti e molto preparate. Come ho scritto, a me interessava il tipo senza collegamenti alla moto, sia meccanico che wireless, per cui restava solo Alpinestars, a quel tempo. Mi trovo bene ed e molto ventilato per l estate, anch io soffro il caldo e sono un po sovrappeso. Ciao
Commento di: AlbertoD il 05-06-2017 21:08:12
già dall'inizio dell'anno ho acquistato per me e la mia compagna il d-air street, sperando che non serva mai
Commento di: angy452 il 05-06-2017 21:33:18
Il motivo per cui si acquista un capo così importante è per cautelarsi da eventuali incidenti, che certo ci auguriamo non debbano mai capitare
Commento di: blacka il 12-06-2017 14:32:12
Ho appena acquistato lo SPIDI - Gilet Full DPS



Protegge schiena, collo, zona lombare, pettorali, stomaco e spalle. Ha anche un paraschiena integrato. Lo uso sopra il giubbotto tecnico e non mi dà fastidio perché è piuttosto leggero e poco ingombrante. Per la chiusura, ha due fibbie frontali che si possono regolare a piacere e si adattano alla corporatura. Si aggangia alla moto con un cordino che non ingombra e non intralcia nei movimenti. Bisogna ricordarsi di staccarlo prima di scendere dal mezzo altrimenti si gonfia ASD