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Autovelox nullo con pattuglia nascosta | 13 commenti | Login/Crea Account
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Re: Autovelox nullo con pattuglia nascosta
di ferry il 01-03-2006 13:38:34 Questo vuol dire che se c'è una pattuglia appostata deitro una curva o imboscata, che salta fuori all'improvviso e mi ferma, quando mi chiede "ha qualcosa da dichiarare", posso dire "la pattuglia non era visibile a distanza quindi contesto la multa" ?
Re: Autovelox nullo con pattuglia nascosta
di frontierman il 02-03-2006 10:56:26 Ottimo articolo, anch'io mi sono appellato alla stessa inadempienza per contestare tre multe e, finora sembra vada tutto bene. Io sono contrario a correre sempre, rischiando la vita propria e quella altrui, ma in Italia i limiti di velocita' sono risibili, specie se confrontati con la natura degli italiani stessi. 90 in superstrada e 130 in autostrada sono limiti idioti. Provate comunque ad andare in superstrada a 90: ti sorpassano anche i camion...a proposito: perche' non si fanno altrettante multe anche ai camion??? Meditate gente, meditate.....
Re: Autovelox nullo con pattuglia nascosta
di damiano00 il 02-03-2006 18:42:15 grande davide.. hai chiarito le idee a molti di noi.
Re: Autovelox nullo con pattuglia nascosta
di crazymiky81 il 03-03-2006 14:36:26 Tratto da ASAPS.IT : a proposito di mettersi in vista....... Si era svegliato con quell’idea, con il proposito di alzare il tiro e tentare la sortita per far avanzare la prima linea. Ma il fronte lo ha ucciso, barbaramente, come solo in una guerra come questa può accadere. Mario non ha fatto in tempo, stavolta, a riporre il telelaser nella valigia, alla fine di un servizio che ormai – nello scenario della Provinciale 148 – è paragonabile ad un’incursione da guastatori. Era riuscito anche a tracciare un “missile” in arrivo, con la forma di una Bmw e che fonti certe ci dicono viaggiasse a 148 all’ora, chilometro più, chilometro meno; 148 orari in una strada in cui a 90 è già un’impresa sopravvivere; 148 orari in una strada che la stessa Polizia Stradale ha definito tra le più pericolose d’Italia. E per sgombrare il campo da dubbi, diciamo subito che non cercheremo nemmeno per un istante di fare retorica sulla morte dell’esperto sottufficiale, che i colleghi non ricordano essere nemmeno mai andato in malattia: come tutti i nostri morti, quelli che abbiamo ricominciato a piangere con troppa frequenza, si era distinto abbastanza da vivo per la sua generosità e dedizione a quello, che più di un lavoro, si era manifestato come una vocazione, che lo attirava con l’entusiasmo di una recluta. Ecco. E poi si muoveva in un terreno difficile, in cui tutti i giorni era costretto a confrontarsi con le insidie, le insolenze, le devastazioni degli incidenti. Un terreno accidentato, nebbioso, come può essere una strada provinciale così, perfino declassata, con i numeri di una grande arteria, con un tasso di mortalità più elevato dei quartieri sciiti di Baghdad. Qualche numero? La strada della morte, conosciuta come “Pontina”, conta nei suoi 109 chilometri di lunghezza, qualcosa come oltre 100 nomi e cognomi segnati alla voce “vittime”, in appena cinque anni. Subito dopo, a punto e a capo, ci sono più di 3mila feriti gravi e 1.950 incidenti, che si ripetono puntuali, spesso in prossimità dei medesimi luoghi. Un numero elevatissimo, che la piazza all’undicesimo posto in questa assurda e tragica graduatoria, che tutti sapevano esserci, anche prima che quel “missile” colpisse Mario come un bersaglio a vanvera, scelto a casaccio. Mario, questo, lo sapeva. Da tempo lui si occupava del telelaser al chilometro 58, dove “a forza di esserci” la gente ha imparato ad andare piano, rallentando un poco prima e accelerando un poco dopo. Le pattuglie di Aprilia, un distaccamento di 30 persone che copre la vigilanza stradale tra Latina e Roma, fino al Grande Raccordo Anulare, ormai erano una consuetudine in quella piazzola. E poi una sfarettata tra chi aveva superato il check point e una pronta risposta di chi stava invece sopraggiungendo, con l’assurdo rituale del telefono messo sul sedile del passeggero dal conducente che ormai ripeteva automatico “…aspetta ci sono i poliziotti… ecco, li ho passati”, rimettendoselo all’orecchio, o delle cinture di sicurezza che qualcuno si ricordava di allacciare solo al pensiero di dover pagare o perdere punti, avevano reso quel posto sicuro. La testa di ponte “al 58”, avrà pensato Mario mentre sorseggiava il suo ultimo caffè con i colleghi della pattuglia sud, è ormai stabile. È ora di avanzare. Così Mario istruisce Pietro Santillo, il suo ragazzo, un agente scelto già navigato e pronto a seguire il suo maresciallo ovunque, armandosi di quella pistola senza pallottole ma che spaventa più di un lanciarazzi RPG, e decide di piazzarsi, per la prima ed ultima volta, al chilometro 30+800. C’è uno spiazzo, lo slargo di un’uscita. I due centauri parcheggiano la Fiat Marea e tentano la sortita. Mario guarda il traffico e “colpisce” il primo velocista. Il secondo ha la forma di una Bmw aziendale, che sfreccia – ci dicono – a 148 chilometri orari, rimasti segnati sul display del telelaser. Ma è la seconda macchina che arriva, una Passat, ad innescare la tragedia. Ancor più veloce frena, invano, e ormai divenuta missile senza controllo, colpisce l’altro che a fatica teneva la rotta. È un’esplosione di traiettorie e pezzi, che con l’effetto devastante di uno shrapnel colpisce Mario e lo spinge lontano. Qualche minuto di lucidità, poi si spegne. Lo avete mai visto o sentito il fumo, subito dopo lo schianto? È un fumo che ha un odore così acre, così repellente, così tragicamente letale da somigliare a quello di una bomba appena esplosa. Aveva ragione, Mario, a voler cambiare posto, a voler spostare in avanti quella prima linea ormai consolidata. Voleva portare la prevenzione, la sua divisa della Stradale, un poco più in là, dove la gente che corre non se l’aspettava, per riportare sicurezza dove ce n’era davvero bisogno. In questo ha fallito, cadendo per colpa e incoscienza di altri. L’effetto sorpresa ha giocato al Sovrintendente, da sempre membro del nostro sodalizio, uno scherzo fatale, facendolo restare vittima di quella sortita, di quell’iniziativa che solo i bravi poliziotti possono avere. Noi ne conoscevamo altri 28. Tutti maledettamente bravi, tutti morti. Come conosciamo quelle 11 strade ancora più pericolose della Pontina, e quelle che seguono, tutte lì, ogni giorno, ad esigere le proprie vittime sacrificali, così spietatamente democratiche anche in questo, senza differenze, a fare incetta di vite. Tutto, senza alcuna rivendicazione se non il silenzio di troppe coscienze e il silenzio di una voce che non parla più. Stavolta, la voce di Mario Palombi, Sovrintendente Capo. Eroe quotidiano.
Re: Autovelox nullo con pattuglia nascosta
di almandithule il 19-03-2007 15:06:05 Autovelox: Cassazione, non sussiste l'obbligo per gli agenti operanti di rendersi visibili durante l'espletamento delle operazioni CAS Civile 17/3/2005 n° 5861 Svolgimento del processo La Ipec sas proponeva opposizione avanti al giudice di pace di Narni avverso l'ordinanza ingiunzione 2000/5338 emessa dal prefetto di Terni in data 18.12.00 per violazione dell'art. 142 cod. str. Il giudice di pace, con sentenza del 9.4.01, accoglieva l'opposizione in ragione della mancata contestazione immediata dell'infrazione. Avverso tale provvedimento ricorre per Cassazione l'amministrazione dell'interno sulla base di un unico motivo cui non resiste la IPEC sas. Motivi della decisione L'Amministrazione dell'Interno deduce con l'unico motivo che erroneamente il giudice di pace ha ritenuto la insufficienza della motivazione circa l'impossibilità di procedere a contestazione immediata mentre deve escludersi che possa sindacarsi il comportamento degli agenti operatori in particolare con riferimento alla predisposizione dei controlli e dei posti di blocco. Il ricorso è fondato Invero l'articolo 201 del codice della strada espressamente prevede che " qualora la contestazione immediata dell'infrazione non sia possibile " deve essere notificato entro un certo termine il verbale di contestazione contenente, oltre agli estremi della violazione, le ragioni per cui la contestazione immediata non è stata possibile. Tale norma trova applicazione anche in riferimento alle violazioni per eccesso di velocità accertate tramite autovelox. Questa Corte ha già avuto occasione di affermare che in materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità compiute a mezzo apparecchiature di controllo (autovelox), nell'ipotesi in cui esse consentono la rilevazione dell'illecito solo in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo sia già a distanza dal posto di accertamento, è possibile effettuare la contestazione tramite verbale notificato al trasgressore in data successiva alla violazione. Tale ipotesi è espressamente prevista dall'art. 384 reg. cod. strada, che stabilisce che in caso di impossibilità della contestazione immediata per essere stato comunque il veicolo nell'impossibilità' di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari, ovvero per l'impossibilità di raggiungerlo per essere lanciato a eccessiva velocità, in cui è inquadratole l'accertamento della violazione a mezzo di apparecchiature autovelox in esame, la contestazione può pur sempre essere effettuata successivamente, pur essendo necessario in tal caso che siano indicate a verbale le ragioni per le quali non sia stata possibile la contestazione immediata (Cass. 3836/01; Cass. 12330/99). Questa Corte ha, a questo proposito, già avuto occasione di affermare che, ove non si sia proceduto a contestazione immediata dell'illecito, il giudice dell'opposizione ad ordinanza -ingiunzione legittimamente dispone l'annullamento del provvedimento sanzionatorio emesso dal prefetto allorchè il verbale di accertamento notificato difetti della indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata o sia corredato da una motivazione meramente apparente. Tuttavia, nel caso di specie appare del tutto adeguata la motivazione fornita dall'autorità amministrativa che ha dato esattamente conto della sussistenza delle condizioni previste dalla legge per non dar luogo alla contestazione immediata e cioè, che l'apparecchio consentiva la rilevazione solo dopo che il veicolo era transitato ovvero era già a distanza dalla pattuglia accertatrice. A tale proposito a nulla rileva che la clausola utilizzata sia una clausoladi stile dal momento che la stessa da comunque esattamente conto dell'accadimento e giustifica quindi le ragioni della mancata contestazione immediata. La sentenza impugnata è dunque incorsa in errore laddove ha ritenuto inadeguata la motivazione dell'ordinanza - ingiunzione per il solo fatto di essere espressa con formule generiche a ciclostile. Appare quindi fondata la prima censura avanzata dal prefetto di Terni. Lo stesso deve dirsi per la seconda. Non esiste, infatti un obbligo per gli agenti operanti di rendersi visibili durante l'espletamento delle operazioni nè il comportamento delle pattuglie può essere sindacabile in sede di ricorso avanti al giudice ordinario, non essendo quest'ultimo abilitato a censurare l'organizzazione del servizio di vigilanza nè a sindacare le modalità organizzative del servizio di rilevamento delle infrazioni da parte della pubblica amministrazione. (Cass. 7103/01). Nel caso di specie - come correttamente rilevato dall'amministrazione ricorrente - il giudice di pace ha effettuato un sindacato non consentito in ordine alle modalità organizzative del servizio di rilevamento invadendo così una sfera di competenza esclusiva dell'amministrazione non soggetta a sindacato giurisdizionale. Il ricorso va, pertanto, accolto. La sentenza impugnata va di conseguenza cassata e, sussistendo i presupposti di cui all'art. 384 c.p.c. può procedersi alla decisione nel merito rigettando l'opposizione. Il Perretta va condannato alle spese del giudizio liquidate in euro 400,00 per onorari oltre spese prenotate a debito. P.Q.M. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta l'opposizione. Condanna il resistente al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 400,00 per onorari oltre spese prenotate a debito.
Re: Autovelox nullo con pattuglia nascosta
di TheWorldIsMine il 12-03-2008 21:28:27 Vanno per legge segnalate tutte le postazioni, sia le mobili preposte da agenti che le fisse successive al D.L. 117/07 del Ministero dei Trasporti... potete tranquillamente leggere il decreto n°117 sulla gazzetta ufficiale qui: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2007/195/5.htm infatti: Le disposizioni degli articoli 1 e 2 (segnalazione postazioni,ecc) non si applicano solo per i dispositivi di rilevamento della velocita' installati a bordo di veicoli per la misura della velocita' in maniera dinamica, ovvero "ad inseguimento". (ossia la stradale che ti insegue e direttamente dall'automobile misura la velocità.) QUINDI riassumendo per l'ultima volta tutte le postazioni fisse e mobili vanno opportunamente segnalate. Azioni da fare se inciampate in una di queste postazioni non segnalate: _ rilevato fotograficamente chiamare il 112 o il 113 e chiedere l'intervento delle forze di polizia ( quelle vere carabinieri o polizia ), fare ufficializzare il modus operandi della pattuglia e richiamare il decreto 1 agosto e successivo 3 agosto in merito alla visibilità degli agenti preposti al rilevamento della velocità con sistema autovelox. _ chiedere che la forza di polizia imponga la pattuglia a desistere dal prorpio intento e che il comando intervenga d'ufficio deferendo quanto rilevato alla procura della repubblica nel caso di risposta negativa : _ emanare un esposto alla procura in modo personale. |
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