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Prevedere e Prevenire gli incidenti in moto
Scritto da hanno - Pubblicato 08/04/2011 08:38
La moto e gli incidenti prevedibili ed evitabili: analisi sui perché della tecnica di guardare più avanti...

Prevedere e Prevenire - Dedicato a motociclope

Leggo che circa due terzi degli incidenti che coinvolgono una moto avvengono all’interno delle aree urbane e la più frequente dinamica (oltre il 75%) di questi eventi si traduce nella collisione con altri utenti della strada, al primo posto le automobili.

Assai spesso, la dinamica vede un motociclista che va per la sua strada (anche avendo la precedenza) e si materializza un’auto che svolta o attraversa l’incrocio con cieca indifferenza gli taglia la strada... un terzo degli incidenti più gravi si deve a qualcuno che, provenendo dalla direzione opposta, svolta improvvisamente alla propria sinistra.

Manovre critiche sono anche le inversioni ad U (specie per i mezzi pesanti) e i sorpassi azzardati o distratti, magari con invasione della corsia opposta.

Lungi da idee di vittimismo, ma – statistiche alla mano – nel 90% di collisioni auto-moto la colpa è sulle spalle del guidatore della prima. Osservando più da vicino, però, sembrerebbe evidente che se il motociclista avesse adottato maggiori precauzioni, compiuto manovre più logiche (ma anche più rispettose delle regole...), l’impatto poteva essere evitato o, almeno, avere conseguenze più lievi.

L’inosservanza dei limiti, la sopravvalutazione delle proprie capacità, la mancata valutazione dei fattori di rischio e, qualche volta, la semplice incoscienza alla “SperainDio“ sono solo alcune delle concause dell’incidente – che vengono in mente sempre dopo... L’espressione assi spesso udita "Mi è venuto addosso... non potevo fare nulla..." si rivela assai superficiale: la gran massa degli incidenti (se non è un meteorite che vi arriva dalle spalle...) è a causa degli errori, più o meno influenti – piccole distrazioni comprese - di entrambe le parti in causa.

Sono sia motociclista che automobilista e devo ammettere che la massa di coloro che guidano un’auto non hanno la più pallida idea del "Pianeta moto" e so che non posso assolutamente confidare che gli automobilisti, semplicemente, si rendano conto della mia presenza, né, tanto meno, che possano valutare correttamente la mia velocità e le distanze tra di noi.

La massa degli automobilisti mancano di qualsiasi esperienza con e delle due ruote, molti sono così indaffarati ad occuparsi di sé stessi, della propria auto e dei relativi gadgets che la valutazione del mondo circostante – dove siamo noi – non può che risentirne.
"Quattroruote" e l’ACI, anni fa, avevano dimostrato che la stragrande maggioranza degli automobilisti sottovalutava o ignorava del tutto il problema del famigerato "Angolo Morto" e bisogna aggiungere che la silhouette del motociclista scompare facilmente già dietro i montanti del tetto, i poggiatesta, addirittura gli adesivi e i peluche...

Non che noi ne siamo indenni, spiace ammetterlo, ma molti automobilisti soffrono di una sottile rabbia o fastidio nei nostri confronti, di un pizzico di invidia, di un pizzico di competizione e soprattutto di una grossa dose di valutazioni sballate: anche se stiamo strizzando i freni, saremo comunque troppo veloci, e saremo comunque considerati capaci di evoluzioni circensi, tanto la moto è più maneggevole.

In Australia hanno calcolato che l’impronta a terra libera che occorre ad una moto in curva è 250% quella della moto ferma, con un valore inferiore al 125% nel caso di un auto e al 175% per un autotreno; ne segue che per l’automobilista è fatale sottovalutare quanto spazio occorre ad una moto in piega, facilmente sarà portato ad avvicinarsi pericolosamente, sorpassando "al pelo", poiché ignora i problemi specifici del motociclista, come la criticità della tenuta di strada, la sensibilità ai vortici d’aria o, magari, agli spruzzi d’acqua – visibilità compresa.

Io motociclista ho l’obbligo di essere consapevole di tutto questo e tenerne il debito conto: in caso di conflitto auto-moto, a chi pensate che tocchi la "paglia corta"?

E qui una nota a sfavore di noi motociclisti: accade spesso che non stiamo guardando nella direzione giusta al momento giusto (ne parlerò poi...), o abbiamo calcolato male i tempi del sorpasso, sottovalutato la velocità del traffico – compreso quello in senso opposto -, sopravvalutato le nostre capacità di accelerazione e, una volta cominciato il sorpasso, non resta, una volta di più, che arrangiarsi e sperare...

Molti motociclisti, infatti, credono che il loro mezzo sia comunque superiore ad un qualsiasi automobilista spinto dalla fretta, spesso, ancora una volta, sopravvalutando l’agilità del proprio mezzo – che è reale ma che diminuisce drasticamente al crescere della velocità – o la propria abilità ai freni...

Nel "panic stop", spesso, lo sguardo resta calamitato verso l’ostacolo, ignorando l’angolino libero, quasi tentando di ipnotizzare il mostro... ed è proprio là che si andrà a finire: se c’è ancora spazio, sarà stata solo fortuna. Inoltre, molti motociclisti tendono a fidarsi troppo del fugace contatto visivo con l’automobilista, magari attraverso lo specchietto di quest’ultimo: sempre gli Australiani lo definiscono "empty gaze" – "sguardo vuoto", guardare senza vedere, vedere senza dare un significato a ciò che si vede... e l’automobilista che, per ovvi motivi, non percepisce il motociclista come una minaccia, torna bellamente alle proprie meditazioni, al condizionatore, allo stereo... e noi crediamo che, di lì a poco, quello stesso terrà conto di noi e si comporterà prudentemente nei nostri confronti.

A proposito, ancora dalla Terra dei Canguri, si racconta - con ironia, ma non tanta - come l’automobilista medio sia uno che tiene la sigaretta in una mano, il telefonino nell’altra e, con la terza, si dedica alla guida...

E vengo ad una domandina: ma dove guardiamo ?

Lo sguardo conduce la moto: è una ferrea legge Moto-dinamica.

Osservate il cameriere del bar che reca un vassoio carico di bicchieri, colmi fino all’orlo, sguardo del coppiere fisso sulle coppe. Il risultato è garantito: in base alla legge dell’inerzia delle masse fluide, qualche goccia del prezioso liquido arriverà a destinazione – ma contenuta nel vassoio. Commento degli avventori: "Questo non lavorerà a lungo qui..." L’esperto guarda invece verso il punto di arrivo, avendo scelto la traiettoria banco-cliente con congruo anticipo; il vassoio viene trasportato con naturalezza fino alla meta, con la bevanda al suo posto – nel bicchiere.

Il motociclista alle prime armi, soprattutto in situazioni difficili, tende invece a concentrare lo sguardo poco avanti alla ruota anteriore del suo mezzo, il che limita di molto la possibilità di mettere in campo contromosse efficaci.

Questo guardare vicino è un retaggio della nostra storia: l’uomo primitivo non aveva bisogno di guardarsi dai pericoli lontani; eventuali minacce capitavano a sua portata in tempi enormemente più lunghi di ciò che incontriamo oggi per strada ed è per questo che dobbiamo allenare lo sguardo, anche se è relativamente difficile: non siamo stati progettati per evitare ostacoli a cento all’ora...

Se invece, anche andando a passo di lumaca proviamo a puntare con un ideale teleobiettivo, focalizzando un punto preciso (albero, palo della luce, etc...) lontano e davanti a noi, il paesaggio si modifica più lentamente, mani e braccia restano calme, evitando movimenti inutili, l’equilibrio è migliore, tutta la muscolatura è rilassata e, dunque, più sensibile nel percepire – ma senza deviare lo sguardo ! – i reali movimenti della moto, avendo, tra l’altro, sufficiente anticipo per verificare da buona distanza la presenza di buche e quant’altro.

Dunque: Sguardo MOLTO in avanti!

E ciò vale anche per una efficace conduzione di curva: chi scopra di fare le curve serpeggiando – più frequente di quanto si pensi...- per prima cosa dovrebbe controllare il proprio sguardo.

Avvicinandosi alla curva lo sguardo deve "guardare dentro" la curva stessa per elaborare rapidamente le informazioni visive e regolare di conseguenza la velocità - sembra banale dirlo, ma è necessario – PRIMA di entrare in curva.

Il cervello che ha registrato cosa inquadrava il "teleobiettivo" memorizza cosa c’è prima e durante lo sviluppo della curva e lo sguardo sarà libero di andare - ancora una volta - molto più avanti della moto, quasi spiando profondamente nella curva, cercandone l’uscita.

Questa tecnica, che separa la direzione della conduzione della moto da quella dell’osservazione, pure se dura da apprendere in quanto apparentemente contraria a ciò che suggerisce l'istinto, è una premessa assai utile, se non indispensabile, per la riuscita di qualunque manovra, anche a bassissima velocità, anche in un tornante, anche per frenare, sorpassare, cambiare corsia (ricordandosi degli specchi...) etc.

Non è eccessivo insistere su questo punto e spingere tutti ad esercitarsi, esercitarsi, esercitarsi; finché non diventi naturale.

Andare in moto è meraviglioso, ma, come ogni attività al di fuori ed al di sopra dell’istinto animale, può dare soddisfazioni enormi se le si applica la giusta dose di tecnica e di esercizio.

E se, quando andiamo "a passeggio", è sicuramente bello contemplare il paesaggio, l’architettura, gli esseri viventi di qualunque specie ed è vero che è difficile rimanere concentrati a lungo sulla strada, se vogliamo avere la possibilità di andare a spasso anche domani, finché la moto è in movimento sarà meglio badare solo alla guida: per ammirare, fermiamoci. Alla guida: Concentrazione!

…ed esercizio. Buona strada!

Lamps
 

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Commento di: asterix55 il 09-04-2011 18:32
E' molto interessante quello che asserisci nell articolo. Certo spaventa un po' il fatto che normalmente la maggioranza degli automobilisti ci ignori totalmente. Purtroppo penso sia vero e lo verifichiamo tutte le volte che saliamo sui nostri mezzi.
E qui ci sarebbero da fare lunghi discorsi sul rilascio e rinnovo delle patenti di guida. Le visite mediche sono una pura formalita. Pagando il giusto anche un ipovedente ottiene il rinnovo. E' un' affermazione che faccio avendone purtroppo conoscenza diretta. Ma tant' è questa è la nostra Italia

ciao
Commento di: hanno il 10-04-2011 00:59
...ma non credere che sia un problema solo italiano...

Ti va di dare un'occhiata Oltr'alpe ?

Copia questo link...
http://www.moto-net.com/breve.php?RefBreve=3708

e pensa che l'immagine guida dell a campagna è un automobilista senza testa... ma col telefonino...

Lamps
Commento di: DucaSenior il 09-04-2011 18:52
Bell'articolo Jo, letto con piacere, ma spesso non conta esercitarsi tanto l'imprevisto e dietro l'angolo ma spesso con l'esterienza (con le brutte esperienze) si sviluppa un sesto senso che se lo ascolti a volte ti salva da situazioni complicate...

Un Abbraccio

Marco
Commento di: 42 il 09-04-2011 22:14
Anche tu hai la tua parte di ragione... a me e' capitato piu' di una volta di pensare "questo qui davanti non mi coonvincere..." rinunciare al sorpasso e tre secondi dopo vederlo ssvoltare a sinistra senza frecce,

Pero' questo "sesto senso" si sviluppa meglio se si impara a osservare, se ci si regala un po' di tempo, durante la guida, alla raccolta delle informazioni.

In informatica si parla di Time Sharing... il processore di un computer non "lavora" sempre e solo per un programma, ma dedica qualche centesimo di secondo prima ad uno, poi all'altro e poi all'altro ancora, a seconda delle priorita'.

Se quando siamo in moto guidiamo tanto al limite (o tanto tesi) da dover dedicare tutta l'attivita' del cervello all'esclusivo controllo della moto, ecco che non gli lasciamo il tempo di assorbire le informazioni di contorno, che poi sono quelle che vanno a formare quella che chiamiamo esperienza (o sesto senso...)

Commento di: hanno il 09-04-2011 23:58
Giusto (e come poteva non esserlo ?...) commento, Lorenzo. Raccolta di informazioni. cioè: guardare avanti !
Più informazioni. meno sorprese; meno sorprese, meno spavento e decisioni prese "con l'acqua alla gola"...

E, Marco, l'esperienza che dici, quella che crea il "sesto senso" è far tesoro di eventi, osservandoli, anche retroattivamente per distillarne comportamenti futuri...

Andare in moto fa bene a chi va in moto...
Commento di: elekktra il 10-04-2011 23:49
Giustissimo cio' che ha detto 42. Tutte queste cose sono utilissime, bravo hanno ad avere inserito questo articolo... pero' purtroppo e' vero che pur sapendo certi pericoli a volte se ne dimentica di cio' che puo' succedere in un sorpasso azzardato e così via... Bisognerebbe guidare sempre rilassati e senza troppa fretta...
Commento di: motociclope il 11-04-2011 18:35
Bellissimo articolo e ottime risposte, nelle quali mi ritrovo e sono d'accordo. Giò. . . . quante attenzioni. . . . grazie, ma "cussì te me vizi" Amico mio. Tutto giusto, e dipende sempre, anche, da come si guida e a che velocità si affronta la strada. Si dovrebbe avere sempre una guida fluida e non impiccata, ma a volte non basta. Oltre a Noi ci sono i fattori esterni. E si dovrebbe tenere conto anche di quelli. . . . e a tal proposito. Giò, Tu le Rive di Trieste le conosci, molto bene. Oggi, partenza dal semaforo della Stazione dei Treni, parto non troppo svelto, giusto i giri per tirarmi via le macchine ferme e qualche scooteer. Ora, c'è il divieto assoluto d'inversione a u sulle Rive, tant'è che ci hanno messo aiuole come spartitraffico, interrotte solo per i passaggi pedonali dei semafori. . . . dove un Signore con Maserati si è inventato di passare invertendo la marcia e tagliandomi la strada. Ora: ovvia paura o meglio percezione della stessa, dati i tempi di reazione, poi freno con l'anteriore e tutto va bene, conseguente frenata d'aiuto col posteriore e tutto va male, ma è normale, scodata, mollo mi raddrizzo e schivo quel tanto che basta a consentire di passare, non avevo ostacoli o altri mezzi nelle altre corsie, e il bellimbusto all'ultimo mi ha anche visto ed è riuscito a frenare, meno male. Non ho guaradto l'auto, ne ho avuto il tempo di pensare. Tutto è venuto automatico, istintivo. E qui mi collego al discorso di Lorenzo, nel "leggere" a volte i comportamente altrui. Mi capita di "sapere" cosa fa quello davanti, anche se non segnala di girare con le frecce, se cambia corsia allegramente, insomma se fa qualche cazzata. Questa è esperienza. La guida: spesso mi diverto, a bassa velocità a vedere se le tecniche di guida funzionano: sguardo, pedaline, corpo, inserimento allargando, inserimento sulla linea di corda della curva. . . . funziona. A bassa velocità. Quando si "tira" non si ha più tempo di elaborare tutte le informazioni ed è là che si rischia. E si guida d'istinto aiutati anche dall'esperienza. Ieri Anna mi chiedeva se avessi mai adottato la tecnica del controsterzo. Non ci ho mai fatto caso. Forse l'ho fatto, ma d'istinto. Anche oggi, l'istinto mi ha salvato. E non è stato quello d'impiccarmi sui freni, perché sarei volato via con il posteriore a bandiera. Credo di aver fatto tutto quello che era possibile fare. Di più. . . . ci voleva il Mio Alex, con il teletrasporto. . . .
Commento di: TolaSuDolsa il 12-04-2011 10:20
Tutto vero. Concordo in tutto quello che dici.
Penso sempre che se anche ho ragione, in caso di botto sono io a farmi più male e quindi guardo molto bene quello che mi circonda.....
Commento di: Playboy89 il 12-04-2011 12:10
Concordo pienamente su tutto l'articolo!
appena ieri mi fermo alla rotonda per dare precedenza e mentre mi apposto sulla destra,(con freccia già debitamente inserita), per imboccare la prima uscita, un "bravo" automobilista non fa altro che sfiorarmi il piede sinistro con il paraurti che mi vedo spuntare ad appena qualche centimetro dal ginocchio! non mi giro nemmeno...ingrano la prima e parto scuotendo la testa...
se penso che io in macchina do addirittura più distanza di sicurezza ad un motorino rispetto ad un auto mi viene una rabbia...
per quanto riguarda il guardare avanti è vero! io infatti quando vedo in lontananza macchine che si stanno immettendo da destra o sinistra stacco l'acceleratore per essere sempre pronto alla frenata in caso di emergenza! senza contare in centro abitato! quando comincia l'attraversamento selvaggio!! ragazzi ci vuole sempre tanta tanta attenzione per prevedere nei limiti del possibile quello che faranno gli altri! e sopratutto fate sempre capire bene le vostre intenzioni!!!!!
Commento di: Ghillone il 21-04-2011 12:05
Concordo in tutto e per tutto anch'io.
Per quanto riguarda la auto che stanno per immettersi sulla strada da destra e da sinistra, oltre a staccare l'acceleratore, ho l'abitudine di guardare (quando possibile) la faccia dell'automobilista: se è girata verso di me, sono molto più tranquillo; se sta guardando dalla parte opposta a quella da dove provengo io, mi preparo all'eventuale frenata...
Commento di: motomatto il 19-04-2011 17:46
Bellissimo articolo,complimenti.

Un appunto sul 90% della colpevolezza degli automobilisti sui sinistri auto/Moto,opinione personale a meno che qualcuno non ti voli addosso mentre sei fermo a un semaforo/rotonda la colpa e' SEMPRE del Motociclista (colpe morali,piu' che legali) in quanto,visto che ne va' della sua pelle dovrebbe saper discriminare al 100% le situazioni di pericolo.

Aggiungo,sempre a titolo personale,che ritengo molto piu' sicura una Motocicletta che una automobile in ambito urbano,in quanto la prima ha una maneggevolezza/velocita' di reazione sconosciuta alla seconda,un recente grave tamponamento da me subito in auto penso me ne abbia dato prova definitiva.

Fossi stato in Moto avrei semplicemente sfilato la "solita" coda.... Invece,in auto,si e' rivelata fatalmente inevitabile la sbadata di turno che e' fiondata sulla mia autovettura.

Fossi stato in Moto non sarebbe successo......
Commento di: Motoplu il 28-04-2011 20:31
L'ARTICOLO è veramente scritto bene, ponderato e con ottime riflessioni e consigli.
Posto questo mio primo"appunto" per contraddire, dal punto di vista delle opinioni, motomatto.
Sabato 9 aprile, stavamo parcheggiando la moto a Rimini di fronte al bagno 84, nella piena osservanza del codice della strada e della prudenza (pianissimo, in prima, freccia a sinistra e bel numero di occhiate agli specchietti per controllare dietro....), io e la mia passeggera/compagna, rassicurato dal fatto che la macchina dietro mi lasciava parcheggiare comodamente, non mi avvedevo dell'ennesimo @#§!!!!.. che, sorpassando la suddetta macchina, ci centrava e ci spediva, dopo qlc minuto di perdita dei sensi, a fare 13 gg di ospedale ed almeno 3 mesi di gessi & co.
Ora ho paura.
Paura che sia stata mia la mancanza di una ennesima occhiata, ben più larga e profonda.....
paura.....che la mia passione ed il mio spirito sulle due ruote abbiano preso la via del non ritorno....
paura...che quando potrò riguidare, non sarò più sereno come sempre ed allegro e felice e...tutto ciò che sempre mi hanno dato le due ruote in termini di libertà ed indipendenza.....
paura...che questo episiodo mi abbia tolto la voglia di sognare cavalcando il vento.
Premetto che lo scorso anno con la mia compagna abbiamo fatto 5800 km in europa ovest in 13 giorni con il mio (ex...sigh) scooterone aprilia scarabeo 500, senza avere il minimo problema di guida.
Non so più cosa pensare..
era fato, destino?
colpa mia?
colpa sua?
scusate, ma sn smarrito......
ciao a tutti buona strada
Plu
Commento di: sim696 il 19-04-2011 20:12
Caro hanno,
nella mia ultima uscita lo scorso 9 aprile ho provato a mettere in pratica le due indicazioni sullo sguardo.
Infatti ho notato un effettivo miglioramento nella fluidità della percorrenza in curva allontanando lo sguardo da "poco avanti alla ruota anteriore del suo mezzo", come dici tu.
Causa l'abitudine pregressa, ad ogni curva bisogna prestarci attenzione ma il miglioramento c'è, soprattutto in una strada tortuosa come quella fatta domenica (bocca serriola, spino, calla, bocca serriola).

saluti
Simone
Commento di: Ocsecnarf il 20-04-2011 18:26
Ottimo articolo! Il titolo forse è restrittivo: mi piace di più pensare , sulla falsariga per es. del Principe Brutto, all' idea di "suggerimenti per una guida sicura", che include tutto.
Guidare bene su strada la moto, come del resto qualsiasi veicolo, penso che sia quasi un' arte, c' è chi l' ha magari innata, e chi no, chi cerca di migliorarsi, e chi non viene neppure sfiorato dal pensiero.
Ben vengano questi articoli!
Buone Feste!
Commento di: lupin1966 il 21-04-2011 21:30
Sono completamente d'accordo con tutto cio' che dici in questo articolo e purtroppo la cosa che piu' deve farci riflettere è il fatto che l'automobilista "non ci pensa proprio" e in tanti anni di moto mi è capitato molte volte l'episodio della "svolta all'ultimo istante" di qualche automobilista frettoloso o semplicemente distratto.

Doppio lamp a tutti.
Commento di: Anci il 22-04-2011 12:15
wao...complimenti, bell'articolo...scritto veramente bene...
Commento di: LMR il 26-04-2011 16:33
Grazie a tutti...
bell'articolo e commenti sensati.
e guardando oltralpe or oltre la manica :-)
li (UK) la polizia motorizzata fa corsi ai centauri... ci sono poliziotti che corrono in pista, grandi appassionati ecc.
mi ricordo che una decina d'anni fa costavano pure poco (30GBP; l'idea era appunto di alzare l'attenzione del motociclista medio per renderlo + sicuro) per un pomeriggio passato a
corroborare quel sesto senso che ovviamente con la loro esperienza (ne vedono così tante ogni giorno)
non può che non aiutare...
mi piacerebbe ci fosse la possibilità anche qui in Italia....
Mi sa che la prossima volta che vado su in moto mi faccio il corso a Londra...

ciao & Grazie
bye for now
:-)
Commento di: LeonardoM il 15-09-2011 17:01
Sono passato da un foresight ad un silver wing ed ora vado spesso in autostrada. Mi rendo conto comunque di essere sempre una palla lanciata a forte velocità, con tempi di risposta e correzione della traiettoria più lunghi di quelli della macchina. In particolare mi chiedevo se la tecnica che mi ero creato per mantenere il centro nella curva era corretta e cioè quella di "vedere" e seguire una curva centrale contenuta nella corsia. Seguirla significa vederla immaginata sull'asfalto e vederla anche abbastanza più avanti della nostra posizione. Questa tecnica mi permette di rimanere abbastanza centrale nella curva, fermo restando quello che dice l'autore dell'articolo a proposito del calcolo della velocità e dell'impostazione prima di entrare in curva. L'altro punto importante è la "concentrazione". Mai come in moto è necessario sempre rimanere concentrati sulla strada.
Commento di: Pantarei1958 il 16-07-2013 23:24
Articolo davvero molto bello e utilissimo. Grazie.
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