Raccolta di articoli dedicati alla sicurezza stradale pro-Motociclisti
tratti dal sito SicurMOTO.it
http://www.sicurmoto.it/
Altri spunti di questo articolo sono tratti dal testo "Ride Safe,
suggerimenti per una guida sicura" del Principe Brutto, che invito a
stampare ed a leggere con molta attenzione.
In
questo
link
potete trovare il testo integrale, per guidare in maniera corretta,
rispettosa e sicura; in questo modo, darete il vostro piccolo
contributo, a cambiare non solo l'immagine del motociclista
nell'opinione pubblica, ma anche a proporre un modello di sicurezza
stradale diverso da quello dominante al momento.
Lavorare sulla mentalità della gente richiede tempo, ma è
l'unico modo per cambiare le cose in maniera duratura.
Suggerimenti per una guida sicura
Andare in moto, è un modo di viaggiare gratificante
nonché un'esperienza unica. La moto regala emozioni che pochi
mezzi di trasporto possono eguagliare, se non a costi ben superiori.
Una moto coinvolge in maniera diretta, totale ed immediata.
Nell'osservare un motociclista esperto mentre affronta in scioltezza
una serie di curve, non si può far a meno di ammirarne la
perizia e riconoscere che tale guida, arriva molto vicina ad essere una
forma d'arte. Ma come dietro al sorriso di un'artista sul palcoscenico,
si nascondono anni di prove estenuanti, dietro la leggerezza di un
motociclista provetto, si cela una realtà altrettanto irta di
difficoltà. Per guidare bene una moto ci vuole mestiere e
condurla con competenza, richiede molta pratica ed esperienza. Dulcis
in fundo, andare in moto può nuocere gravemente alla salute, una
diretta conseguenza di quella leggerezza ed essenzialità che ne
fanno un mezzo così emozionante.
Per molti incidenti, le condizioni della strada o le manovre di altri
veicoli sono spesso indicate come circostanze al di fuori del proprio
controllo, e considerate come tali senza alcuna critica. È
invece importante accettare che, tranne in casi eccezionali, le cause
scatenanti di un incidente sono sempre sotto il proprio controllo, e
che le occorenze liquidate come "imprevisti", sono spesso frutto di
errori di valutazione. Tra gli obbiettivi di un sistema di guida
sicura, c'è quello di fornire gli strumenti per minimizzare le
sorprese ed arrivare alle proprie decisioni di guida, in maniera
affidabile e non casuale. Accettare il fatto che in (quasi) ogni
incidente si ha una porzione di responsabilità è
difficile, ma costituisce un passo importante..
Vorrei porre l'attenzione su due aspetti fondamentali per la nostra
sicurezza:
Per gli appassionati delle statistiche... questi sono tutti i dati.
Fonte: Istat
...massima attenzione in città!
Noi Motociclisti, abbiamo a disposizione alcune risorse per evitare di
restare coinvolti in un incidente stradale. Vediamo quali sono:
SICUREZZA ATTIVA E PASSIVA
Sicurezza Attiva:
Oggi anche le moto, come le auto, sono dotate di sistemi di sicurezza
attivi che permettono anche al conducente meno esperto, di poter
controllare il mezzo in qualsiasi situazione e con qualsiasi fondo
stradale, sono attivi, tutti quei sistemi che servono a prevenire gli
incidenti.
Vediamo cosa sono e come funzionano
ABS
Anche se molto stabili ed equilibrate, le moto di oggi possono
diventare pericolose in caso di brusche frenate. Basta bloccare una
delle gomme per rischiare di perdere l'equilibrio. I più esperti
sapranno riprendere la situazione, ma non tutti hanno una grossa
esperienza... per tale motivo da tempo sulle moto e sugli scooter viene
adottato l'
ABS (Antilock Braking Sistem),
sistema che previene il bloccaggio della ruota agendo sulle pinze. Il
principio di funzionamento è abbastanza semplice: il
dispositivo, attraverso i suoi sensori (ruote foniche), misura la
velocità di rotazione delle ruote e non appena si accorge che
essa si è bloccata o sta per bloccarsi, ne “rallenta” la forza
frenante agendo sull'impianto idraulico della pompa freno. In questo
modo, si evita che la ruota slitti e che il conducente possa perdere il
controllo del mezzo.
Per di più, con l’uso dell’ABS gli spazi di frenata vengono
notevolmente accorciati, rispetto a quelli che un motociclista medio
riesce ad ottenere senza ABS (in realtà ciò è vero
prevalentemente per i veicoli con più di due ruote, mentre per i
motoveicoli, l'obiettivo primario è non quello di accorciare lo
spazio di frenata, bensì quello di evitare una caduta in
conseguenza del bloccaggio di una delle due ruote. Infatti l'ABS per
uso pistaiolo, tarda ancora ad affermarsi, in quanto la frenata
è ancora più "lunga" rispetto ad un impianto
tradizionale). Per migliorare ancora l'efficacia della frenata è
stato introdotto il
CBS.
CBS
Ideato e sperimentato per la prima volta sugli scooter della gamma
Honda, il sistema
CBS
(frenata combinata) è stato il primo a dare una vera svolta alla
sicurezza in moto, capace di trasmettere al pilota tanta sicurezza su
qualsiasi tipo di asfalto. Molto semplice quanto ingegnoso, questo
sistema sfrutta un circuito idraulico a pistoncini capace di ripartire
parte della forza frenante su ambedue i dischi (anteriore e
posteriore). In pratica quando si aziona la leva del freno anteriore,
parte della pressione all'interno del circuito viene ripartita,
mediante una valvola, sul freno posteriore; viceversa, quando si aziona
la leva del freno posteriore, una valvola ritardante agisce su quello
anteriore. Tutto ciò assicura una ripartizione ideale della
frenata, anche se viene azionata una leva sola, se invece vengono
utilizzate ambedue le leve (come si dovrebbe sempre fare), il veicolo
risponde in maniera pronta e decisa al pari di una moto stradale. Tale
sistema è presente sulle due ruote con un solo disco anteriore,
per le altre moto con due dischi all'anteriore viene utilizzato il
Dual
CBS.
Dual CBS
Il sistema di frenata Dual CBS, ampiamente sperimentato su modelli di
punta della HONDA, come ad esempio VFR e CBR1100XX, consente frenate
sicure e una riduzione degli spazi di arresto, a tutto vantaggio del
pilota principiante. Nato dall'evoluzione dell'ormai conosciuto CBS,
adotta la sigla "dual" perché il suo funzionamento è
applicato ai due dischi anteriori, presenti soprattutto nelle moto
stradali di nuova generazione. Il Dual CBS riduce il rischio di
bloccaggio della ruota anteriore e soprattutto previene un affondamento
precoce della forcella, a tutto vantaggio della stabilità.
Fonte:
Sicurmoto.it
Un'altra forma di sicurezza attiva sono le gomme
Oggi, buona parte dei motociclisti cerca dalla propria moto
velocità e prestazioni "limite", trascurando l’aspetto
più importante della sicurezza attiva: le gomme, unico punto di
congiunzione tra la ricca cavalleria del motore e la strada, elemento
che non deve essere mai trascurato o preso poco in considerazione. La
tecnologia adottata sulle moto, da qualche anno ha fatto passi da
gigante: ormai non fa più impressione vedere girare per strada
“bolidi” uguali a quelli utilizzati da Valentino Rossi o Loris
Capirossi in MOTO GP! Le moto del nuovo millennio sono concepite e
costruite per regalare al pilota, il puro piacere di guida e la
sicurezza in tutte le condizioni. Una volta 100 cavalli per una 600 cc
sembravano quasi impossibili, mentre adesso sono facilissimi da trovare
in qualsiasi moto. Pertanto è molto importante non trascurare la
tenuta di strada e quindi le gomme.
Come distinguere una gomma USURATA da una INVECCHIATA?
La gomma usurata, come dice la stessa parola, è facilmente
riconoscibile, perché caratterizzata da un evidente stato di
usura del battistrada o da sfaldamenti dovuti al chattering della moto,
ovvero le oscillazioni rapide della sospensione, che si comprime e si
estende in maniera ciclica quando la moto è inclinata;
ovviamente questo è un fenomeno che si manifesta solo alle alte
velocità. Guidare con una gomma in questo stato può
essere molto pericoloso, perché limita la sicurezza della moto,
sia in condizioni di bagnato che di asciutto. Neanche l'ABSpotrà
esservi di aiuto con queste gomme.
Gomma invecchiata
Una gomma invecchiata, è più difficilmente riconoscibile
rispetto ad una usurata. Questo perché la gomma sembra ancora
buona, come appena acquistata, ma in realtà nasconde delle
insidie che il motociclista esperto avverte, ma il guidatore comune
potrebbe sottovalutare. Per riconoscere quindi una gomma invecchiata,
bisogna analizzare il comportamento della moto su strada. Se questa
tende a perdere facilmente aderenza o slittare in accelerazione, allora
è probabile che la gomma sia da cambiare. Ma per esserne certi
bisogna guardarla da vicino: se si presenta crepata e molto dura, anche
dopo numerosi chilometri (quindi non va in temperatura), allora
è davvero arrivato il momento di sostituirla.
Quant'è la vita media di una Gomma?
Le gomme dopo un certo periodo, che può andare
da 7 mesi ad
un anno e mezzo
(dipende dal tipo di mescola), si induriscono o
"cristallizzano"(fenomeno che si manifesta quando le gomme subiscono
ripetutamente shock termici) e così facendo perdono quella che
è la loro elasticità meccanica, fondamentale per una
buona tenuta di strada. Quantizzando in chilometri, sarebbe bene non
superare i 6/7mila chilometri per le moto sportive, mentre per gli
scooter si può tirare avanti sino ad un massimo di 12mila.
Fonte:
SicurMoto.it
Sicurezza passiva
La sicurezza passiva entra in gioco, quando tutti i dispositivi che
abbiamo citato nel precedente capitolo, non sono stati sufficienti ad
evitare situazioni potenzialmente pericolose o, addirittura, un urto
violento. A questo punto agiscono gli apparati ed i sistemi di
sicurezza passivi.
Sicurezza passiva (abbigliamento tecnico)
Usare l'abbigliamento giusto, ci permette di guidare in tutta sicurezza
e goderci appieno le nostre amate due ruote. Qui una recensione sui
prodotti migliori ed i loro prezzi di mercato. È passivo quel
sistema che protegge il centauro in caso di incidente.
Vediamo nello specifico l'abbigliamento tecnico:
Casco
L'utilizzo del casco è sempre stato oggetto di grandi
discussioni e di battaglie a suon di nuovi articoli del CdS.
Finalmente, sembra che la cultura stia cambiando e sempre più
persone lo indossano regolarmente. Tuttavia, visti anche i dati istat
sugli incidenti stradali, che nell'anno 2005 hanno causato il decesso
di numerosissime vittime, è bene ricordare a tutti che, solo
l'uso di un casco omologato, può davvero salvare una vita. Al
fine di evitare spiacevoli conseguenze in caso di incidente, il casco
viene sempre in nostro aiuto. Quando scegliete un casco assicuratevi di
seguire alcune piccole regole che vi aiuteranno all'acquisto; ma
vediamo assieme come orientarci.
Occhio a come calza ed al cinturino!
Assicurarsi innanzitutto che il casco calzi in maniera perfetta e
confortevole, senza risultare troppo largo, ma di contro non
impressionatevi se vi sembrerà stretto, perché dopo
qualche tempo l'imbottitura si modellerà al vostro viso (per
questo motivo... il proprio casco, non va fatto indossare a nessun
altro). Un casco perfettamente aderente, eviterà di oscillare o
muoversi una volta in moto, garantendo un perfetto funzionamento anche
in caso di impatto. Tenete il casco indossato dal vostro rivenditore
per qualche minuto, se avvertite fastidiose pressioni al volto o alla
nuca, evidentemente la misura o il modello non è quello che fa
per voi. Particolare attenzione al cinturino, che deve essere di buona
fattura. Se presenta l'attacco a sgancio rapido, assicuratevi che
questo sia agevolmente azionabile in qualsiasi situazione. Infine
controllate che una volta indossato, il casco vi permetta di percepire
i rumori esterni, come il clacson delle auto o frenate improvvise, e
che non limiti la visuale di ciò che vi circonda. Ricordatevi
che anche i caschi migliori hanno una vita limitata, oltre la quale
sarebbe bene sostituirli, pertanto 2/3 anni di utilizzo giornaliero
sono più che sufficienti.
Ricordate sempre che
in caso di impatto il casco non si deve muovere.
L'omologazione: elemento essenziale
Altro elemento importantissimo è l'omologazione. Tutti i caschi
in commercio devono essere omologati ai sensi della normativa Europea.
Facilmente riconoscibili perché al loro interno, presentano
un'etichetta composta da un cerchio dentro al quale si trova la lettera
E, seguita dal numero distintivo del paese che ha accordato
l'omologazione (per l'Italia è il 3), e dal numero
d'omologazione. L'etichetta deve essere cucita sul sistema di
ritenzione del casco. I vecchi caschi con omologazione D.E.M. sono
ormai stati ritirati dal commercio, ma possono essere utilizzati solo
sui "cinquantini". Ovviamente è bene sbarazzarsene al più
presto, per passare ad un casco Jet o meglio ancora un integrale,
più sicuro e al passo con la normativa.
Per chi vuole il massimo senza compromessi
Se possedete una moto potente ed altamente performante e siete sempre
alla ricerca di forti emozioni e della prestazione limite (da sfogare
in pista ovviamente), il casco più adatto a voi è un
super leggero in Kevlar-Carbonio, che vi consente di non affaticare il
collo e sopratutto ha una resistenza agli impatti molto elevata.
Infatti, questi caschi sono stati progettati e realizzati direttamente
dal mondo delle corse, per ottenere il massimo in ogni condizione. Se
siete disposti a spendere cifre consistenti, allora questo è
quello che fa per voi.
Per chi vuole spendere il giusto
Ovviamente non potevamo dimenticarci degli "scooteristi", vasto popolo
che affolla le caotiche città italiane. Per loro, la scelta
è altrettanto vasta; l'importante è non orientarsi sulle
famose "padelline", severamente vietate dal codice della strada. Anche
per questa categoria di motociclisti è bene scegliere un casco
in resina HIR-TH: leggeri, comodi e sicuri per l'uso cittadino
Attenzione, perché in commercio potreste trovare caschi
regolarmente omologati, che però sono fuori legge, lo si
apprende da due decreti del capo dipartimento dei trasporti terrestri
del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, datati entrambi 8
ottobre 2004 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n.243 del 15 ottobre
2004.
Questo ha portato al ritiro dal mercato di tutti i seguenti caschi:
1) il casco protettivo di marca Woodex, tipo W 2003/05 (con numero di
serie superiore a 70400) fabbricato dalla siciliana Woodex Helmets
S.r.l. (ME);
2) il casco protettivo di marca Criko, nei modelli Criko, CK, Malbo,
Gem, ZKI, Asyhang, Omega, First, Xanicee, Woaza, tutti fabbricati dalla
toscana Criko Helmets S.a.S (LU).
Fonte:
Sicurmoto.it
Giubbotto Tecnico
C'è solo l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda i
giubbotti da moto, si va da quelli in pelle, a quelli più
tecnici in materiali compositi ad altissima resistenza. Tutti i modelli
sono studiati e progettati per regalare al centauro la massima
sicurezza in caso di caduta, un ottimo confort d'utilizzo ed una buona
protezione dagli agenti atmosferici. La tecnologia delle gare, viene
ormai abitualmente portata nell'uso giornaliero per venire incontro al
motociclista più esigente.
Ad ogni Motociclista il suo giubbotto
Giubbotti in pelle: ottimi in qualsiasi stagione specialmente se
sfoderabili, rappresentano spesso la scelta ideale per chi possiede una
moto stradale, garantendo un'ottima aderenza al corpo, evitando
così fastidiose turbolenze, anche alle alte velocità, a
tutto vantaggio del confort di guida. Un aspetto positivo della pelle,
è che si adatta perfettamente alla corporatura di ogni pilota,
in quanto sufficientemente elastica; di contro, però, questi
giubbini proteggono poco dal freddo ed hanno una impermeabilità
limitata. Equipaggiati con protezioni quasi indistruttibili prodotte in
KEVLAR o TITANIO, i giubbotti in pelle si piazzano nel gradino
più alto della scala dei giubbotti più sicuri.
Giubbotti in tessuto: anche in questo campo sono stati fatti
passi da gigante, i tessuti che vengono utilizzati hanno raggiunto
altissimi livelli di robustezza paragonabili ai giubbotti in pelle. I
materiali più usati per creare questi giubbotti sono la CORDURA
ed il GORE TEX, ambedue ottenuti dalla lavorazione di particolari
polimeri che garantiscono un'ottima resistenza alle abrasioni,
leggerezza e una facilità di manutenzione. Questi materiali sono
stati studiati, per rimanere asciutti anche se esposti al nubifragio
più violento e anche se si dovessero presentare apparentemente
bagnati, questi si asciugano in pochissimo tempo (in realtà
ciò vale per i capi in GoreTex in quanto quelli in cordura,
benchè possano presentare un trattamento impermeabilizzante,
difficilmente riescono ad evitare di bagnarsi, se si guida a lungo
sotto la pioggia). Sui giubbotti di buona qualità anche le
tasche esterne sono impermeabili, garantendo così di mantenere
asciutti cellulare e portafogli pur tenendoli a portata di mano.
Un altro vantaggio di questi tessuti è la comodità e la
vestibilità, ciò significa che potrete indossare questi
giubbotti, anche una volta scesi dalla moto. Ovviamente anche su questi
modelli non mancano le protezioni per spalle e schiena, disegnate
appositamente per aderire perfettamente al corpo e per regalare al
motociclista confort e sicurezza. Per quanto riguarda colorazioni e
modelli, c'è solo l'imbarazzo della scelta, in più il
rapporto qualità/prezzo è sempre favorevole, l'importante
è scegliere il prodotto giusto che viene incontro alle vostre
esigenze.
Fonte:
Sicurmoto.it
Guanti
Guidare senza un adeguata copertura alle mani, diventa spesso
problematico e chi la moto la usa 365 giorni l'anno, conosce bene
l'importanza di questo accessorio. Le aziende produttrici, hanno dato
libero sfogo alla fantasia creando guanti pensati per il confort e la
sicurezza del centauro, in qualsiasi condizione meteorologica. La
tecnologia maturata nei campi di gara, viene ormai abitualmente
adoperata nell'uso quotidiano per far fronte alle maggiori richieste
dei motociclisti. Per prevenire fastidiose abrasioni alle mani in caso
di scivolate, sarebbe bene indossare sempre guanti con protezioni su
nocche e polsi, questi offrono una protezione ottimale non rinunciando
però al confort.
Ovviamente sul mercato esistono molti modelli, da quelli in fibra di
carbonio a quelli in Kevlar, dal rapporto qualità/prezzo molto
interessante.
Fonte:
Sicurmoto.it
Tuta intera o divisibile?
Tuta intera: studiata per garantire la massima sicurezza in
pista, è dotata di protezioni in materiale termocomposito per
spalle, gomiti e ginocchia. Le tute sono altamente resistenti agli urti
e alle abrasioni. Nei prodotti di qualità superiore, non
è difficile trovare inserti in carbonio o titanio, che
garantiscono sicurezza e solidità. Tanto sicura e comoda in
sella alla moto, quanto limitante nei movimenti e scomoda una volta
scesi. Ma ovviamente questa è realizzata per un uso prettamente
"pistaiolo", anche se non è difficile vedere qualcuno che la
indossa per la gita domenicale.
Tuta divisibile: come quella intera, anche questa tuta è
studiata per la pista e per offrire massima sicurezza al centauro, ma
nello stesso tempo pensata per regalare un po' di confort una volta
scesi dalla moto. L'ideale per tutti coloro che non vogliono rinunciare
alla sicurezza pur non sacrificando il confort. Il suo utilizzo
è molto semplice, basta sganciare la cerniera che c'è tra
la vita del pantalone e la parte inferiore del giubbotto, in un attimo
vi ritroverete come se indossaste due indumenti separati.
Tra l'altro, dal punto di vista economico queste offrono un buon
compromesso, accontentando così su due fronti i motociclisti
più esigenti.
Fonte:
Sicurmoto.it
Scarpe tecniche da moto
Le calzature in moto sono importanti al pari di quanto finora
descritto. Per evitare di ripetere cose già scritte vi rimando
al link di un
articolo ben
scritto da michelevalente.
Consigli su stivali per moto - stradale, sportivi o da turismo.
Ho appositamente voluto lasciare per ultimo, ma non meno importante
nella sicurezza passiva, l'uso di un paraschiena omologato. Vi rimando
a un mio articolo di qualche tempo fa:
Sicurezza Abbigliamento: Il Paraschiena
Tenendo in considerazione la definizione di sicurezza passiva,
rientrano tra i dispositivi di questo ambito anche i
guard-rail e
le strutture di smorzamento degli urti presenti su strade ed autostrade.
Anche in questo caso per descrivere al meglio i pro ed i contro dei
guard-rail, ci viene in aiuto un altro bell'
articolo scritto da Ark91 "Guardrail Assassini"
Come motociclisti, quindi membri di una comunità particolarmente
sotto tiro, tenete conto che ogni volta che salite in sella, diventate
ambasciatori dell'intera categoria. La vostra condotta di guida
è osservata e valutata, da ogni altro utente della strada ed
è quindi essenziale che utilizziate le vostre capacità
critiche, per guidare in maniera corretta, rispettosa e sicura. In
questo modo darete il vostro piccolo contributo a cambiare, non solo
l'immagine del motociclista nell'opinione pubblica, ma anche a proporre
un modello di sicurezza stradale, diverso da quello dominante al
momento. Lavorare sulla mentalità della gente richiede tempo, ma
è l'unico modo per cambiare le cose in maniera duratura.
Gli Articoli riportati sono stati raccolti dalle seguenti fonti:
Desidero ringraziare: ory, SpanknapS, BlackSkorpion, House-Gregory,
Claraluca e Iskander66 per la collaborazione offerta alla realizzazione
dell'Articolo, Claudio Cangialosi responsabile redazione e contenuti di
SicurMOTO per la concessione alla pubblicazione degli Articoli
riportati.
Come sempre... buona strada