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Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo... riflessioni sulla sicurezza | 15 commenti | Login/Crea Account
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Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo
di disabitato il 16-06-2008 23:41:12 mi trovi d'accordo con te. la prudenza non è data da ciò che indossi, bensì dalla tua testa. le protezioni passive servono solo nel caso di incidente occasionale, mentre l'unica protezione attiva che abbiamo è il cervello. ciao
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo
di savanino il 17-06-2008 00:00:42 Ciao Mattia! Ciao a tutti! In questo post hai toccato diversi argomenti e cercherò di rispondere a tutto. Io personalmente non conosco nessun "nonno" che abbia la moto da chissà quanto, però non penso che tutti si fosse prima prudenti e ora invece tutti spericolati. Ci saranno state delle teste calde molti anni fa, come ci sono adesso. Magari è pure vero che si sentono dire delle cose in giro che verrebbe da lasciar la moto a casa e fare un giro in auto. Per quanto ne so io, l' importante è star sempre con la testa sulle spalle. Finora, con la mia Er5 non sono mai andato oltre i 140 km/h e di solito non supero i 100Km/h, ma è tutto relativo considerato che in città è già una velocità alta. Da qualche parte avevo letto della paradossalità delle protezione passive. Servono a protoggere dagli urti, però se si indossano le protezioni ci si sente più protetti e si va più veloci. E allora? Bisognerebbe limitare l' uso delle protezioni? Ovviamente no. Purtroppo non penso bastino nè le protezioni, nè la prudenza, nè il rispetto del Cds. Di certo se tutti si andasse piano e in modo "sano" si starebbe tutti più tranquilli. Ma la testa calda capita sempre. E allora? Secondo me si dovrebbe cercare di sensibilizzare chi guida le auto, e gli altri mezzi con più ruote. Sento sempre dire che all' estero i motociclisti vengono trattati in maniera completamente diversa. Quì da noi, non si capisce dove si debba stare per non creare disagio, ma sopratutto per non essere tamponati. Nella corsia di sorpasso c' è gente che guida tranquillamente come fosse nella corsia di marcia. Nella corsi di marcia c' è chi va davvero piano, purtroppo mi capita che per non farmi prendere dal panico, preferisco superare tutti da destra, dalla corsia preferenziale e almeno evito di stare in coda con chi corre in corsia d' accelerazione, senza rispettare minimamente le distanze di sicurezza. So perfettamente che rischio di più nella corsia d' emergenza, ma infatti è una cosa che odio fare e certe volte davvero arrivo a destinazione con un senso di amarezza difficile d' accettare. Insomma perchè guidare deve essere così snervante? Sicuramente si dovrebbe proporre un cambiamento a partire dalle scuole che danno la patente. (non scuole che insegnano a guidare, che è ben diverso). Per il resto, la legge che vige attualmente è si salvi chi può, no?
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo
di michele_90 il 17-06-2008 12:16:14 Ciao Mattia! Complimenti per il taglio dell'articolo moltl formale e oggettivo. Comunque se queste ammonizioni restano scritte sulla pagina di un forum serviranno a ben poco, ma l'essere umano è fatto così: fin che non capita qualcosa che lo obblighi a mutare il suo comportamento sarà molto difficile farglielo cambiare prima!
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di CorriFiero il 17-06-2008 13:09:01 Inanzi tutto ringrazio con affetto i vostri commenti, le vostre critiche e la discussione che è partita con una buona dose di razionalità e serenità. Speravo che qualcuno si accorgesse del taglio formale e il più possibile oggettivo che ho voluto dare al pezzo. Rispondo subito a “Savanino”: non ho detto che le protezioni passive non servano a nulla; infatti ho scritto che ben vengano le innovazioni tecnologiche e la possibilità di ridurre i traumi post cadute. Ma ho tenuto a sottolineare che dobbiamo conoscere noi stessi, tenere a freno le nostre pulsioni. Un esempio sulla mia persona: un mese fa ho sostituito il treno di gomme al mio mezzo. Avrei potuto montare dei pneumatici ad alta tenuta, ma ho optato per una soluzione turistica. In questo modo so che la mia Z750 in curva tiene di meno per via della mescola dura e vado già piano di mio.... è una questione di testa ed ognuno dovrebbe rimediare come meglio riesce.. Per i “nonni” motorizzati..si ne ho conosciuti parecchi...dai più bizzarri anzianotti che girano in vespa a quelli più sprint sulle vecchi glorie anni 70..e in ognuno di loro ho trovato una serenità maggiore nell'approcciarsi al mezzo... Forse la passione per le due ruote c'è l'ho nel DNA: avevo mio bisnonno, che a cavallo fra la prima e la seconda guerra mondiale girava in Guzzi e MV Agusta..un vero pregio se si pensa il periodo storico.... Spero possa essere stato chiaro ed esaustivo nel rispondere ai vostri commenti.
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo
di Sommeiller1 il 17-06-2008 19:54:51 Capisco (e condivido) la tua amarezza, ma non demonizzerei la diffusione sempre crescente dei capi tecnici, anche se le tue perplessità sui costi delle protezioni sono pure le mie. Mi spiego meglio: rispetto, ad esempio, alle moto di trent'anni fa, a cui tu facevi cenno, la potenza dei mezzi a due ruote - a parità di cilindrata - è enormemente cresciuta. Morale della storia: ben vengano paraschiena e affini, anche sulle piccole cilindrate, anche nella guida in città. Dove in Italia siamo ancora assai carenti - e pure qui, Mattia, hai pienamente ragione - è a livello di educazione. Ma attenzione: non mi riferisco solo a quella stradale...
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di CorriFiero il 17-06-2008 23:27:35 Non mi si fraintenda, non demonizzo le protezioni, anzi, ben vengano... La mia filessione era puramente a livello psicologico: secondo me tendiamo a sentirci troppo protetti e questo ci fa mollare un pò i freni inibitori.....tutto quà... Le potenze aumentano e al posto di essere piu prudenti....le assicurazioni sulle moto sono aumentate fino al 20%(caso della mia compagnia assicurativa che non voglio dire il nome...), segno che gli incidenti non diminuiscono..... Inoltre mi trovi perfettamente d'accordo sulla tua analisi dell'educazione in città all'evitare di vestirsi un minimo protetti...perchè sia ben chiaro non basta il casco... La maggior parte degli incidenti avviene appunto nelle città...un'auto che ad un incrocio ci taglia la strada e per noi è un volo assicurato se urtiamo il veicolo...allora ben vengano le protezioni e i paraschiena di ultima generazione...e pure i giubbini airbag... Perchè credetemi, la sofferenza di un coetaneo su un letto di ospedale ti fa riflettere sul valore vero della vita....e non ha prezzo..non dimentichiamolo mai. mattia calvo
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo... riflessioni sulla sicurezza
di pierluigi2 il 19-06-2008 23:16:58 E' ovvio che la prudenza sia tanto più necessaria quanto più l'attività che affronto comporta dei rischi, come è altrettanto ovvio che allo stesso modo sia tanto più necessario proteggermi quanto più ecc.ecc. Ma d'altra parte è anche evidente che se io sono maggiormente protetto posso affrontare qualche rischio in più. Esempio: se fossi un alpinista e non fossi attrezzato e in buona compagnia non affronterei una scalata difficile ma mi accontenterei di una trekking panoramico; l'avere una buona assicurazione (con le corde e moschettoni, non con Assitalia!) mi permetterebbe per contro di affrontare con maggiore confidenza una parete impegnativa - cioè di rischiare qualcosa in più. La domanda che però a questo punto mi faccio è: cosa determina il rischio nell'andare in moto? Il principale rischio, ineliminabile, è legato all'intrinseca instabilità del mezzo (in moto cadi, in auto no!) ed è l'unico elemento sul quale non posso intervenire in maniera radicale - per quanto le innovazioni tecnologiche tipo ABS ASC etc e il progresso costruttivo contribuiscano a ridurre l'instabilità intrinseca, quanto meno in alcune condizioni. Parte del rischio dipende dagli altri (l'auto che ti taglia la strada, la manutenzione stradale inadeguata, i guardrail ghigliottina) mentre il resto me lo vado a cercare: velocità, manovre azzardate, disattenzione ... Quindi, tornando indietro: essere maggiormente protetto mi fa sentire più sicuro al punto da potermi permettere dei comportamenti non ortodossi? Portando all'estremo questa linea di pensiero, girando senza casco sarei più prudente? Forse sì, ma se per disgrazia cadessi avrei un'altissima probabilità di farmi male seriamente. Personalmente considero le protezioni impagabili. Certo che mi danno più sicurezza: quel tanto che basta per farmi sentire più sereno, più concentrato, meno nervoso e pauroso, tutte cose che alla fine migliorano il mio "stile di guida". Rispettando gli altri. Che poi su queste cose ci sia gente che specula, purtroppo è vero (vale anche per i caschi)(ma girando e con un po' di pazienza si possono fare acquisti oculati).
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo... riflessioni sulla sicurezza
di pallinoRE il 20-06-2008 04:25:22 Sinceramente , da ex possessore di R1 2000 e CBR 1000 2006 mi chiedo anche perche' vengano venduti per utilizzo su strada dei mezzi che in strada ormai non possono TECNICAMENTE circolare. Con la mia moto da 170 cv piu di una volta mi sono trovato in condizioni di rischio, indotte e non dalla mia imprudenza. E sapete perche' sono ancora qua che scrivo tutto intero? Perche' la moto l'ho venduta (purtroppo sigh) per venire a lavorare all'estero. PS quanti tingavertiani scriveranno dall'estero?mah...io risiedo in CINA... qui le moto...argh.... Comunque per concludere: La testa sappiamo tutti benissimo che non basta, ci vuole anche un bel C**O. Si puo aprire un dibattito infinito sulla limitazione di potenza, ma vi assicuro che se siete in sella ad una bestia da 170 cv e pensate un attimo "adeso mi rilasso, mi sistemo i guanti ecc" proprio in quel momento guardate il contachilometri. Vi sfido a leggere meno di 90 Km/h.
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo...
di mrCELOFaN il 21-06-2008 16:52:35 Ma che perbenismo... Innanzitutto io non considero "motociclisti" quelli che guidano senza un abbigliamento adeguato. Proteggersi può voler dire risparmiarsi 1 mese di crostoni e sbucciature, come è successo a me, per una stupida scivolata. Ricorda che sentirsi più sicuri è una delle componenti basilari per guidare in maniera efficace ed attenta. Comunque non è nemmeno la prudenza quella che manca. Quante volte abbiamo sentito di ragazzi prudenti ma centrati dall'auto distratta di turno..? Ciò che manca piuttosto, è una adeguata preparazione del motociclista a valutare la pericolosità delle strade che percorre e delle situazioni di rischio in cui si trova. Servirebbe più "cultura" alla guida. Avete mai letto quali sono le probabili cause di un incidente in un libro da "autoscuola"?? Io no..... L'esperienza aiuta in questo senso ma purtroppo quella non si vende. Concludendo, non penso ci sia un nesso tra la sicurezza aggiuntiva garantita da protezioni (e gomme performanti) con la guida pericolosa tenuta da certi motociclisti. A questo punto diamo la colpa alle case costruttrici che fanno moto da 300km/h che è più sensato non credi..? Piccola nota: le protezioni hanno un costo elevato perché rappresentano un mercato di nicchia e, detto superficialmente, il profitto che le aziende devono necessariamente ricavare è ripartito su molti meno pezzi.
Re: Ci stiamo lasciando cullare, anche troppo... riflessioni sulla sicurezza
di bingo51 il 22-06-2008 10:35:23 io sono un vecchio motociclista,in pensione ma ancora praticante (fazer 1000),e questa è la mia opinione,leggendo i vari forum capisco che la maggior parte dei motociclisti è capace solo di premere il pulsante di avvio e poi ci sono quelli che propinano spiegazioni tecniche che hanno letto da qualche parte e le propinano come proprie. ciao antonio
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