Questo sistema meccanico viene utilizzato per il richiamo delle valvole
ed è contrapposto alle vecchie molle e alle più
recenti valvole pneumatiche, utilizzate per il medesimo scopo...
Il Sistema Desmodromico fu ideato nel 1954 dall'ingegner Fabio Taglioni.
Questo sistema "Desmo" riesce a ricavare un consistente risparmio di
energia e un maggior controllo delle valvole stesse. Per fare un
piccolo paragone tra il sistema Desmodromico e quello a valvole
pneumatiche, basti pensare all'energia impiegata dal motore per
azionare le valvole, che nel primo caso (Desmo) è calcolata
al minimo di 3 cavalli fino ad un massimo di 8, mentre per le altre si
sale di valore con un minimo di 6 per un massimo di 10.
In parole povere la combustione della benzina viene utilizzata per
produrre l'energia che permette di azionare le valvole pneumatiche,
quindi se c'è un maggior utilizzo di cavalli per muovere le
valvole, ci sarà anche una maggiore differenza dalla massima
potenza che può produrre il motore e la reale potenza che
viene trasferita sull'asfalto, dato che una parte di questi saranno
impiegati a richiamare le valvole.
Per fare un esempio, supponiamo di avere un motore che sprigiona una
potenza massima di 180 cavalli con il sistema a valvole pneumatiche;
dato il precedente ragionamento ne svilupperà effettivamente
sull'asfalto circa 170 (ovviamente i valori sono ipotetici).
Lo stesso discorso può essere fatto anche per le valvole a
molla: tarando quest'ultime per resistere a pressioni con elevati
numero di giri al minuto, quando il motore gira a bassi regimi, le
molle si induriscono e vanno a intaccare la resistenza delle valvole
che aumenta, ottenendo così una minore energia sfruttabile.
Al contrario, il sistema Desmodromico, essendo meccanico,
avrà bisogno di un minor quantitativo di energia
così da permettere il risparmio della benzina che
verrà quindi trasformata e impiegata in una aggiuntiva
spinta per il motore.
Altri vantaggi riguardanti questo sistema sono l'estrema precisione nel
modo in cui vengono guidate le valvole: il loro movimento non si scosta
da quello previsto in sede di progetto nemmeno ad elevati regimi.
Grazie a questo si elimina anche la possibilità di un
sfarfallamento delle valvole causato da una sfollata o una staccata al
limite, e si ottiene anche una maggiore rapidità
nell'apertura e chiusura delle valvole stesse, il che vuol dire che si
può disporre di notevoli sezioni di passaggio per i gas a
tutto vantaggio della respirazione del motore.
Ci sono però lati negativi in tutto ciò, ovvero
che la realizzazione di questo tipo di meccanismo è molto
delicata, difficile da applicare, con una maggiore manodopera e con
costi molto più elevati rispetto agli altri sistemi; questi
sono sicuramente motivi più che validi per far si che le
grandi case produttrici giapponesi, a differenza della Ducati, non lo
ritengano un buon investimento e preferiscono puntare agli altri
sistemi che permettono loro una ben più grande produzione di
serie.
Non a caso la Ducati produce all'incirca 40 mila moto all'anno, mentre
i colossi giapponesi, tra cui Kawasaki, Suzuki, Yamaha e Honda, ne
producono milioni.
Per concludere volevo inserire una risposta, o meglio una parte, che
diede l'ingegner Taglioni in una intervista:
"...tutti pensavano che il desmo servisse per togliere le molle. Non
è vero niente, è tutto al rovescio. La potenza
aggiuntiva data dal desmo, è come minimo il 10% in un motore
a benzina. Si può cercare qualunque camma, qualunque
sistema, qualunque numero di valvole, ma fintanto che le valvole vanno
con le molle, col desmo vanno di più. Costerà di
più, sarà più complicato, ma fatto
come va fatto il desmo dà almeno il 10% di più.
Però la prerogativa del desmo non è tanto la
potenza in più, è la coppia. Il desmo parte da
zero col massimo di coppia..."