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| Miriam Orlandi [una donna, una moto, un lungo viaggio] |
| Autore |
Messaggio |
nike59 Senza Freni

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6642216
Inviato: 30 Dic 2008 21:41 Oggetto: Miriam Orlandi [una donna, una moto, un lungo viaggio]
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Penso valga la pena di riaprire il topic di Weiss (e io può  ), ma ho un braccio temporaneamente fuori uso, ed è gia stato faticoso il cut&paste. MrTomy mi aiuti a ripristinare i link?
Grazie!
"Miriam Orlandi è una donna che ha deciso di mettersi in discussione, di intraprendere un viaggio. Un viaggio di quelli che ti cambiano la vita, nato da un idea improvvisa, da un istinto primordiale che trasforma un uomo in un nomade, nato dalla voglia di mollare tutto per qualcosa di più grande.
Un percorso di 36000km attraverso l’America, da sud a nord, da Buenos Aires all’Alaska, a bordo di una collaudatissima BMW R100GS del 1992. Miriam si fermerà in tutti i centri delle Suore Dorotee, delle Suore Benedettine della provvidenza, dai frati dell’Abazzia di Chiaravalle, offrendo gratuitamente le sue preziose cure a bambini, orfani ed ai volontari che operano in questi centri.
Nel suo sito Link a pagina di Ioparto.eu troverete tutte le informazioni che volete compreso il suo contatto Skype dal quale parla con i suoi amici e sostenitori.
Grande coraggio e determinazione. Ho avuto il piacere di conoscerla prima della sua partenza! Persona eccezionale!
Il 28/12/2008 è stata intervistata da "Motocross Italia", qui di seguito il link: Link a pagina di Motocrossitalia.it |
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ZzetaA Very Important Tinga

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6644222
Inviato: 31 Dic 2008 10:24
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grazie di aver riaperto questo topic, ne vale davvero la pena....senza nulla togliere a nessuno, ma....questa c'ha due ***** così!! (non per niente è bresciana  )
aggiungo il link del suo blog: Link a pagina di Ioparto.eu
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shadow830 Motociclista DOC

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6644855
Inviato: 31 Dic 2008 12:24
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 grazie del topic e della segnalazione Elisabetta
molto interessante
ciao  |
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Micha Senza Benza

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6671146
Inviato: 5 Gen 2009 9:41
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spinosetta Super Sport

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6672129
Inviato: 5 Gen 2009 12:37
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ho avuto modo di conoscere Miriam quest'estate, davvero grande persona.
Stò seguendo quest'avventura da prima della partenza ed è davvero spettacolare quello che sta facendo e quello che sta trasmettendo a tutti noi.
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nike59 Senza Freni

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6673538
Inviato: 5 Gen 2009 15:31
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Maurizio60 Mito

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Inviato: 8 Feb 2009 17:15 Oggetto: Miriam, motociclista e internauta [Motociclismo in rosa]
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Nota automatica aggiunta dal sistema: i messaggi aggiunti da questo punto in poi sono stati generata dalla fusione di due topic.
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Miriam, motociclista e internauta
Una fisioterapista ha mollato tutto per il sogno di una vita: attraversare l'America raccontandosi online
La Ruta 40 ha fermato anche lei, rimasta sei ore seduta al vento sulla strada
MILANO - Intraprendere un viaggio di 36mila chilometri in solitaria attraversando l'America da sud a nord, non è un’avventura per tutti. Specie se si è deciso di farlo in sella a una moto da enduro. Miriam Orlandi ha messo da parte i dubbi ed è partita. Fisioterapista di 38 anni, appassionata di fuoristrada, un giorno ha detto: «Io parto!». E così ha fatto tre mesi fa, lasciandosi dietro gli amici, il lavoro e i genitori. Percorrerà le strade dall'Argentina all'Alaska a bordo della sua collaudata Bmw R100GS in cerca di uno stile di vita diverso, offrendo cure gratuite alle persone che incontrerà lungo il percorso. Certo gli inconvenienti non sono mancati. La Ruta 40 ha fermato anche lei, rimasta sei ore seduta al vento sulla strada che collega da nord a sud l’Argentina. Prima che la trasmissione della sua moto si rompesse definitivamente, ha deciso di fermarsi e aspettare. Ora, in attesa di ripartire, lavora all’ospedale di Perito Moreno, un piccolo paese sulle Ande argentine, in cambio di tre pasti al giorno.

Lapataia, nel parco della Terra del Fuoco. In linea d'aria mancano 17.848 chilometri all'Alaska, muovendosi in moto molti di più
La strada che da Buenos Aires, in Argentina, porta a Montevideo, in Uruguay
Confine tra Argentina e Brasile
La spiaggia di Porto Madrin, in Argentina, dove il mare lascia spazio ai turisti solo con la bassa marea
La cittadina di Ushuaia, in Argentina, con le sue pagode estive
La baia di Ushuaia fa da sfondo alla moto di Miriam Orlandi. Duecento chili che fanno fatica a contrastare le folate di vento argentino
La Baia di Ushuaia circondata dalle montagne della Terra del Fuoco
La moto di Miriam Orlandi in attesa del pezzo di ricambio a Perito Moreno, in Argentina
NOTIZIE SUL BLOG - Per mantenere i contatti con l’Italia usa internet, collegandosi dai luoghi più disparati. Come la stazione di polizia locale da dove ha lasciato i suoi ultimi post. Tutto merito del blog:
Link a pagina di Iopartomiriam.blogspot.com
e delle possibilità che offre la Rete. Anche ai giramondo del XXI secolo. «È un modo per portare con me tutte quelle persone che sognano di viaggiare e non possono» spiega Miriam, consapevole di aver rivoluzionato l’immagine del globe-trotter tradizionale: diario di appunti nello zaino e racconto finale tutto d’un fiato. Per lei ogni tappa è l’occasione per fermarsi, scrivere emozioni e risolvere i guai quotidiani. Come quello che l’ha fermata sulle Ande argentine. Se non fosse stato per internet e l’aiuto dei compagni della Rete, il pezzo di ricambio dalla Germania non sarebbe mai arrivato. «Sembra impossibile mollare tutto: i propri genitori, lavoro e comodità per un’ideale. Ma quando si intraprende qualcosa che fa parte della tua natura, tutto viene più facile». Anche mettersi in aspettativa dal lavoro, come ha fatto Miriam.
COMPAGNI DI VIAGGIO - Prima di raggiungere Ushuaia, la città più a sud del mondo, ha deviato per le cascate di Iguazu in Brasile e Melo in Uruguay. Qui c’erano ad aspettarla le suore benedettine, conosciute attraverso ai corsi di educazione stradale promossi per i ragazzi del paese. Come loro, Miriam ha imparato a capire i suoi limiti e affrontare gli imprevisti di viaggio grazie a un corso di fuoristrada per enduro. Nella Terra del Fuoco sta realizzando il sogno di una vita. Un viaggio che non inseguono solo i motociclisti. Per realizzarlo Miriam ha cercato degli sponsor che fornissero l’attrezzatura. Un’opzione che non è piaciuta a tanti motociclisti convinti che viaggiare sia un itinerario intimo da non mettere in mostra. Oltre ai commenti degli invidiosi, sul blog di Miriam c’è spazio per il tifo di tanti amici o semplici appassionati di moto. Un mezzo che «ti muove da un luogo all’altro mantenendoti immerso nel panorama e, così come la bicicletta, serve al viaggiatore per capire i propri limiti e scoprire l’umanità delle persone che si trovano sulla tua strada». Cambiano gli strumenti, ma il viaggio è sempre un incontro. Anche ai tempi di internet.
Gioia Reffo
Fonte:
Link a pagina di Corriere.it |
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Maurizio60 Mito

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Maurizio60 Mito

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10698391
Inviato: 3 Ott 2010 21:14
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Ultimo aggiornamento
Due anni in moto lungo le Americhe a scoprire se stessa e il senso della vita
L'AVVENTURA. L'esp erienza davvero unica di Miriam Orlandi, osteopata di Torbole Casaglia di 38 anni partita nel 2008. Incontri toccanti, guasti meccanici e un grande bagno di umanità
Citazione: Brescia - America Latina, e ritorno. In moto. Un viaggio lungo due anni, stracolmo di avventure, belle e brutte, all'insegna del motto: «Io parto». E così ha fatto Miriam Orlandi, osteopata 38enne di Torbole Casaglia che l'11 ottobre del 2008 è partita dalla sua cittadina natale per affrontare «il grande viaggio con me stessa in sella alla mia Cocca». La «Cocca» è una Bmw R 100 Gs serbatoio Parigi-Dakar che Miriam ha voluto «umanizzare», da vera compagna di viaggio.
Ma da dove è nata tutta questa voglia di libertà? «Ad aprile del 2008 mi sono resa conto per la prima volta nella mia vita che, dopo dieci anni di lavoro sistemando le ossa e la vita degli altri, avevo bisogno di dedicare un po' di tempo a me stessa. Il sogno di visitare l'America del Sud mi accompagnava sin da piccola, così sono partita».
Dopo aver cercato uno spedizioniere che traghettasse la Cocca al di là dell'Atlantico, a Buenos Aires, a Miriam non restava che raccogliere le proprie cose e partire. Grazie al passa parola di amici e parenti, molte ditte bresciane si sono offerte di regalarle abbigliamento e accessori da viaggio. A quel punto non restava che acquistare un volo di sola andata e iniziare l'avventura.
«Dopo dieci giorni trascorsi in Argentina, io e la Cocca siamo partite per l'Uruguay dove ad attenderci c'erano le suore Benedettine di Cemmo che per una settimana mi hanno ospitato in cambio di qualche ora di lavoro all'interno del loro piccolo ambulatorio medico - racconta Miriam - Da lì, la discesa verso il Brasile e le cascate di Iguazù. Dopo pochi giorni sono ripartita per l'Argentina, in direzione della penisola Valdez dove ho ammirato la riproduzione delle balene e lo svezzamento dei loro cuccioli».
LÌ MIRIAM INCONTRA Miguel, un viaggiatore argentino, e Beto Bubas, l'uomo che sussurava alle orche selvatiche, da cui impara «che la potenza fisica può racchiudere una grande dolcezza d'animo». Il tempo di ricaricare il «carma» e Miriam è di nuovo in sella alla Cocca per scendere verso sud, in direzione Usuaia, nella Terra del fuoco ricoperta di neve, dove festeggia il Natale in compagnia di un gruppo di viaggiatori tedeschi. «Quel giorno, dopo tre mesi di viaggio, ho sentito per la prima volta la mancanza di casa e degli affetti». Giusto il tempo di raccogliere le proprie cose e il giorno dopo, il 26 dicembre, Miriam è ripartita alla volta di Rio Gallego per incontrare una coppia di amici di Singapore che aveva conosciuto un mese prima a Porto Madryn. Un giorno di sosta e via verso il Cile, dove per tre giorni «ho alloggiato nel giardino di Andres, un viaggiatore argentino».
Poi lo zig zag tra Cile e Argentina per giungere a Santiago del Cile dove Miriam alloggia per una settimana a casa di Carla, una vecchia compagna di facoltà che si è trasferita lì da cinque anni. Ma Miriam ha sete d'avventura e in sella alla Cocca decide di attraversare le Ande e «il loro paesaggio surreale, fatto di miniere abbandonate ed edifici decadenti» per raggiungere Mendoza. «Lì conosco Camilla, una 70enne di Parma che si è trasferita lì quattro anni prima per sfuggire al caro vita italiano che l'aveva messa in ginocchio». Dopo 15 giorni di «calore italiano» la motociclista bresciana decide di ripartire alla volta di Lima. Da lì il ritorno in Cile per giungere in Bolivia. L'altitudine, 4000 metri, inizia a crearle qualche problema fisico e dopo aver attraversato quattro fiumi, la Cocca la abbandona per un guasto agli ammortizzatori che le costa una sosta forzata di tre mesi in Bolivia, in attesa del pezzo di ricambio dalla Germania. Qui le prime difficoltà nel trovare alloggio e alimentari. «Ma la provvidenza, terza compagnia del mio viaggio, mi fa conoscere Johnny, un medico boliviano che mi ospita nella sua reggia e mi offre una stanza con tanto di vasca Jacuzzi».
A APRILE, DOPO 7 MESI di viaggio, Miriam riesce a ripartire e raggiunge il Perù. L'ospitalità degli indios di Vilcabamba, le missioni Mato Grosso e gli abiti sgargianti dei peruviani le ridanno la carica per continuare il viaggio, bloccato da un incidente alla moto. «Per racimolare il soldi necessari a riparare la moto ho lavorato in un hotel insegnando alla cuoca la cucina italiana - ricorda Miriam - Poi un altro stop in Colombia in attesa del veliero che mi accompagni a Panama, dove resto per un mese a lavorare in un ostello dipingendo ante e lavando lenzuola».
Da lì, via verso il Costa Rica, dove un nuovo guasto ferma la Cocca per tre mesi. Sistemata la moto, Miriam riparte per il Nigaragua dove incontra un bresciano che, riconosciuta la targa, la invita a trascorrere qualche giorno di vacanza insieme alla sua famiglia. Poi arrivano l'Honduras, tre giorni, El Salvador in 24 ore, Guatemala, un mese, e Messico dove Miriam lavora come volontaria per impedire il furto delle uova di tartaruga.
Siamo al giugno 2010 quando Miriam raggiunge gli Stati Uniti. Prima tappa: San Diego. Poi Los Angeles, San Francisco e la sfida culinaria con Jean Luc, un amico francese. «Dopo 21 mesi di sole e temperature tropicali, arrivo nello stato di Washington dove ad aspettarmi c'è l'inverno, ma non demordo e proseguo per il Canada e il suo clima gelido - continua Miriam - Gli alberghi sono troppo cari, così decido di alloggiare in tenda, ma una volpe mi ruba il cibo durante la notte e per due giorni resto digiuna». Da lì, la tirata verso l'Alaska e il Circolo Polare Artico, dove Miriam raggiunge il luogo limite della terra, e del suo viaggio.
Due giorni dopo Miriam e la Cocca sono di nuovo in Europa, a Monaco. Il tempo di riposare e dopo sei ore Miriam è a Torbole, a casa, dove la mamma, il papà e il fratello la accolgono con le lacrime agli occhi e le braccia spalancate. «Durante questi due anni di viaggio, la Rete mi ha aiutato a mantenere i contatti con amici e famigliari, anche grazie al mio blog (iopartomiriam.blogspot.com). sul quale ho continuato a postare i racconti e le fotografie del tour sudamericano. In due anni sono cresciuta come persona, ho fatto chiarezza in me stessa e ho definito bene ciò che voglio da ciò che non voglio. Ora sono pronta per tornare alla quotidianità, per innamorarmi e magari anche per aprire uno studio indipendente di osteopatia».
Per festeggiare il suo ritorno, gli amici di Miriam hanno organizzato oggi una grande festa all'oratorio Torbole Casaglia, dove lei e la Cocca si mostreranno in tutta la loro «inesauribile sete di avventura».
Fonte:
Link a pagina di Bresciaoggi.it |
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Cippo4u 125 Champ

Ranking: 2158
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10703308
Inviato: 4 Ott 2010 18:01
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C'è solo da stringerle la mano.
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Cavallina Senza Targa

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10707481
Inviato: 5 Ott 2010 10:28
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Bellissimo viaggio..in tutti i sensi! Tirare fuori il meglio di sé, con un coraggio da leoni. Perchè vivere un'esperienza del genere non ti lascia scampo; forse è il sogno di ognuno di noi! e leggendoti.. ci hai fatto viaggiare un pò al tuo fianco! Brava e grazie  |
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Traeto Solo Gas

Ranking: 542
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10707648
Inviato: 5 Ott 2010 10:54 Oggetto: ...
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Wow bel viaggio davvero complimentissimo! |
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SunsetRider Super Sport

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10709916
Inviato: 5 Ott 2010 16:00
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Grandiosa! Praticamente lo stesso desiderio che avrei io... girare l'America latina in moto!
Veramente ammirabile  |
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