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Dal freno a Tamburo al freno a Disco | 3 commenti | Login/Crea Account
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Re: Dal freno a Tamburo al freno a Disco
di andreaspr il 18-01-2006 10:07:35 interessante davvero come articolo... quelle cose che mai mi ero chiesto come fossero nate!!! bell'idea luca quella di scriverlo.... davvero!!!
Re: Dal freno a Tamburo al freno a Disco
di corry88 il 18-01-2006 14:57:43 davvero un bell'articolo, è anke molto interessante soltanto guardando il titolo! x questo l'ho letto... bravo!
Re: Dal freno a Tamburo al freno a Disco
di de_corsa il 10-02-2006 13:12:20 una serie di piccole precisazioni: ...pattini ricoperti di materiale abrasivo... il materiale d'attrito non è da considerare, né dev'essere, "abrasivo" (se lo fosse, una pista di frenaggio durerebbe ben poco) ma solo materiale che, a fronte di un'abrasività MINIMA, offra un attrito MASSIMO. --- ...l’avvento dell’impianto idraulico permise di supplire con più potenza di spinta allo svantaggio tecnico del disco rispetto al tamburo, che vantava una superficie di attrito maggiore... quest'affermazione è contraddittoria: se a parità di carico applicato aumentiamo la superficie di contatto la pressione specifica diminuisce e quindi diventa uno svantaggio! il vantaggio del disco risiede nella geometria vettoriale delle forze applicate: senza avventurarsi in dimostrazioni meccaniche provate a immaginare di dover frenare un tamburo ed un disco... direttamente con le dita! è intuibile di come sia molto più meccanicamente efficace "pinzare" un disco che far espandere dall'interno delle masse d'attrito. tanto più che s'interviene in modo da impedire un assorbimento elastico della forza applicata (il tamburo, sollecitato dall'interno, tende a cedere espandendosi. mentre il disco è sollecitato da due forze convergenti contrapposte e non ha una deformazione elastica apprezzabile) a questo punto un tamburo potrebbe anche essere azionato idraulicamente per compensare lo svantaggio strutturale ma il vero vantaggio del freno a disco non è la potenza ma la sua modulabilità, o progressione: i tamburi o frenano poco o tendono al bloccaggio, c'è poco da fare! Fra le proposte più sfortunate deve essere menzionato il sistema “Inboard Disc” della Honda, che consiste nel collocare parzialmente il disco e la pinza all’interno del cerchio ruota e coprirli totalmente. L’invenzione pretendeva, soprattutto, di ottimizzare il comportamento del disco e delle pastiglie in condizioni di pioggia, però fallì per problemi di temperatura, in quanto il raffreddamento era praticamente nullo. Successivamente, l’impiego di nuovi materiali per la costruzione delle pastiglie e dei dischi risolse l’inconveniente. il sistema tentato dalla Honda non aveva il presupposto di far lavorare bene i dischi con la pioggia (per questo è sufficiente una corretta foratura) ma di utilizzare, celati, dei dischi in ghisa che, rispetto agli acciai cromati dell'epoca, offrivano una bella quota di coefficiente d'attrito in più! infatti gli impianti delle moto italiane erano allora molto più efficienti di quelli giapponesi per il solo fatto di avere i dischi in ghisa. che però arrugginivano immediatamente fuori dalla fabrica (salvo lucidarsi a specchio sulle piste frenanti) per i nippo era più importante l'estetica che qualsiasi altra considerazione e si sono ostinati tanto fino a produrre degli acciai inox con un buon coefficiente d'attrito. tra l'altro utilizzabile in spessori dimezzati rispetto alla ghisa, con vantaggi sul peso e sul raffreddamento. |
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