Tecnica
Come costruire carene in vetroresina – Cap. 3 – Verniciatura
Scritto da 88mph - Pubblicato 02/03/2008 09:02
In questo terzo capitolo si tratta la verniciatura delle carene. Premessa indispensabile è che la superficie sia preparata come indicato nel capitolo 2 della guida.

Per quanto riguarda la verniciatura (sia essa relativa al pezzo che abbiamo lavorato in VTR sia invece di un originale che vogliamo riverniciare) la premessa generale da farsi è che prima di essere trattato con il colore vero e proprio il pezzo necessita di una applicazione di uno strato di fondo (detto anche primer o aggrappante): tale fondo aggrappante è cosa diversa dal fondo-vernice che è invece la base che dà la tonalità al colore.

 
Primer (o Aggrappante o Fondo)

L'aggrappante o primer è una sorta di stucco liquido (colore grigio o beige) che uniforma la superficie da verniciare, protegge dalla corrosione e garantisce appunto una maggiore presa della vernice finale.
Il pezzo da riverniciare può essere metallo o plastica.

Se è metallo (tipo serbatoio) non è necessario riportarlo a metallo sverniciandolo anche perché in questo caso andreste a togliere una vernice di fondo anticorrosione, in caso lo abbiate fatto è indispensabile poi passare il primer.

 
Il primer o aggrappante si passa solo dopo che la superficie del pezzo è stata trattata a carteggio. 

 

Antisilicone

Una volta passato il fondo occorre detergere la superficie con un apposito prodotto chiamato antisilicone, un derivato del petrolio che serve a togliere qualunque traccia di grasso.

L’antisilicone deve essere applicato su un panno che non produca pilucchi o si sfilacci; è poi importantissimo che dopo il trattamento con l'antisilicone non si maneggi più il pezzo da dipingere a mani nude, dal momento che il minimo contatto lascerebbe microscopiche impronte digitali di grasso, che in fase di verniciatura impediscono una corretta stesura del colore con la conseguente formazione di agglutinamenti di tinta che si manifestano in forma di micro-atolli dove il colore non riesce a penetrare e il lavoro sarà da rifare da capo.
 



 

Tipologie di vernice

Normalmente gli strati di vernice da darsi variano in funzione della tipologia di vernice e della resa che si vuole ottenere, possiamo pertanto distinguere tre grandi tipologie generiche
a) tinta unica
b) fondo* + tinta
c) fondo* + tinta + trasparente.

 * In questo caso si intende con “fondo” una vernice che fa da base al colore e non il primer/aggrappante di cui sopra. Per darvi un’idea sulla mia hornet900 il colore definitivo è un rosso brillante composto da un fondo di colore rosa e da una tinta di colore rosso simile alla resa  definitiva ma più “annacquato”.

 Nel caso di una verniciatura con vernice di tipo a) si avrà il vantaggio che eventuali ritocchi successivi alla lavorazione (immaginate un graffio qualche giorno o mese o anno dopo) possono essere efficacemente corretti con ottimi risultati.

Nelle foto che seguono potete vedere il prima e il dopo relativamente al serbatoio della mia Hornet ridipinto con la tinta unica autotrasparente per il bianco della speed triple 1050.
 

       

 

Negli altri casi invece l’eventuale correzione si vedrà sempre e per fare un lavoro fatto per bene occorrerà sverniciare e riverniciare l’intero pezzo.

 
La resa della vernice possiamo inoltre suddividerla in altri due gruppi a seconda della lucentezza:
a) vernice opaca
b) vernice lucida

 Per avere un idea basti pensare alla vernice delle auto verdi in servizio all’esercito, il colore opaco è dovuto ad una assenza di mano di trasparente.

 La vernice può inoltre ricevere degli additivi di materiale metallico così da ottenere effetti metallizzati o micalizzati. In questi casi alla vernice si aggiungono delle scaglie di mica di grammatura diversa a seconda dell’effetto desiderato. Qualora si dipinga a spruzzo con tali vernici occorre regolare la grammatura anche in funzione dell’ugello del vostro aerografo (onde non intasarlo).

 La cromatura è un processo chimico-fisico che necessita di un apposito apparecchio e si realizza in officine specializzate su parti in metallo. Per quanto riguarda le plastiche esistono delle vernici con un effetto simil-cromato.

 
Packaging

La vernice può essere venduta di norma in tre tipologie di confezione:
a) stick correttore
b) barattolo
c) bomboletta a spruzzo

 Il correttore è una sorta di pennarello che vi permette di correggere piccoli punti o graffietti (normalmente sono le stesse case motociclistiche a fornirlo).

La vernice in barattolo occorre diluirla secondo i parametri che di volta in volta vi fornirà il vostro ferramente di fiducia (il diluente cambia a seconda del tipo di vernice).

La vernice a barattolo è pensata per essere applicata a spruzzo anche se a pennello può essere impiegata per piccoli ritocchi

La vernice spray deve essere solo applicata e non necessita di diluenti.

 
Quantità

Con un barattolo da 500g di vernice pura si copre un’area corrispondente al serbatoio, codone e parafango di una moto naked classica. (in caso di verniciatura a più strati, es. fondo+tinta, occorreranno tanti barattoli quanti gli strati)

Con una bomboletta da 300g ca si copre bene a più strati un’area corrispondente ad un serbatoio e codone di una moto naked.

 

Colorimetria

Per fare il colore occorre rivolgersi ad una coloreria per carrozzieri che tramite un’apposita macchina, il tintometro, realizzerà qualsivoglia vernice.

Il tintometro lavora in base ad un codice colore che dovrete procurarvi, anche se le colorerie di carrozzieri hanno già delle mazzette di colore divise per modelli e anni di moto.

Il codice colore normalmente è scritto su di una etichetta posta sul telaio della moto o sul libretto della stessa. Talvolta presso il servizio di ricambistica della propria casa motociclistica è possibile recuperare la vernice originale (non per tutte le case).

 
Diamo qui di seguito un esempio di lettura di una sigla di codice colore:

Il colore è il “Rosso Italiano” della Honda:

Italian Red 59-02-18-1356-R-157

Italian Red      =          nome commerciale della tinta
59                    =          n° indicante la versione a barattolo
02                    =          n° indicante la versione a correttore
18                    =          n° indicante la versione a bomboletta
1356                =          n° d’ordine
R-157              =          codice colore (quello che vi interessa realmente)

Specie per le colorazioni che necessitano di un doppio strato: fondo + tinta, la resa finale sarà di volta in volta diversa e dipenderà dalla vostra abilità manuale.

Da ciò ne consegue che:
1) conviene preparare la vernice per tutto quello che dovete verniciare in un'unica volta, dal momento che a riprodurla due volte con le stesse identiche caratteristiche cromatiche sarà difficile.
2) qualora dobbiate riverniciare una sola parte (es: parafango), dovrete fare varie prove prima di ottenere la stessa nuance dell’originale (es: serbatoio), dal momento che pur avendo la vernici originali, se questa sono a due strati, parte della resa dipenderà anche dalla sovrapposizione e dalla diluizione degli stessi. (Conviene dunque riverniciare completamente tutto, più che rifare una sola parte).

 
Tecnica

Una buona verniciatura si ottiene come tutte le cose facendo un po’ di pratica, dunque non scoraggiatevi se inizialmente i risultati non sono un capolavoro.

Per una buona verniciatura vi basterà seguire le seguenti regole:

1) Prima di verniciare vi consiglio di preparare la stanza dove effettuerete il lavoro. Il nemico numero uno del verniciatore fai da te è la polvere e i peli, nelle carrozzerie infatti la verniciatura è effettuata in una camera con mattonelle il più possibile pulita e quindi il pezzo viene cotto a forno. Ora, è possibile ottenere un buon risultato anche senza una cottura al forno, tuttavia è imprescindibile la pulizia della stanza, per questo occorre evitare di fare il lavoro all’aperto, infatti il vento trasporta polvere e peli che una volta a contatto con il pezzo appena verniciato si amalgamerebbero e rovinerebbero il nostro lavoro.

La verniciatura va fatta dunque in una stanza chiusa e pulita: ovviamente la stanza deve essere provvista di una rapidità e facilità di aerazione, dal momento che si sprigionano un sacco di vapori di vernici nell’aria e per lo stesso motivo dovrete adeguatamente coprirvi.

Prima di iniziare a verniciare consiglio inoltre di vaporizzare dell’acqua nell’aria con un tubo  in maniera da far precipitare ulteriori polveri in sospensione. Tale operazione è bene farla anche a fine lavoro per far precipitare i vapori della vernice.

 2) Prima di iniziare a verniciare occorre inoltre coprirsi adeguatamente: per il corpo consiglio quelle tute in simil garza con cappuccio, quindi occhiali da lavoro e una maschera per respirare con i filtri in carbone (quelle appositamente pensata per i vapori, non vanno bene invece né quelle tipo mediche, né quelle con i filtri ma destinate a non far respirare le polveri: il vostro scopo è infatti non respirare i vapori le cui particelle sono assai più piccole delle polveri).

3) Calcolate inoltre che sia che verniciate a bomboletta, sia che verniciate a compressore i vapori si spenderanno ovunque, solo che mentre con la bomboletta l’eventuale danno provocato è circoscritto, con il compressore la nube si sparge ovunque (io ho avuto dei problemi con i vicini perché nonostante avessi verniciato in garage con serranda semi abbassata la nube è finita in casa di quello al terzo piano!)

4) Un altro utile accorgimento pratico è di preparare i supporti del pezzo e immaginare mentalmente come maneggiarlo PRIMA di iniziare a verniciare. Ad esempio per verniciare un serbatoio senza tante complicazioni è bene appoggiarlo su un cavalletto e poi ruotarlo spingendo sul cavalletto e non sul serbatoio. 

5) Infine, la regola aurea della verniciatura è NON INSISTERE, lo spruzzo deve stare ad una distanza di 25 cm dal pezzo ed il movimento deve essere rapido e continuo, insistere anche un secondo nello stesso punto causa l’agglomerarsi di troppa vernice con conseguente scolatura, anche in questo caso il lavoro sarà da rifare. 

6) Il pezzo va fatto asciugare in un ambiente temperato, non umido, privo di correnti d’aria e non sotto la diretta esposizione dei raggi solari. In caso la vernice necessiti di più strati questi vanno applicati a breve distanza di tempo l’uno dall’altro. In caso dobbiate posizionare adesivi, di norma si applicano quando la tinta si è leggermente asciugata e sotto lo strato di trasparente che andrà dato come ultima mano a coprire e sigillare il tutto. 

7) La pulizia del compressore va fatta subito dopo il suo uso. L’aerografo va smontato e pulito con gli stessi solventi che avete usato per la vernice.

Una volta che avrete riverniciato il vostro pezzo, aspettate che sia completamente asciutto in ogni sua parte (per una verniciatura senza forno come la nostra i tempi di essiccatura variano a seconda della vernice utilizzata, della stagione e dell’ambiente in cui il pezzo viene fatto essiccare, io in genere lo lascio 24 ore a riposo). Rimontatelo utilizzando guanti in lattice e con molta calma onde evitare di sbatacchiarlo troppo o farlo graffiare con cacciaviti e altro.

 

Buon Lavoro.

 

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Commento di: goldberg il 27-06-2008 23:53
wow, 88mph 6 1 grande ho cercato in lungo e largo x tt il web 1 guida tantoi dettagliata x creare parti in vtr 3 carbonio ma fin'ora ho trovato sl roba parziale. mitico.
1 domanda, dov'è la seconda parte?
ho trovato la 1° e LA 3° MA NN LA SECONDA.
L'ho cercata male oppure nn l'hai scritta?
che consiglia mi puoi dare sulla creazione dello stampo x delle parti speciali tipo puntali o codoni o cupolini ( x naked) diversi da quelli in commercio.
come potrei creare 1 stampo?
grazie
ale
Commento di: 88mph il 04-07-2008 12:31
la parte 2 l'ho scritta ma la devo pubblicare.

Poi avevo in mente una parte 4 per la modellazione a creta, in maniera da produrre carene modificate che si adattino però al telaio della propria moto
Commento di: Powerslave il 06-08-2008 15:35
ho letto solo ora, anche io stavo cercando il cap. 2 :D
Commento di: dart76 il 26-09-2008 12:01
Questo articolo è fantastico! ti prego rilascia il secondo capitolo!!!
Commento di: wizard88 il 20-05-2009 19:49
a che punto siamo con la parte 2 e la 4 perche la guida non serve a niente senza il capitolo 2....aspettiamo ansiosi
Commento di: beltin il 13-09-2008 11:02
Permettimi di dirti che la tua guida è vermante ottima...aspetto con trepidazione la pubblicazione del secondo capitolo.Grazie
Commento di: BikerKtuning il 18-02-2009 19:27
non ci si capisce nulla perkè dal Capitolo 1 si passa al Capitolo 3!!
è manca il 2
Commento di: nikiz46 il 14-01-2010 10:01
ciao, volevo sapere se avevi già pubblicato il secondo capitolo della tua perfetta guida che mi è utilissima e se si dove lo trovo?
grazie in anticipo.
ciao
Commento di: giuse250 il 21-04-2010 19:44
sto facendo un copriserbatoio...sono alla fase "stucco" ma non riesco a riempire bene tutti i micro fossetti che restano sulla superficie, aiuto!