In questo terzo capitolo si tratta la verniciatura delle carene.
Premessa indispensabile è che la superficie sia preparata
come indicato nel capitolo 2 della guida.
Per quanto riguarda la verniciatura (sia essa relativa al
pezzo che
abbiamo lavorato in VTR sia invece di un originale che vogliamo
riverniciare) la premessa generale da farsi è che prima di
essere trattato con il colore vero e proprio il pezzo necessita di una
applicazione di uno strato di fondo (detto anche primer o aggrappante):
tale fondo aggrappante è cosa diversa dal fondo-vernice che
è invece la base che dà la tonalità al
colore.
Primer
(o Aggrappante o Fondo)
L'aggrappante o primer è una sorta di stucco liquido (colore
grigio o beige) che uniforma la superficie da verniciare, protegge
dalla corrosione e garantisce appunto una maggiore presa della vernice
finale.
Il pezzo da riverniciare può essere metallo o plastica.
Se è metallo (tipo serbatoio) non è necessario
riportarlo a metallo sverniciandolo anche perché in questo
caso andreste a togliere una vernice di fondo anticorrosione, in caso
lo abbiate fatto è indispensabile poi passare il primer.
Il primer o aggrappante si passa solo dopo che la superficie del pezzo
è stata trattata a carteggio.

Antisilicone
Una
volta passato il fondo occorre detergere la superficie con un apposito
prodotto chiamato antisilicone, un derivato del petrolio che serve a
togliere qualunque traccia di grasso.
L’antisilicone deve essere applicato su un panno che non
produca pilucchi o si sfilacci; è poi importantissimo che
dopo il trattamento con l'antisilicone non si maneggi più il
pezzo da dipingere a mani nude, dal momento che il minimo contatto
lascerebbe microscopiche impronte digitali di grasso, che in fase di
verniciatura impediscono una corretta stesura del colore con la
conseguente formazione di agglutinamenti di tinta che si manifestano in
forma di micro-atolli dove il colore non riesce a penetrare e il lavoro
sarà da rifare da capo.
Tipologie di vernice
Normalmente gli strati di vernice da darsi variano in funzione della
tipologia di vernice e della resa che si vuole ottenere, possiamo
pertanto distinguere tre grandi tipologie generiche
a) tinta unica
b)
fondo* + tinta
c)
fondo* + tinta + trasparente.
*
In questo caso si intende con “fondo” una vernice
che fa da base al colore e non il primer/aggrappante di cui sopra. Per
darvi un’idea sulla mia hornet900 il colore definitivo
è un rosso brillante composto da un fondo di colore rosa e
da una tinta di colore rosso simile alla resa definitiva ma
più “annacquato”.
Nel
caso di una verniciatura con vernice di tipo a) si avrà il
vantaggio che eventuali ritocchi successivi alla lavorazione
(immaginate un graffio qualche giorno o mese o anno dopo) possono
essere efficacemente corretti con ottimi risultati.
Nelle
foto che seguono potete vedere il prima e il dopo relativamente al
serbatoio della mia Hornet ridipinto con la tinta unica autotrasparente
per il bianco della speed triple 1050.

Negli
altri casi invece l’eventuale correzione si vedrà
sempre e per fare un lavoro fatto per bene occorrerà
sverniciare e riverniciare l’intero pezzo.
La
resa della vernice possiamo inoltre suddividerla in altri due gruppi a
seconda della lucentezza:
a) vernice opaca
b) vernice lucida
Per
avere un idea basti pensare alla vernice delle auto verdi in servizio
all’esercito, il colore opaco è dovuto ad una
assenza di mano di trasparente.
La
vernice può inoltre ricevere degli additivi di materiale
metallico così da ottenere effetti metallizzati o
micalizzati. In questi casi alla vernice si aggiungono delle scaglie di
mica di grammatura diversa a seconda dell’effetto desiderato.
Qualora si dipinga a spruzzo con tali vernici occorre regolare la
grammatura anche in funzione dell’ugello del vostro aerografo
(onde non intasarlo).
La
cromatura è un processo chimico-fisico che necessita di un
apposito apparecchio e si realizza in officine specializzate su parti
in metallo. Per quanto riguarda le plastiche esistono delle vernici con
un effetto simil-cromato.
Packaging
La
vernice può essere venduta di norma in tre tipologie di
confezione:
a) stick correttore
b) barattolo
c) bomboletta a
spruzzo
Il
correttore è una sorta di pennarello che vi permette di
correggere piccoli punti o graffietti (normalmente sono le stesse case
motociclistiche a fornirlo).
La
vernice in barattolo occorre diluirla secondo i parametri che di volta
in volta vi fornirà il vostro ferramente di fiducia (il
diluente cambia a seconda del tipo di vernice).
La
vernice a barattolo è pensata per essere applicata a spruzzo
anche se a pennello può essere impiegata per piccoli ritocchi
La
vernice spray deve essere solo applicata e non necessita di diluenti.
Quantità
Con
un barattolo da 500g di vernice pura si copre un’area
corrispondente al serbatoio, codone e parafango di una moto naked
classica. (in caso di verniciatura a più strati, es.
fondo+tinta, occorreranno tanti barattoli quanti gli strati)
Con
una bomboletta da 300g ca si copre bene a più strati
un’area corrispondente ad un serbatoio e codone di una moto
naked.
Colorimetria
Per
fare il colore occorre rivolgersi ad una coloreria per carrozzieri che
tramite un’apposita macchina, il tintometro,
realizzerà qualsivoglia vernice.
Il
tintometro lavora in base ad un codice colore che dovrete procurarvi,
anche se le colorerie di carrozzieri hanno già delle
mazzette di colore divise per modelli e anni di moto.
Il
codice colore normalmente è scritto su di una etichetta
posta sul telaio della moto o sul libretto della stessa. Talvolta
presso il servizio di ricambistica della propria casa motociclistica
è possibile recuperare la vernice originale (non per tutte
le case).
Diamo
qui di seguito un esempio di lettura di una sigla di codice colore:
Il
colore è il “Rosso Italiano” della Honda:
Italian
Red 59-02-18-1356-R-157
Italian
Red =
nome commerciale della tinta
59
=
n° indicante la versione a barattolo
02
=
n° indicante la versione a correttore
18
=
n° indicante la versione a bomboletta
1356
=
n° d’ordine
R-157
=
codice colore (quello che vi interessa realmente)
Specie
per le colorazioni che necessitano di un doppio strato: fondo + tinta,
la resa finale sarà di volta in volta diversa e
dipenderà dalla vostra abilità manuale.
Da
ciò ne consegue che:
1) conviene preparare
la vernice per tutto quello che dovete verniciare in un'unica volta,
dal momento che a riprodurla due volte con le stesse identiche
caratteristiche cromatiche sarà difficile.
2) qualora dobbiate
riverniciare una sola parte (es: parafango), dovrete fare varie prove
prima di ottenere la stessa nuance dell’originale (es:
serbatoio), dal momento che pur avendo la vernici originali, se questa
sono a due strati, parte della resa dipenderà anche dalla
sovrapposizione e dalla diluizione degli stessi. (Conviene dunque
riverniciare completamente tutto, più che rifare una sola
parte).
Tecnica
Una buona verniciatura si ottiene come tutte le cose facendo un
po’ di pratica, dunque non scoraggiatevi se inizialmente i
risultati non sono un capolavoro.
Per una buona verniciatura vi basterà
seguire le seguenti
regole:
1) Prima di
verniciare vi consiglio di preparare la stanza dove effettuerete il
lavoro. Il nemico numero uno del verniciatore fai da te è la
polvere e i peli, nelle carrozzerie infatti la verniciatura
è effettuata in una camera con mattonelle il più
possibile pulita e quindi il pezzo viene cotto a forno. Ora,
è possibile ottenere un buon risultato anche senza una
cottura al forno, tuttavia è imprescindibile la pulizia
della stanza, per questo occorre evitare di fare il lavoro
all’aperto, infatti il vento trasporta polvere e peli che una
volta a contatto con il pezzo appena verniciato si amalgamerebbero e
rovinerebbero il nostro lavoro.
La
verniciatura va fatta dunque in una stanza chiusa e pulita: ovviamente
la stanza deve essere provvista di una rapidità e
facilità di aerazione, dal momento che si sprigionano un
sacco di vapori di vernici nell’aria e per lo stesso motivo
dovrete adeguatamente coprirvi.
Prima di
iniziare a verniciare consiglio inoltre di vaporizzare
dell’acqua nell’aria con un tubo in
maniera da far precipitare ulteriori polveri in sospensione. Tale
operazione è bene farla anche a fine lavoro per far
precipitare i vapori della vernice.
2) Prima di iniziare
a verniciare occorre inoltre coprirsi adeguatamente: per il corpo
consiglio quelle tute in simil garza con cappuccio, quindi occhiali da
lavoro e una maschera per respirare con i filtri in carbone (quelle
appositamente pensata per i vapori, non vanno bene invece né
quelle tipo mediche, né quelle con i filtri ma destinate a
non far respirare le polveri: il vostro scopo è infatti non
respirare i vapori le cui particelle sono assai più piccole
delle polveri).
3) Calcolate inoltre
che sia che verniciate a bomboletta, sia che verniciate a compressore i
vapori si spenderanno ovunque, solo che mentre con la bomboletta
l’eventuale danno provocato è circoscritto, con il
compressore la nube si sparge ovunque (io ho avuto dei problemi con i
vicini perché nonostante avessi verniciato in garage con
serranda semi abbassata la nube è finita in casa di quello
al terzo piano!)
4) Un altro
utile
accorgimento pratico è di preparare i supporti del pezzo e
immaginare mentalmente come maneggiarlo PRIMA di iniziare a verniciare.
Ad esempio per verniciare un serbatoio senza tante complicazioni
è bene appoggiarlo su un cavalletto e poi ruotarlo spingendo
sul cavalletto e non sul serbatoio.
5) Infine, la regola
aurea della verniciatura è NON INSISTERE, lo spruzzo deve
stare ad una distanza di 25 cm dal pezzo ed il movimento deve essere
rapido e continuo, insistere anche un secondo nello stesso punto causa
l’agglomerarsi di troppa vernice con conseguente scolatura,
anche in questo caso il lavoro sarà da rifare.
6) Il pezzo va fatto
asciugare in un ambiente temperato, non umido, privo di correnti
d’aria e non sotto la diretta esposizione dei raggi solari.
In caso la vernice necessiti di più strati questi vanno
applicati a breve distanza di tempo l’uno
dall’altro. In caso dobbiate posizionare adesivi, di norma si
applicano quando la tinta si è leggermente asciugata e sotto
lo strato di trasparente che andrà dato come ultima mano a
coprire e sigillare il tutto.
7) La pulizia del
compressore va fatta subito dopo il suo uso. L’aerografo va
smontato e pulito con gli stessi solventi che avete usato per la
vernice.
Una volta che avrete riverniciato il vostro pezzo, aspettate che sia
completamente asciutto in ogni sua parte (per una verniciatura senza
forno come la nostra i tempi di essiccatura variano a seconda della
vernice utilizzata, della stagione e dell’ambiente in cui il
pezzo viene fatto essiccare, io in genere lo lascio 24 ore a riposo).
Rimontatelo utilizzando guanti in lattice e con molta calma onde
evitare di sbatacchiarlo troppo o farlo graffiare con cacciaviti e
altro.
Buon Lavoro.