Iniziamo col parlare della sicurezza in generale che occorre garantirsi
per poter affrontare nella massima tranquillità una pratica
così tecnica e complessa come l'Off-Road.
Le protezioni principali in questo campo sono ovviamente il casco che
dev'essere conforme alle norme europee; come tutti i caschi deve essere
dotato di un'omologazione CEE.
È molto saggio non comprare caschi di provenienza ignota
dato che, essendo il basso costo quasi sempre sinonimo di pessima
qualità, una scelta sbagliata può gravemente
compromettere la sicurezza del pilota.
Casco tipico da Off-Road:
Un'altra protezione fondamentale nel motocross è la tuta: di
per se può sembrare una scelta semplice e scontata ma non
è affatto così! Le tute e, sopratutto, i
pantaloni sono dotati di molte protezione posti all'interno coscia e
sulle ginocchia, le zone più sottoposte a urti. Anche in
questo caso bisogna verificare la provenienza del manufatto e
l'efficienza dei dispositivi di protezione che devono risultare
conformi alle vigenti normative d sicurezza.
Foto tuta:
Bisogna poi procurarsi delle ginocchiere, anche queste costruite
secondo le normative CEE ed approvate dalla FMI per l'uso specifico in
Off-Road. Le ginocchiere fungono da paracolpi in tutta la zona del
ginocchio e spesso comprendono anche una piccola parte dello stinco:
sono essenziali per proteggere dai violenti urti tipici della
specialità del motocross, le delicate parti esterne ed
interne dell'articolazione. Queste protezioni sono indispensabili sia
per il pilota alle prime armi (quindi consigliamo sempre d'indossarle)
che per il pilota professionista che, evidentemente, non ne
può fare assolutamente a meno.
Altro presidio di sicurezza (non obbligatorio ma vivamente
consigliato!) sono le gomitiere che svolgono la medesima funzione
protettiva delle ginocchiere. La loro funzione è
assolutamente necessaria per evitare gravi danni all'articolazione del
gomito e come protezione dell'avambraccio inferiore.
Consigliamo, ci si volesse cimentare per la prima volta nella pratica
dell'Off-Road, di non risparmiare su questi presidi di prevenzione e
sicurezza.
Foto ginocchiere:
Gli stivali, ovviamente, sono elementi FONDAMENTALI per la pratica
motocrossistica; essi devono vantare tutte le certificazioni di
sicurezza a tutela e garanzia della loro costruzione secondo le vigenti
normative. Lo stivale è il capo di vestiario e di protezione
più costoso tra i vari presidi di sicurezza sin qui
esaminati. Esso deve essere composto da una "scarpetta" interna che
renda comodo indossarlo e dallo stivale esterno, vero e proprio, in
plastica sul quale sono assemblati: una placca metallica a protezione
della punta del piede, una cavigliera resistente, un sottopiede che
ottimizza il grip con le varie pedane e gli agganci di sicurezza (che
variano da un minimo di 3 ad un massimo di 6). Tra queste due
estremità vi è, in mezzo, il materiale protettivo
che fa da involucro a tutta la gamba (dal ginocchio in giù)
ed a tutto il piede.
Foto stivale
Ultimo elemento di protezione che viene usato nel motocross
è la fascia elastica lombare che protegge tutta la zona dei
reni e delle vertebre finali della schiena, essa è composta
da uno spesso strato protettivo da posizionare sulla schiena e da una
fascia elastica che serve da "aggancio" e sostiene la zona renale
Foto fascia elastica
Ultimo elemento di protezione di cui vogliamo parlare è la
pettorina: essa è composta da due parti una anteriore e una
posteriore.
La parte anteriore è stata creata per proteggere tutti gli
organi interni alla cassa toracica, ed alle costole stesse, da
eventuali urti violenti sul terreno o provocati dai sassi che
colpiscono il pilota impegnato nella guida.
La parte posteriore protegge tutte le vertebre della schiena e offre
una protezione anche nella zona lombare. La pettorina viene assicurata
tramite due lacci elastici che la rendono saldamente aderente al corpo.
Molte pettorine includono delle protezioni, removibili, per il braccio
che, però, risultano scomode e, pertanto, spesso rimosse dai
piloti stessi.
Foto pettorina:
Oltre ai descritti presidi di sicurezza, recentemente è
stato introdotto, nella pratica del motocross, un nuovo strumento che
offre la possibilità di una maggiore protezione contro gli
urti accidentali del casco contro ostacoli fissi e terreno. Questo
innovativo sistema, progettato dal dott. Leatt, è stato,
originariamente studiato per l'uso automobilistico agonistico ad
altissimo livello e sperimentato in F1 fino a farlo diventare
obbligatorio per i suoi ottimi risultati in termine di protezione.
Dopo il drammatico evento accaduto ad Asti, dove un amico che
condivideva la nostra passione ci ha tragicamente lasciato, ho voluto
scrivere questo articolo sia per quelli che praticano
l’off-road come me, che per chi non lo pratica ancora, per
capire meglio come funziona il nuovissimo e rivoluzionario sistema di
protezione: il LeattBrace® (
http://www.leatt-brace.it/).
Iniziamo col dire che, per entrare in pista, ora vorrebbero rendere
obbligatorio il LeattBrace® una speciale struttura di
sostenimento delle vertebre del collo in caso di caduta; esso
è prodotto dalla Leatt con il supporto tecnologico e
sperimentale della BMW Motorrad.
Ecco un’immagine:
S’indossa cosi:
Come s’allaccia dietro la schiena:
Il LeattBrace® è uno dei più innovativi
sistemi di sicurezza passivi per la prevenzione di gravi lesioni alla
spina dorsale ed alla fuoriuscita delle vertebre cervicali in caso di
caduta con conseguente urto violento del casco sul terreno: il suo
prezzo indicativo, nella versione in plastica, è di 350 euro.
Viene prodotto anche in carbonio per i più esigenti; i
LeattBrace® meno costosi sono composti da materiali plastici
rinforzati da inserti di carbonio.
Il LeattBrace® entra in funzione tutte le volte che si cade
dalla moto aiutando il collo a sopportare le forti sollecitazioni
dell’urto ed impedendo alle vertebre d’uscire dalle
proprie sedi o, addirittura, di danneggiarsi provocando paralisi o
morte.
Un altro prototipo di LeattBrace® è quello della
Dainese, un vero e proprio airbag che entra in funzione appena si tocca
l'asfalto e fornisce lo stesso sostengo cervicale del
LeattBrace® della Lett/BMW.
Il sostegno avviene solo nel momento in cui il sofisticato sistema
entra in funzione, ovvero quando il pilota sta per toccare il terreno;
il sistema, brevetto dalla Dainese, funziona senza necessità
di cavetti d’azionamento collegati solidalmente alla moto
stessa e troverà posto all’interno della
“gobba” nelle tute in pelle da competizione.
Verrà sperimentato nel MotoGp, nella Superstock e nella
Superbike; appena finiscono i test (anche se nella MotoGp 125cc
qualcuno già lo usa) verrà sicuramente reso
disponibile per la commercializzazione.
Ecco una foto :
Un altro tipo di LeattBrace® è questo :
Quello illustrato sopra è un LeattBrace® sicuramente
meno pratico ma che fornisce una buona protezione sia alle vertebre che
al collo; esso è dotato di una robusta pettorina che
fornisce una protezione in più per l’uso
dell'off-road. S’indossa esattamente come il precedente e
s’aggancia dietro la schiena in 4 punti anziché 3.
Esiste un altro tipo di LeattBrace®, sicuramente più
economico prodotto da molte case come l'Alpinestar, la UFO la EVS
E’ questo:
La protezione che offre è contro le distorsioni causate da
cadute ed evita che il collo subisca strattoni dai lati ma, ovviamente,
non è efficiente come i modelli sopra illustrati.
Per chi è agli inizi è molto pratico dato che il
suo prezzo s’aggira intorno ai 20 euro.
Questo "collarino" è molto utile perché leggero,
poco ingombrante, facile da indossare ed adatto ai piloti meno esperti
che non superano velocità eccessive.
In definitiva questo mio articolo vuole testimoniare come la moderna
tecnologia sia oggi in grado di mettere a disposizione soluzioni sempre
più efficienti e pratiche (a costi via via sempre
più accessibili) per consentirci di praticare il nostro
sport (e la nostra passione) nel modo più sicuro possibile.