Avancorsa, cannotto e piastre di avanzamento: che cosa sono?
Assieme alla misura dell’interasse e alla massa del veicolo, al
diametro delle ruote, all’efficienza delle sospensioni e degli
pneumatici e alla collocazione del baricentro, uno degli elementi
fondamentali che determina la caratteristica di guida di una moto
(stabilità, maneggevolezza, ecc.) è la geometria
di sterzo ed in particolare l’avancorsa, ovvero la distanza che separa
il punto di proiezione a terra della verticale passante per il perno
della ruota anteriore e il punto di intersezione del prolungamento
dell’asse di sterzo col terreno (rappresentata dal segmento α nella
figura qui in basso).

Lo sterzo rappresenta infatti il cardine attorno al quale si articolano
i due sistemi fondamentali di un motociclo: quello delle “masse
sterzanti” (l’avantreno) e quello delle “masse non sterzanti o
propulsive” (costituite dal nucleo del gruppo telaio/motore e dalla
ruota motrice). L’effetto di autocentramento della ruota anteriore
deriva dal fatto che il suo sistema di guida e articolazione (la
forcella), fa sì che la ruota stessa tocchi il terreno in un
punto arretrato rispetto al punto di intersezione col suolo del
prolungamento dell’asse dello sterzo e la mantenga angolata rispetto
alla direzione di marcia. Ciò implica la presenza di una
componente laterale della reazione esercitata dal terreno, la quale
grazie all’avancorsa ha un braccio che genera un momento tendente a
riallineare la ruota. Questo è il motivo per cui se una
imperfezione del fondo stradale tende a perturbare la direzione della
ruota anteriore, un valore positivo dell’avancorsa garantisce la
stabilità direzionale in rettilineo e la moto tende a
riallinearsi spontaneamente.
Il valore dell’inclinazione del cannotto di sterzo e dell’avancorsa
esercitano molta influenza sulla stabilità del veicolo: in
particolare, più la misura dell’avancorsa è
rilevante, più la moto è stabile, mentre
più il suo valore si avvicina a zero, più la moto
si destabilizza.
L’individuazione di una corretta avancorsa in relazione agli altri
parametri e quote della ciclistica è uno dei problemi
più difficili da risolvere per i progettisti. Si deve
infatti tenere in considerazione una moltitudine di variabili come la
massa del veicolo, la distribuzione dei pesi, l’interasse,
l’inclinazione del cannotto e l’avanzamento delle piastre di sterzo. In
generale, se si vuole realizzare una moto stabile si opterà
per un’avancorsa rilevante, mentre se si vuole una moto agile allora la
scelta si rivolgerà verso un valore contenuto. Uno dei
metodi più diffusi per sperimentare gli effetti di diverse
misure di avancorsa, senza stravolgere altri parametri della
ciclistica, è quello di lavorare su diversi valori delle
piastre di avanzamento delle canne della forcella (vedi figura sotto).

L’inclinazione del cannotto di sterzo è l’altro dato
fondamentale della geometria dell’avantreno. La maggioranza delle moto
sportive presenta un cannotto inclinato di un valore compreso fra
23° e 25° mentre nel settore custom bike si arriva ad
angoli nell’ordine di 32°. Gli effetti di una maggiore
inclinazione del cannotto di sterzo corrispondono ad un incremento del
valore dell’interasse (o del passo) della moto e dell’avancorsa, quindi
a un aumento della stabilità, mentre nel caso contrario si
ottiene un aumento della maneggevolezza.
Considerando che le piastre di sterzo trattengono gli steli della
forcella tramite viti, facendo scorrere le canne della stessa si riesce
entro certi limiti a modificare le caratteristiche della geometria di
sterzo. In pratica, facendo scendere le piastre verso il basso si
otterrà una diminuzione dell’inclinazione del cannotto e del
valore dell’avancorsa, un abbassamento del baricentro della moto e una
ripartizione del peso maggiormente caricata sull’avantreno. Viceversa,
facendo salire le piastre di sterzo lungo la forcella, si
otterrà un’inclinazione del cannotto ed un’avancorsa
leggermente più elevate, un innalzamento del baricentro e
una distribuzione dei pesi più sbilanciata al posteriore.
Tutte le moto sportive entrano in curva più facilmente
quando si decelera o si è in rilascio, ciò
avviene a causa del beccheggio (cioè l’oscillazione
longitudinale che si ottiene in frenata o in accelerazione). In tal
caso si può verificare una variazione dell’inclinazione del
cannotto di un valore variabile tra 4° e 6°,
corrispondente ad una variazione dell’avancorsa di circa 20-30 mm.
E’quindi ovvio che, in fase di frenata, la diminuzione dell’avancorsa
favorisce l’inserimento in curva, mentre in accelerazione lo
schiacciamento del retrotreno e l’estensione della forcella faranno
riallineare la moto, che tenderà ad allargare la
traiettoria.