Come fanno certi piloti ad avere fisici tali da poter guidare quei mostri da 200 e passa cavalli?
Noi appassionati di corse in moto oppure semplici motociclisti almeno
una volta nella nostra vita da centauro ci siamo posti la domanda: come
fanno i piloti della moto gp e della sbk a guidare motociclette da 200
e più cavalli e scendere dalla moto riuscendo ancora a
camminare? Tutto merito della elettronica? La risposta è no.
Il loro stile di guida e la loro costanza sul giro non sono solo il
risultato della loro abilità di equilibrio e della loro
capacità di girare la manetta. Alle spalle di tutto questo
ci stanno ore ed ore di allenamento. Non è necessario
passare 6 ore in palestra per essere fisicamente preparati come loro,
ma basta avere costanza e passione per le moto perché
malgrado le super-centraline installate sulle attuali supersportive, il
software principale è ancora il nostro cervello.
Dunque in che modo si allenano ed a che tipo di preparazione si
sottopongono? Innanzitutto bisogna capire che gruppi muscolari vengono
sollecitati nei vari momenti.
Durante una piega in pista, ad esempio, si fa forza sui muscoli delle
anche, degli avambracci, della schiena, delle spalle, del collo e delle
cosce; i gruppi muscolari in questione sono rispettivamente quelli
iliaci, i tricipiti, i dorsali, i deltoidi, lo sternocleidomastoideo e
gli adduttori. Tutti questi muscoli dunque devono essere allenati al
meglio per avere il miglior rendimento in curva, non soltanto dal punto
di vista del nostro fisico, ma anche per la felicità del
cronometro.
Il miglior modo per poter allenare la fascia muscolare alta (sopra la
cintura) è l'uso di pesi ed esercizi di allungamento,
ottimizzando la resa muscolare. La pesistica da utilizzare ovviamente
non deve essere eccessiva e non deve apportare un aumento di massa
spropositato, perché logicamente un muscolo più
grosso è un muscolo che richiede per muoversi una maggior
quantità di energia rispetto ad uno più piccolo
ed allenato in modo dedicato.
Per quanto riguarda la parte bassa del corpo, ideali sono anche qui gli
esercizi di allungamento (strecthing) soprattutto quelli che
interessano la zona degli adduttori, appunto. Difatti se ci fate caso,
prima di salire sui loro ferri del mestiere, la stragrande maggioranza
dei piloti fanno dei piccoli esercizi per scaldare i muscoli, ma anche
per aggiustarsi la tuta.
Un po’ di pesi e di strechting non sono sufficienti per giustificare la
resistenza dei piloti; ovviamente anche l’attività
respiratoria, dove vengono sollecitati i muscoli addominali, e quella
cardiaca, aumentano, raggiungendo indici imbarazzanti.
Molto utili per questi scopi risultano i cosiddetti sport “completi”,
come il nuoto e le arti marziali, in quanto la prima ha come scopo
riuscire a muoversi nell’acqua il più velocemente possibile
vincendo la resistenza con l’acqua; le seconde invece se fatte con
criterio possono dare ottimi risultati anche dal punto di vista
coordinativo. Idonei per tale scopo, sono anche il ciclismo e lo sci.
Anche il motocross e il motard sono di gran voga, in quanto mezzi con
scarse prestazioni (in confronto alle moto solitamente usate dai piloti
ufficiali) coi quali è possibile sollecitare gli stessi
gruppi muscolari e provare nuove tecniche di guida.
Tutta questa attività fisica, sebbene la sola descrizione
potrebbe spaventare alcuni, non è ancora abbastanza per
avere una risposta esaustiva: un altro aspetto molto curato
è la dieta. Il loro regime alimentare potrebbe essere
riassunto così: di tutto un po’ e non di un po’ tutto. In
parole povere, la loro nutrizione è molto varia, e si tende
a integrare tutti i cibi possibili; ovviamente si cerca di aggirare
certi alimenti molto pesanti.
Tutto questo regime di comportamento viene seguito dai piloti nella
maggior parte dell’anno solare e subisce a volte delle restrizioni
durante la stagione.
Spero che con questo mio primo articolo sia stato in grado di
soddisfare o per lo meno rispondere in modo accettabile alla domanda
posta all’inizio.