Moto
Statistiche e motociclette
Scritto da fzx53 - Pubblicato 05/11/2008 12:25
La realtà della statistica sugli incidenti ai motociclisti dell'ANIA.... oltre i numeri crudi alla ricerca della causa primaria per capire l'effetto di una anomalia statistica....

Sinceramente non mi piace fare il prof con i miei amici motociclisti ma stavolta la stampa ha passato il segno stravolgendo il vero significato di un’ottima ricerca fatta per la peggiore categoria di corporation al mondo: "LE ASSICURAZIONI"...

Vediamo e cerchiamo di capire cosa succede realmente... oltre quelle funeree righe!

La base pubblica è questo articolo di Mattino Padova.


in cui secondo i dati il coefficiente di mortalità dei motociclisti italiani è 18 volte maggiore di... quello europeo!

Uno dei vantaggi di essere un Prof. di una fondazione che si occupa di ricerca pura nel campo delle scienze antropologiche è quella di poter accedere ai documenti primari e visto che la mia zampa è ancora ingessata e fa parecchio male ho passato la notte in compagnia di Brunello per cercare di capire il vero senso di quella ricerca estrapolando la statistica...
Comunque Brunello non ha ancora fatto effetto e pertanto cercherò di spiegarVi bene cosa succede realmente nelle strade secondo quei signori...

Secondo me i pifferi dell’ANIA si sono fermati al mero incidente, alla casistica del guidatore e alla parte tecnica solo per poter consolidare aumenti di polizza e prevederne in sede governativa aumenti di tariffario nel caso in cui il sottoscrittore sia anche un motociclista...

Noi, invece, cercheremo di fare qualcosa di costruttivo che serva a fare stare più tranquille le mamme e spose che anche se rompine hanno le loro personalissime ottime ragioni ad avversare la nostra passione soprattutto se leggono le parziali verità appiccate sui giornali (ci sono di tutti i tipi i giornali ma qualcuno è realmente peggiore di altri ma questo è come scoprire il filo per tagliare la polenta...).

E vediamo cosa succede oltre i numeri... direttamente dai fogli di microricerca... alla ricerca del comportamento errato dei motociclisti da correggere e prevenire.

Togliamo i fatti in cui l’accidente è successo per cause improprie e dovute a reattività anomale e tecniche (reazioni animale patologiche, guard rail, guasti tecnici etc)... cerchiamo la causa scatenante della tipologia (i giovani) e non le cause accidentali, non il come ma il perché recondito, la causa scatenante primaria...

Se si analizza bene il documento di ricerca (il foglio compilato per redigere la ricerca) vediamo solo numeri (come è giusto) ma se faccio parlare i numeri vediamo che i tizi che danno la alta percentuale sono giovani, ma che tipo di giovani? E allora per capire meglio ci si deve affidare a qualcosa che leghi i numeri... io ho scelto sulla base di un vecchio adagio che racconto ai miei figli:
CASCO DA POCO... TESTA DA POCO!!!

Quindi relativizzo la ricerca sul tipo di casco e sulla funzionalità protettiva dell’abbigliamento indossato; poi la suddivido relativizzando il casco non al prezzo assoluto ma al materiale di cui è composto, poi si passa al vestiario in cui il coefficiente alto sarà assegnato alla funzione salvifica degli elementi aggiunti (paraschiena etc)... insomma il coefficiente alto sarà assegnato a chi va in moto in maniera pragmatica ed essenziale e non a chi ci va seguendo la moda del momento... agli altri ciccia!!!

Poi si passa alla moto (tipo di moto e rapporto tipologia prezzo per fascia); si estrapolano le tipologie dell’incidente togliendo gli atti passivi di pirateria auto-moto (tra i quali c’è anche quello che ha subito mio figlio), e se l’incidente è avvenuto in gruppo e in solitaria... insomma ho ottenuto un indice abbastanza serio per capire "a chi succede di più" di andare ad incocciare con la moto... e di quella tipologia visto come si vestivano, grado di istruzione (ove possibile) e parecchie belle cosette... insomma per farla breve gli ho fatto pelo e contropelo... ed è uscita fuori una cosa sconvolgente....

Il modo di guidare la moto è dato dagli altri... e noi prendiamo a modello il non o meno compatibile con le nostra capacità fisico intellettuali...
ovvero: se ci muoviamo da A a B e vediamo un piffero che corre più di noi, che piega più di noi che insomma “MOTOCICLIZZA” più di noi, tendiamo ad imitarlo trascurando i nostri limiti... tipico degli “SMANETTONI” in cui la media oraria (attenzione parlo di media e non di velocità di punta sporadica è fatta dal leader (il più veloce e conseguenzialmente + imprudente) e chi va a sbattere è il tizio con:
A) la moto meno a punto
B) meno capace
C) con minore conoscenza del percorso...

Questo accade anche nei gruppi altamente estemporanei (raggruppati nel traffico / semaforo) dove ci si trova il ragazzino con il motorino da tre etti tara merce e il BMWISTA da tre tonnellate che si mettono a tigna... il BMW si schianterà e il ragazzotto sgattaiolerà... magari fino la seconda curva...

Insomma quello che ci frega è la modifica del nostro comportamento dovuta all’alterità dei nostri comportamenti trasformati in gesti quotidiani è il voler imitare gli altri anche se non ne siamo, fisicamente e mentalmente, all’altezza!! Dopo qualche tempo la nostra capacità fisiologica non sarà aumentata ma il fattore di acquisizione del rischio sarà parecchio diminuito (ovvero semo dei brocchi ma crediamo che visto che ieri non è successo niente che allora domani ci dirà culo lo stesso)...

Perdere noi stessi negli altri è acquistare moto che obiettivamente non saremo mai in grado di pilotare in sicurezza; è non rendersi conto, obiettivamente, dei nostri limiti e non saperli gestire, proiettandoli in quelli che, seppure temporaneamente, ci fanno vedere cosa possono fare gli altri motociclisti invece di SAPERE COSA SEI IN GRADO FARE TU CON LA MOTO CHE HAI E LA MESSA A PUNTO DEL MOMENTO... per questo occorre essere sempre NOI STESSI E CONSCI DI ESSERLO E’ VITALE PER CHI VA IN MOTO...

Il principio: se quel motociclista può fare ste’ cose troppo fiche, pinna da pazzi e pista come un dannato allora io me compro la moto come la sua anzi meglio e sarò come isso e le faccio pure io! E' una balla micidiale per ragazzini ‘mbecilli!!! Se siete brocchi pigliate na moto per voi e andatece come sapete fare meglio un brocco vivo che in fico stupido spappolato su un platano... anche se spesso anche i fichi fichi se spappolano sui platani (platano platanensis dura pianta comoda per applicare croci mortuarie di motociclisti fichi)... mai imitare qualcuno se non con vera umiltà di apprendere e logica nell’apprendimento (corsi di guida etc. etc.).

Insomma cari amici se vogliamo fare contente le signore mamme, nonne, spose e compagne/agni dobbiamo solo far funzionare il cervello, mettercene uno in più per il demente in automobile di turno che cerca di mandarci al cimitero (TOTALE DUE CERVELLI siccapito???) casco (magari fate li buffi) ottimo (ricordate??? CASCO DA POCO ... TESTA DA POCO ) e mai imitare gli altri!

Siate voi stessi sempre, fregatevene di chi corre oltre il VOSTRO LIMITE FISICO E MENTALE...
Non dovete andare piano (seeeeee e quando mi sentite) ma se proprio volete correre andate rispettando la VOSTRA sicurezza e vedrete che non farete mai parte di quelle statistiche del caz....

Mo’ filo a ninna che Brunello ha fatto effetto!

MAY THE ROAD BE WITH YOU....
 

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Re: statistiche e motociclette
Commento di: EdoMaske il 05-11-2008 12:55
bell'articolo, riflettendoci è vero, si rischia troppo imitando gli altri
Re: statistiche e motociclette
Commento di: Kinnamon il 05-11-2008 13:15
E' cosa nota che i contributi giornalistici siano pressapochistici e scandalistici, e che questo sia più evidente quando hanno a che fare con dati scientifici.
E' cosa nota che le assicurazioni siano compagnie di filibustieri che quando possono spremere un eurino in più non si tirano indietro, se poi sono giustificate da "una ricerca scientifica" poi..

E' cosa altrettanto nota però che andare in moto sia più pericoloso per l'incolumità fisica che andare in auto.

Spesso mi sono chiesto se esistessero delle actegorie più a rischio (per l'appunto lo smanettone, o lo scooterista che non ha il freno motore e la cultura motociclistica) o se fosse pericoloso per tutti più o meno allo stesso modo.
Sicurezza passiva a parte se un SUV ti prende sul fianco perchè il giudatore stava scrivendo sul suo blackberry alla moglie "ci vediamo tra mezz'ora a casa" fa più male se sei su una moto che se sei su un'auto.

Avrei tanto voluto avere a disposizione dei dati raccolti in maniera sistematica per poter capire se la moto è pericolosa tout-court o se è pericoloso andare in moto in un certo modo.

Per questo il tuo articolo mi lascia un po' l'amaro in bocca. Non ho capito che tipo di analisi hai fatto.
Davvero hai a disposizione un database con tutti quei dati: tipologia di casco, uso del paraschiena, veicoli coinvolti, se il motocilcista era in gruppo o solo.. eccetera?
Che tipo di analisi hai fatto?
(per questioni di lavoro ci capisco parecchio di statsitica, puoi anche rispondermi via e.mail in pricato, senza stare a tediare tutti parlando di odds ratio e ANOVA)
Mi metto anche a disposizione per un weekend su SPSS armati di pazienza e di -poco- brunello per produrre un lavoro da pubblicare sul sito.

Detto questo, ricordo che la statistica è quella scienza per cui se io ho mangiato due polli e tu hai digiunato da due giorni siamo sazi allo stesso modo: un pollo a testa
Se virnr usata bene però può far capire molte cose.

Per esempio mi può dimostrare che sì, andare in moto è pericoloso. Lo è più che andare in macchina, ma se non si fanno cazzate, non si superano i nostri limiti, anzi, ci si tiene indietro di un 5% dal limite e si indossa l'attrezzatura giusta non è poi molto più pericolosa dell'auto.

fammi sapere

Pietro

caro Pietro
Commento di: fzx53 il 05-11-2008 14:03
ho tagliato parecchio di quello che ho analizzato e che avrei dovuto, per completezza dell'articolo, dire ( tipologia della ricerca e parametri di ricerca) ma il tutto risultava troppo lungo e tecnico e sono andato direttamente alle conclusioni ma la mia è stata una ricerca soltanto derivata da dati statistici e compiuta esclusivamente su base antropologica(anche per quanto riguarda il risultato del mimetismo sociale) estrapolando i dati significativi relativi alla tipologia del motociclista tipo (il giovane motard) che è il risultato di quella ( quella si STATISTICA) dell'ANIA...per i dati a mia disposizione sono dati(sicuramente incompleti ma significativi) riservati alle fondazioni per la ricerca antropologica ( si studia di tutto carissimo Pietro anche come facciamo la pipì è per questo che molte volte si progredisce e talvolta ci fregano...)
per un incontro sono a disposizione quando sono in Italia(lavoro negli USA)..a me interessa solo il lato MORALE dello scrivere..insegnare a tutti per migliorarsi insieme...
un abbraccio forte
Stefano
Re: statistiche e motociclette
Commento di: pavi il 09-11-2008 01:22
Un approccio sistematico al problema del rischio legato alla guida della moto è stato definito nel topic raggiungibile con una ricerca alla voce "modello matematico", successivamente arenatosi per palese conflitto di punti di vista.
L'analisi di Fzx53 interpreta un complesso di dati statistici secondo un profilo che definirei, probabilmente in maniera grossolana, psicologico. Niente di più diverso dall'approccio di chi, come me, lavora nell'ambito della ricerca matematica, ma questo nulla toglie al fatto che Fzx53 abbia, forse, centrato il problema. O, forse, un aspetto significativo del problema.
Il percorso che si stava delineando nel topic era molto diverso:
- ipotizzare degli parametri ragionevolmente legati al rischio (velocità del mezzo, esperienza del guidatore, manutenzione del mezzo, jella nera ecc.)
- strutturare un questionario finalizzato alla quantificazione delle variabili individuate in corrispondenza di una serie di incidenti
- validare l'informazione raccolta realizzarne l'analisi secondo criteri di carattere statistico

Mi sembra un buon approccio, mutuato dalle consuete modalità di interpretare quello che ci circonda quando non obbedisce ad una legge nota. Una modalità comune allo studio di qualsiasi circostanza riferibile all'ambito tecnico, in cui l'approccio statistico colma lo scarto tra la realtà che conosciamo e quella vera.

In linea di massima diffido delle ricettine che capita spesso di leggere sul forum. Se si vuole fare qualcosa per incidere positivamente su questo bollettino di guerra occorre fornire un'informazione corretta. Se il rischio precipita con l'esperienza di guida o la manutenzione del mezzo occorre dire alla gente di fare un corso di guida o i tagliandi. Se poi un'analisi condotta secondo un criterio scientifico approdasse alla conclusione che è solo questione di fortuna, beh, potremmo sempre consigliare un cornetto o una bella ravanata di palline.
Ciao




Commento di: goosecat il 05-11-2008 18:40
be il discorso non fa una piega
e io sono daccordissimo visto chei io sono nella categoria brocchi ,sono uno che ha comprato la moto guardando sopratutto la legerezza e l'altezza da terra e non i cv in assoluto
e aggiungo anche che io personalmente alle volte serei tentato di imitare il pilotastro di turno che ti supera in curva quando passa il camion
pero siccome che ho uno spirito di conservazione direi alto ,non ci riesco proprio ,ovvero con la testa dico va be oggi provo ha piegare di piu prova ha prendere quella curva un pochetto piu veloce ,e invece niente da fa re
di fatti a tal proposito ho aperto un topic
comunque mi va bene cosi
puo daresi che io non sia comunque portato ad andare in moto
per cui vado ma piu di tanto non faccio
alla fine comunque poto ha casa la pelle senza danni
Commento di: fzx53 il 05-11-2008 20:32
tu e io forse non siamo portati per " CORRERE IN MOTO" ma ad "ANDARE IN MOTO"...forse siamo più portati per la gnokka, per la pappata in compagnia che per la corsa feroce!!! per noi il divertimento è anche la saggezza di tornare a casina bella da chi ti ama e di divertirsi con chi ami....un bel panorama emoziona forse più di una piega disperata di un disperato che corre oltre il suo limite personale e della sua moto...ohh se poi ci svernicia Rossi o Biaggi.... beh tanto di cappello e godemose lo spettacolo!!!
Commento di: de_corsa il 06-11-2008 07:20
I nostri politici c'insegnano (forse è l'unica cosa che possono insegnarci) che le statistiche possono: A) essere impostate in un certo modo; B) essere interpretate a seconda della convenienza.

Non ho mai creduto alle statistiche "pure" in quanto è già difficile prima dei rilievi impostare dei corretti parametri e altrettanto obiettivi termini di paragone.
Nello specifico, una statistica condotta dll'ANIA non mi sembra il massimo dell'affidabilità, visto che stiamo parlando di un'organizzazione "nemica". Meglio forse quelle della Polizia Stradale, dalle quali risulta che il 70% circa degli incidenti motociclistici vedono come responsabili i guidatori di altri veicoli...

Inoltre, in nessuna statistica viene mai messo in risalto che vengono annoverati tra gl'incidenti di moto anche quelli causati/subiti da motofurgoni, ovvero i veicoli a 3 ruote, che per l'assurdo Codice della Strada che ci ritroviamo vengono accomunati per legge con quelli a 2, pur non condividendone assolutamente dinamica e problematiche.

Nota: la peggiore "categoria di corporation" nel mondo non sono le Assicurazioni, anche se le vedo nella parte alta della classifica: prima di loro (e mi riferisco al puro fatturato) ci sono di gran lunga le Banche alle quali sottostanno tutte le altre: prime tra tutte le Case Farmaceutiche, poi le lobbyes militari (guerre&forniture), dopodiché seguono, non so adesso in quale ordine, le Company che controllano alimentazione e energia.
Poi, forse, vengono le Assicurazioni...
Commento di: dri56 il 06-11-2008 07:54
Quoto al 200 %.
anche le compagnie che riguardano la salute non scherzano ... ci vorrebbero tutti malati ma anche incidentati ...
Commento di: pavi il 09-11-2008 02:18
Sono del tutto d'accordo con te, ma non su questa affermazione:

"Non ho mai creduto alle statistiche "pure" in quanto è già difficile prima dei rilievi impostare dei corretti parametri e altrettanto obiettivi termini di paragone."

Il bello dell'analisi statistica, universalmente ritenuta il metodo migliore per colmare lo scarto inevitabile tra quello che conosciamo della realtà e la realtà vera, è anche il fatto che l'errata scelta delle variabili non necessariamente inficia la qualità dell'analisi. Spesso, non sempre.

Facciamo un esempio. Nell'analisi del rischio legato alla guida motociclistica voglio verificare, fra le altre ipotesi più credibili, che i nati sotto il segno dello Scorpione siano molto più portati rispetto ad altri ad avere incidenti.
Controllo 1200 incidenti: se 100 o giù di li sono riferibili a nati sotto questo segno l'ipotesi è errata, se ne trovo molti di più no. Al massimo ho perso tempo per aver introdotto nell'analisi un elemento ininfluente, ma le conclusioni e la stessa analisi rimangono corrette.
Come ben sai, nella progettazione meccanica abbiamo il problema di definire le azioni cui sono sottoposti gli assemblati e la resistenza dei materiali. Non esiste altro modo di farlo se non con un approccio statistico, in gergo semiprobabilistico. Costa poco e funziona bene, l'importante è fare sposare considerazioni statistiche che "lavorino" a favore di sicurezza.

E non mi ritirate fuori la storia del mezzo pollo. Siccome un fesso è rimasto a bocca asciutta dobbiamo buttare nel secchione la Statistica ?

Ciao
Commento di: de_corsa il 03-04-2009 08:50
Dal punto di vista matematico sono perfettamente d'accordo con te: quello che mi premeva sottolineare è la possibilità che ha chi esegue il calcolo di influenzare il risultato finale solo scegliendo con "attenzione" particolare parametri e variabili di cui tenere conto.

In un'indagine a questionario, le stesse domande poste possono condizionare pesantemente le risposte.
Un esempio portato dal noto Professor Mannheimer:
Poniamo la stessa domanda in tre modi diversi:
- Siete favorevoli ad un intervento delle forze Nato in Iraq?
- Siete favorevoli ad un intervento delle truppe italiane in Iraq?
- Mandereste i vostri figli a combattere in Iraq?
Ovviamente le percentuali di risposte favorevoli a queste tre domande risulterebbero diverse nonostante si tratti in fondo, per i più attenti, dello stesso quesito.

Allo stesso modo, un'indagine sugli incidenti di moto che non sia condotta o pubblicata in maniera obiettiva, cioè completa di tutti i dati e le variabili dice ben poco sulla realtà.
Ad esempio, si otterrebbe (e si ottiene) un quadro ben diverso della realtà pubblicando:
- il numero d'incidenti assoluto che riguarda le moto;
- lo stesso numero scremato dal numero dei veicoli a tre ruote;
- il solo numero d'incidenti in cui le moto siano protagoniste responsabili oppure vittime
- accomunando incidenti di moto con quelli di scooter (nel primo caso le velocità medie sono superiori, nel secondo caso i guidatori sono mediamente meno esperti)
- non distinguendo tra fasce d'età
- ecc.
quindi torna il discorso che, volendo, chi pubblica le stastistiche dispone dei filtri necessari per far risultare quello che pare a lui!

Guarda il terrorismo giornalistico che si fa sugli incidenti causati o in cui sono coinvolti dei TIR (a volte purtroppo spettacolari e "perfetti" per un servizio televisivo) che risultano così il terrore delle strade: molto difficilmente si pone in evidenza che solo il 3% degli incidenti quotidianamente registrati vedono coinvolti veicoli pesanti (condotti tutti da professionisti della guida).
Nonostante ciò si pesca troppo spesso in questa ridotta percentuale per mandare in onda un servizio sulla sicurezza stradale. In tal modo, l'idea supeficiale che uno spettatore sprovveduto si fa è che i camion sono particolarmente "incidentali" e magari i camionisti in genere siano mediamente dei pirati della strada mentre nella realtà pratica la stragrande maggioranza degli incidenti vedono coinvolte quasi sempre da responsabili delle autovetture, cioè i veicoli maggiormente guidati da utenti inesperti e distratti.
Commento di: pavi il 12-12-2009 10:33
Benissimo, allora abbiamo appurato due cose sulle quali siamo allineati e coperti:

- la statistica si presta al rischio di un uso strumentale in ambiti come quello che tu hai citato. Diciamo di tipo socio-politico? Mannheimer, per quanto ne so, non è certamente un tecnico, è un sociologo abbastanza presente nei palinsesti di RAI 3.

- la statistica è il modo migliore per pervenire all'informazione che ci serve per progettare, che so, un trasformatore, un cellulare, un ponte, un satellite artificiale, una biella, una casa, una strada. Questa cosa, sulla quale tutta la comunità tecnico-scientifica internazionale è d'accordo, è recepita da tutte le normative recenti sulle costruzioni, di tutto il mondo.

Allora il problema è: in quale ambito collocare il rischio di schiantarsi per terra andando in moto? E' un problema che investe le competenze di un ingegnere o piuttosto quelle di uno psicologo? Non ho una formidabile vocazione per le dissertazioni di carattere psicologico, dico però che se una circostanza appare fortemente connotata sotto questo profilo è meglio che se ne occupi un comportamentista piuttosto che un ingegnere nucleare.

Torniamo a quello che mi sembra il punto fondamentale della questione: in quale ambito collocare il problema del rischio di chi viaggia in moto? La mia risposta è semplice: non lo so. Ho proposto qualche tempo fa, su queste pagine, uno studio esattamente finalizzato ad approfondire questa cosa, secondo modalità ampiamente condivise nelle tecniche di indagine su circostanze non esattamente riferibili ad una legge fisica nota.

Sono assai poco portato alle ricettine fai da te, e mi pare che siano pochissime le iniziative nell'ambito della sicurezza stradale al di sopra del sospetto di essere inutili, se non controproducenti.
Prendiamo la sequenza interminabile di incidenti postati su queste pagine, sempre nell'ambito della sicurezza, che immortalano il povero motociclista arrivato in prossimità della curva che si schianta a terra. Cosa dovrei dedurne? Che ha avuto un malore? Che è slittato sul brecciolino? Che gli ha sparato un cacciatore? Che lo ha distratto una minigonna da infarto?

Prima si cerca di capire le relazioni tra il rischio e le circostanze ad esso apparentemente legate, fra queste, cito a caso, la manutenzione del mezzo, la velocità e tutto quello che può passarci per la capoccia, magari basandosi sull'esperienza di motociclisti esperti come te. Poi si decide in che direzione conviene muoversi, cosa privilegiare.
E per fare questo o andiamo a "sensazione personale", magari ottenendo un consenso più significativo, oppure procediamo con metodo scientifico, statistico, appunto.
Ciao, è sempre un piacere leggerti



Commento di: dri56 il 06-11-2008 07:46
Ottima analisi !
E aggiungo:un amico russo,che lavoro' nel famoso Istituto Centrale di Statistica dell'allora URSS (mi pare che si chiamasse cosi)
mi disse : la cosa piu difficile della statistica e' fare le statistiche FALSE ma che sembrino VERE (le vere andavano solo ai "capoccia")
Non crediamo che qui sia tanto diverso ...
Commento di: fzx53 il 06-11-2008 09:12
si le assicurazioni sono sempre più legate alle statistiche e l'unica maniera di combattere sti bastardi è semplicemente non farsi inserire ne MIMETISMO SOCIALE ovvero di farsi trascinare( come ho detto nell'articolo) da chi si comporta in maniera non consona alle proprie capacità soggettive(tu stesso) o oggettive(la moto e la sua messa a punto) vogliamo fregare sti bastardi pensiamo solo a noi e per noi....e se gli altri vanno come noi non possiamo/sappiamo andare allora ciccia!!!
vorrei consigliare un libro a chi ha voglia di leggere qualcosa che li renderà un pochino più liberi:
Gergen & Gergen "manuale di psicologia sociale " edizioni il mulino(anche se a prima vista sembra un mattone si legge benissimo....
...leggetelo così potrete rendervi conto come ci fregano allegramente sfruttando il mimetismo sociale...
anche il gesto di correre in moto( ci sono anche altri atteggiamenti da considerare ma visto che siamo motociclisti si deve considerare questo) seguendo gli altri anche se impreparati a farlo innesca un meccanismo inconscio che ci porta a fare(inconsciamente) cose illogiche che non faremmo mai se usassimo il cervello e una personalità distaccata dal mimetismo sociale...
Commento di: Budello il 06-11-2008 09:02
Augh, niente da dire, tutto giusto.
A molti colleghi li frega il fatto di aver avuto "culo" spesso e così, invece di andare ad accender ceri, continuano a chiedere intervento della fortuna a velocità sempre maggiori in quanto commisurate alle loro presunte capacità di guida.
Da come la vedo io per alcuni dice bene in quanto:
- le moto moderne perdonano molto;
- incocciano persone brave a scansarli;
- boh, misteri della botta di culo, nun se sa', je dice bene e basta.

Da come la vedo io, l'importante e' la reazione alla suddetta botta...ovvero esistono due atteggiamenti di base:
1 - ammazza che culo...grazie, grazie...ecco un cero, voglio bene a tutti e da oggi piu' prudenza;
2- ammazza che gaijardo che so' stato...un campioncino, sto' a diventa' un campioncino.
Credo che siano solo questi...uno ti allunga la vita e l'altro te l'accorcia.
Basta scegliere.

Aloha
Commento di: belzebelze il 06-11-2008 09:13
Mi sono permesso di linkare l'argomento e la documentazione su XR-Italia.com per ottenere un'altra analisi dei risultati, se ho sbagliato segnalatemelo è provvederò immediatamente.
p.s.: fzx53, bravo, la verità non ci cerca mai, al più si nasconde!
Belzebelze
p.s.: l'analisi ania è qui
http://www.fondazioneania.it/pages/progetti/eicma2008/Analisti%20sicurezza%202%20ruote_definitivo.pdf
Commento di: piollotto il 06-11-2008 20:35
Concordo pienamente che ciascuno debba andare secondo le proprie possibilità (usando sempre anche un pò di modestia..)...quando siamo in auto probabilmente usiamo un comportamento più consono alle nostre doti di guida...in moto...chissà perchè....sono tutti piloti da moto GP....

Altra cosa da tenere in grande considerazione è l'abbigliamento adottato dai più: quanti scooteristi, per esempio, vedete in città semplicemente con la maglietta?.....Capita la semplice caduta da piccolo tamponamento ed ecco che spuntano fuori "miracolosi certificati medici" di 30 gg di prognosi per un paio di graffietti.....e con loro richieste tramite legale di 1.000 /2.000 €......tanto paga l'assicurazione.
Purtroppo è un'atteggiamento tutto italiano: faccio il figo, non adotto cautele passive che possano comunque limitare il mio danno fisico ed in più aggiungo che, dato che "io ho la moto", zizago tra le auto in città, nelle strade di montagna supero in curva i pullman, magari impenno ogni tanto allo scattare del verde........poi cadendo e provocando incidenti mi in***** se le statistiche fanno aumentare i premi delle polizze.
la realtà è che numericamente gli incidenti stanno diminuendo, ma l'importo medio per sinistro è aumentato (si tenga per esempio conto dell'aumento dei pezzi di ricambio e manodopera, del danno biologico, del danno che viene refuso all'azienda datrice di lavoro per l'esborso ingiusto che deve subire avendo un lavoratore in infortunio...che sì è fatto male di domenica - NON sul lavoro - mentre faceva il cretino con la moto, ecc...si potrebbe andare avanti all'infinito......la giurisprudenza italiana è davvero fortemente fantasiosa in regime di risarcimento civile).

Volete comunque vedere la vera differenza tra le statistiche Italiane rispetto a quelle europee? Provate ad andare in un qualsiasi Paese europeo a fare il "motociclista italiano medio", vediamo se prima di sera siamo già riusciti a lasciare giù un mese di stipendio in contravvenzioni oppure direttamante la moto confiscata e, perchè no, qualche giorno di galera.

ciao.
Commento di: hanno il 06-11-2008 23:34
ASSOLUTAMENTE E TOTALMENTE E PIENAMENTE D'ACCORDO: appena passato il Brennero anche i Fighi si accodano...
Conosco di persona chi è rientrato in Italia in treno per tornare poi ariprendersi la moto a Innsbruck, pagando 5.000 € per una sfilza di multe...

Lamps
NON D'accordo
Commento di: voodoonet il 07-11-2008 00:45
Forse a padova ma qui a roma che ci sono nato da ben 36 anni e ho la moto da 10 vi posso garantire che tutti i miei circa 30 amici e conoscenti che sono morti hanno avuto collisioni con automezzi guidati da imunideficenti e dovuti da manto stradale sporco sia con chiazze che buche e gard-rail. Mentre io sono cascato 5 volte, di qui 4 per colpa di asflalto viscido all'improvviso di cui ho rischiato la vita perchè passato di pelo sotto il guard-rail vicino al paletto, 3 per colpa di imunodeficenti su 4 ruote ed, ed 1 da solo. Non sono d'accordo per quanto detto, qui, ostia roma e litorale molti incidenti se non tutti succedono per colpa dei distratti automobilisti e le strade veramente messe a merda.
x Voodonet
Commento di: fzx53 il 07-11-2008 07:07
mi sa che hai letto tralasciando qualcosa, io nell'articolo parlo di "MIMETISMO SOCIALE" che avviene, soprattutto tra noi motards quando troviamo un piffero che corre e skizza e fa "cazzaronate" come noi non siamo, per capacità, tipo di moto e relativa messa a punto in grado di fare....è lì che scatta il comportamento che alcuni definiscono "competitivo" ma che in realtà è mimetico(ovvero ci si maschera per apparire simili) anche se questo non è nelle nostre capacità, possibilità o talento...per quanto riguarda le strade di Roma ( abito nell'hinterland, sono d'accordo con te ma concedimi che se tutti noi si andasse più piano, tanto più piano, qualche(pochi per la verità visto il terrificante stato delle strade) incidente in meno, forse, quasi sperem, incidente in meno forse ci potrebbe essere....io non riesco a digerire quelli con gli scooteroni che filano come dannati e skizzano come pazzi...per quanto riguarda gli quelli che chiami "immunodeficienti "(forse il termine AUTODEMENTI sarebbe più appropriato visto che l'immunodeficienza è il sintomo di alcune gravissime malattie) ho chiesto del materiale per riuscire a capire se si riesce a fare qualcosa per intercettare prima il cretino di turno e pare che la ricerca stia dando ottimi frutti...
Commento di: fzx53 il 07-11-2008 07:11
non hai sbagliato il tamtam è l'unica risorsa che abbiamo per cercare di pararci le chiappe....
Commento di: Kinnamon il 07-11-2008 16:21
Non voglio offendere l'amico di Roma, ma il suo è il tipico atteggiamento che fa sembrare la moto una garanzia di morte e sventura.
Dico: lo sai che gli automobilisti sono distratti, il manto stradale fa schifo, i guardrail sono moderne ghigliottine, *****, allora adeguati.
Rallenta e vedrai che il manto stradale non ti fa cadere, il deficiente che non si ferma allo stop lo eviti e al guardrail non ti avvvicini.
Poi protesti contro degrado e idioti a 4 ruote, ma finchè ci sarà degrado e idioti a 4 ruote devi evitare che ti ammazzino.
Quando piove se esci senza ombrello e ti bagni di chi è la colpa: tua o delle gocce di pioggia?

Scusa se sono stato un po' aggressivo, ma benedetto ragazzo, 5 incidenti e sei quì a raccontarlo e ancora ti lamenti del fato?
Il fato è il tuo miglior amico!

come dicono i Radiohead: hey, man, slow down!
Vivi a Roma, molla il gas, alza la visiera e goditi la più bella città del mondo

Con affetto

Pietro
Commento di: belzebelze il 08-11-2008 17:43
Analizziamo seriamente il problema senza statistiche ed interpretazioni ad arte?
Presupposti:
1 La strada è molto più pericolosa di una pista, una mulattiera bastarda od un campo da cross;
2 Le moto non offrono la minima protezione (eccettuati obbrobri tipo c1 et similia) e nonostante la prudenza del rider possono cagionare seri danni a passeggero e passanti (allorquando, erpso il controllo da un rider disarcionato, striscino sino all'esaurimento della forza inerziale)
3 Moltissimi motociclisti (soprattutto scooteristi e incoscienti che non comprendono che una stradale non è fatta per spalancare 170 cavalli tra un crocevia ed un altro) con il loro comportamento infangano una categoria
4 Pochi automobilisti, soprattutto quelli che sono o sono stati motociclisti, prestano attenzione ai comportamenti dei motociclisti ed evitano di tagliargli la strada di netto, aprire loro una portiera su un ginocchio et similia;
OK: questi i presupposti.
Per diminuire i sinistri non cìè che da insistere sulla educazione stradale e sulla formazione dei centauri, ma soprattutto degli automobilisti
Per diminuire le lesioni e i decessi conseguenti a sinistri che vedono coinvolti motocicli, le soluzioni esistono, eccome se esistono.
a) eliminare dal mercato i caschi "padella", rendere obbligatori i caschi chiusi, e sanzionare con la chiusura della atttività commerciale e confisca di tutto il materiale contenuto chiunque venda caschi non omologati;
b) irrigidire le procedure di omologazione e controllo;
c) Rendere obbligatorio per i motociclisti l'uso di stripes atti a massimizzare la visibilità (non dico di vestir tutti di giallo canarino, ma fare qualcosa in tal senso)
d) aumentare la protezione passiva!!! Facendo solo fuoristrada (da fermone, e con moltissime botte e cadute) so che l'abbigliamento specifico, e le protezioni, oltre a stivali adatti e ad un casco come si deve, evitano il 90% dei danni possibili; ad esempio, anche sugli scooter come minimo dovrebbe essere obbligatoria una protezione vertebrale completa!
e) aumentare la tutela giuridica: nel caso di sinistro moto auto con lesioni, prevedere una aggravante a carico del conducente del veicolo su 4 o più ruote rispetto a quello in condizioni di minorata difesa (lo so, anch'io nutro seri dubbi sulla costituzionalità di una simile norma)
f) rendere più efficace l'esame per il conseguimento di qualsiasi patente di guida, e prevedere una revisione che non comporti soltanto una visita medica a pene canino, ma una prova pratica ogni santa volta:
Idee ce n'è, se si fa statistica solo per criminalizzare e far crescere i premi assicurativi non andiamo da nessuna parte.
p.s.: complimenti per la qualità degli interventi e per lo splendido forum.
Commento di: hanno il 09-11-2008 00:54
Anche questa volta: ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO !!!
Dubito solo che si possano educare gli automobilisti: loro resteranno sempre convinti che il toro è nostro, noi siamo una squadra di banditi e, comunque, "tanto si fa male lui..." D'altra parte: veramente non avete mai trovato in strada qualcuno (soprattutto Scooter...) compiere numeri da circo ed alimentare così chi ci vede come la somma di tutti i mali ?


Lamps
solidarietà tra noi
Commento di: fzx53 il 09-11-2008 08:47
per i caschi basterebbe solo di indossarli ALLACCIATI (naturalmente le "padelle" servono per confermare l'assioma "CASCO DA POCO TESTA DA POCO"( a proposito perchè non farci un bell'adesivo magari sponsorizzato??? si potrebbero alzare dindini per l'iniziativa dei guard rail!!!))....
per l'abbigliamento ti racconto cosa è successo alla mia adorata FZX e al mio ancora più adorato figliolo circa un mese fa....
...strano tipo Marco! va in moto cercandone altre ma preferisce quella di papà la vecchia fidata bellissima e mammesca FZX750 dei due pazzi scatenati che circolano per casa (mamma e papà) due pazzi che hanno preso per entrambi i loro figli prima del passeggino UNA MOTO!!!
la moto è stata sempre per casa ma conseguenzialmente anche l'educazione ad andare in moto, Marco non mi frega la Jaguar(sempre con il pieno badate) ...si frega la moto di papà!!!! e una moto vecchia per di più!!!!!
nonostante tutto ci va piano si veste in maniera acconcia(casco integrale ARAI, giubbotto di pelle con protezioni e stivali anche d'estate...tra gli smacchi e sberleffi degli amicoidi(nota1 diconsi amicoidi i simil amici che ti costringono a acquistare/indossare/mettere quanto di più assurdo e incongruo serve per apparire deficiente come loro) ma visto che Marco con la moto ci è cresciuto se ne sbatte e va in moto solo con giubbotto casco buono etcetc tranquillamente ....a trombarsi le ragazze degli amicoidi....
poi è arrivato quel giorno al pronto soccorso: Marco investito da un pirata che lo ha buttato giù e poi è scappato....(un nomade ma questo è un altro discorso)...
Marco cade, evita il guard rail e l'auto dietro non lo investe, anzi lo soccorre....
al pronto soccorso della clinica trovo anche i carabinieri che hanno rapportato l'incidente....DUE MIRACOLI PROFESSO' è annata bene il ragazzo indossava casco e giubbotti giusti...Il casco è rimasto distrutto dall'urto e dal successivo sfregamento con l'asfalto...un vero disastro l'ARAI in kewlar anche se vecchiotto ha retto benissimo la botta,il giubbotto in pelle (Dainese con paraschiena) distrutto dallo sfregamento con l'asfalto ha fatto miracoli .....lesioni ci sono state solo dove si è alzato a causa del lungo strisciare con l'asfalto caldo)
poi, al pronto soccorso, arriva un altro motociclista che NON INDOSSAVA CASCO E GIUBBOTTO GIUSTI in un incidente a bassa velocità(una ragazzetta) e dopo poco arrivano i genitori (manifestamente non motociclisti ma altrettanto addolorati una pena!)... la ragazzina??un massacro indossava una padella e non allacciata con vestitiniinini ed era letteralmente senza faccia ..... ci siamo messi a parlare e quei due poveracci maledivano le moto...e come non dargli ragione,,, come dirgli che Marco anche se pù grosso e con una moto più grande non si era fatto niente e la loro piccola era massacrata??? erano loro e gli amici della piccola gli imbecilli o la moto??? quella di Marco è stata si una gran botta di culo ma era protetto e anche la piccola se avesse avuto giubbotto e casco buono (o perlomeno allacciato) se la sarebbe cavata con poco o perlomeno non si sarebbe massacrata...ma la legge del gruppo vuole questo il casco non si allaccia e il giubbotto è per gli sfigati e quello che conta solo i capelli e il lukke !!! ***** RAGAZZI!! fottetevene del gruppo dei capelli e degli sfottò dei coglioni di amicoidi..LA PELLE E' LA VOSTRA QUINDI *****...
CASCO DA POCO TESTA DA POCO!!!!!!!!!
comunque, visto il mio noto caratteraccio dividerei le categorie in "chi va in moto" e i "motociclisti"
ma di questo ne parleremo poi....

per finire sapete quale è la differenza tra l'indossare casco e giubbotto e non indossarli???
eravamo noi quattro genitori... io e mia moglie sorridevamo e gli altri due ......NO!!!
Re: solidarietà tra noi
Commento di: belzebelze il 27-03-2009 20:27
io ormai dopo 25 anni da motociclista, 13 ricoveri ospedalieri e 250 punti di sutura non riesco più neanche ad ingarellarmi, anzi, io comincio a guidare solo dove finisce l'asfalto....
Re: solidarietà tra noi
Commento di: 2nite il 22-05-2009 00:55
Io penso che nessuno faccia niente per la nostra sicurezza.. lo stato quando finge di fregarsene qualcsa
lo fa solo per le spese che causiamo con le degenze..
Morissimo e basta, probabilmente incentiverebbero l'uso della moto a più non posso...
invece occio e croce, ogni morto corrispondono una decina di invalidi permanenti (costosissimi)
una sessantina di feriti gravi (molto costosi) e circa una centoventina di feriti.. (bastanza costosi:)

questo, bisogna capirlo, è l'unico interesse socio politico per la nostra sicurezza.
calcoliamo che in moto la sicurezza passiva (protezioni) è molto limitata; non abbiamo air bag, non abbiamo barre protettive, cellule e tatno altro.. inutile aggiungere che la massa di una moto, riferita al peso in mvimento sarà sempre enormemente inferiore a quella di ogni mezzo o vettura...

quindi arrangiamoci.. bisogna proteggersi da soli! Io ho fatto un corso di guida sicura ( che non è così una cavolata quando è fatto bene.. l'ho fatto con un tecnico fmi.. ed è stato un investimento valido, meno di duecento eurini) e lo consiglio a tutti.. anche chi come me credeva di esser un manico in pista... poi ho fatto un corso in pista.. ed ho scoperto che ero semplicemente "portato".. quando comprendi una parte delle tecniche di guida.. ti senti una M**** per come guidavi fino al giorno prima...

Tonando al discorso protezione passiva, possiamo solo dotarci dell'abbigliamento adatto e tutti sappiamo quato sia scomodo... ma sappiamo quanto sia utile.. io ad esempio il paraschiena non lo tolgo mai.. ed uso materiali di prima scelta.. a volte facendo i conti, go scoperto che ho speso di più per l'abbigliamento che per a moto???
Commento di: matteoberetta il 02-07-2014 17:58
grandissimoooo