Caratteristiche delle moto da enduro e di quelle ricavate dal cross, le “cross endurizzate”
L’enduro inteso come disciplina agonistica trova nel suo
svolgimento l’utilizzo di moto a grandi linee allineate come
potenza, valori di coppia e soluzioni tecniche in generale
(naturalmente tenendo conto delle categorie E1, E2, E3).
Ad ogni modo possiamo distinguere fra enduro che nascono direttamente
nello stabilimento di produzione con questo fine e moto originariamente
nate come cross che poi vengono “endurizzate”.
Fra quelle che chiameremo “enduro” per
semplicità e le “cross endurizzate” vi
sono comunque delle differenze apprezzabili in termini di guida, costi
di gestione, affidabilità, autonomia e prestazioni.
Le case che producono le “enduro” già a
catalogo ufficiale sono in gran parte europee (KTM, TM, Husqvarna,
Husaberg, Gas Gas…), mentre le “cross
endurizzate” derivano principalmente da moto giapponesi da
cross (Honda, Suzuki, Kawasaki e Yamaha).
Tralasciamo per ora il fatto che anche tre case giapponesi producano
delle “enduro”, dato che esse hanno delle
caratteristiche particolari che poi analizzeremo.
Le enduro si distinguono dai “cross targati” per:
- Motore: generalmente le enduro sono meno
potenti delle cross in senso assoluto, ma prediligono
un’erogazione della potenza spostata verso i bassi regimi e
più regolare lungo tutta la curva di erogazione, senza
entrate in coppia troppo improvvise che potrebbero risultare
controproducenti nei tratti più impervi.
Per questo, in generale, i carburatori sono più piccoli
(almeno di 2mm), i rapporti di compressione meno esasperati.
Nei motori 4T vengono prediletti i motori monoalbero che in generale
avvantaggiano la coppia in confronto alla potenza massima.
Nei motori 2T invece i pistoni sono bifascia, i silenziatori
più lunghi
per favorire i bassi regimi e le luci (entrambe:scarico e aspirazione)
di dimensioni inferiori.
- Cambio e frizione: i “cross
targati” mantengono la prima marcia lunga (adatta alle
partenze dal cancelletto, ma non alla mulattiera) al posto del
cosiddetto “primino” degli enduro.
Nei secondi la frizione poi è più resistente agli
sforzi prolungati rispetto ai cross e si sta generalmente convertendo
all’uso della pompa idraulica che alcune grandi case del
settore offrono di serie.
Per una “misteriosa” questione di peso in gara i
cross contengono una
minor quantità di olio motore e questo comporta una minor
durata dello
stesso e porta a dover sostituirlo più di frequente insieme
ai filtri.
Anche i 2T soffrono dello stesso problema ma in maniera minore dato che
l’olio della trasmissione è meno sollecitato
termicamente.
I cross sono in genere a 5 marce (fino a 3 anni fa in qualche caso
anche a 4), mentre le enduro quasi sempre a 6.
Inserisco nello stesso paragrafo anche la trasmissione finale che negli
enduro fa uso di catene con O-ring, non utilizzati nei cross.
- Ciclistica: le sospensioni sono
ovviamente diverse, e anche dopo la ritaratura che viene sempre
effettuata da chi opera
l’”endurizzazione” rimangono decisamente
più sostenute di quelle delle enduro.
I cerchi stessi sono diversi nelle due discipline e nelle cross
endurizzate quello posteriore viene sostituito con uno da
18’, ritenuto indispensabile per l’utilizzo sui
sentieri.
Nonostante ciò rimangono ancora molti a usare cerchi da
19’ sulle mulattiere.
Diversa anche la piega del manubrio sensibilmente più alta
nel caso dell’enduro.
Da tutti questi particolari si comprende come le enduro europee siano
avvantaggiate nelle estreme, mentre le cross trasformate diano il
meglio di sé nei cross test e nei fettucciatoni, tipo quelli
su prato.
Le enduro giapponesi esistono e sono prodotte da poco tempo da Honda,
Kawasaki e Yamaha, ma tranne nel caso di quest’ultima non
vengono utilizzate ad alti livelli, mentre vengono ancora preferite le
cross trasformate.
Anche se vengono utilizzate addirittura nel mondiale le WR (Yamaha)
subiscono interventi tali da far considerare l’ipotesi che il
non usare le YZ targate sia solo una questione di marketing.
Queste moto sono provviste di avviamento elettrico e vaso
d’espansione, comodissimi nell’uso amatoriale, ma
spesso eliminati dai piloti per ridurre il peso della moto.
In conclusione per un uso agonistico le scelte sono due e si
equivalgono, avendo ognuna pregi e difetti.
Un pilota aggressivo, con una guida che sfrutta più gli
appoggi che le traiettorie personali penserà a una cross
targata, mentre un pilota che tende a fare la differenza nel brutto
potrà avere dei buoni motivi per gareggiare con una vera
enduro, magari 2T e di grossa cilindrata che potrà meglio
assecondarne lo stile di guida.
Ricordiamo che l’utilizzo di Cross in senso stretto fuori da
piste chiuse al traffico è ILLEGALE.