Itinerario: Monte Semprevisa
Lunghezza: tratto off di circa 20 km
Categoria: off leggero con un tratto di enduro un poco più impegnativo
Terreno: strada bianca e carrareccia con sassi, fogliame e fango
Accessibile a: dual sport e on-off
Possibilità di mangiare sul posto: sì
Allora, come ispiratore di questo topic mi sembra giusto proporre subito un mio piccolo contributo. Si tratta di un itinerario montano che ho provato da solo, ed è stato il mio battesimo fuori dall'asfalto. Il
Monte Semprevisa fa parte della catena dei Monti Lepini ed è una cima molto battuta dagli escursionisti. La zona è carsica, disseminata di grotte, doline e inghiottitoi (nell'area c'è il famoso Abisso Consolini), con vegetazione a faggeta. Il percorso descritto parte dalla valle e si inerpica sul fianco della montagna, attraversando i boschi.
Da
Colleferro (raggiungibile da Roma con la Casilina o con l'A1 Roma-Napoli) si prende la strada regionale Carpinetana per
Carpineto, ben segnalato ad ogni incrocio. Si tratta di una bella strada con buon asfalto, dove ci si può divertire nel misto e su un paio di tornanti. Arrivati a Carpineto si attraversa il paese tenendosi sempre sulla strada principale. Dopo aver superato una chiesa romanica a destra della carreggiata, si svolta a destra seguendo il segnale per
Pian delle Faggete e si continua a salire, finchè non si raggiunge uno spiazzo con un parcheggio per le auto. Ci si ritrova all'imboccatura di una valle molto bella, e si possono vedere cavalli al pascolo. Da qui la strada diviene bianca, di facile percorribilità (ricordarsi di disattivare l'eventuale abs).
Dopo poco, sulla destra, si trova una bella area attrezzata per il
barbecue, utilizzabile al ritorno dal giro, con altri amici del Tinga. Basta portare della carbonella, in alternativa si può far legna sul posto senza difficoltà.
Spingendosi oltre, la strada diviene più difficoltosa e ripida, con alcuni passaggi più difficili a causa del fango e delle pietre mobili. Digiuno di offroad, sapendo che se mi fossi fermato non sarei più riuscito a ripartire su un fondo del genere, ho stretto le chiappe e, in piedi sulle pedane, ho dato gas. Mi scuso ma in questi tratti, avendo paura di fermare la moto (200 kg e passa), non ho scattato fotografie. Da qui in poi per un bel tratto
si guida in piedi sulle pedane, stringendo bene la moto tra le gambe e stando ben attenti ai sassi mobili (che bella sensazione, la moto che "naviga" sui sassi...perchè ho perso 3 anni su una naked?). Si continua a salire...
...con numerosi tornanti (attenzione perchè non essendoci alcuna protezione si rischia di cadere nella scarpata) fino ad un
trivio a T: bisogna andare a sinistra, continuando a salire fino alla fine della strada, divenuta ora più facile in quanto percorsa anche dai fuoristrada,
evitando rami caduti e pietroni. Sulla destra, in basso, c'è una
fonte dove si può riempire la borraccia. Sulla strada stamattina ho trovato alcuni tratti di neve parzialmente sciolta o ghiacciata.
Il percorso, con la strada divenuta fangosa e ricoperta di fogliame, termina improvvisamente, e
la strada diviene un semplice sentiero nella faggeta segnalato con i contrassegni del CAI. La vista permette di apprezzare il primo tratto del percorso effettuato, nel fondo della valle, e le montagne circostanti.
Al ritorno si scende fino al trivio precedentemente citato, e anzichè prendere a destra (la strada dell'andata)
si prosegue dritto, per percorrere così un itinerario ad anello che conduce al parcheggio auto di partenza. Se si ripercorre la strada della salita si può nuovamente raggiungere, dopo un breve tratto, l'area barbecue per farsi una grigliata.
Note: Raccomando l'uso di stivali (per i sassi che finiscono volentieri sugli stinchi), comunque è un itinerario facile. Attenzione al meteo, perchè in zona il tempo può mutare rapidamente. Chi volesse fare il percorso con un'
enduro stradale (tipo V-Strom ecc.) può fare la strada descritta
ma al contrario, arrivare in cima trascurando il trivio a T e tornare indietro per lo stesso percorso: questa è la strada meno impegnativa, percorsa dai locali che vanno a far legna.
Spero vi piaccia.
