Condor report parte seconda.
Diciamo che questo Elefanten è stato anomalo, fin troppo buono con noi, una passeggiata.
Ma anche così ho assaporato un momento di vero panico, uno di quei momenti in cui l'uomo si rende conto della sua piccolezza e impotenza (evitate commenti malevoli su dimensioni e funzionalità).
Dunque la sera del sabato per me è stato momento di bagordi, ho fatto una cosa che non sono solito fare, bere.
Nell'ordine, liquore di arancio, vino rosso portato da Mandrake, vino rosso portato da Jacktornese, vino in bottiglia di cui mi sfugge il nome, vino Piccolit, Franklimoncellotreffen, un paio di tipi di grappe diverse e anche qualche birra.
Il rientro alla tenda non è stato problematico, seppure con qualche incertezza.
Ma a notte fonda l'impellente necessità di svuotare la vescica mi spinge fuori dalla tenda.
Dovete sapere che tra la tenda e il limitare del bosco (luogo deputato alla bisogna), con fossato regolamentaren, correvano una quindicina di metri di terreno brullo in discreta pendenza.
Nell'andata la pendenza era a favore, con inclinazione antero-laterale.
Data la vicinanza del luogo e la familiarità acquisita, per espletare una funzione talmente breve, sono uscito senza lampada e senza giacca a vento.
Terreno ghiacciato, ma pendenza favorevole con vento alle spalle, a piccoli passi raggiungo il limitare del bosco, frenata di emergenza in prossimità del fosso, gradevole sensazione di alleggerimento.
Il ritorno si è rivelato allucinante, le suole degli stivali non facevano presa sul terreno ghiacciato, e il vento (contrario) era aumentato di intensità; da non crederci non riuscivo ad avanzare e addirittura ogni tanto scivolavo un pezzetto indietro, mi sembrava di essere in un cartone animato.
Poi ho finalmente guadagnato la tenda e fra una gomitata ed un calcio ho passato il resto della notte.
Domenica mattina ore 7:00, stiamo smontando le tende, adesso il vento è forte, ogni tanto dobbiamo buttarci sulla tenda o girarla a sfavore di vento per non farla portare via; durante la notte il mio igloo (usato come deposito bagagli) è stato scoperchiato.
Dico la mia frase storica: "quasi quasi porto giù la moto, tanto il terreno è duro e meno ghiacciato, senz'altro ce la faccio", immediatamente comincia a nevicare (contento Jackseba?

).
Inizia una fase concitata in cui qualcuno, preoccupato dalla neve, tenta una partenza precipitosa, perdiamo così i contatti.
La nevicata si intensifica, per farla breve ci troviamo sulla strada all'ingresso della fossa in pochi: Jacktornese con il sidecar stracarico, Filippo, Yasunari, Nadia, Cucciolo, Fiamma83, Maurizio-s, Mandrake e naturalmente io.
Gli altri sono andati avanti.
Mandrake si è accordato con Filippo, rendez-vous alla prima stazione di servizio.
Mandrake parte per primo, io lo seguo, dietro Fiamma e Maurizio-s (se non ricordo male).
Dopo poco raggiungo Alessio, la sua gomma non ha molta trazione, avanza lentamente, io sono lanciato (si fà per dire), preferisco non frenare, mi allargo e lo supero.
Immaginate il mio sorrisino

sotto il casco pregustando la presa di fondelli ad Alessio.
La gomma mi dà fiducia, pecco di superbia, ma solo con il pensiero.
Penso: "adesso allungo un pochino e poi sbatto sotto la seconda, magari tiro anche su i piedi".
Immediatamente perdo l'anteriore, causa solco nella neve, e mi ritrovo per terra.
L'unica cosa che non avrei mai dovuto fare viste le condizioni della mia schiena; con l'aiuto di due motociclisti rialzo la moto, risalgo a fatica, e riparto, questa volta guido con molta più attenzione.
Raggiungo il centro dell'incrocio del paese e mi fermo quasi davanti al furgone della polizia; non scendo dalla moto, l'ultimo sforzo mi ha risvegliato il dolore.
Poco dopo mi raggiunge Fiamma83, nonostante le gomme da strada, e parcheggia vicino a me.
Arriva anche Mandrake, che si ferma dalla parte opposta dell'incrocio.
I due lasciano il vecchietto acciaccato appollaiato sulla moto e tornano indietro a piedi per aiutare chi si trovasse in difficoltà.
Passa diverso tempo, li vedo riapparire con Maurizio in evidente difficoltà, scendo dalla moto per dare aiuto.
Indirizziamo Maurizio verso la strada (naturalmente sbagliata), Maurizio si avvia; giriamo la moto di Fiamma, che si avvia; aiutato da Alessio sposto la mia moto a bordo strada infilandola nella neve; aiuto Mandrake a portre la sua moto su strada, che parte immediatamente preoccupato per Maurizio.
Rimango con la moto nella neve, ma ho fiducia nella trazione; cacchio non parte, prova e riprova, non ne vuole sapere.
Dopo diversi minuti si decide a partire, vedo davanti il mucchietto di neve formato dallo spazzaneve, ma ormai sono un esperto di guida invernale, almeno così mi autoconvinco; dò gas con dolcezza, dopo una piccola sbandatina il posteriore fà presa, l'anteriore fende il piccolo muro di neve come una lama, senza crearmi problemi come paventavo (grazie San Pirelli Scorpion).
Sono sulla strada, posso tirare il fiato, oramai il più è fatto.
Raggiungo gli altri per strada, ci fermiamo al primo distributore ad aspettare Fil & C., peccato fosse il distributore sbagliato sulla strada sbagliata.
-segue- (se mi sopportate ancora)