tarius77 ha scritto:
Questa è la risposta che mi ha fornito il servizio Link a pagina di Lineaamica.gov.it
Per questo motivo prima di procedere con la formalità
(sottinteso: cedere il veicolo ad un soggetto che vuole esportarlo, nota mia) le consigliamo di effettuare un
atto di vendita con il quale dimostrare, per qualsiasi evenienza, l'identità del soggetto acquirente.
Tale atto, a firma bilaterale sia di venditore che acquirente, non viene registrato ed ha il solo costo della marca da bollo (due marche da euro 14.62).
Tarius, va benissimo, meglio un atto publico di una scrittura privata, se proprio ti va di farla sull'NP3B bene (anche se per me è preferibile una forma libera nella quale si specifica l'intenzione di esportare il bene, cosa che sull'NP3B non viene fatta)! Niente da eccepire sul resto della risposta che hai avuto!
La questione però è un altra. Tu hai detto che l'ultimo intestatario al PRA del veicolo e considerato "de facto" responsabile degli accadimenti del "pezzo di ferro".
Con l'atto di vendita di cui sopra
l'ultimo intestatario al PRA non cambia, come hai scritto tu e un atto fra il venditore ed il compratore, con l'unica differenza, rispetto alla scrittura privata, che le firme sono autenticate dal funzionario pubblico incaricato (potresti farlo anche in comune su carta libera, il valore è lo stesso ed anche il costo!). Il solerte vigile che citavi, sempre all'ultimo intestario si rivolgerebbe se trovasse il veicolo abbandonato! E sempre quest'ultimo dovrebbe spiegargli che in realtà ha venduto il veicolo ad uno straniero che lo voleva esportare.
Io chiedevo se avevi riferimenti giurisprudenziali a sostegno di questa tua tesi secondo la quale "l'ultimo intestario al PRA di un veicolo radiato per esportazione è comunque responsabile di ciò che accade al veicolo" se questo è venduto ad altri con le tutele contrattuali del caso. Mi pare però che sia una tua libera interpretazione.
Ciao.
