La Community Ting'Avert
Il curvone del Cineland ad Ostia
Scritto da Desmo74 - Pubblicato 13/08/2007 22:00
Queste poche righe le dedico ad un amico motociclista di cui non conosco il nome e che, probabilmente non avrò più il piacere di incontrare, di acqua sotto i ponti, dal 1992, ne è passata tanta...

Era una caldissima estate quella del '92 ed io, durante le vacanze estive, lavoravo presso un autolavaggio di Fiumicino. Con i soldi guadagnati mi ci pagavo le mie piccole stravaganze adolescenziali e, facendo cumulo, preparavo la strada per l'acquisto di quello che era il mio sogno, una CBR 600 F. A pensarci ora, che sono diventato un Ducatista irreversibile, mi prenderei a cinghiate sulle gengive; io su una moto giapponese, piuttosto appeso sull'albero più alto del Bounty a testa in giù... Scusate lo sfogo, amici motociclisti, ovviamente scherzo riguardo alle Jap (o dico sul serio, boh?)...

Sta di fatto che all'epoca, per gli spostamenti casa-lavoro-casa, potevo far affidamento sulla mia Aprilia 125 Sintesi Replica. Mi capita ancora di guardarne le foto con una certa nostalgia, ci sono cresciuto su quella moto e non solo dal punto di vista "motociclistico". I miei primi baci li ho dati su quella moto, le prime vere pieghe me le ha fatte fare lei, così come le prime cadute...

Durante la pausa pranzo me ne tornavo felicemente a casa sulla mia fida, ma, visto che, lì dove ora sorge il Multisala Cineland Multiplex, c'erano e ci sono due bellissime curve, invece di fare la strada più breve, allungavo il tragitto per divertirmi un po'...

Ogni volta sempre un po' più forte, le traiettorie di volta in volta sempre più precise, ma un bel giorno l'avantreno granitico della piccola monocilindrica non ne ha voluto sapere e sulla seconda curva, si è chiuso irreparabilmente.
Purtroppo non indossavo un abbigliamento tecnico adeguato, ma solo un giacchino della Dainese, peraltro smanicato e quindi gomiti, ginocchia e spalle, hanno subito gli effetti "del tenero abbraccio dell'asfalto"!

Mentre ero a terra, cercando di capire dove mi trovassi, ma sopratutto dov'era finita la mia Aprilia, notavo distintamente tutti gli altri veicoli che sfiorandomi, passavano oltre.
"Ahò, te vedo tutti i giorni pià sta curva, a pii sempre a palla, o sapevo che prima o poi te ce sparmavi!"

Cerco di capire da quale direzione giunge la voce del simpatico coattone, ma la prima cosa che scorgo è una RD 350 e subito, come un idiota, invece di pensare a quel che mi era accaduto, parto mentalmente con la cover di Let it Be alla romana: l'Rd, l'rd, l'rd, l'rd... mazza quanto piotta st'rd...

Con tanto di sorrisino idiota sotto il caso, compiaciuto della mia presunta intonazione mentale, vedo finalmente il mio salvatore...
Un ragazzo di circa 35/40 mi si avvicina e mi chiede "ahò, che te sei rotto da quarche parte?
Io cerco di muovere gli arti uno alla volta per verificarne l'efficenza e, fatto ciò, mi alzo autonomamente...

Il ragazzo mi chiede se volevo l'ambulanza o se volevo che mi accompagnasse in qualche luogo, ma l'unica cosa che in quel momento m'interessava era tirare sù la motocicletta e vedere cosa si fosse fatta...
Ovviamente, mentre tutto ciò accadeva, i cari automobilisti continuavano a fare le gincane tra me, il mio soccorritore e le due moto, senza curarsi del fatto che, evidentemente, c'era stato un incidente.

Dopo i doverosi ringraziamenti il coattone si allontana deliziandomi con un bel monoruota...
Ora che ho qualche anno in più e molti capelli in meno, mi dispiaccio di non aver cercato un modo per rimanere in contatto con quel ragazzo, che di sicuro non mi ha salvato la vita, ma mi ha insegnato cosa vuol dire essere civili e, sopratutto, motociclisti. Mi ha mostrato per la prima volta quella solidarietà che tanto caratterizza la nostra comunità, pertanto, se leggi queste righe, e ti ricordi del bel gesto che hai fatto, batti un colpo!

Altrimenti, ancora grazie!
 

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Commento di: BandanaNera il 14-08-2007 14:59
Ci sta a pennello, qui sul Tinga: una lezione di spirito motociclistico, e di civiltà.
Alle volte, gli incontri di un minuto ti segnano una vita, nel bene e nel male....

Lamps
Commento di: BandanaNera il 14-08-2007 15:00
P.S. ....pure tu hai il vizio di cambiare il testo alle canzoni?? ;-))
Commento di: Desmo74 il 14-08-2007 20:32
A Roma la cover della canzone dei Beatles era un classico!!! l'Rd, mitica
Commento di: KAHLUA il 15-08-2007 22:46
Bell'articolo, complimenti!! Grazie a te per averci deliziato di uno scorcio rapace della tua vita e soprattutto di un attimo che per noi da futile diventa oltremodo importante. Non vorrei dirti che io ero uno di quelli che ti scartavano come una buca per terra, infatti non te lo dico perche' non ero li nel 1992 e neanche ero motociclista. Ti vorrei dire invece che io ero quel giovanotto paziente, si quel coatto che tu simpaticamente apostrofi e che ti ha insegnato una lezione indelebile, ti ha marchiato con il suo istintivo gesto come un bue al macello. Ma neanche lo sono, sono solo un motociclista di quelli convinti che apprezza la lettura come quel gusto innato di andare in moto, di piegare, di andare forte, ma sempre con il limite delle sue insicurezze e a paure. Adesso sei grandicello e nel tempo di sei portato dietro quella costante in sottofondo che ti aiuta a non sbagliare, la paura. Fanne tesoro ed io faro' tesoro del tuo racconto. Complimenti Enrico.
Commento di: Desmo74 il 16-08-2007 08:23
Grazie tante per aver lasciato un tuo commento e complimenti per il lavoro che svolgi.
Commento di: zip_4t_ il 17-08-2007 10:18
bella stroria con ottima morale!!!
Commento di: Davidix il 17-08-2007 18:30
sono nuovo del forum e il tuo racconto mi è sembrato il modo migliore per cominciare a farne parte.
ti ringrazio del contributo come motociclista e della lezione di civiltà come uomo e parte di una collettività.
Commento di: system-ob il 18-08-2007 13:45
wow che bel racconto io sono ti torvaianica ci sono passato qualche volta li in quei curvoni e devo dire ce sei stato veramente fortunato.... complimenti ancora.
Commento di: sekko il 18-08-2007 17:49
Quello che si dovrebbe fare sempre e comunque.
In moto c'è sicuramente più solidarietà e fratellanza, anche se quarche pezzo de fango che te lascia con la carena a terra, lo si trova.

Grande! Ottima cosa ;)

Lamps!!
Commento di: Tico il 18-08-2007 23:17
Tu mi riaccendi la memoria!
Non sono io quello con l'RD (anche se ne ho una dozzina...), ma il "curvone" l'ho assaggiato anch'io!
Era il 1985 credo, ed ero dietro al mio amico Fabio con una Cagiva SXT 125 (mi sembra...). Tornavamo dagli allenamenti di pallavolo da Ostia Antica; tutto bene finchè, proprio in mezzo al curvone, non abbiamo preso l'olio lasciato puntualmente dall'autobus di linea!
Parte destra del corpo perfetta, parte sinistra modello lebbrosario....!
Ed hai ragione: il pericolo maggiore erano le macchine che arrivavano!
Mamma mia che volo!
Se il tuo "coattone" era biondo e l'RD nera, lo conosco!
Ciao.
Tico


Commento di: Desmo74 il 19-08-2007 07:40
Innanzitutto grazie per il tuo commento Tico. Er coatto era castano chiaro e l'RD con la colorazione classica Yamaha rosso-bianco.
Adesso quelle curve, le faccio sempre piano, ma solo quelle però :-)
Commento di: Luxor3 il 19-08-2007 15:56
porca miseria che articolo pieno di passione!!
ogni tanto ci vuole qualcuno che ci ricorda come bisognerebbe comportarci in certe situazioni..e invece la maggior parte delle volte senti dire dai motociclisti "guarda quel deficiente co la moto...sicuro stava a fa il matto..."
e invece ogni volta che vedo un incidente di uno sulle due ruote mi piange il cuore, perchè quello li steso per terra potrei essere io (come già mi è successo)
complimenti per l'articolo, spero lo leggano in tanti, motociclisti e non!
Commento di: Desmo74 il 19-08-2007 16:26
Grazie per il commento!
Commento di: Andrea610sm il 20-08-2007 15:32
Che grandissima bellissima spettacolare la famiglia dei motociclisti......