La Community Ting'Avert
Voglia di rallentare
Scritto da nikki - Pubblicato 11/04/2007 15:56
Andare in moto. Frase troppo, troppo generica...

Ricordo che prima di averne una ne sognavo la bellezza, ne agognavo il senso di libertà, la comodità, il poter, in estate, scendere in garage, montare in sella con una maglietta e con le scarpe da ginnastica e utilizzarla così... come fosse uno scooter, un ciao... una cosa che... se non hai il cavalletto la puoi anche appoggiare ad un muro.
Oppure altre volte sognavo viaggi: un giro al mare, magari nella vicina Liguria per avere nel naso i profumi di quella terra che in macchina non puoi sentire, magari sugli appennini per coricarsi poi su di un qualche prato per godersi il silenzio, il vento, il sole.

Altre volte ancora sognavo di tornare in posti un poco più lontani ma conosciuti, quei posti “mitici” per le due ruote, tipo lo Stelvio, il Bernina, il Gavia; sognavo di star via un po’ di giorni con poco o nulla appresso (come si dice... quindici paia di mutande: tutte sotto!), magari anche da solo: il senso ed il gusto del viaggio che in moto diventa, parafrasando De Andrè, “la stessa ragione del viaggio: viaggiare”.

Mi trovo invece oggi ad aver inseguito un lungo (per mia fortuna, lungo) percorso di apprendimento, di conoscenza della moto, che, se da un lato è assolutamente indispensabile, dall’altro rischia di far diventare l’andare in moto un mero esercizio ginnico teso ad aumentare ancora di qualche grado la piega, ad aprire un po’ di più ed un po’ prima il gas fuori dalle curve, a ritardare ancora di qualche metro la chiusura del gas prima di un curva, a spostare il sedere a destra e a sinistra e a spingere sulle pedane per correre di più una volta piegati. Non sono sicuramente una gran manetta e vengo sverniciato (il gergo...) frequentemente, ma ogni volta che scendo dalla moto osservo la gomma posteriore che, chiusa fino alla spalla, mi dice che sono andato bene.

Risulta quindi una rincorsa continua. Una rincorsa alla “bella guida”, all’eleganza, all’aggressività, una rincorsa alla velocità, una rincorsa a sentirsi “bravi”, “forti”.
Ma anche una rincorsa alle nostre insicurezze a volte mi vien da dire. Una rincorsa a dover ancora una volta dimostrare qualcosa a noi stessi e agli altri.
Una rincorsa pericolosa va fatto obbligo di aggiungere.

Senza contare poi che con tutto ciò è sparita anche quella fantomatica “leggerezza” che mi faceva sognare la moto: mi infilo la tuta, il paraschiena, gli stivali, i guanti ed il casco e così appesantito esco dal garage, soffrendo fino alle prime curve.

Alla fine ho scelto io come vivere la moto, non mi ha obbligato nessuno, nessuno mi ha spinto in questa direzione, nessuno mi ha indirizzato ad essere ciò che sono. Eppure spesso penso di aver tradito ciò che era il mio sogno. Spesso penso che questo non sia ciò che mi ha avvicinato alle due ruote.

Forse, ora che certi piccoli traguardi nella guida li ho raggiunti, la vera dimostrazione di forza ora sarebbe... chiudere la manetta. Riprendersi indietro il gusto di passeggiare, senza fretta, senza frenesia, senza tensione nel collo, ma con in testa solo il piacere che la moto può regalare.

La stagione è buona e comincia a fare caldo, ho appena comprato un tuta, ma oggi pomeriggio uscirò a fare un giretto con i jeans e le scarpe da ginnastica.

Con calma.
 

Commenti degli Utenti (totali: 12)
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Commento di: shadow830 il 11-04-2007 16:27
oggi tornando da lavoro (in moto!) riflettevo sulla guida più o meno sportiva, più o meno "azzardata" o meglio "al limite"....io amo guidare la moto, viaggiare da sola o in compagnia, a volte anche tirare un po' (senza correre rischi inutili)...passare giornate meravigliose con altri appassionati....senza la mania di correre, piegare al limite o dimostrare che "ci si sa fare" .....
anch'io esco sempre più spesso in moto....con calma
anna
Commento di: vuferinho78 il 11-04-2007 16:57
E' vero quello che hai detto, da vero romantico delle 2 ruote ...anche io da "piccolino" immaginavo solo di uscire con maglietta e scodella e vedevo tutto l' abbigliamento una esagerazione.
Ora ho comprato tutto, compresa la tuta per la pista perchè inevitabilmente un pò alla volta sono venute fuori tutte le caratteristiche sportive dell' andare in moto...2 settimane fa sono andato anche in pista!!. Però pensa al fatto di poter scegliere, cosa che io non potevo nemmeno pensare prima, fra guidare in modo sportivo ed un andatura da Bravo...sono le varie opzioni, di guida in questo caso, che stiamo costruendo a fare la differenza.
La leggerezza non muta, è la percezione delle persone rispetto ad essa a renderla più o meno pesante...
Commento di: bold77 il 11-04-2007 16:39
Eh si hai proprio ragione. Non tutti si abbicinano alla moto con l'idea di fare gli smanettoni a tutti i costi. Ci sono anche persone che trovano nella moto un mezzo per provare delle sensazioni nuove dal sentire i profumi della natura che ci circonda al vento sulla pelle al piacere di una passeggiata fuori porta. Ciò non comporta per forza dover correre e affrontare curve sempre più piegati.
Tuttavia questo spirito di avvicinarsi alla moto spesso scompare nello stesso motociclista e emerge la voglia di sfidare se stesso e gli altri: è quasi una continua ricerca della perfezione!
Come hai detto tu caro amico questa ricerca è spesso pericolosa.
Oggi palavano degli incidenti occorsi ai motocliclisti e hanno rivelato che la maggior parte di essi è provocata dalla perdita del controllo del mezzo.
Mi unisco all'appello di Nikky nella riscoperta del passeggiare senza fretta (con clacson alle pischelle sul lungomare).
La vera sfida è il cambiamento.....!!
Commento di: Nikki il 12-04-2007 09:17
eh sì bold77 è proprio così.
e il clacson alle pischelle sul lungomare è una componente fondamentale da riscoprire....
un socio tinga in questi giorni ha comunicato che sta organizzando una giornata in pista: bene, non l'ho mai fatto prima ma penso che parteciperò.
sfogherò lì la voglia di pieghe e di manate sull'accelleratore (perchè comunque il brutto della piega è che è.....entusiasmante) e terrò per la strada quanta più calma e serenità mi riesca di avere...
Commento di: Sam-dstar il 11-04-2007 22:06
E' per questo che ho scelto un custom, andare veloce non mi interessa molto, consumare le saponette sull'asfalto nemmeno, per me andare in moto è relax, spesso mi ritrovo ad andare con il gas al minimo e il motore che borbotta tranquillo, mentre ammiro la bellezza della natura che risorge sotto il luminoso abbraccio del sole ogni giorno più caldo.
Forse qualcuno penserà che con un custom non puoi scegliere, si può andare solo piano e non si può piegare come con una sportiva. Le moto sono differenti, concepite differenti perché diverse sono le personalità e lo stile di guida di coloro che premono il pulsante dell'accensione. Anche a me capita di andare forte e di grattare le pedane sull'asfalto, mo sono eventi causati dalla fretta di arrivare e non dalla voglia di testare i miei limiti o quelle della moto. Ogni volta che sento grrrrrrrrrrrrrr sull'asfalto o mi si blocca il posteriore per una frenata troppo brusca chiedo scusa alla mia piccola, dicendole che cercherò di stare più attento.
Commento di: bluebottazzi il 12-04-2007 10:57
Il tuo post mi ha colpito, perché leggendolo ho creduto che fosse la testimonianza di come un "giovane" possa trovarsi confuso nel gestire gli stimoli negativi che provengono dall'ambiente (nella fattispecie: correre in moto). Ma Nikki, ho visto che hai 40 anni! È ora di attivare il buon senso, e credo che questo sia il senso di quello che hai scritto. Fin dalla scelta della moto. Io ho una Guzzi Breva, faccio turismo, non corro, non piego e mi godo le due ruote. Ah, e metto gli stivali comunque, perché le caviglie si spezzano anche da fermo.
Commento di: Evildj il 12-04-2007 18:31
non centra l'età...io ho 23 anni e posso dirvi che....dopo i due gravi incidenti avuti...ho smesso di correre...

Quando mi sono alzato da terra (entrambe le volte) ho pensato....fortuna che non stavo correndo....dalla seconda volta però ho smesso proprio di farlo...non si corre più...basta...la moto x me è diventato un mezzo di locomozione comodo....con cui passeggiare....che ogni tanto mi accompagna fuori porta dove magari si fa qualche piega in più però senza mai tirare al limite come prima.....
Commento di: Nikki il 13-04-2007 08:12
40 anni. è vero. sono quasi 40, ma in tutto questo io non intendevo fare un discorso di età; per me quest'ultima non c'entra nulla. infatti io non rinnego il piacere di una bella piega, di un ingresso in curva da manuale, rinnego il fato che tutto questo debba diventare un obbligo. rinnego il fatto che, volenti o nolenti, ci si trovi una volta ancora nella vita a dover assurgere ad uno status: una posizione sul lavoro; una bella macchina in garage; una casa col giardino; un televisore al plasma; l'ultimo modello di cellulare (oibò); un JWC al polso; una ducati sotto al culo e......la capacità di strusciare le pedane sulla corda di una curva...
non volevo affrontare il tema del "buon senso", volevo affrontare il tema della "volontà".
cerco di spiegarmi meglio: "è veramente ciòche voglio?" "è veramente ciò di cui ho bisogno?" "l'ho scelto veramente io?" "o sono stato portato a pensare che devo dimostrare qualcosa?"
andiamo in moto e ci sentiamo liberi. andiamo in moto e guardiamo le automobili come fossero delle insopportabili e goffe scatole di lamiera. andiamo in moto e portiamo con noi solo ciò che va altrettanto veloce.
ma è così tanto vero?
Commento di: AgoKawa il 12-04-2007 19:40
Grande!
Commento d'impeto, dopo aver letto il tuo post!
E finalmente qualcuno come me, uff :-)
Saluti
Commento di: bigpenna il 14-04-2007 11:58
La strada non è un circuito del Moto GP.
Sono fermamente convinto che saponette e gobbetta aereodinamica sulla tuta siano accessori totalmente inutili al di fuori di una pista.
Altro discorso è la sia pur minima protezione che serve preservarci da incidenti che possono succedere anche andando al bar.
Le scarpe da ginnastica ok, ma con il collo alto, guanti di pelle leggeri e almeno una giacca di jeans!
:O)
Commento di: rino73 il 14-04-2007 20:30
ciuao, anche io nonostante i miei soli 34 anni venti di moto mi sono veramente reso conto che non bisogna rischiare di mettere il sedere in terra.una volta non avevo abbastanza spalla nella gomma ora invece mi manca un centimetro!quando mi fermo in montagna a prendere un caffe come sono visto dai corsaioli.va" be penso ho gia sulle spalle circa 230-240 mila km.e ora di calmarmi(che balla non sono piu capace)