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Come nasce un motociclista? A volte la passione te la può mettere addosso lei
Scritto da MacMickey - Pubblicato 14/05/2015 14:00
Come è entrata in ciascuno di noi la passione per la moto? Forse in duecentotrentasettemilaseicentoquattro modi diversi. Ovvero quanti sono gli iscritti a questo club in questo momento!

Chi la prende da un familiare, da un amico, dal fidanzato, chi dal nulla... fin da piccolo impazzisce per le due ruote!
Tuttavia mi è sembrato di capire che siano in pochi ad avere avuto la fortuna che ho incontrato io...

Ho iniziato la mia vita da motociclista "tardino", da ragazzino non avevo neppure il cinquantino. In compenso più tardi la mia fidanzata mi ha chiesto una promessa: da sposati ci prendiamo una moto?

Lei invece la passione per le due ruote l'aveva fin da piccola e a 16 anni, con la A fresca in tasca, gironzolava con la sua Gilera Arizona!
Più tardi però sarebbe passata ad un’auto, il desiderio di avere un mezzo proprio e l'aut-aut "se compri la macchina vendi la moto" avevano messo a sopire l’amore per le due ruote. Solo per qualche anno però.

Quindici giorni dopo le nostre nozze, una fiammante Shadow VT 600 velvet red era sotto casa, e sei mesi più tardi, dopo un'estate da zavorrino, anch'io mettevo una bella A sulla patente (in quel periodo serviva ripetere pure l'esame di teoria!).

La Shadow ci ha scarrozzati per 11 anni. Sempre affidabile e pronta. Ma forse non era la moto perfetta per noi e col tempo c'eravamo stancati, usata sempre meno, sostituita spesso dall'auto per i motivi più banali, eravamo sul punto di venderla. Solo un dubbio ci bloccava: abitiamo a due passi da lago di Garda... alla prima coda l'avremmo rimpianta!
Così partono le idee, "anche malsane" se vogliamo. Tipo prendere uno scooterone, più comodo e ugualmente agile nelle code. Ma a lei non garba affatto l'idea. Quindi le propongo di tenercela ancor un po' o meglio, di metterla in vendita ad un bel prezzo alto: se troviamo chi la compra, bene, altrimenti per prenderci poco... tanto vale che ce la teniamo.
Chi se lo immaginava che esistesse un mercato super fiorente della già pensionata Shadow 600... dopo 3 giorni è venduta, in pieno Febbraio!

Ci ritroviamo a piedi, sì c'è l'auto ma niente due ruote, e serve una decisione. Per il suo compleanno, dopo aver letto un paio di riviste del settore forse per la seconda volta nella nostra vita, prendiamo mezza giornata di ferie e giriamo un po' di concessionarie e alla fine il ventaglio di scelte si restringe a due opzioni: Hornet vs XJ6.
Il concessionario Yamaha però non vuol saperne di parlare di prezzi se prima non la proviamo (al contrario di tutti gli altri, che appena capiscono che l’usato è già fuori dal box, buttano offerte sul tavolo) ottima idea, se non fosse che diluvia!
Così torniamo a casa, idee più chiare ma nessuna decisione: io spingo per la XJ6 più sfruttabile, e lei per la Hornet, avendo visto una livrea dai colori che le piacciono molto.

Il sabato successivo siamo da BrixiaBike a provare la XJ6. Il primo giro lo fa lei, perché la prima guida di casa in effetti è lei. Quando rientra ha il sorriso che traspare dal casco, gli occhi illuminati “provala! è come andare in bici!”.
In più il bianco non era “bianco” ma un bellissimo perla.

E’ stato come se fossimo ridiventati motociclisti per la prima volta. Adesso il piacere di andare in moto era vero, non era un mezzo per raggiungere semplicemente un posto senza preoccuparsi del traffico e con l’aria in faccia. Il primo anno infatti triplichiamo i km percorsi.
Due anni più tardi proviamo la FZ8, con lo zampino di Guido della Brixia scatta l’affare e, per me, è stato come avere ciò che mancava per raggiungere una soddisfazione ancora maggiore.

Insomma il nostro modo di vivere la moto è cambiato. Ce ne siamo accorti non solo dal chilometraggio, ma anche da tutto quel che abbiamo preso: dal casco serio al giubbotto tecnico, passando per gli antipioggia, i guanti e le scarpe... Tutte cose delle quali prima, con la shadow, neppure sentivamo la necessità, ora sono il naturale completamento per godere della moto il più possibile!

A settembre scorso la svolta: dopo 16 anni di guidatore/zavorrina alternato a guidatrice/zavorrino le nostre selle si dividono e non poggiamo più le chiappe sulla stessa moto. Lei non sale più su quella che diventa la MIA moto.
No, nessuna separazione o divorzio, è solo entrata in famiglia una Ducati Monster 696! Moto che guida prevalentemente lei e che ci ha resi un mini motoclub molto affiatato, poco disposto a rinunciare ad un giro su due ruote!

Poco tempo fa, per godere di una bella opportunità offerta da un club ufficiale Yamaha di MTisti mi sono iscritto, e come da rito è richiesta una presentazione. Ne ho approfittato per riflettere su quanto possa ritenermi fortunato ed ho voluto condividere con tutti voi del Tinga, al quale appartengo ormai da qualche anno, il mio racconto, la mia fortuna: aver scoperto la passione per la moto con l'amore della vita!
 

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Commento di: Davide il 14-05-2015 14:01
Che bel racconto e che bella storia, complimenti! Smile
Commento di: MacMickey il 14-05-2015 19:20
Grazie Davide, mi fa piacere che la nostra storia possa apparire bella anche agli occhi di chi la legge.
Non ti racconto a che situazioni da candid-camera abbiamo assistito negli anni, vedendo i volti di chi ci vedeva partire, magari sulla shadow... io dietro e lei alla guida! E ancora oggi, quando mi capita di andare andare in ufficio con il monster (giusto per cambiare un po') e mi sento dire "ehi, ma hai cambiato moto!" ed io "no no, questa è quella di mia moglie"... c'è sempre un attimo di smarrimento negli occhi di chi te l'ha chiesto!
Commento di: sirlop il 14-05-2015 14:31
Le passioni nascono nei modi più disparati, ma una storia come la tua non l'avevo mai sentita
è veramente fantastica. Complimenti per le moto Lamps
Commento di: MacMickey il 14-05-2015 19:24
Grazie a te per il commento ed i complimenti. Avere due moto era un sogno, e quando si è presentata l'occasione l'abbiamo presa al volo. Sappiamo che non potrà essere per sempre... ma intanto ci godiamo questo bel periodo!
Commento di: vilcoyote il 14-05-2015 20:48
Due giorni dopo il compleanno di mio papà, trascorso con una scorribanda in moto assieme a mia mamma, nasceva il sottoscritto... "anta" e più anni fa; mia madre s'è fatta praticamente tutta la gravidanza in moto: "comodamente" seduta nel sidecar (quando era montato) o appollaiata sul "sellino" posteriore di un Guzzi 500 Sport CL 15... la guerra era finita da qualche anno, e nonostante le strade fossero un po' dissestate, spesso bisognasse passare a guado i corsi d'acqua perché il ponte non era agibile (se c'era ancora...) e bisognasse scendere a spingere nelle salite più impegnative (nonostante il controllo dell'anticipo manuale le consentisse di arrampicare anche su per i muri) su quella Guzzi, sempre col sidecar quando andavamo via tutti insieme, ho trascorso i primi anni della mia infanzia... eravamo in sei: mio papà alla guida, mia sorella e mio fratello grandi dietro di lui sulla "macchina" e mia madre e l'altra mia sorella grande nel sidecar con me in braccio.
Amici di scorribande un'altra coppia con una Guzzi 250 (credo fosse un'Allodola) dove viaggiavano in tre: il papà e la mamma con la figlia, anch'essa adolescente, nel mezzo... ah... le donne rigorosamente sedute all'amazzone, anche sulla moto col sidecar!!!
Niente abbigliamento tecnico, abiti di stagione, al massimo un paio di occhialoni tipo "Barone Rosso" contro tutti i tipi di volatili che avessero più di quattro zampe, se arrivava un temporale e non trovavi un riparo te lo pigliavi tutto e spesso il sidecar, nonostante il "buco" sotto, tendeva a diventare una specie di vasca da bagno, si passava la notte dove capitava, casolari di contadini, case private o qualche rara locanda dove venivamo accolti con tanto calore, più che altro perché l'infante ed i fratelli adolescenti erano spesso "umidi" se non bagnati e ispiravano tanta compassione... e ne avrei ancora da raccontare!!!
Poi un bel giorno, per motivi di lavoro, mio papà diede in permuta il 500 CL 15 ed acquistò un Ercole... sempre Guzzi ma motofurgone...ma le gite continuarono: mio papà e mia mamma stretti nella cabina e noi fratelli nel cassone coperti da un telone...
Quindi penso di poter dire che sulla moto ci sono praticamente nato e un po' anche cresciuto, eppure non ho mai avuto una moto tutta mia né da adolescente né da "grande", mi accontentavo di un giretto su quelle dei miei amici (cinquantini, niente di più...) e nonostante il desiderio me lo sia portato dietro tutta la vita la mia prima moto è stata una Virago 250, acquistata di seconda mano qualche anno fa, volutamente una cilindrata "piccola" perché conosco il "pollo" e volevo evitare di farmi del male... adesso sto pensando a qualcosa un po' più grosso, la sua sorella maggiore, la 535, un altro "cancello" secondo l'opinione di molti, ma vi garantisco che con un po' di "pepe" e di cervello sempre in presa, ci si diverte anche coi "cancelli"... ecco un esempio di "Biker in pectore" che s'è realizzato quando ormai l'argento nei pochi capelli rimasti era il colore dominante.
Commento di: MacMickey il 14-05-2015 22:53
Caspita! Se posso prendermi il merito di aver suscitato in te la scrittura di un racconto così bello, postato come commento, me lo prendo! Ma è un bellissimo racconto, non un semplice commento: vivo, autentico, lontanissimo dai nostri giorni, dove pure in auto per i bimbi serve un seggiolino fino ai 12 anni. Grazie per averlo condiviso!
Commento di: vinc69 il 23-05-2015 10:39
Che dirvi la passione per le due ruote l'ho sempre avuta "almeno a guardare le varie riviste quando andavo dal parrucchiere", ma non ho mai osato acquistarne una di moto, um po per non dispiacere mio padre che era contrario un po per priorità più importanti. Tra un la compro e ...adesso non è il momento, sono arrivato a festeggiare le 45 candeline e finalmente decisi che ormai era arrivato il momento di fare sul serio ed acquistai una Aprilia Pegaso 650 ie ..."quanti dolori non la consiglierei a nessuno". Ormai la passione mi aveva preso forte e non contento la vendetti per orientarmi su una Suzuki V-Strom 650 mia affidabile e compagna di viaggi.
PS. Unica pecca non riesco a trasmettere le piacevoli sensazioni di salire in sella a mia moglie ...forse non è ancora pronta psicologicamente? ...anche se non lo ammette però gli piace.
Ciao e lamp a tutti ...si dice così vero?
Commento di: MacMickey il 27-05-2015 19:32
beh mai dire mai, chissà un giorno potrebbe stupirti!
Commento di: StefanoRossi il 15-05-2015 02:02
Anche nel mio caso, fu la mia lei a mettermi addosso la passione per la moto.
Purtroppo non finì in modo romantico come i vostri racconti, dato si tratta di una ex-lei. Ricordo ancora con molto piacere i bei momenti passati... a guidare il suo Monster 620 Dark Very Happy
La mia attuale compagna si presta a brevi viaggi da zavorrina e nulla di più, ma sinceramente tra ex-motociclista e incasinata di testa e compagna attuale che preferisce la comodità delle 4 ruote, ma che si dimostra una persona ben più concreta... beh, chiaramente preferisco quest'ultima Very Happy
Commento di: MacMickey il 27-05-2015 19:34
ci sono sempre delle priorità, anche quando si sceglie una compagna per la vita. Trovare tutto in una persona non è facile, e a volte è meglio contare su qualcosa di solido come hai fatto tu!
Commento di: endurista00 il 15-05-2015 16:28
Bel racconto ......per quanto riguarda la mia la storia è una delle più tradizionali .
Mio padre alla mia nascita possedeva una yahama xt 600 e mi portava afare i giretti intorno a casa poi mi scendeva e andava al lavoro,fino a quando non fece un incidente e si ruppe un ginocchio da li compro prima un tdm 850 poi un husqvarna te 510 e poi un altro tdm 900.
Per mia fortuna mio padre al compimento dei miei nove anni mi regalo un malaguti grizzly senza marce che duro fino a 11 anni , poi per mia sfortuna fino al 2013 rimasi senza moto fino a quando mio padre decise di vendere il tdm per comprarsiv un beta rr 450 e li sapendo che il concessionario gli faceva lo ocnto se comprava anche la moto per me decise di comprarmi un betino 50 (nuovo ASD ) da li in poi è stato subito amore io e mio padre andavamo a fare enduro insieme poi una volta conseguita la patente am ho conosciuto altri enduristi e dopo aver applicato qualche modifica ora quasi ogni settimana vado a fare enduro.
Commento di: Ve2 il 16-05-2015 11:51
Wow, complimenti a entrambi!
Io sinceramente non ricordo neanche quando ho cominciato ad amare le moto, sono cresciuta in una famiglia di motori dunque penso me l'abbiano trasmesso da sempre, però ricordo perfettamente la svolta, in casa mia è sempre esistito solo enduro/cross fino a quel giorno in cui ho visto per la prima volta una moto "da strada", ero una bimba, mi sono voltata al suo passaggio, è stato Amore. Crescendo mia madre ha cercato di tenermi lontana dalle 2 ruote, non per cattiveria ma per paura sua, ho sognato la Mito per anni ma per mille ragioni non è mai arrivata, è arrivata però la patente a 18 anni e la possibilità di usare una Yamaha TT, solo sotto stretta sorveglianza, ma già questo bastava per rendermi felice.
Poi tante spese e pochi soldi e quindi anni felice da zavorrina fino a quando lo scorso anno finalmente è arrivata lei, Kawasaki er6n, il mio primo mezzo di trasporto, pura felicita!
Volete ridere? Nella coppia sono io quella che per ogni scusa propone il giro in moto, tanto che la scorsa estate io ho fatto circa 9000 km e il mio compagno neanche 3000.. Altra curiosità, mio fratello, enduro dipendente mi prende tanto in giro ma ad ogni occasione fieramente racconta della sua sorellina!

Commento di: MacMickey il 27-05-2015 19:35
Grande! 9mila a 3mila... lo stracci proprio!
Commento di: ZioPigTurbo il 17-05-2015 15:17
io ho amato la moto fin da piccolo (6 anni)
ricordo ancora le riviste tuttomoto e motociclismo..
Commento di: castoro il 17-05-2015 19:40
Io ricordo che da bambino simulavo di guidare una moto anche quando camminavo, della serie che piegavo quando curvavo, poi arrivarono le riviste di motociclette da alternare ai Topolino ed infine le vere e proprie due ruote motorizzate. Sicuramente ha influenzato molto l'assenza di ''terrorismo psicologico'' che spesso i genitori incutono nei pargoli al solo parlare di motociclette. A me, invece, hanno lasciato fare finchè dopo martellanti campagne di persuasione ebbi in regalo il primo scooter a quattordici anni.
Seguirono moto vere e proprie, ognuna delle quali corrisponde a una determinata passeggera che ha condiviso con me il bello del motociclismo (se non gli piace la moto, neanche le guardo).
Ora sono in attesa di una compagna motociclista anche lei, e ho fiducia, perchè le vie del motociclismo, si sa, sono infinite!
Commento di: MacMickey il 27-05-2015 19:36
Ti faccio tutti i miei auguri e pure un in bocca al lupo per la tua ricerca!
Commento di: castoro il 28-05-2015 20:24
crepi il cacciatore! Anzi, anzi, mi sa che mi hai portato fortuna, perchè vedo bei cambiamenti nella vita sentimentale! Molto divertente
Commento di: devargas il 20-05-2015 11:37
Bella storia dalla quale traspare armonia e serenità famigliare coniugata ad una sana passione. Anche in te, evidentemente, esisteva in embrione questo desiderio, questa attitudine. Il perfezionamento, negli anni, del tuo status di motociclista, ti ha permesso un bel salto qualitativo.
Commento di: MacMickey il 27-05-2015 19:40
Si sena dubbio, qualche gene c'era. Mio papà aveva un Giubileo 98, ma già quando ero piccolo era talmente mal concio che ricordo solo le imprecazioni che tirava quando arrivava quel giorno d'estate nel quale si decideva a riaccenderlo... al max un giro in campagna, senza RC, e poi di nuovo fermo. Se mi ha trasemsso la passione l'ha fatto solo per via genetica, perchè nella pratica, questa moto era ferma in garage, con delle mani di antiruggine arancio quì è la... non troppo invitante insomma per un bimbo. Più tardi l'ha venduta ad un collezionista.
Commento di: Elr0ndK il 21-05-2015 11:18
Mickey, io ho avuto una storia a due ruote che ha qualche punto in comune con la tua: mai avuti scooter e moto fino a meno di 3 anni fa e di anni ne ho 35. Ho sempre avuto la passione per le moto, ma molto "latente" per via della già menzionata campagna di dissuasione attuata in famiglia, che nel mio caso non è stata proprio diretta, ma instillata man mano con sapiente saggezza dai miei. Tant'è che, seppur mi piacessero ed avessi anche fatto da zavorrone (ino nel mio caso non ci sta proprio...) diverse volte oltre ad aver preso in prestito qualche mezzo di amici, non ho mai accarezzato l'idea di comprarne una mia.
Poi è arrivata lei che è diventata mia moglie e mentre si chiacchierava del più e del meno (all'epoca eravamo ancora lontani dall'idea del matrimonio), è venuto fuori il discorso moto e passione... E lei mi ha detto, più o meno testualmente: "Ma scusa, tu piace? Prendila! A me piace pure!". Come si conviene, non sono passati nemmeno 3 mesi e la moto era a casa e la patente presa (neanche io ce l'avevo, la patente A) e da allora è diventato una parte fondamentale di me, la moto è per me un bisogno quasi fisico.
Lei mi ha fatto da zavorrina per molto tempo ed intanto ha preso anche lei la patente A e dopo una serie di vicissitudini, non si trovava bene con la mia prima moto, è arrivata a prendere la moto con cui si trova bene, un CB500F.
Domenica scorsa è stata la prima vera volta in cui abbiamo fatto un giro ciascuno sulla propria moto. Impagabile.

Ad ogni modo, complimenti per il racconto, bello davvero. E complimenti alla tua racing-mogliettina Up
Commento di: MacMickey il 27-05-2015 19:31
hai detto bene: Impagabile!!!

Stracomplimenti e buonissima strada!
Commento di: Elr0ndK il 28-05-2015 08:59
Buonissima strada anche a te! Doppio Lamp Naked
Commento di: bubybmw il 29-05-2015 11:21
Ciao MacMickey questa FORTUNA e' capitata anche a me'
Nasco motociclista gia' prima dei 14 anni con il benelli 3marce del nonno a girare per i campi subendone tutte le ire !!
Da allora ormai 39 anni sono passati ma mai più' stato senza un due ruote ..... passione
Ho' conosciuto la mia dolce meta' già' zainetta in diversi giri motociclistici e da allora facciamo km insieme e l' unica concessione che ho' per andare in moto solo e' "" andare a lavarla "" scherzo !!!!! ma in moto sono sempre con LEI e mi piace molto
Adesso con questo ponte siamo in partenza per l' isola di Lussino in Croazia 4 giorni di moto e sole
V a tutti
Commento di: Rebel_83 il 31-05-2015 00:23
Beh, visto che si parla nei vari commenti di mogli e compagne magari la moto potrebbe aiutare a trovarne una anche a me ASD
Commento di: devargas il 01-06-2015 12:26
Attento a volte succede anche il contrario: trovata la donna persa la moto per...incompatibilità!
Commento di: sigvertigo il 05-06-2015 17:44
Da piccolo guardavo le foto di quel nonno che non avevo mai conosciuto perché scomparso molti anni prima ed ero attirato da quella bella moto rossa che ai miei occhi lo faceva sembrare un supereroe. Mio padre invece è sempre stato un Vespista, infatti, non avendo molti soldi in famiglia usava "IL" Vespa per andare al lavoro sia d'estate che d'inverno e in ogni condizione atmosferica. Dai 14 anni potevo usare "il mezzo" solo durante il fine settimana, allora mi vergognavo di quella Vespa che puzzava di lavoro onesto e fatica, i miei amici tutti con lo scooter nuovo, la maggior parte con quell'Aprilia RS giallo e viola che io potevo solo sognare di guidare. A 16 anni dopo 2 mesi di fabbrica nei mesi estivi durante la pausa scolastica riuscii finalmente a comprare un FIFTY 50 scassato ma con 4 marce a pedalina e marmitta Polini. A me sembrava di guidare una supersportiva! Poi l'Università. Francia, Irlanda e Slovenia ed ovviamente Pavia che raggiungevo, solo quando il tempo lo permetteva lo ammetto, in sella allo scooter 150 di mio padre che essendo in pensione mi prestava più che volentieri cosi aveva il pretesto per usare ancora la sua amata VESPA PK 50 bianca del 1982. Sempre la stessa. Ovviamente per guidare il 150 presi la patente A limitata da privatista, durante l'Università non potevo permettermi il lusso né la scuola guida né di noleggiare una moto a marce. Finita l'Università il mio primo impiego l'ho passato sempre in sella allo scooter Kymko 150. Dopo un paio d'anni di gavetta finisco a fare il manager lontano da casa. Niente più mezzi a 2 ruote ma l'auto aziendale che spegne per un po' la passione delle 2 ruote. Di quel periodo mi ricordo la fatica e la paura di non essere all'altezza del ruolo ricoperto, i continui viaggi all'estero, svegliarsi e non ricordarsi dove sono o in che lingua devo parlare, sullo sfondo un amore intenso con quella che di li a qualche anno sarebbe diventata mia moglie. Matrimonio e l'acquisto della casa ed ancora tanta fatica. Finché a Natale 2012 insieme a mia moglie decidiamo di acquistare un mezzo a 2 ruote. Per un caso fortuito, il fido concessionario di un amico mi propone una NC700S DCT, non avevo neppure bisogno di "aggiornare" la patente, ad un prezzo d'occasione e quindi accetto volentieri. Credo sia diversa da una moto a marce, ma io che non sono uno smanettone la trovo comoda e finisco che quando il tempo lo permette, nonostante auto, austostrada e carburante pagato la uso per andare in ufficio. Tutto perfetto. Fino al buio totale. Nel Gennaio 2014, complici anche dei medici incompetenti che non se ne accorgono durante i vari ricoveri, mia sorella di 33 anni scopre di avere un cancro in fase terminale. La mia vita felice e la sua che stava per finire, guardavo i miei 2 nipotini piccolissimi e avevo solo voglia di prendere a pugni quel medico di famiglia che per 4 mesi le ha impedito di fare analisi accurate, perché è normale essere stanche durante l'allattamento. Già normale. Da Marzo per andare a trovarla in ospedale smisi di usare l'auto perché in moto le lacrime si asciugavano prima, e poi è più semplice dare la colpa al vento se uno ha gli occhi un po' rossi. Anche mio padre da allora usa solo lo scooter 150, anche lui sostiene che il vento è una brutta bestia. Fino al 17 Luglio 2014 quando ci ha lasciati. Da allora quando sono in moto mi sento più vicino alla sua anima, credo che mi vengano ancora gli occhi rossi perché c'è una parte di lei nel vento. Ed arriviamo ad oggi dove mi trovo nel box, la solita VESPA del 1982 che mio padre mi ha appena regalato e che era il regalo che si era fatto lui stesso alla nascita di mia sorella, la solita Honda NC700S e c'è giusto uno spazio che avanza per una bella moto rossa che arriverà a breve. L'ho vista per caso da un concessionario, rossa e con l'aquila, quel simbolo che avevo già visto da qualche parte e che ho sentito subito speciale. MOTO GUZZI V7 II. Ora non mi resta che passare l'esame ed ovviamente portarmela in garage. Forse un'aquila potrà volare in alto per salutare meglio la mia sorellina.