Dopo due anni e mezzo di Tinga sapevo come volava l'aquila, o almeno credevo. Dapprima quante serate per non dire notti, a leggere senza intervenire, topic su topic, anche quelli che non ti interessano, poi...
...poi timidamente la presentazione e ancora più timidamente il
primo post, con l'attenzione di non chiedere cose già chieste,
di fare domande interessanti, non rispondere senza aver capito la
richiesta e non azzardare consigli incompetenti o peggio fare il
saccente sapendo di non esserlo.
Insieme al Tinga prima ho fatto ripartire il mio Superalce e poi ho
acquistato e restaurato un V7 Special. Nel gruppo moto guzzi d’epoca ho
conosciuto tanti amici, tanti esperti , ho ricevuto tanti consigli, ho
appreso tante informazioni, alcune certezze... una sola verità:
L'AQUILA VOLA CON LA TESTA IN AVANTI.
Scusate amici tutto questo mio dire un po’ sibillino, il fatto è
che non so più se questa cosa per me scontata possa essere
un’affermazione sulla quale scommettere e allora vi racconto tutto per
avere rassicurazioni o dovermi rassegnare ad una brutta figura.
Giorni addietro alla fine del restauro del V7 Special, mi ritrovo ad
osservare presso l’officina di un meccanico mio amico, una splendida
Nevada 750, credo del 1998/2000, ottimamente conservata e con colori
accattivanti che a distanza potevano definirsi in giallo su fondo
azzurro, ma da vicino l’azzurro era un bel metallizzato ed il giallo
era un meraviglioso giallo-oro-metallizzato sul quale spiccava in tutta
la sua bellezza il logo dell’aquila in oro-bruno. Era in vendita, anche
ad un buon prezzo, se avessi avuto la disponibilità nonostante
lo ”Special“ in dirittura d’arrivo, ci avrei fatto un pensierino...
anzi due visto che ci penso ancora, e comunque preso dal mio problema
principale al momento non ho approfondito l’osservazione, anche
perché mi viene presentato un signore già in parola per
l’acquisto con il proprietario (non presente), il quale saputo della
mia passione Guzzi comincia a riempirmi di domande d’ogni genere, dalla
possibile valutazione del Nevada alle informazioni sulle moto d’epoca
passando attraverso la strampalata volontà di riverniciarla
completamente perché a lui la moto piaceva nera.
Non so cosa avreste fatto voi, io armandomi di santa pazienza ho
cominciato a spiegare che quell’idea oltretutto dispendiosa lo avrebbe
penalizzato al raggiungimento dei requisiti d’epoca, che avrebbe dovuto
fare ricerche sui colori in produzione nell’anno di costruzione, che la
filosofia di questa passione quando ti prende ti porta a cercare il
bullone da 13 con la testa da 14… e bla-bla-bla, bla-bla-bla e
bla-bla-bla tutte quelle cose che ci diciamo nel forum.
Nei giorni successivi (in quel periodo io facevo alcuni interventi alla
mia moto presso l’officina del mio amico) lui era sempre intorno alla
moto e anche se non aveva ancora concluso l’affare, li separavano poche
decine di euro, così che gli scambi d’opinione erano frequenti e
fu in uno di questi che gli sciorinai, con dovizia di particolari, la
tecnica di applicazione dei decals con particolare attenzione al logo
dell’aquila e alla sua corretta posizione con dimostrazione sulla mia
moto e verifica di conferma sulla (quasi) sua. CVD (Come Volevasi
Dimostrare) era la dicitura abbreviata del mio insegnante di matematica
alla verifica di un teorema. Per spazio di parcheggio avevo sempre
osservato la moto sul lato destro e verificando sul sinistro...
”orrore” l’aquila andava in retromarcia.
Il dado è tratto, la moto è stata riverniciata. Fu lui a
trarre la conclusione e ad avvalorare questa versione con altre
scoperte di particolari incomprensibili come il filetto di separazione
non troppo omogeneo nelle curve e nelle giunzioni, e non perché
è fatto a mano bensì perché schermato con
superficialità. Forse inconsapevolmente gli avevo dato il modo
di tirare sul prezzo o addirittura di riverniciarla nera senza spese.
Così che il giorno dopo in presenza del venditore…
Prima di andare avanti con il racconto devo necessariamente riferire un
particolare, forse, non di poco conto. I due Tizi in trattativa si
conoscevano, anzi di più, erano colleghi, anzi di più,
erano due marescialli (per dovere di cronaca non dell’Arma) e io
ingenuamente mi sono trovato tra i due ad essere giudice per
competenza, ma continuiamo con il racconto…
con noncuranza sancivo il verdetto affermando che l’aquila rivolta
avanti per la Moto Guzzi è come l’ABC. Ricordo ancora la scena,
una pugnalata nello stomaco e nessuna risposta, per tutti tacito
assenso.
Il giorno dopo mi sento molto a disagio con il mio amico meccanico che
mi raccontava dei giuramenti del venditore sul dubbio che la moto fosse
riverniciata, il venditore era suo cliente da tanti anni, l’aveva
acquistata nuova e non aveva mai avuto incidenti, il mio amico lo
poteva garantire.
Passa qualche giorno il compratore trova su internet una Nevada nera a
minor prezzo, la trattativa non va a buon fine, il venditore tramite il
meccanico mi minaccia di mancata vendita, penso ad una provocazione, ma
incontrandomi conferma l’intenzione aggiungendo di essersi documentato
presso la Moto Guzzi dove gli garantivano che la sua moto era uscita
così dalla fabbrica, inoltre di aver incontrato altre Nevada con
l’aquila rovescia ed in particolare di aver incontrato il possessore di
una di queste che a sua volta aveva avuto lo stesso problema
approfondendo la cosa con lo stesso risultato.
Mi indispettisco, vado su internet e di aquile rovesce ne trovo
più d’una, non solo ma ne verifico di persona un paio ai moto
raduni anche ad altri modelli dello stesso periodo. E’ possibile che
anche se riverniciati vi siano così tanti sprovveduti, e ancora
è possibile che in un periodo buio la nostra amata Guzzi abbia
potuto produrre bendata?
Come è finita? La minaccia è rimasta una provocazione, la
moto ha trovato un altro proprietario, tutti soddisfatti... tranne io.