Ovvero, delle piccole cose che danno felicità...
Milano 31.12.09 h 22.30
E' bello non doversi preoccupare di come vestirsi per la notte di
capodanno: stanotte lavoro quindi indosso come sempre pantaloni e
giubbotto di pelle, stivali tecnici e sneakers nello zaino per il
cambio al locale, unica concessione alla serata una camicia invece
della solita t-shirt. L'apertura per lo staff sarebbe alle 00.15 ma
decidiamo di trovarci prima di mezzanotte per fare un brindisi, io in
particolare apprezzo questa variante in quanto l'idea di trovarmi a
mezzanotte sotto il tiro incrociato di bazooka petardi e fuochi
artificiali mi garbava poco, visto che la moto ha decisamente meno
contraerea di un auto.
Mi dirigo al box in un silenzio surreale rotto solo da qualche rombo di
artiglieria: per le strade non c'è nessuno. Intraprendo il
mio solito percorso, naviglio piazza XXIV Maggio circonvalla interna,
con la differenza rispetto al solito che stasera a parte le rare auto,
in giro non c'è non dico una moto ma nemmeno uno scooter.
Incredibile! Sono l'unico alieno su due ruote che circola a Milano la
sera di fine anno. La mia Hornet elettrizzata da questa
singolarità stasera risponde particolarmente bene ai miei
comandi, ai semafori fa le fusa e nei rettilinei deserti mi regala
accelerate fluide e imponenti. Percorro dieci kilometri di tragitto
urbano mantenendo il record di unico biker in circolazione.
In prossimità del locale, siamo in viale Monza ormai, la
tregua sta per cessare e dalle finestre iniziano a erompere fiamme e
detonazioni. Un botto particolarmente vicino mi fa sobbalzare, davvero
procedere tra i fuochi artificiali sarebbe insopportabile e pericoloso,
quindi accelero sfiorando il massimo dei giri in terza e riesco
addirittura a fare ruggire questa moto dal sound naturalmente anche
troppo discreto, e finalmente sono giunto a destinazione. Posteggio nel
cortile tirando un sospiro di sollievo: anche questo tragitto
è finito, anche l'anno finalmente sta per finire e speriamo
che il nuovo ci porti serenità e salute.
Mentalmente saluto la mia moto e la ringrazio per essere stata una
compagna così fedele e affidabile durante questi ultimi
dodici mesi, con la rassicurante certezza che domattina, quando
sarò stanco sfinito, lei sarà lì
scintillante come sempre e pronta a riportarmi a casa. Entro e iniziamo
a scambiarci gli auguri, mentre dentro di me penso: 'Chi va in moto a
capodanno ....'
Milano 07.01.09 h 16.00
Finalmente la palestra ha riaperto dopo le vacanze natalizie, in questi
giorni ho lavorato molto e una pausa ogni tanto fa bene, nel frattempo
ne ho approfittato per variare un po' e sono andato qualche volta in
piscina, però non c'è niente da fare, i pesi sono
i pesi!
Finito l'allenamento, mentre scaldo il motore e inizio a a armeggiare
con vari passamontagna casco etc. passa una mamma tenendo un bambino
che avrà sì e no cinque anni per mano che, come
mi vede, si ferma e inizia a fissare me e la moto alternativamente. A
un primo strattone fa né più né meno
come i cani al guinzaglio quando si fermano rapiti a odorare qualcosa:
si fa trascinare qualche centimetro ma poi oppone resistenza passiva e
rimane lì imbambolato a fissarmi.
Io, pensando che col passamontagna addosso devo essere una visione poco
rassicurante, me lo sfilo e gli faccio ciao con il guanto, al che lui
mi sfodera un bel sorriso mentre la mamma, rassegnata, tira un sospiro.
Io ricambio il sorriso a 32 denti e rivolgendomi a lei dico: 'Signora,
temo che suo figlio da grande sarà motociclista' al che mi
risponde, sempre sospirando: 'Eh, ha preso tutto dal papà!
non c'è verso quando vede una moto di staccarlo, lo vede
sembra ipnotizzato!'
Colpito da questo talento cosi' precoce, gli faccio un bel saluto a V e
gli dico: 'Giovanotto ci vediamo presto in pista!' rimetto
passamontagna e casco e sempre osservato da questo piccolo fan gli
regalo la più elegante e fluida delle partenze. Quando
scendo dal marciapiede lo vedo nello specchietto destro, ancora fermo
li' con lo sguardo rapito, mano nella mano alla mamma rassegnata ma,
scommettiamo? anche orgogliosa.
Milano 17.01.09 h 20.30
Come sempre quando arrivo un po' in anticipo al locale, mi fermo al
distributore all'angolo di via Dei Valtorta, in quanto nelle ore di
self-service è in assoluto il più conveniente di
tutti quelli che trovo sui miei percorsi abituali (ehm, sì
io bado anche a queste cose), accosto alla colonnina e scendo
sfilandomi solo i guanti per inserire le banconote nella macchinetta.
Con la coda dell'occhio ho intravisto frattanto entrare una moto nella
piazzola, siamo talmente pochi a girare con queste temperature che in
qualche modo la cosa fa sempre piacere. Quando mi giro per tornare alla
mia ho un attimo di straniamento: affiancata simmetrica, ma all'altra
colonnina, vedo un'altra Hornet, dello stesso identico blu, con doppio
scarico quindi una 900 come la mia. L'effetto è
sbalorditivo! cerco con lo sguardo il motociclista e gli dico:
'Praticamente un raduno!' lui tutto sorridente mi risponde: 'Ahah si',
anche se ormai ne girano poche di queste' e io ribatto: 'Ma
è sempre una delle moto più belle in
circolazione'.
Infatti vi posso assicurare che lo spettacolo di due hornettone blu
belle pulite e scintillanti sotto le luci del distributore, era tale da
non lasciare indifferenti.
Lui annuisce, perdiamo un po' di tempo a esplorare le reciproche moto
alla ricerca di particolari identici e di piccole differenze (lui ha le
frecce più grandi che io trovo bruttine ma ha un cupolino
più bello del mio ) e sono certo che nel frattempo per la
testa gli passano gli stessi pensieri, anzi poco ci manca che gli
proponga, cosi' su due ruote, di andare a farci un bel giro assieme! ma
come si dice, il dovere mi chiama quindi metto in moto e prima di
partire gli faccio il saluto, lui ricambia e io mi allontano tutto
contento come se avessi incontrato un vecchio amico che non vedevo da
tempo.
Poi al lavoro ripensando a questa coincidenza, che peraltro mi ha messo
di ottimo umore, rifletto su come siano diverse le cose tra bikers;
probabilmente i proprietari di due suv identici affiancati al
distributore si guarderebbero in cagnesco, noi invece abbiamo questa
curiosità e apertura nei confronti dei nostri simili quasi
infantile, la quale fa sì che due adulti, due sconosciuti,
attacchino discorso scambiandosi grandi sorrisi e, poco ci manca, gran
pacche amichevoli sulla schiena.
LAMPS all'hornettista del distributore!