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Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
Scritto da JO195 - Pubblicato Domenica 17 gennaio 2010 @ 20:48:02 CET
Premetto di non essere un medico pertanto l'esposizione dell'argomento
risulterà agli eventuali addetti ai lavori, assolutamente
amatoriale...
Ciò che ho imparato a proposito di aritmie e tachicardie
è frutto della lettura di articoli facilmente reperibili in
rete e dell'esperienza diretta perché per molti anni son
stato affetto da un disturbo che va sotto il nome di fibrillazione.
In parole povere, quando meno te lo aspetti il muscolo cardiaco
improvvisamente e senza un apparente valido motivo aumenta la propria
frequenza fino a 180 - 200 battiti o più, che si susseguono
in maniera disordinata ed irregolare (aritmia).
Talvolta il fenomeno in questione (che si può manifestare a
riposo, durante esercizio fisico ma anche durante il sonno si
è presentato mentre ero alla guida della moto e l'aumento
dei battiti era associato a dispnea e vertigini. Durante questi episodi
son sempre rimasto lucido, conservando il controllo del mezzo ma il
disagio che si crea per il timore della propria ed altrui
incolumità è facilmente immaginabile.
I vari accertamenti strumentali fatti a cadenza regolare
(elettrocardiogrammi ed ecografie sia a riposo che sotto sforzo) non
hanno mai evidenziato malformazioni od anomalie funzionali, il tutto
veniva ricondotto ad un generico stato d'ansia ed istituita adeguata
terapia farmacologica.
In pratica il punto cruciale per una diagnosi di questi disturbi
è riuscire ad effettuare un accertamento mentre la crisi
è in corso e tenendo conto che nel mio caso, gli episodi in
questione son sempre stati 6 o 7 l'anno con una durata che
và da pochi secondi ai 20 - 30 minuti si capisce come possa
esser difficile raggiungere o farsi raggiungere in tempo da un medico
per poterli documentare. Anche un registratore Ecg Holter in funzione
per 24 ore (è delle dimensioni di un pacchetto di sigarette
e si indossa a tracolla sotto gli indumenti) raramente
riuscirà a catturare l'evento proprio perché di
natura improvvisa e sporadica.
Ciò che nell'estate 2009 ha impresso un cambiamento di rotta
è stato un episodio particolarmente pronunciato (180 battiti
con durata di circa 5 ore) dunque adeguatamente monitorato e trattato
al pronto soccorso locale. Da qui l'invio in un centro specializzato
per la cura delle aritmie (Fondazione C.N.R. " G. Monasterio " - Pisa)
dove il cardiologo/aritmologo utilizzando adeguate attrezzature
diagnostiche ha definito con esattezza il tipo di alterazione e
programmato gli interventi più appropriati.
Bene, se siete arrivati a leggere fin qui senza sbadigliare troppo
entriamo nel vivo della cronaca e vediamo come si fa il "tagliando" al
cuore.
Il primo passo è lo Studio Elettrofisiologico Transesofageo:
un sondino di piccolo diametro (...uno " spaghettone ") viene inserito
da una narice e posizionato nell'esofago, che è adiacente
all'atrio sinistro. Il suo scopo è quello di emettere degli
impulsi elettrici al fine di provocare la tachicardia e studiarne la
natura. Si tratta di uno studio svolto in regime di day hospital della
durata di poco più di un'ora, poco invasivo ed assolutamente
sicuro.
Cosa si prova quando vengono emesse quelle deboli scariche elettriche?
Beh, immagino che molti abbiano appoggiato sulla lingua le lamelle
metalliche delle pile piatte per sentire se eran cariche (...da bambini
lo si faceva anche solo per scherzo) ecco, più o meno...
Una volta emessa la diagnosi ci si può mettere in lista
d'attesa per effettuare un secondo e probabilmente definitivo
intervento: lo Studio Elettrofisiologico Endocavitario con conseguente
Ablazione del Circuito Accessorio.
...vado a mettere il dito nella piaga, non addormentateVi proprio
adesso...
Rispetto alla prima indagine questa richiede un ricovero di breve
durata (2 notti - 3 giorni nel mio caso). Questo studio viene eseguito
in anestesia locale, introducendo dei sondini (elettrocateteri) dai
vasi sanguigni dell'inguine facendogli raggiungere il cuore. Il fine
è quello di ottenere informazioni dettagliate (mappatura
elettrica) e quindi individuare con precisione la porzione di tessuto
cardiaco all'origine del disturbo. Non si tratta di una procedura
chirurgica classica che necessita di tagli sul torace ma di un
approccio assolutamente meno invasivo.
Sono rimasto vigile per tutto il tempo dell'operazione (circa 4 ore)
interagendo col chirurgo quando richiesto per rispondere a qualche
domanda ed ho potuto vedere tramite i monitor il percorso ed i
movimenti dei quattro cateteri.
Quando la zona che causa il funzionamento anomalo del cuore viene
localizzata con certezza, il sondino ablatore tramite appositi
elettrodi emette energia sottoforma di radio frequenza che necrotizza,
ovvero distrugge quella porzione di tessuto.
La sensazione avvertita durante questo frangente è di
leggero calore interno al cuore e niente più.
Tornato in camera mi sono stati posizionati dei sacchetti relativamente
piccoli ma pesanti in zona inguinale per facilitare la chiusura delle
ferite. Concludendo direi che l'aspetto più fastidioso di
tutto l'intervento è stato quello di dover mantenere per
molte ore la posizione supina necessaria per lo svolgimento
dell'operazione e poi per passare la notte con scarse
possibilità di movimento.
A distanza di quasi quattro mesi non e' possibile escludere recidive ma
gli studi compiuti evidenziano una altissima percentuale di successo.
Con la borsa ancora in mano, prima di salire in casa ho aperto il
garage e mi son beato della sua presenza, pensando che in fondo, con le
naturali differenze siamo però molto simili, con tutti quei
tubicini che trasportano un qualche liquido e tutti quei fili che
mandano impulsi elettrici da una parte all'altra... La "motina" era
lì e mi appariva più bella che mai.
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Re: Disturbi cardiaci e guida della motociclettadi hanamici_89 il 18-01-2010 15:53:39 bell'articolo, goditi la moto appena potrai!
un augurio di rapida guarigione ;)
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di JO195 il 18-01-2010 18:53:39
Grazie per gli auguri di pronta guarigione, ho gia' fatto 2000 km dall'intervento e sto' benone. Buona strada ! Giovanni
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di einstain il 20-01-2010 21:06:39
Auguri di cuore non sei solo.
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di JO195 il 21-01-2010 18:35:49
Ciao , spero che tu possa godere di buona salute. Buona strada. Giovanni
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di pippo1 il 27-01-2010 10:29:17
In bocca al lupo! Goditi la vita e non ci pensare piu!
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di savelli46 il 27-01-2010 19:41:37
ciao,sono Savelli46 mi hanno riscontrato anche a me aritmie facendo delle visite x la medicina del lavoro ,ora fatto la visita mi hanno consigliato di fare un eco e un esame che si chiama valutazione elettrofisiologica x escludere una pre eccitazione ventricolare.
A volte mi capita di essere in moto e non sentirmi bene,
il cuore comincia a battere forte e comincia l'ansia x non sapere cosa fare ,poi passa e dura una manciata di secondi sentendomi le gambe molli come un fico e senzazione di malessere
,ma capisci che andare in giro così è veramente brutto
ho fatto un sacco di esami di tutti i tipi e tutti con esito negativo
ma il cuore mi hanno detto che andava bene
sono passati ormai 5 anni ed ancora non so bene cosa ho!!!
però forse sentendo le tue parole può essere questa cosa delle aritmie ,scusa e grazie savi
Re: Disturbi cardiaci e guida della motociclettadi bikerlatin il 18-01-2010 16:00:22 io ho un problema chiamato q.t. lungo che cmq riguarda i battiti del cuore..ma non so se si alzano o si abbassano i battiti..ovvio che quando vado in moto per tutto il giorno anche nei posti alti dove non dovrei esserci a volte sento un calo di pressione soprattutto se riempo la pancia di cibo..per cui ricorro ad acqua e zucchero...o un po di banane..poi cerco di scendere giu e tutto ritorna come prima..mi pare il tuo problemino sia un po' piu evidente rispetto al mio che e' una sindrome...
facci sapere..
p.s. anche io faccio holter spesso e mi dice sempre che va tutto bene dopo i test......sara' che e' inefficace? prendi per caso corgard? parliamone in privato se vuoi.
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di JO195 il 18-01-2010 19:03:30
Ciao, come scritto nella premessa non sono un medico quindi non so' veramente cosa dirti a proposito dei tuoi disturbi. Consentimi solo un modesto parere. Dalla tua descrizione dei fatti mi sembra di capire che cerchi di ovviare in parte con dei rimedi dettati dal buon senso. Perche' non ti rivolgi ad un centro specializzato ? Non so' in che zona abiti ma non dovrebbe esser difficile trovarne uno. Ciao, Giovanni
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di bikerlatin il 18-01-2010 22:07:02
ma no....i rimedi sono quelli consigliati dal dottore..oltre al farmaco...quindi non ti preoccupare ^____*
Re: Disturbi cardiaci e guida della motociclettadi Shangri-La il 18-01-2010 16:36:24 Io non so se sia un disturbo cardiaco propriamente detto (non credo) nel mio caso.
In pratica, 6-7 anni fa sentii come una sorta di perdita di conoscenza con evidente sensazione di torpore
alle guance e braccia.
Per farla breve ECG negativo, doppler alle carotidi negativo, insomma niente.
Negli anni successivi gli episodi sono stati sempre piu' sporadici; una sola volta in auto credo di aver perso conoscenza per frazioni di secondo ma fortunatamente ero in coda fermo sul GRA.
Recentemente, mentre ero in auto, mi sono accorto di qualcosa di strano, insomma la sensazione tipica di stretta al collo e guance che, pero' e' passata dopo qualche minuto.
Forse e' il disturbo e' collegato a problemi di cervicale, boh.
Come nel tuo caso e' difficile indagare perche' l'evento e' sporadico e, fortunamente, di breve durata.
Come nel tuo caso, anch'io ho paura dei danni che potrei provocare a me e ad altri, pero' confido nel fatto che riesco a sentire in anticipo che qualcosa sta succedendo.
Spero proprio che tu abbia risolto definitivamente.
Un grande in bocca al lupo.
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di JO195 il 18-01-2010 19:06:37
Grazie di cuore per gli auguri che ricambio con affetto. Giovanni
Re: Disturbi cardiaci e guida della motociclettadi maurogiob il 20-01-2010 21:49:56 Caro JO195
il tuo disturbo potrebbe essere la sindrome di Wolf-Parkinson-White, in cui un fascio anomalo del sistema di conduzione trasmette ad impulsi di aberranti che possono sfociare in importanti aritmie, come episodi di tachicardia parossistica atriale, flutter o fibrillazione atriale. Una volta che il fascio accessorio è stato "distrutto", come nel tuo caso (mi sembra di aver capito così), sei guarito.
Essere cardiopatici è una bella rogna se invece si hanno patologie più gravi perchè può non essere compatibile con la patente di guida. Si passa attraverso una commissione medica locale che, previo accertamento medico ed esami specifici, stabilisce periodicamente l'idoneità alla guida. Uno dei parametri valutati è la frazione di eiezione che di solito dovrebbe essere superiore al 36% (anche se su questo non ci sono regole fisse in quanto la legge dice solo che un grave cardiopatico non può avere la patente, senza fornire precisazioni ulteriori). Così capita che ci siano cardiopatici asintomatici e ben compensati, senza 1 sintomo, che si trovano bloccati al rinnovo della patente (da effettuarsi con maggiore frequenza, anche una volta all'anno) a causa della frazione di eiezione bassa e minore al 36%. Tale frazione di eiezione è un parametro valutato da un esame operatore dipendente: l'ecocardiografia. Il valore normale è circa 65-70%. Il valore minimo per avere la patente può essere anche del 33%, del 40% o ad altri valori xkè la valutazione è a discrezione della commissione e non c'è una soglia riconosciuta universalmente.
E' giusto questo?
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di JO195 il 21-01-2010 18:49:51
Ciao Maurogiob, ti ringrazio per il tuo commento, tecnico ed al tempo stesso appassionato. Non so' cosa rispondere alla tua domanda anche se dalla descrizione del caso direi, no, non e' giusto. Non vorrei cadere nelle solita retorica piagnona dicendo che e' una situazione all'italiana... sarebbe invece interessante sapere cosa prevede la legge in altri Paesi , europei e non. Concludo dicendo che mi era stata diagnosticata : Tachicardia reciprocante ortodromica atrioventricolare da via accessoria occulta laterale sinistra. Buone cose. Giovanni
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di maurogiob il 21-01-2010 20:05:02
Il meccanismo fisiopatologico della tua patologia è più o meno lo stesso di quello della sindrome di W-P-W, altro che in quest'ultima si vede una onda delta all'ECG, che dovrebbe mancare nel tuo caso - comunque bisogna valutare bene l'holter delle 24h. L'importante è che ora sei guarito.
Riguardo alla frazione di eiezione non so quali siano le disposizioni in altri paesi; proverò ad informarmi perchè questo è proprio il mio caso, purtroppo. La patente a3 mi durerà fino alla fine di maggio e poi, come ogni anno, dovrò passare al vaglio della commissione medica patenti che mi ha già tolto la a3 e la b ben 3 volte. E' un terno al lotto e il paziente è sempre il più debole. Non abbiamo nessuna voce in capitolo. L'unica cosa di cui sono felice è che sto bene e con la terapia medica non ho nessun sintomo: conduco una vita normale, e anche molto stressata. Fino a fine maggio mi godrò la moto, e poi speriamo bene.
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di JO195 il 22-01-2010 18:11:45
I momenti di sconforto affliggono tutti, a maggior ragione se ciclicamente sei sottoposto al rischio della sospensione della patente. Dalle tue parole si evince che sei una persona informata e credo che gli strumenti cognitivi per combattere non ti manchino. Ti rinnovo la mia solidarieta' con gli auguri di poter guidare a lungo la tua moto. Giovanni
- Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta
di maurogiob il 22-01-2010 20:57:32
Grazie anche a Te un augurone! ciao Mauro
Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta di eolo il 27-01-2010 11:40:57
un amico ha gli stessi problemi da quando è nato, gli basta fare un respiro profondo e trattenere il fiato per un 5 10 secondi e gli passa, quando gli prende sente che le forze gli mancano, a tutt'oggi i medici gli hanno detto che è fisiologico, in parole povere non sanno cosè, ma il cuore è apposto, forse dipende dai comandi che il cervello da al cuore
Comunque lui continua ad andare in moto senza probremi, ovvio che se fai una guida sicura la maggior parte delle volte hai tempo di fermarti e metterti in sicurezza ad aspettare che passi.
Mi ricordo che sotto il militare si è dovuto fare tre mesi, in quanto nessuno gli credeva, poi un bel giorno di mattina gli è venuta la tachicardia e lui tutto contento non se l'è fatta passare ed è corso subito in infermeria, difatti dopo due giorni stava a casa.
Sono convinto che comunque tu abbia risolto definitivamente
http://www.museociclismo.it/content/articoli/articolo.php?type=cicl&da=1&tot=3&strparam=MTQ1Mw==
qui un grande campione che aveva il cuore un pò matto come il tuo, quando stava per vincere gli prendeva l'eccitazione e andava in tachicardia, pensavano fosse un problema fisiologico invece era solo psicologico
auguroni e te e alla tua moto
Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta di fabulito il 28-01-2010 11:01:33
Una storia dolce e forte. un pezzo della tua vita a disposizione di chi abbia il "cuore" di leggerla.
Ho adorato le ultime tre righe del tuo racconto.
Grazie
Fabio
Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta di Tico il 01-02-2010 20:08:38
L'importante è controllarsi, bene e con regolarità!
Io ho avuto molti problemi, ma ora guido regolarmente la moto e la macchina.
La parte più difficile di questi disturbi è la parte psicologica, le ansie, la paura.
Se volete parlarne, ovviamente in privato. :)
Ciao a tutti i cuori pazzi!
Tico
Re: Disturbi cardiaci e guida della motocicletta di vecchiopirla il 03-02-2010 19:12:09
ciao sono vecchiopirla sono diabetico cardiopatico iperteso prostata 5 ernie del disco ho 58 anni e con mio figlio sono andato al raduno degli elefanti viva la vita e non pessiamoci piu
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