Cari Carlo Guzzi e Giorgio Parodi inventori della MOTO GUZZI, innanzitutto
vi ringrazio: senza di voi non sarei stato un Guzzista...
Credo che con enorme dolore voi tre amici da lassù state
vedendo questa brutta avventura che sta vivendo il vostro marchio, il
vostro sogno la vostra idea, ma almeno saprete già la fine
di queste vicende essendo nella conoscenza di Dio.
Quindi avrete già festeggiato o sarete delusi di questi
“ominidi industriali senza sogni”.
LA MOTO GUZZI di Mandello è dal 1921che sforna moto
invidiate da tutto il mondo perché già da allora
erano la gioia di tutti vederle passare e facevano rimanere a bocca
aperta i bambini, i genitori e gli anziani che con gli occhi che
brillavano sognavano una moto cosi bella e dentro le loro orecchie
rimaneva il suono del motore di Mandello.
Ora pian piano nel silenzio generale la Moto Guzzi sta rischiando
grosso, il presidente e i capi che dopo di voi hanno preso i comandi
dell'azienda pensando solo ai soldi e senza il minimo amore come solo
l'uomo sa fare dato che come obbiettivo finale c'è solo il
Dio denaro, hanno portato a questa difficile situazione!!!
Essere un Guzzista è e sarà sempre bello, ora
però il Marchio sta male! E allora???
Forse è meglio fare finta di niente e girargli le spalle,
cambiare la propria Guzzi con qualcun' altra? NO!
I Guzzisti che vogliono scappare lo facciano pure.
Voglio solo che i Guzzisti veri rimangano insieme a lottare!
E' troppo facile filarsela adesso, girare le spalle e fare finta di
niente, come pestare un barbone che dorme, fregare la borsa a una
vecchietta o non girarsi a un bambino che ti chiede aiuto, NO!
E' adesso che a Moto Guzzi serve il nostro aiuto!
Noi rimasti saremo comunque felici, urlando dalla gioia
perché nessuno potrà mai toglierci l'orgoglio di
essere un vero GUZZISTA.
Non è tutto da buttare quello che ha fatto Colaninno (Griso,
Stelvio, Breva, Norge, Bellagio), allora cosa fare adesso???
Bè se Colaninno non ama questo marchio e conta solo il
portafogli che gli si gonfia facendo tutto di fretta e sfornando moto a
casaccio, allora se ne vada!
Se invece ha rispetto per il PRIMO MARCHIO di MOTO ITALIANO l'aiuti sul
serio e si affianchi di gente seria che soprattutto ami la Guzzi,
organizzi delle riunioni con tutti i concessionari e moto club
d'Italia, e allora così potrebbero nascere delle nuove moto
progettate, fatte con amore e passione.
La colpa non è degli operai e di chi ci suda per
assemblarle...
Quanti attimi di vita ci hanno dato queste moto che ora si sono
trasformati in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate
così fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e
piovosa giornata di novembre!
Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, un
tramonto, un paese piccolissimo, una curva e perdetevi in quello
sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che
spontaneo stira gli angoli del viso e distende la fronte.
Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un
giorno dovesse rinunciare a questa passione.
Preparatevi a sentire l'urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di
bimbo diventare lo sguardo di un marinaio
costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che
guarda il cielo ancorato a terra. In moto si muore, è vero,
ma per molti non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci
è concesso...
E se ancora non lo avete capito, beh, lasciate perdere, non lo capirete
mai, perché chi a perso le ali non se lo ricorda.
Si siamo strana gente! Ma Felici di essere dei Motociclisti e vogliamo
continuare ad essere dei MOTOCICLISTI-GUZZISTI!!!
Ricordo una strada di notte, eravamo io e il mio amico, questa strada
stava immersa nel verde, a parte un vecchio casolare, c'era la luce
fino a poco tempo prima, ma ora era notte, iniziava a piovere, sulla
strada, nessuno.
E chissà ancora per quanto tempo non passerà
un'anima viva, accanto alla strada le nostre due moto immobili, la
vernice profumava di chilometri, la scena anche se vuota è
tanto bella.
Noi due un po' più in la sotto un portico si brindava con
due bicchieri, pieni di birra o forse Red Bull per tenerci svegli
mentre guardavamo le nostre motociclette con le ruote leggermente
consumate, il motore, il tubo di scappamento, la pioggia poggiandosi
sul metallo caldo friggeva dolcemente, nel silenzio il mio amico si
mosse forse avrebbe accarezzato quella motocicletta stanca, ma tra la
sua mano e lei c'era la pioggia che cadeva incessantemente.
Nella vita dell'uomo e della motocicletta ci sono state giornate di
sole, molti chilometri alle spalle con il vento che accarezza il viso,
odori di fiori, di olio, di velocità, ragazze che si fermano
per guardare o a parlare.
Gli occhi di quei due GUZZISTI prima o poi saranno chiusi dalle ore
passate insieme o magari dal tempo ostile che li avrà
divisi, perché a volte gli anni scorrono via troppo
velocemente e sarà triste, una tristezza che è
viva ora nella fabbrica dove con sudore sono nate le nostre moto
però ora tutto tace e tutto è spento, allora
è molto più difficile sorridere, come una notte
tempestosa in una strada vuota e farà sempre più
freddo.
Non posso neanche pensarci, mi vengono i brividi e sto male, allora non
mi resta di sognare con tutto il mio cuore che prima o poi i loro sogni
intatti in lontananza assopiti si risveglieranno e si
sentirà un lieve suono, un rumore, un leggero
borbottio che pian piano riscalderà il cuore...
sì, in quel magico paese chiamato MANDELLO DEL LARIO si
rivedrà una nuova primavera e due motociclette Mandelliane
si affacceranno nuove di zecca dalla mitica fabbrica, saranno guidati
da due amici che sempre nella stessa direzione voleranno verso nuovi
orizzonti...
Che non sia solo un sogno...
Sbifo.